Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7610 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Domenica, 27 Febbraio 2022 17:49

Diarrea da coronavirus nelle capre da latte

capre diarreaL'infezione da coronavirus causa malattie gastrointestinali in molte specie. Poco si sa della sua prevalenza e importanza nelle capre. Gli autori di questo studio hanno voluto quindi identificare: l'eziologia, i dati demografici e le caratteristiche cliniche di un focolaio di diarrea nelle capre. L’ipotesi degli autori era che la PCR del coronavirus bovino (BCoV) potrebbe rilevare materiale virale nelle feci delle capre coinvolte nell'epidemia di diarrea.

Nello studio sono state coinvolte dodici mandrie 4-230 capre adulte. Le capre campionate per la PCR fecale avevano ≥1 anno di età: 25 provenivano da allevamenti affetti e 6 da un allevamento di controllo. I primerBCoV PCR per le proteine ​​spike (S) o nucleocapside (N) sono stati utilizzati per testare il materiale fecale delle capre colpite. È stato eseguito il sequenziamento della proteina N e l'analisi filogenetica. I registri della mandria e le indagini dei proprietari sono stati utilizzati per caratterizzare la morbilità, i segni clinici e il trattamento.

zoppia gomitoLa tomografia computerizzata (TC) è sempre più disponibile ed utilizzata nella pratica veterinaria; tuttavia, attualmente, mancano studi pubblicati che descrivono le lesioni TC del gomito nella specie equina. 

Gli autori di questo studio retrospettivo hanno esaminato i cavalli sottoposti a TC del gomito tra luglio 2015 e ottobre 2018 in un centro veterinario. Le lesioni sono state classificate e categorizzate in: sclerosi ossea subcondrale, riassorbimento del radio, dell'ulna e dell'omero, osteofitosi.

uva gattoL’obiettivo degli autori di questo studio era determinare le incidenze dei segni clinici e del danno renale acuto indotto dall’ingestione di uva nei cani e gatti, e le terapie istituite dai veterinari.

Sono stati inclusi nello studio 95 cani e 13 gatti con comprovata ingestione di uva. Quattordici cani e due gatti hanno sviluppato segni clinici: vomito (11/16, 68,8%), letargia (5/16, 31,3%), diarrea (3/16, 18,8%), anoressia (3/16, 18,8%), tremori (2/16, 12,5%) e irrequietezza (1/16, 6,3%). L'incidenza complessiva dei segni clinici è stata del 14,7% nei cani e del 15,4% nei gatti. Un cane (1/95, 1%) ha sviluppato un danno renale acuto, mentre nessun gatto ha evidenziato alterazioni della funzionalità renale. L'induzione del vomito e/o la somministrazione di carbone attivo sono state istituite in 72 su 82 (88%) cani asintomatici, e 8/11 (73%) gatti asintomatici, sei su 14 (43%) cani sintomatici e 2/2 (100%) gatti sintomatici. Complessivamente, l'emesi è stata indotta in 72/95 (76%) cani (tasso di successo del 100%) e nella maggior parte dei casi ha portato alla rimozione dell’uva (98% quando indotto <4 ore dopo l'ingestione e 83% quando indotto da 4 a 12 ore dopo l'ingestione). L'emesi è stata infine indotta in 7/13 (54%) gatti (86% di percentuale di successo), con rimozione dell’uva nell'83% dei casi.

aspergillosiL'aspergillosi disseminata (DA) nei cani ha una prognosi riservata e manca un protocollo di trattamento standardizzato. Gli autori dello studio in esame hanno valutato retrospettivamente i tempi di sopravvivenza e i fattori prognostici della malattia.

Sono stati pertanto raccolti i dati sui casi di aspergillosi disseminata canina provenienti da 13 centri veterinari di referenza australiani, con una diagnosi confermata mediante esame colturale o PCR. I fattori che influenzavano il tempo di sopravvivenza sono stati caratterizzati utilizzando un modello di regressione.

acromegalyLo scopo degli autori di questo studio era di valutare la sicurezza e l'efficacia della cabergolina nel controllo dei gatti con acromegalia (HST) e diabete mellito (DM).

