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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

ECoVAttualmente, la diagnosi di enterite da coronavirus equino (ECoV, equine coronavirus) prevede l'esclusione di altre cause infettive potenzialmente responsabili di malattia enterica e, parallelamente, la dimostrazione della presenza di ECoV nelle feci o nei tessuti tramite saggi molecolari. Questo percorso diagnostico, sebbene completo, è molto dispendioso e non sempre attuabile.

Partendo dall’ipotesi che l’eliminazione fecale del ECoV da parte dei cavalli ospedalizzati sia bassa, gli autori di questo studio si sono posti l’obiettivo di verificare se cavalli sani e cavalli con disturbi gastroenterici eliminassero il ECoV con le feci al momento del ricovero e dopo 48 ore di ospedalizzazione (per effetto dello stress associato al ricovero).

prstL’obiettivo di questo studio era quello di caratterizzare, mediante indagine immunoistochimica, la densità di linfociti T e B in corso di iperplasia prostatica benigna (IPB, n = 15), di carcinoma prostatico (CP, n = 24) e in prostate non affette da nessuna di queste due condizioni (n = 6).

I risultati hanno rivelato un aumento statisticamente significativo dei linfociti T e B nei CP rispetto a quanto osservato nei campioni con IPB e nelle prostate sane. Per quanto riguarda le varianti istologiche del CP, il numero più basso di linfociti CD3+ e CD79+ è stato osservato nel tipo più indifferenziato (solido). La densità delle cellule CD3+ era positivamente correlata con il tempo di sopravvivenza.

page 1A dicembre 2018 l’ANMVI (Associazione Italiana Medici Veterinari Italiani) ha condotto una indagine quantitativa, tramite interviste telefoniche effettuate con Sistema C.A.T.I. (Computer Aided Telephone Interview) e conforme al codice ESOMAR (European Society for Opinion and Marketing Research), su un campione rappresentativo delle famiglie italiane che possiedano un animale domestico (esclusi pesci e invertebrate) e che abbiano instaurato un rapporto di cura e consulenza con i veterinari. La finalità dell’indagine era quella di sondare la percezione dei proprietari di pet relativamente all’importanza delle cure veterinarie e le aspettative che hanno nei confronti della figura del professionista veterinario.

La domanda inerente alla frequenza media con cui un proprietario porta il proprio animale a visita (mai/solo in caso di emergenze, una volta l’anno, due volte l’anno, più di due volte l’anno) ha mostrato che la percentuale di chi si reca regolarmente dal veterinario più di due volte l’anno (44,6%) è in crescita rispetto agli anni precedenti (38,6% negli anni 2017 e 2011; 21,4% nel 2007), soprattutto nelle regioni meridionali e centrali. Diversamente, rimane pressocchè invariata la percentuale di clienti che vanno dal veterinario esclusivamente in caso di emergenza (il 16,6%; contro il 14,5% del 2017, il 15,3% del 2011 e il 18,3% del 2007). Le motivazioni più comunemente addotte dai proprietari che si recano poco dal veterinario sono che il proprio animale sta bene, che si va dal veterinario solo per le vaccinazioni o in caso di emergenza. È interessante notare che mentre le ultime due motivazioni sono state addotte in percentuali crescenti negli ultimi anni, l’andare raramente dal veterinario perchè il proprio animale sta bene è stata una giustificazione riportata in una percentuale decrescente (67,4% contro l’87,5% del 2017) e per lo più da chi non ha un veterinario di fiducia (81,2%). Questi dati suggeriscono una sensibilità e un grado di informazione sempre maggiore dei proprietari, associate ad una fiducia nei confronti della figura professionale del veterinario. La salute e il benessere del proprio pet, intese come prevenzione, sta diventando una necessità sempre più sentita. Il medico veterinario viene considerato un influencer per le scelte relative all’alimentazione e, più in generale, riguardo tutte le problematiche ad essa annesse. Non a caso, il 48,8% dei clienti chiede consulto per la scelta del tipo di alimentazione e del pet food specifico; percentuale che aumenta fino all’81,4% per problematiche più generali, ma sempre collegate all’alimentazione.

dairy vaccinationLa selezione di ceppi batterici resistenti è una evenienza che sta coinvolgendo il mondo intero; l’abuso o l’impiego scorretto degli antibiotici sta alla base di questa preoccupazione che minaccia la salute pubblica e quella animale. Alcuni paesi europei, come Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, hanno adottato metodi per quantificare l’uso di antibiotici nel contesto dell’azienda agricola. Nel 2014, la Società Veterinaria operante nel settore zootecnico (SIVAR) ha lanciato un software, disponibile per tutti i membri, con l’obiettivo di quantificare l’effettivo utilizzo degli antibiotici all’interno delle aziende. Il software utilizza il sistema “Defined Daily Dose” (DDD, dose definita giornaliera), raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, per controllare l’uso di antibiotici umani) e dall’EMA (European Medicines Agency, per controllare l’uso di antibiotici zootecnici). Questo stesso sistema è impiegato, seppur con alcune differenze nel processo di calcolo, nei Paesi Bassi, in Belgio e in Danimarca. La SIVAR ha deciso di adottare il sistema di calcolo scelto dai Paesi Bassi a causa del loro ruolo di avanguardia nel settore lattiero-caseario.

