Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7430 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

DD vaccheL’obiettivo degli autori di questo studio era valutare i benefici della somministrazione di ketoprofene nelle vacche da latte affette da dermatite digitale (DD).

Centocinquantotto vacche presentate con DD (stadio M1, M2 o M4.1) sono state assegnate in modo casuale al gruppo di controllo o al gruppo di trattamento. Tutte le bovine sono state trattate con applicazione topica di ossitetraciclina spray. Il gruppo di trattamento ha ricevuto anche un'iniezione intramuscolare di ketoprofene (3 mg/kg, Ketofen 10%, Ceva Animal Health). Le vacche sono state valutate per la mobilità appena prima di essere trattate e poi di nuovo una settimana dopo. Sono state raccolte anche informazioni sulla loro produzione giornaliera di latte.

tc uroCi sono pochi studi che descrivono le caratteristiche del tratto urinario dei conigli utilizzando la tomografia computerizzata (TC) multidetettore. 

Lo scopo degli autori di questo studio era descrivere l'aspetto della TC e le principali caratteristiche del tratto urinario in conigli da compagnia sani. Sono stati pertanto sottoposti a scansione TC semplice e con mezzo di contrasto in anestesia generale 23 conigli sani. 

endurance horseLe lesioni e le fratture del bacino, legate allo stress o alla fatica, sono state riportate solo in un piccolo numero di cavalli da endurance. Lo scopo degli autori di questo studio retrospettivo era descriverne la tipologia di lesioni o fratture del bacino in cavalli impegnati in competizioni su superfici sabbiose.

Sono state revisionate le cartelle cliniche dei cavalli utilizzati per discipline di resistenza e affetti da lesioni da stress osseo e/o fratture da fatica del bacino diagnosticate mediante ecografia. Le lesioni da stress osseo e le fratture da fatica sono state classificate come a carico dell'ala dell’ileo, della diafisi iliaca, della tuberosità ischiatica, delle restanti parti ischiatiche o del pube e suddivise in quattro configurazioni di frattura: frattura iliaca isolata, frattura isolata del pavimento pelvico , frattura isolata della tuberosità ischiatica e fratture multiple. Sono state eseguite statistiche descrittive complessive e sulle configurazioni della frattura per età, sesso, razza, livello di attività, arti colpiti, lesioni precedenti, sviluppo della lesione, stagionalità delle lesioni, risultati fisici e dinamici ed outcome. Per ogni configurazione di frattura e il risultato, sono stati sviluppati modelli di regressione logistica multivariata dopo regressione logistica univariata e analisi di collinearità. La significatività è stata fissata a p≤ 0.05.

bronco2La torsione del lobo polmonare è una patologia rara nella specie felina. Lo scopo di questo studio retrospettivo multicentrico era descrivere i risultati clinici e diagnostici, i trattamenti e l’outcome della torsione del lobo polmonare (LLT) in 10 gatti. 

Dispnea e tachipnea erano i segni clinici più comunemente riscontrati. Il versamento pleurico era presente in nove gatti al momento della presentazione. L'analisi del versamento ha confermato un quadro compatibile con un chilotorace in tre gatti. Nove gatti sono stati sottoposti a TC e cinque gatti sono stati sottoposti a radiografie toraciche. Una diagnosi è stata fatta prima dell'intervento in sei gatti, mentre negli altri quattro gatti è stata fatta una procedura di toracotomia esplorativa. I lobi polmonari interessati erano il craniale destro (n = 4/11), il craniale sinistro (n = 4/11) e il mediano destro (n = 3/11). Un gatto ha avuto una torsione simultanea di due lobi polmonari. 

anemic catMycoplasma haemofelis è la specie di emoplasmi più patogena che colpisce i gatti. M. haemofelis può causare un'infezione acuta che porta a quadri di anemia emolitica. L'obiettivo degli autori di questo studio era rilevare e quantificare la carica batterica di M. haemofelis nei gatti mediante reazione a catena della polimerasi convenzionale (PCR) e mediante PCR quantitativa (qPCR) e, al contempo, descriverne le possibili alterazioni ematologiche. 

Il DNA di M. haemofelis è stato rilevato nel 28,6% dei gatti selezionati casualmente (42 su 147) afferenti ad un Ospedale Veterinario dell'Università del Brasile. La concordanza tra PCR convenzionale e qPCR era sostanziale (k 0,6). Le femmine avevano il doppio delle probabilità di contrarre l'infezione rispetto ai maschi (odds ratio, 2,31). Non c'era alcuna associazione statisticamente significativa (> 0,05) e poca/nessuna correlazione tra i parametri ematologici e la carica batterica media. 

cistifelleaLe anomalie morfologiche della colecisti felina (GB) sono state precedentemente riportate in letteratura. Queste varianti morfologiche si riscontrano frequentemente all'esame ecografico addominale di routine. Lo scopo di questo studio era fornire un sistema di classificazione ecografica di queste varianti e documentarne l'incidenza complessiva nella popolazione felina.

