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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

cat ecoLa diagnosi di malattia infiltrativa dell'intestino tenue (SI) nella specie felina rimane, ad oggi, una sfida per il clinico; il dibattito relativo a quali siano le tecniche bioptiche ottimali è una questione ancora oggetto di disaccordo. L'ecografia potrebbe essere d’ausilio nel decidere quale tecnica utilizzare e in quale tratto dell’intestino.

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare la capacità dell'ecografia di predire le lesioni istologiche intestinali.

Le valutazioni sono state condotte retrospettivamente sui dati ricavati da 169 gatti sottoposti ad esame ultrasonografico e ai quali fossero state prelevate delle biopsie a tutto spessore dell’intestino.

Lesioni ecografiche a carico dell’intestino tenue erano presenti in 132 gatti (63 duodeno, 115 digiuno, 71 ileo). I campioni sono stati ottenuti tramite laparotomia (n=60) o necroscopia (n=109). Le alterazioni ultrasonografiche hanno dimostrato di avere un alto valore predittivo positivo (PPV) per le lesioni istologiche (duodeno 82,0%, digiuno 91,0%, ileo 88,1%), ma scarso valore predittivo negativo (duodeno 27,1%, digiuno 27,3%, ileo 40,4%). La capacità dell'ecografia di predire le lesioni istologiche in questa popolazione di gatti, caratterizzata dall’avere un'elevata prevalenza della malattia (lesioni istologiche dell’intestino nel 78,1% dei gatti) era alta per le lesioni della mucosa (PPV 72,7% -100%) ma bassa per le lesioni della sottomucosa o dello strato muscolare (PPV 18,9% -57,1%).

Gli autori concludono che nella maggior parte dei gatti che mostravano alterazioni ecografiche a carico della mucosa dell’intestino tenue (popolazione viziata dall’elevata prevalenza di malattia) l’esame istologico ha effettivamente confermato la presenza di tali lesioni. Diversamente, piccole lesioni ecografiche a carico dello strato sottomucoso e muscolare del piccolo intestino non sono predittive della malattia istologica, suggerendo che la biopsia a tutto spessore nei soggetti che presentano tali alterazioni potrebbe non essere essenziale. In conclusione, l'ecografia può essere d’ausilio nel decidere quale tipo di biopsia effettuare in relazione alle caratteristiche del singolo individuo.

 

“Ability of ultrasonography to predict the presence and location of histologic lesions in the small intestine of cats” Guttin T, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1278-1285. doi: 10.1111/jvim.15471. Epub 2019 Mar 7.

eco pancreatiteL’edema della parete gastrica in corso di pancreatite acuta canina non è un reperto segnalato.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere le caratteristiche ecografiche relative allo spessore della parete gastrica nei cani con pancreatite acuta.

A questo scopo sono state riesaminate le cartelle cliniche di 14 cani con diagnosi ecografica e clinica di pancreatite acuta e che presentassero un aumento dello spessore della parete gastrica (> 5 mm). Le caratteristiche di parete che sono state considerate riguardavano lo spessore, l’aspetto stratigrafico, l’ecogenicità, la distribuzione delle lesioni e le alterazioni perigastriche. Quando disponibili, sono stati valutati anche i monitoraggi ecografici e i referti istopatologici.

Lo spessore medio della parete gastrica era di 9,9 ± 4,0 mm (DS). Una perdita completa della stratigrafia della parete è stata osservata in 2 cani. In 12 cani è stato osservato un ispessimento dello strato sottomucoso e 5 di questi avevano anche un ispessimento dello strato muscolare. L'ecogenicità dello strato submucoso ispessito era intermedia. In 7 cani erano presenti echi lineari all'interno dello strato submucoso ispessito e in 1 cane all’interno dello strato muscolare. L’ispessimento della parete era focale in 12 cani e in prossimità del pancreas infiammato. In 3 cani l’ispessimento della parete era risolto nelle ecografie di controllo (effettuate dai 3 ai 28 giorni successivi al ricovero). Un cane è stato sottoposto a necroscopia e l'edema della parete gastrica è stato confermato istopatologicamente.

I risultati di questo studio suggeriscono che l'ispessimento della parete gastrica, presumibilmente secondario all’edema infiammatorio, potrebbe essere una complicazione della pancreatite acuta.

 

“Ultrasonographic features of presumed gastric wall edema in 14 dogs with pancreatitis” Murakami M, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1260-1265. doi: 10.1111/jvim.15507. Epub 2019 Apr 22.

