Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7663 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

necrosi pigsLa sindrome da infiammazione e necrosi dei suini (SINS) può portare a significative alterazioni cliniche della coda, delle orecchie, degli arti e di altre parti del corpo nei suinetti allattanti, nei suinetti e nei suini da ingrasso. I riscontri clinici sono associati a vasculite, proliferazione intimale e trombosi. La sindrome può essere riscontrabile nei neonati, con un'eziologia principalmente endogena. È stato ipotizzato che la SINS sia innescata da modelli molecolari associati ai microbi di origine intestinale, causando squilibri nel metabolismo del fegato e nell'attività dei globuli bianchi periferici che sono coinvolti nella risposta infiammatoria ed emostatica. Al fine di caratterizzare per la prima volta questi squilibri metabolici nella SINS, sono stati analizzati l’esame emocromocitometrico, i parametri emostatici, i metaboliti sierici e le proteine ​​di fase acuta nel siero di 360 suinetti, svezzati e da ingrasso, ciascuno con punteggi SINS significativamente diversi.

I punteggi SINS e i parametri chimici, ematologici e clinici erano significativamente correlati (p ​​< 0,05), soprattutto nei soggetti svezzati ed in quelli all’ingrasso. Gradi più elevati di SINS clinici erano associati a un aumento del numero di monociti e neutrofili. La coagulazione del sangue risultava alterata nei soggetti svezzati ed è stata riscontrata una trombocitopenia nei soggetti da ingrasso. Inoltre, le proteine sieriche ​​di fase acuta, in particolare la proteina C-reattiva e il fibrinogeno si mostravano aumentate. I metaboliti sierici e gli enzimi epatici erano leggermente alterati. I livelli complessivi di aspartato transaminasi hanno superato il limite fisiologico e sono risultati aumentati parallelamente ai punteggi SINS nei soggetti all’ingrasso.

rattaLe malattie dell’apparato riproduttivo non sono comunemente segnalate nei ratti domestici. Gli autori dello studio avevano pertanto l’obiettivo di riportare: la prevalenza, l'identificazione della malattia, l'outcome e il trattamento delle malattie del tratto riproduttivo nei ratti domestici.

Sono state revisionate le cartelle cliniche di tutte le femmine di ratto presentate dal 2012 al 2020. Gli animali sottoposti a ovarioisterectomia (OHE) e/o ovariectomia (OE) erano idonei per l'inclusione nello studio.

uroperitoneo cavalloL’approccio chirurgico è spesso efficace nel risolvere l'uroperitoneo nei puledri, sebbene si verifichino complicazioni. Le strategie di gestione utilizzate per affrontare queste complicazioni e il loro impatto sulla sopravvivenza non sono stati ancora chiaramente definiti. Lo scopo degli autori dello studio era descrivere le complicanze secondarie alla correzione chirurgica dell'uroperitoneo, documentare le strategie di trattamento e l’outcome dopo l'intervento.

I dati delle cartelle cliniche dei puledri sottoposti a trattamento chirurgico per l'uroperitoneo sono stati recuperati da tre centri chirurgici e sono stati esaminati i casi identificati con complicanze o comorbidità. Il follow-up a lungo termine è stato ottenuto tramite il contatto del proprietario. 

ventilation dog catL’obiettivo degli autori dello studio era quello di determinare le indicazioni e l’outcome della ventilazione a pressione positiva (PPV) nel cane e nel gatto; obiettivo secondario era l’identificazione di eventuali fattori associati al successo dello svezzamento terapeutico.

Sono state revisionate retrospettivamente le cartelle cliniche di 111 cani e 16 gatti; di tali pazienti, sono stati registrati dati relativi a: ​​segnalamento, indicazione per PPV, caratteristiche del paziente, esame emogasanalitico, variabili del ventilatore durante la PPV, durata della PPV ed outcome. I cani erano più comunemente sottoposti a ventilazione assistita per polmoniti (36/111; 32%), mentre i gatti a causa di malattie polmonari multiple (8/16; 50%). La durata mediana del PPV per tutti gli animali era di 25,7 h (intervallo, 0,1-957 h). La PPV a lungo termine (≥24 h) è stata eseguita nel 53% dei casi. Non sono state notate differenze nei tassi di successo dello svezzamento dalla ventilazione tra i casi ventilati per eziologie polmonari (23/99; 23%) rispetto a quelli con malattie non polmonari (9/28; 32%). Complessivamente, 32 su 127 animali (25%; 30 cani, 2 gatti) sono stati svezzati con successo da PPV e 28 su 127 (22%; 26 cani, 2 gatti) sono sopravvissuti alla dimissione dall'ospedale. La ventilazione a lungo termine aveva una maggiore probabilità di successo dello svezzamento (26/67 [39%] vs 6/60 [10%], p = 0,0002) e tassi più elevati di sopravvivenza alla dimissione (23/67 [34%] vs 5/ 60 [8%], p = 0,0005), rispetto alla ventilazione a breve termine. Gli animali con Pao2 /Fio2 e Spo2 /Fio2 più alti e punteggi APPLE e SOFA più bassi al giorno 1 di PPV avevano maggiori probabilità di essere svezzati (p ​​<0,03).

ventilation dogGli autori di questo studio hanno voluto determinare le complicanze associate alla ventilazione a pressione positiva (PPV) in cani e gatti.

Sono state revisionate retrospettivamente le cartelle cliniche di 58 cani e 9 gatti; segnalamento, complicazioni associate con PPV, durata di PPV e outcome sono stati registrati. 

ittero gattoGli autori dello studio avevano l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche, le comorbidità, la frequenza dell'isolamento batterico e il tempo di sopravvivenza dei gatti con sindrome da colangite-colangioepatite suppurativa (S-CCHS).