Il presente studio, condotto in collaborazione con SIVAR presso aziende lattiero-casearie del Piemonte, ha come obiettivo principale quello di accertare la quantità media di antibiotico utilizzato e le sue modalità di impiego mediante il sistema “Defined Daily Dose on a year” (DDD/y, dose definita giornaliera su base annua). I risultati sono stati quindi confrontati con quelli olandesi, adottando gli stessi riferimenti attualmente utilizzati nei Paesi Bassi. Lo scopo secondario dello studio è quello di suggerire possibili modi per migliorare il software impiegato per calcolare la DDD/y per ogni azienda in funzione del tipo di antibiotico utilizzato e della categoria specifica di animali (vacche, giovenche e vitelli in allattamento).

downloadIl lavaggio broncoalveolare (BAL, bronchoalveolar lavage) è una tecnica impiegata per recuperare secreto dalle basse vie respiratorie.

La finalità di questo studio era quella di indagare se la somministrazione di una singola dose di un broncodilatatore, il salbutamolo, in cavalli con diagnosi sospetta o confermata di asma equina potesse facilitare la procedura di recupero del liquido del BAL.

Giovedì, 04 Aprile 2019 14:08

Megaesofago nel cane

SFSBlog In letteratura veterinaria sono disponibili informazioni limitate riguardo le caratteristiche su vasta scala del megaesofago nella specie canina.

Questo studio si poneva come obiettivo quello di fornire informazioni relative alle caratteristiche di popolazione, all’anamnesi medica e familiare, alla diagnosi, alle malattie concomitanti e ai fattori predisponenti del megaesofago nel cane.

18 103736L'obiettivo principale di questo studio retrospettivo era quello di stabilire la risposta, l'intervallo libero da malattia (DFI, disease-free interval) e la sopravvivenza complessiva dei gatti con carcinoma squamocellulare (CSC) del planum nasale trattati con plesioterapia con l’isotopo radioattivo stronzio-90 (Sr90). Uno scopo secondario era quello di indagare quale protocollo tra quello frazionato e quello a dose singola fosse più efficace in termini di risposta, DFI e sopravvivenza complessiva. Infine, il terzo obiettivo mirava ad identificare eventuali fattori prognostici che influenzassero la sopravvivenza.

Sono stati inclusi 74 gatti con diagnosi di CSC del planum nasale sottoposti a trattamento con plesioterapia con Sr90, di cui 32 con protocollo frazionato e 42 con un protocollo monodose.

cat pet animal domestic 104827L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di indagare gli effetti conseguenti alla somministrazione prolungata di cortisonici nella specie felina.

A questo scopo, 25 gatti hanno ricevuto dosaggi non immunosoppressivi di metilprednisolone acetato per via parenterale per un periodo di almeno 3 anni. I parametri ematobiochimici e le concentrazioni di T4 di questi soggetti sono stati sottoposti ad analisi statistica al fine di identificare eventuali alterazioni statisticamente significative.

downloadL’obiettivo di questo studio era quello di stimare la prevalenza dell’incontinenza urinaria nei cani maschi e identificare eventuali fattori di rischio di carattere demografico in una popolazione di cani in Inghilterra.

Facendo riferimento al database VetCompass, sono state estratte le cartelle cliniche dei cani con incontinenza urinaria e raccolte le informazioni relative agli aspetti demografici e clinici di ciascun soggetto.

iStock 881121208L'alta prevalenza di disturbi muscoloscheletrici nei cavalli da corsa e il suo impatto sul benessere dei cavalli e sull'economia delle corse richiedono l’identificazione di strumenti più idonei per la diagnosi e la prevenzione degli infortuni. I biomarker sierici del metabolismo osseo e cartilagineo hanno già mostrato risultati promettenti nella previsione delle lesioni muscoloscheletriche.

Questo studio aveva l’obiettivo di indagare l’idoneità di alcuni biomarker sierici identificati nei cavalli da corsa purosangue nordamericani come predittori di disturbi muscoloscheletrici in una popolazione di cavalli purosangue polacchi.

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