Giovedì, 13 Giugno 2019 23:38

Concentrato piastrinico equino

centrifugeLa possibilità di realizzare un concentrato piastrinico (CP) nella specie equina sarrebbe d’aiuto nella gestione di quei casi che necessitano di una trasfusione di piastrine (PLT) ma nei quali la somministrazione di sangue intero o di plasma ricco di piastrine (PRP, platelet-rich plasma) potrebbe essere controindicata.

L’obiettivo di questo studio sperimentale prospettico era quello di testare e validare un metodo per ottenere un prodotto PRP-CP equino.

Sangue intero è stato prelevato da 6 cavalli purosangue castrati e processato mediante ripetute fasi di centrifugazione fino ad ottenere 120 ml di CP. Quest’ultimo è stato stoccato a 22°C e agitato delicatamente e continuamente. La conta piastrinica, la valutazione del pH e delle concentrazioni di glucosio, lattato, elettroliti, lattato deidrogenasi (LDH) e aspartato aminotransferasi (AST), così come delle pressioni parziali di ossigeno e anidride carbonica sono state eseguite ai giorni 0, 1, 2, 3, 5 e 7. Infine, sono state effettuate anche l'aggregometria piastrinica e la coltura batterica.

La conta pistrinica è sempre stata ≥550 × 103 cellule/μL. L'ampiezza del grafico dell'aggregometria e l'area sotto la curva sono diminuite significativamente nel tempo. Le concentrazioni di sodio, cloro, lattati e ossigeno sono aumentate significativamente nel tempo. Il pH e le concentrazioni di glucosio e bicarbonato sono diminuite significativamente nel tempo. Diversamente non c'era alcuna differenza significativa nella concentrazione di potassio, nella conta piastrinica, nell’attività della LDH e dell’AST. Infine nessuna coltura batterica positiva è stata osservata.

La tecnica descritta degli autori di questo studio ha permesso di realizzare un CP che rispetta gli standard dell'Associazione americana delle banche del sangue per il CP umano.

 

“Equine platelet concentrate preparation and validation” Bozorgmanesh R, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1500-1506. doi: 10.1111/jvim.15472. Epub 2019 Mar 13.

Domenica, 09 Giugno 2019 11:15

Ehrlichiosi monocitica canina

erlL'ehrlichiosi monocitica canina (CME, canine monocytic ehrlichiosis) è una malattia trasmessa dalle zecche diffusa in tutto il mondo; l’agente eziologico responsabile è Ehrlichia canis, un batterio gram-negativo, parassita obbligato dei monociti circolanti.

A livello sperimentale, il decorso dell'infezione da E. canis si può articolare in 3 fasi sequenziali: acuta, subclinica e cronica, sebbene la distinzione tra queste fasi sia difficile dal punto di vista clinico. Nei cani con infezione acuta, la guarigione clinica spontanea è un’evenianza comune; tuttavia, il trattamento medico in questa fase della malattia ha la funzione di accelerare la guarigione clinica e prevenire l'esacerbazione dei sintomi o la morte. Inoltre, una percentuale imprevedibile di cani che raggiungono la fase subclinica è destinato a sviluppare la forma grave e cronica di ehrlichiosi, caratterizzata da pancitopenia aplastica e un’alta percentuale di mortalità.

Gli obiettivi del trattamento antibiotico in corso di CME includono il raggiungimento della remissione clinica, la risoluzione delle anomalie clinico-patologiche e l'eradicazione dell'infezione, sebbene quest'ultima non sia sempre possibile o verificabile da un punto di vista diagnostico. Il trattamento di cani con pancitopenia aplastica deve essere intrapreso con la consapevolezza che la gestione medica richiederà cure a lungo termine, sarà costoso e che alla fine potrebbe rivelersi inefficace.

Questo manoscritto raccoglie lo stato attuale delle conoscenze relative al trattamento dell'infezione da E. canis, fornisce linee guida basate sull’opinione degli esperti del settore per la gestione della pancitopenia aplastica associata alla CME e definisce i metodi da utilizzare per verificare l’efficacia del trattamento.

 

“An update on the treatment of canine monocytic ehrlichiosis (Ehrlichia canis)” Mylonakis ME, et al. Vet J. 2019 Apr;246:45-53. doi: 10.1016/j.tvjl.2019.01.015. Epub 2019 Feb 4.