Sono stati arruolati in maniera prospettica 23 gatti affetti sia da HST che da DM. I gatti hanno ricevuto una dose di 10 μg/kg di cabergolina ogni 48h PO per 6 mesi. Il fattore di crescita insulino-simile (IGF-1), le concentrazioni di fruttosamina, la dose di insulina e l'indice di resistenza all'insulina (IRI) sono stati misurati alla diagnosi di HST, all'inizio del trattamento con cabergolina (t0), a 3 mesi (t1) e 6 mesi (t2) dall’inizio del trattamento con cabergolina.

c.e. toraceGli obiettivi degli autori dello studio erano: descrivere la presentazione clinica, il management e l'outcome dei cani che si presentavano con corpi estranei (spiedini) di legno intratoracici provenienti dal tratto gastroenterico.

Sono stati quindi esaminati retrospettivamente i dati relativi ai cani che rispondevano ai suddetti criteri di inclusione e sono state registrate informazioni riguardanti: segnalamento, presentazione clinica, durata dei segni clinici, alterazioni ematochimiche, imaging, procedura chirurgica, complicanze postoperatorie ed outcome.

ckdGli autori di questo studio avevano l’obiettivo di valutare se potesse esistere un’associazione tra le concentrazioni sieriche del fattore di crescita dei fibroblasti (FGF)-23 e le concentrazioni sieriche di calcio totale (tCa) e calcio ionizzato (iCa) dei gatti con malattia renale cronica (CKD) e urolitiasi.

Sono stati analizzati retrospettivamente le cartelle cliniche e i campioni di siero di gatti con insufficienza renale cronica e nefroliti e/o ureteroliti. Sono stati esclusi i gatti con una concentrazione di creatinina sierica >250 μmol/l e/o con una concentrazione di fosforo sierico ⩾1,50 mmol/l. Sulla base del cut-off per tCa sierico (2,70 mmol/l) o iCa ematico (1,40 mmol/l), i gatti sono stati suddivisi nei seguenti gruppi: pazienti con ipercalcemia totale (H-tCa) (>2,70 mmol/l) e calcemia totale normale (Gruppi N-tCa) (⩽2,70 mmol/l) o gruppi con pazienti che evidenziavano ipercalcemia ionizzata (H-iCa) (>1,40 mmol/l) e calcemia ionizzata nella norma (N-iCa) (⩽1,40 mmol/l). Le concentrazioni sieriche di FGF-23 sono state confrontate tra i gruppi ed è stata eseguita una correlazione.

diabete tumoreL'aumentato rischio di sviluppare una neoplasia nelle persone con diabete mellito (DM) è ben documentato. Non è noto se i cani con DM possano evidenziare questa stessa tendenza.

Pertanto, l’obiettivo degli autori di questo studio era determinare se i cani con DM potessero presentare un rischio maggiore di avere una neoplasia, rispetto ai cani senza DM.

appendixLo scopo degli autori del seguente studio era riportare i dati clinici, chirurgici e istopatologici nei conigli con appendicite istologicamente confermata.

Pertanto, sono state revisionate le cartelle cliniche dei conigli di proprietà cliente che avevano una diagnosi istologica di appendicite.

muscle horseLa perdita di massa muscolare probabilmente compromette le prestazioni e il benessere dei cavalli; strumenti che permettano monitoraggio di routine di tale parametro risulterebbero pertanto preziosi. I metodi attualmente disponibili per valutare la massa muscolare richiedono conoscenze specialistiche e sono spesso costosi. Al fine di fornire un metodo semplice, gli autori del presente studio, hanno valutato un sistema di punteggio dell'atrofia muscolare (MASS). 

Tale score è stato testato da tre valutatori in 38 cavalli di varia età, razza e stato di salute. 

Pagina 5 di 34

VET Channel

eveditoria Editoria Scientifica

0
Shares
0
Shares