I dati sono stati raccolti in modo prospettico (dal 1980 al 2019) in merito a caratteristiche cliniche, comorbidità, infezione batterica, durata della malattia e trattamenti. Le variabili sono state valutate per le associazioni con il tempo di sopravvivenza.

timomaIl timoma è un tumore raramente riportato nei cani e dovrebbe essere differenziato dal linfoma mediastinico. I segni clinici possono avere un esordio tardivo e il timoma viene spesso diagnosticato quando si verificano sintomi correlati all'effetto “massa occupante spazio” o a sindromi paraneoplastiche. La TC e i prelievi citologici e bioptici sono utili nel diagnostico differenziale, ma è la citometria a flusso lo strumento diagnostico in grado di fornire informazioni preoperatorie aggiuntive. Tra le sindromi paraneoplastiche segnalate, vi sono per esempio la miastenia gravis e l’ipercalcemia; tuttavia, il loro ruolo come fattori prognostici non è ben determinato. 

L'asportazione chirurgica è il trattamento di scelta; la radioterapia adiuvante e/o la chemioterapia possono prolungare la sopravvivenza nei casi di escissione incompleta o quando viene diagnosticato un carcinoma del timo. Le recidive locali e le metastasi sono riportate di rado; pertanto, è previsto un lungo tempo di sopravvivenza se il tumore viene completamente asportato o se viene intrapresa una terapia adiuvante. 

prbc felineIn medicina umana, il lavaggio degli emocomponenti ​​stoccati prima della trasfusione riduce le lesioni da stoccaggio e l'incidenza delle reazioni trasfusionali; tuttavia, l'efficacia del lavaggio del sangue canino è, ad oggi, sconosciuta.

L'obiettivo degli autori dello studio era determinare se il lavaggio manuale delle unità stoccate di sangue potesse ridurre le lesioni da stoccaggio senza influire negativamente sugli eritrociti. Gli autori hanno ipotizzato che il lavaggio delle unità ottenute avrebbe ridotto le concentrazioni di lesioni da stoccaggio e avrebbe causato un danno minimo agli eritrociti.

ernia toracolombareLe complicazioni gastrointestinali (GI) e le loro manifestazioni cliniche sono scarsamente caratterizzate nei cani trattati chirurgicamente per protrusioni acute del disco intervertebrale toracolombare (TL-IVDE). L'obiettivo degli autori di questo studio retrospettivo era quello di caratterizzare i sintomi gastrointestinali (inclusi vomito, diarrea, melena ed ematochezia) nei cani sottoposti a emilaminectomia per TL-IVDE acuta. 

Sono stati inclusi nello studio 116 cani. La frequenza, il tipo e la gravità dei sintomi gastrointestinali durante il ricovero, la durata del ricovero e l'outcome sono stati ottenuti attraverso le revisioni delle cartelle cliniche dei pazienti. I potenziali fattori di rischio per lo sviluppo delle manifestazioni gastrointestinali sono stati esplorati utilizzando analisi univariate e multivariate. I Sintomi gastrointestinali si sono verificati in 55/116 cani (47%); 22/55 cani (40%) hanno avuto un episodio e 21/55 (38%) hanno avuto ≥5 episodi. La diarrea era la più comune (40/55, 73%) tra le manifestazioni cliniche, mentre gli episodi di melena erano rari (1/55, 2%). I sintomi gastrointestinali si sono sviluppati in 8/11 cani (73%) trattati nel periodo perioperatorio sia con antinfiammatori non steroidei che con corticosteroidi con o senza un periodo di washout e in 25/52 cani (48%) trattati profilatticamente con inibitori della pompa protonica. L'ospedalizzazione mediana è stata di 7 giorni (4-15 giorni) nei pazienti con manifestazioni gastrointestinali e di 5 giorni (4-11 giorni) nei cani senza sintomi gastrointestinali. La durata del ricovero è stata associata allo sviluppo di qualsiasi sintomo gastrointestinale, di diarrea e di manifestazioni gastrointestinali più gravi (p = 0,001, 0,005, 0,021, rispettivamente). Lo sviluppo di segni gastrointestinali più gravi si associava alla paraplegia preoperatoria con percezione del dolore assente all'analisi univariata (p= 0,005) e alla durata dell'anestesia più lunga nell'analisi multivariata (p = 0,047). 

squamocellulare vaccaLo scopo degli autori dello studio era di indagare l’incidenza del carcinoma squamocellulare e l'outcome dopo il trattamento chirurgico nelle vacche. Lo studio ha incluso sei vacche con carcinoma squamocellulare (confermato in 5 bovini e sospettato in 1). Tutti i bovini sono stati sottoposti a esame clinico e test aggiuntivi per confermare la diagnosi. Sono stati registrati razza, età, sesso, localizzazione della neoplasia e trattamento. In un questionario telefonico ai proprietari sono state chieste informazioni relative alla sopravvivenza, l'abbattimento, l'integrazione nella mandria dopo la dimissione dalla clinica, la guarigione delle ferite e la recidiva di neoplasie. 

Cinque carcinomi a cellule squamose oculari sono stati diagnosticati durante il periodo di studio. Non è stato possibile diagnosticare con certezza un'altra neoplasia della parete toracica dorsolaterale di una mucca; tuttavia, tale neoformazione aveva caratteristiche clinicopatologiche riferibili a carcinoma a cellule squamose. Due vacche con carcinoma a cellule squamose oculari sono state soppresse. La prognosi e l'outcome del carcinoma a cellule squamose dipendono dalla diagnosi precoce dei segni clinici, dalla presenza di metastasi e dai tempi di rimozione del tumore. 

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