HCM 450La cardiomiopatia ipertrofica (HCM, hypertrophic cardiomyopathy) è la malattia cardiaca più comune nei gatti. Tuttavia, nella maggior parte dei soggetti la patologia viene diagnosticata solo nel momento in cui compaiono sintomi di insufficienza cardiaca congestizia, tromboembolismo arterioso (ATE, arterial thromboembolism) o morte improvvisa. Per questo motivo la necessità di trovare un test di screening economico che sia di supporto nella diagnosi precoce di HCM.

L’obiettivo di questo studio era quello di indagare le performance di un saggio per la valutazione della troponina I cardiaca (cTnI) come test di screening per la HCM nei gatti e stabilire un valore di cutoff per la diagnosi precoce.

Lo studio ha incluso 166 gatti che, sulla base dell’esame ecocardiografico, sono stati suddivisi in: sani (n=87), dubbi (n=15), con HCM (lieve in 16 soggetti, moderata in 10 e grave in 34) o con ATE (n=4). Tutti i gatti sono stati valutati prospetticamente mediante ecocardiografia e la concentrazione di cTnI sierica è stata determinata utilizzando il dosaggio attualmente più sensibile (Siemens ADVIA Centaur TnI-Ultra).

La concentrazione mediana di cTnI era significativamente diversa tra i gruppi di studio. Un valore di cutoff di 0,06 ng/mL ha fornito una buona discriminazione tra gatti sani e gatti con HCM (sensibilità, 91,7%, specificità, 95,4%). Anche per i gatti asintomatici con HCM, lo stesso valore di cutoff era associato ad una sensibilità dell'87,8% e una specificità del 95,4%.

Gli autori concludono che la troponina I cardiaca può essere utilizzata come test di screening sensibile e specifico per la diagnosi di HCM (cutoff > 0,06 ng/mL). Tuttavia, l'ecocardiografia è comunque necessaria per confermare la diagnosi.

 

“Evaluation of a sensitive cardiac troponin I assay as a screening test for the diagnosis of hypertrophic cardiomyopathy in cats” Hertzsch S, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1242-1250. doi: 10.1111/jvim.15498. Epub 2019 Apr 16.

laminitis pony webLa laminite endocrinopatica equina è comune e può essere associata a una endocrinopatia sottostante, come la sindrome metabolica equina (EMS, equine metabolic syndrome), la disfunzione della pars intermedia dell’ipofisi (PPID, pituitary pars intermedia dysfunction), il consumo di pascolo o qualsiasi combinazione di questi fattori.

Lo scopo di questo studio prospettico di coorte era quello di fornire informazioni per migliorare le capacità dei medici di valutare il rischio nei cavalli con laminite endocrinopatica acuta e di fornire alcune indicazioni sulle strategie di gestione dei pazienti esaminando prospetticamente le caratteristiche fenotipiche, ormonali e cliniche della malattia.

Lo studio ha incluso cavalli e pony (n=301) di qualsiasi età, sesso o razza con diagnosi di laminite. Per ciascun soggetto sono state misurate le concentrazioni plasmatiche di ormone adrenocorticotropo e quelle sieriche di insulina.

L’incidenza maggiore è stata riscontrata in primavera (109/301, 36,2%). Nei soggetti con concomitanti EMS e PPID sono state riscontrate concentrazioni più elevate di insulina basale rispetto ai soggetti in cui la laminite era stata determinata da una singola causa endocrina. La concentrazione di insulina era correlata negativamente con l'altezza dell'animale, essendo più alta nei pony rispetto ai cavalli; diversamente era positivamente correlata con la gravità della laminite.

Gli autori concludono che cavalli e pony con endocrinopatie concomitanti hanno un'iperinsulinemia più marcata. Concentrazioni più elevate di insulina basale erano associate a zoppia più grave.

 

“Phenotypic, hormonal, and clinical characteristics of equine endocrinopathic laminitis” de Laat MA, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1456-1463. doi: 10.1111/jvim.15419. Epub 2019 Jan 29.

21 167215L’obiettivo di questo studio prospettico randomizzato controllato era quello di valutare l'incidenza di infezione del sito di incisione chirurgica nei cavalli sottoposti a celiotomia esplorativa per sintomi acuti di dolore addominale (es. colica) medicati usando 3 diversi tipi di trattamento e determinare il rischio di complicanzioni associati a ciascuno di questi.

