Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7663 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

peritoneo horseLa concentrazione degli acidi biliari peritoneali (PBAC) non è stata precedentemente riportata nella specie equina. Gli autori di questo studio prospettico osservazionale, dopo aver riscontrato un caso di torsione del lobo del fegato in cui è stato rilevato un aumento del PBAC, hanno voluto indagare il PBAC nei cavalli. In particolare, gli autori si sono posti i seguenti obiettivi: (a) determinare un intervallo di riferimento di PBAC nei cavalli; (b) confrontare il PBAC di cavalli con malattie epatiche o gastrointestinali e cavalli sani e, infine, (c) valutare i valori prognostici e diagnostici del PBAC.

Le concentrazioni di acidi biliari sono state misurate sia nel plasma che nel liquido peritoneale in pazienti selezionati con malattie epatiche o gastrointestinali (n = 108) e cavalli sani (n = 11). Sessantotto dei 108 pazienti sono sopravvissuti alla dimissione ospedaliera e i restanti 40 sono deceduti. Inoltre, sono state eseguite altre analisi ematochimiche.

rabbit mirtazapinaUno dei disturbi più comuni nei conigli è la diminuzione dell'appetito e/o della produzione di feci. Ciò può verificarsi in seguito a dolore, anestesia, malattie sistemiche o gastrointestinali. Insieme alla diagnosi e al trattamento della condizione sottostante, le cure veterinarie dovrebbero mirare a normalizzare l'assunzione di cibo e la produzione di feci. La mirtazapina è un antidepressivo tetraciclico che ha un effetto stimolante per quanto riguarda l’appetito in altre specie. Tuttavia, attualmente, mancano studi sui conigli. 

Nove conigli bianchi della Nuova Zelanda (Oryctolagus cuniculus) di sei mesi, tutti interi (4 maschi, 5 femmine), sono stati utilizzati in uno studio randomizzato, in cieco, controllato e completo. Ogni coniglio ha ricevuto una dose bassa di mirtazapina (1 mg/kg), una dose alta (3 mg/kg) e un trattamento di controllo, il tutto per via orale, una volta al giorno per un totale di 2 giorni consecutivi con un periodo di washout di 5 giorni tra i gruppi di trattamento. La produzione di feci, l'assunzione di cibo e il peso corporeo sono stati misurati prima, durante e dopo il trattamento. 

ocular pain equineLo scopo degli autori di questo studio era descrivere lo sviluppo e la validazione preliminare di una scala del dolore, chiamata Equine Ophthalmic Pain Scale (EOPS), per valutare il dolore oculare nei cavalli. Gli indicatori associati al dolore oculare sono stati selezionati e classificati come espressioni comportamentali, fisiologiche ed oculari. 

Sono stati arruolati nello studio 8 cavalli con diagnosi di malattie oculari o degli annessi che richiedevano un trattamento medico o chirurgico (gruppo P). L'EOPS sviluppato è stato applicato al basale (T0) e 1 settimana dopo (T7). Inoltre, l'EOPS è stato applicato due volte, a 1 settimana di distanza, a 15 cavalli sani appartenenti ad un gruppo di controllo (gruppo C). I video della durata di 60-80 secondi di tutte le valutazioni sono stati analizzati retrospettivamente da sette osservatori, che hanno valutato gli elementi inclusi nelle categorie di espressione comportamentale e oculare dell'EOPS. 

FIP CATLa peritonite infettiva felina (FIP) causata da Coronavirus felino (FCOV) è una malattia comune nei gatti, che può essere fatale se non trattata; nessun trattamento efficace a lungo termine è attualmente disponibile legalmente. L'obiettivo degli autori di questo studio è stato quello di valutare l'efficacia e la tossicità del farmaco multi-componente XRAFCONN® in vitro e in vivo, come trattamento per via orale nei gatti con FIP; gli autori hanno valutato il tasso di sopravvivenza, lo sviluppo di parametri clinici e di laboratorio, cariche virali, anticorpi anti-fcov, e effetti avversi. Analisi di spettrometria di massa e risonanza magnetica nucleare hanno identificato GS-441524 come componente attivo di XRAFHCONN®

Diciotto gatti con FIP sono stati seguiti in maniera prospettica per 84 giorni mentre ricevevano un trattamento per via orale. I valori dei parametri chiave per ogni giorno d'esame sono stati confrontati con i valori prima dell'inizio del trattamento. 

hepatozoon catL'obiettivo degli autori di questo studio era quello di determinare la prevalenza delle specie Hepatozoon (H felis, H canis e H silvestris) in campioni di gatti che vivono in Germania.