E’ stato pertanto intrapreso uno studio prospettico e descrittivo; sono stati inclusi i gatti che avevano un esame ecografico addominale che includeva almeno un'immagine sagittale e sul piano trasversale del GB. La forma della GB è stata valutata e classificata sulla base di uno schema di classificazione delle varianti morfologiche modificato dalla letteratura umana. Sono state descritte le categorie settate (S), bilobate (B1, B2, B3), duplex(D) e complesse (C).

cane anemicoSebbene si ritenga che l'anemia emolitica immunomediata non rigenerativa (PIMA) preveda l’azione di anticorpi che hanno come target i precursori eritroidi (RBC nucleati, nRBC), la sua patogenesi è, ad oggi, sconosciuta. A tal proposito, si pensa che l'immunoglobulina G (IgG) o la fosfatidilserina (PS) possano promuovere la distruzione di nRBC nella PIMA. L’ipotesi degli autori dello studio era che i cani con PIMA avessero elevati livelli di IgG e PS contro gli nRBC e che i cani con anemia emolitica immunomediata (IMHA) evidenziassero elevati livelli di PS a carico dei globuli rossi maturi rispetto ai cani sani.

Nello studio sono stati inclusi campioni di sangue di 20 cani sani, di cani con IMHA (11) o altre condizioni (non IMHA) (9), campioni di aspirato midollare (con o senza campioni di sangue contestuale) di 10 cani sani e di cani con PIMA (17) o altre (non -IMHA, non PIMA) condizioni (7).

emoaddome caneGli autori di questo studio hanno valutato il valore diagnostico della descrizione ecografica di una massa o nodulo splenico con aspetto cavitario in cani con emoaddome non traumatico.

Nello studio sono stati inclusi 106 cani con emoaddome non traumatico sottoposti a ecografia addominale e splenectomia con esame istologico delle lesioni spleniche. Sono state quindi esaminate le cartelle cliniche dei pazienti ed estrapolate le informazioni riguardanti i risultati ecografici ed istologici. Sono state valutate le performance diagnostiche della descrizione ecografica di una massa o nodulo splenico in corso di emangiosarcoma o di qualsiasi altra neoplasia.

colelitiasiL'acido ursodesossicolico è utilizzato in medicina umana per la sua azione coleretica, ma l'efficacia della gestione medica nei cani con calcoli biliari è sconosciuta. Gli autori dello studio in esame avevano l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche e l’outcome dei cani con colelitiasi, concentrandosi sui casi che hanno ricevuto una terapia medica; infine, altro obiettivo degli autori era l’identificazione dei fattori o delle caratteristiche del paziente che influenzavano il processo decisionale per la gestione chirurgica o medica della litiasi biliare.

Sono stati inclusi nello studio retrospettivamente 38 cani con evidenza ecografica di colelitiasi. I casi sono stati classificati come sintomatici (n = 18) o accidentali (n = 20) e divisi in gruppi trattati con terapia medica (n = 13), trattati chirurgicamente (n = 10) e soggetti non trattati (n = 15). Le variabili biochimiche e la posizione del calcolo sono state confrontate tra i gruppi sintomatici e non sintomatici, utilizzando rispettivamente i test U di Mann-Whitney e chi quadrato. I tempi di sopravvivenza sono stati confrontati utilizzando l'analisi di sopravvivenza di Kaplan-Meier.

stafilo vaccaGli autori dello studio avevano lo scopo di determinare l'espressione di geni potenzialmente correlati alla mastite cronica a livello di mRNA e proteine, vale a dire: recettore chemochinico CC 1 (CCR1), CC motivo chemochina ligando 2 (CCL2), CC motivo chemochina ligando 5 (CXCL5), fattore di necrosi tumorale α(TNFα), interleuchina 1β (IL-1β), interleuchina 6 (IL-6), interleuchina 8 (IL-8), interleuchina 18 (IL-18), nel parenchima della ghiandola mammaria bovina. 

Lo studio esamina le differenze nell'espressione di geni selezionati tra bovine con mastite cronica causata da stafilococchi coagulasi-positivi (CoPS) ​​o coagulasi-negativi (CoNS) e quelle con mammelle sane (H). 

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