Lo studio ha incluso 85 cavalli assegnati a 3 gruppi di trattamento: applicazione di un telo di cotone sterile fissato sul sito di incisione tramite 4 o 5 punti con un filo monofilamento non riassorbibile (gruppo 1); applicazione di una medicazione impregnata di poliesametilene biguanide fissata come per il gruppo precedente (gruppo 2); applicazione di una garza sterile e fissata con un drappo adesivo impregnato di iodio (gruppo 3). I dati demografici e clinicopatologici, le variabili intraoperatorie e postoperatorie e lo sviluppo di complicazioni sono stati registrati e confrontati tra i gruppi. Le informazioni relative ai follow-up sono state raccolte 30 e 90 giorni dopo l'intervento. Infine, sono state calcolate l'incidenza e la probabilità di complicazioni incisionali.

Settantacinque cavalli hanno completato lo studio. Il gruppo 3 è stato più frequentemente soggetto ad una dislocazione della medicazione che aveva richiesto la rimozione durante il risveglio dall’anestesia; le medicazioni erano rimaste in situ per una media di 44 e 31 ore rispettivamente nei gruppi 1 e 2. Una essudazione di materiale purulento o sieroematico persistente (indici della presenza di infezione) è stata rilevata in 11 su 75 (15%) cavalli (2/24 nel gruppo 1, 0/26 nel gruppo 2 e 9/25 nel gruppo 3). La probabilità di sviluppare complicazioni nel sito incisionale erano significativamente maggiori per il gruppo 3 rispetto ai gruppi 1 o 2.

I risultati di questo studio suggeriscono che il rischio di infezione dopo celiotomia per il trattamento delle coliche è inferiore per incisioni trattate con teli sterili o medicazioni impregnate di poliesametilene biguanide fissate con suture rispetto che per incisioni coperte con una garza sterile fissata con drappi adesivi impregnati di iodio.

 

“Evaluation of the risk of incisional infection in horses following application of protective dressings after exploratory celiotomy for treatment of colic” Kilcoyne I, et al. J Am Vet Med Assoc. 2019 Jun 15;254(12):1441-1447. doi: 10.2460/javma.254.12.1441.

herpesvirionLa vaccinazione contro l'herpesvirus felino 1 (FHV-1, feline herpesvirus-1) è tra le vaccinazioni sempre raccomandate nella specie felina. Tuttavia, non è noto in che modo i gatti adulti sani, che possono avere diversi titoli anticorpali pre-vaccinazione, rispondano al vaccino.

Gli scopi di questo studio erano quello di determinare la prevalenza di anticorpi neutralizzanti contro FHV-1 in gatti adulti sani e quello di valutare la risposta alla vaccinazione a 28 giorni dalla somministrazione.

Centodieci gatti (di età superiore ad 1 anno) che non avevano ricevuto alcuna vaccinazione nei precedenti 12 mesi sono stati vaccinati con il vaccino per il FHV-1. Gli anticorpi contro il FHV-1 sono stati determinati prima della vaccinazione (giorno 0), e dopo 7 e 28 giorni mediante test di sieroneutralizzazione. È stata condotta un’analisi statistica per indagare i fattori associati alla presenza di anticorpi pre-vaccinazione e la risposta alla vaccinazione.

Titoli anticorpali pre-vaccinazione neutralizzanti erano presenti nel 40,9% dei gatti (45/110). Una risposta anticorpale alla vaccinazione considerabile adeguata (aumento del titolo anticorpale di 4 volte rispetto al basale) è stata osservata nell'8,3% (9/109). I gatti di età superiore ai 2 anni avevano una probabilità 24,6 volte maggiore di avere anticorpi pre-vaccinazione neutralizzanti rispetto ai gatti di età compresa tra 1 e 2 anni. I gatti provenienti da allevamenti avevano una probabilità 7 volte maggiore di avere anticorpi pre-vaccinazione neutralizzanti rispetto ai gatti di privati. I gatti domestici a pelo corto avevano una probabilità 11 volte maggiore di avere un aumento pari ad almeno 4 volte il titolo basale rispetto ai gatti di razza.

Nonostante le precedenti vaccinazioni, molti gatti non hanno anticorpi neutralizzanti rilevabili contro il FHV-1 e non riescono a sviluppare un aumento del titolo di quattro volte dopo la vaccinazione. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che i gatti anziani e quelli con un più elevato rischio di esposizione al FHV-1 hanno più probabilità di contrarre l’infezione e quindi di avere anticorpi neutralizzanti. I gatti di razza, dopo la vaccinazione, è più raro che riescano ad ottenere un aumento dei titoli anticorpali di almeno 4 volte rispetto al basale.