Nello studio sono stati inclusi gatti testati per le specie Hepatozoon mediante PCR tra il 2007 e il 2020 dal laboratorio Laboklin. L'anamnesi relativa ai viaggi e i dati ematologici sono stati documentati per i gatti risultati positivi al test. Dal 2018 in poi, un frammento parziale del gene dell'Hepatozoon rRNA 18S è stato sequenziato nei gatti con risultati positivi.

radioiodio terapiaLo iodio radioattivo (131I) è il trattamento d’elezione per l'ipertiroidismo felino; tuttavia, non sono stati ancora determinati né la dose ottimale di 131I, né variabili o indicatori in grado di predire lo sviluppo di azotemia post-trattamento. Gli obiettivi degli autori dello studio erano, pertanto, quelli di valutare le relazioni tra: (1) dose di 131I e sopravvivenza; (2) concentrazione di creatinina sierica pre- e post-trattamento.

Sono state revisionate le cartelle cliniche dei gatti ipertiroidei trattati con 131I in un unico ospedale di referenza al fine di registrare dati relativi a: segnalamento, peso corporeo, concentrazioni sieriche totali di tiroxina (TT4) pre- e post-trattamento, concentrazione sierica di creatinina, dose di 131I utilizzata e sopravvivenza. Il modello Cox è stato utilizzato per valutare l’analisi del rischio e identificare le variabili associate alla sopravvivenza. L'analisi di regressione lineare multivariata è stata utilizzata per identificare le variabili associate alla concentrazione di creatinina sierica post-trattamento.

artrite gattoFrunevetmab, un anticorpo monoclonale fenilizzato inibitore del fattore di crescita nervoso, sembra ridurre in maniera significativa il dolore determinato dall'osteoartrite (OA) nei gatti affetti.

L’obiettivo degli autori dello studio era valutare l'efficacia di frunevetmab somministrato a intervalli mensili in uno studio di superiorità randomizzato, controllato con placebo, a gruppi paralleli, in doppio cieco.

proteinuria catSi presume che la proteinuria sia meno frequente nei gatti rispetto ai cani ed è tipicamente e principalmente associata nella specie felina alla malattia renale cronica (CKD). Gli autori dell'attuale studio miravano a valutare e confrontare i valori del rapporto proteine urinarie-creatinina urinaria (UPC) dei gatti visitati per un controllo annuale completo o per la presentazione di segni clinici sistemici correlati alla CKD.

Il rapporto UPC è stato valutato retrospettivamente in 112 gatti di proprietà: 51 (45,5%) erano gatti apparentemente sani sottoposti a controllo sanitario annuale e 61 (54,5%) erano gatti malati, pazienti cioè che presentavano segni clinici sistemici che suggerivano CKD, come perdita di peso o poliuria/polidipsia, tra gli altri.

TC liverLa tomografia computerizzata (CT) viene spesso eseguita dopo il riscontro ecografico di lesioni focali del fegato (FLL). Non vi è alcun consenso in letteratura per quanto riguarda le caratteristiche CT che potrebbero essere utili nella distinzione tra FLL di natura benigna o maligna. 

L'obiettivo di questa meta-analisi era identificare, in base alla letteratura disponibile, le caratteristiche CT qualitative e quantitative in grado di distinguere tra FLL benigne e maligne. 

urosepsi caneGli autori dello studio retrospettivo in esame avevano l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche, l'outcome e l'utilità di uno score di gravità della malattia nei cani con diagnosi di urosepsi.

L'urosepsi è stata identificata in 32 cani, di cui 9 su 32 (28,1%) con piometra, 7 su 32 (21,8%) con prostatite e 16 su 32 (50%) con pielonefrite. In totale, 28 cani (87,5%) sono sopravvissuti alla dimissione, con i seguenti tassi di sopravvivenza specifici per gruppo: piometra, 9 su 9 (100%); prostatite, 5 su 7 (71,4%); e pielonefrite, 14 su 16 (87,5%). Colture batteriche positive sono state ottenute in 27 cani su 32 (84.1%). I patogeni più comunemente isolati sono stati: Escherichia coli (14/37 [37,8%]), Klebsiella pneumoniae (8/37 [21,6%]) e Staphylococcus pseudintermedius (6/37 [16,2%]). La sindrome da disfunzione multiorgano (MODS) è stata identificata in 21 cani su 32 (65,6%). Sebbene la prevalenza della MODS non fosse differente tra sopravvissuti e non sopravvissuti (p ​​= 0,6), i non sopravvissuti avevano più organi coinvolti dalla disfunzione (p = 0,04). Inoltre, I non sopravvissuti avevano anche punteggi più alti di Acute Patient Physiology ed APPLEFAST rispetto ai sopravvissuti (p ​​= 0,01).

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