 

“Antibody response to feline herpesvirus-1 vaccination in healthy adult cats” Bergmann M, et al. J Feline Med Surg. 2019 May 13:1098612X19845702. doi: 10.1177/1098612X19845702. [Epub ahead of print]

osteL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere una tecnica di traslazione laterale della mano come trattamento dell’osteosarcoma del radio distale nella specie canina e riportarne i dati relativi all’outcome in 18 soggetti.

L’intervento ha previsto l’asportazione dell'estremità distale del radio coinvolto e dei tessuti circostanti. L'estremità distale dell'ulna è stata preservata ad eccezione del versante mediale della corticale, che è stata rimossa in blocco insieme al segmento radiale. La mano è stata traslata lateralmente in modo che l'osso carpale radiale fosse posto a contatto con l'estremità distale dell'ulna. Una placca a compressione è stata posizionata tra la parte restante del radio prossimale e il terzo osso metacarpale. Una placca SOP da 3,5 mm è stata collocata tra la faccia laterale dell'ulna prossimale e il quarto osso metacarpale. I cani sono stati sottoposti a chemioterapia. Sono state raccolte informazioni inerenti l’outcome chirurgico e oncologico. La funzionalità degli arti è stata valutata soggettivamente.

La percentuale di radio asportata variava dal 43% al 94% (mediana 54%). In 12 arti si sono verificate complicazioni, tra cui infezione in 10 casi, complicazione biomeccanica in 6 e recidiva locale in 4. La funzionalità dell'arto è stata soggettivamente valutata come accettabile. L'intervallo di tempo mediano libero da malattia è risultato essere di 219 giorni e il tempo mediano di sopravvivenza era di 370 giorni.

La tecnica di traslazione laterale della mano ha dato luogo ad outcome che si confrontavano favorevolmente rispetto ad altre tecniche descritte per il trattamento dei cani con osteosarcoma a carico del radio distale, soprattutto per quei casi in cui era necessaria l'escissione di un ampio segmento del radio.

 

"Lateral manus translation for limb-sparing surgery in 18 dogs with distal radial osteosarcoma in dogs" Séguin B, et al. Vet Surg. 2019 Feb;48(2):247-256. doi: 10.1111/vsu.13132. Epub 2018 Nov 23.

lsoL’obiettivo di questo studio randomizzato controllato era quello di confrontare l’efficienza temporale (intesa come riduzione dei tempi chirurgici) e la percezione nocicettiva tra taglio o strappo digitale del legamento sospensorio durante l’intervento di ovarioisterectomia nella cagna.

Trenta cagne adulte intere sono state assegnate in modo randomizzato alla procedura di taglio o di strappo digitale del legamento sospensorio. La nocicezione è stata valutata misurando la frequenza cardiaca prima dell’intervento e durante la manipolazione intraoperatoria del legamento sospensorio. Il dolore è stato valutato prima e dopo l’intervento chirurgico tramite la short form Glasgow Composite Pain Scale. L'efficienza temporale è stata misurata confrontando sia la durata complessiva dell’intervento sia il tempo impiegato per staccare ciascun legamento sospensore.

Rapportando i tempi chirurgici al peso corporeo delle cagne, la durata complessiva dell’intervento è stata di 1,1 minuti più veloce nel caso del taglio rispetto allo strappo digitale; inoltre, è stato osservato che il tempo chirurgico totale aumentava di 0,1 minuti per ogni chilogrammo aggiuntivo di peso corporeo. Lo strappo digitale del legamento era associato ad una probabilità 30,6 volte maggiore di richiedere più di 1 minuto rispetto al taglio. La frequenza cardiaca era di 7,4 battiti al minuto più bassa nel caso del taglio rispetto allo strappo digitale. Non sono state osservate complicazioni e non vi era differenza nei punteggi del dolore postoperatorio tra i trattamenti.
Il taglio del legamento sospensore era più veloce e determinava un minore incremento della frequenza cardiaca intraoperatoria rispetto allo strappo digitale; al contrario, non vi erano differenze significative nei parametri postoperatori rispetto allo strappo digitale.

In corso di ovarioisterectomia nella cagna, il taglio del legamento sospensorio dell’ovaio si è rivelato essere una valida alternativa allo strappo digitale. Il taglio, inoltre, potrebbe migliorare l'efficienza chirurgica, specialmente in quei contesti in cui si sterilizzano numeri considerevoli di individui.

 

“Sharp transection of the suspensory ligament as an alternative to digital strumming during canine ovariohysterectomy” Shivley JM, et al. Vet Surg. 2019 Feb;48(2):216-221. doi: 10.1111/vsu.13121. Epub 2018 Oct 28.

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