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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

valvola mitraleLa rilevanza prognostica delle variabili morfologiche e funzionali dell'atrio sinistro (LA, left atrial), comprese quelle derivate dall'ecocardiografia speckle-tracking (STE, speckle tracking echocardiography), è stata poco studiata in medicina veterinaria.

Uno studio prospettico di coorte condotto su 115 cani con malattia mixomatosa della valvola mitrale (MMVD, myxomatous mitral valve disease) ha valutato il valore prognostico di diverse variabili ecocardiografiche, prestando particolare attenzione alle variabili morfologiche e funzionali dell’atrio sinistro. A questo scopo, è stata eseguita un'analisi di sopravvivenza per testare i migliori predittori ecocardiografici di morte per cause cardiache.

Nell’analisi univariata, la maggior parte delle variabili testate, comprese tutte le variabili derivate dall'ecocardiografia speckle-tracking dell’atrio sinistro, il rapporto atrio sinistro/aorta (LA / Ao > 1,7), la velocità dell’onda E della valvola mitrale (> 1,3 m/s), il volume massimo dell’atrio sinistro (> 3,53 mL/kg), lo strain di picco longitudinale atriale (< 30%) e l'indice di contrattilità sono risultati essere predittori di morte connessa a cause cardiache. Tuttavia, nell'analisi multivariata, hanno continuato ad assumere un peso statisticamente significativo la velocità dell’onda E della valvola mitrale (hazard ratio [HR], 4,45, intervallo di confidenza [IC], 1,76-11,24; P <0,001) e il volume massimo dell’atrio sinistro (HR, 2,32; IC, 1,10-4,89; P = 0,024).

La valutazione della dimensione e della funzione dell’atrio sinistro fornisce utili informazioni prognostiche nei cani con MMVD. Tra tutte le variabili relative all’atrio sinistro, il volume massimo dell’atrio sinistro sembrerebbe il più forte predittore di morte per cause cardiache, essendo risultato superiore al rapporto LA / Ao e alle variabili derivate dalla STE.

 

“Prognostic value of echocardiographic indices of left atrial morphology and function in dogs with myxomatous mitral valve disease” Baron Toaldo M, et al. J Vet Intern Med. 2018 May;32(3):914-921.

aritmia cavalloLe aritmie nel cavallo possono richiedere una terapia antiaritmica a lungo termine. Sfortunatamente, ad oggi, i farmaci antiaritmici ad uso orale nei cavalli sono pochi. Per il trattamento a lungo termine dei pazienti umani e dei piccoli animali viene spesso utilizzato il sotalolo, un β-bloccante e antiaritmico di classe III.

Uno studio in doppio cieco controllato con placebo ha analizzato la farmacocinetica del sotalolo a dosaggi orali multipli nei cavalli e ha determinato gli effetti di questa molecola sulle misurazioni elettrocardiografiche ed ecocardiografiche, sul potenziale d'azione monofasico (MAP, monophasic action potential) e sul periodo refrattario effettivo (ERP, effective refractory period).

Sei cavalli Warmblood sani hanno ricevuto 0, 2, 3 o 4 mg/kg di sotalolo per via orale due volte al giorno per 9 giorni in un disegno incrociato randomizzato. Allo steady-state sono state eseguite l'ecocardiografia e l'elettrocardiografia e sono state determinate le concentrazioni plasmatiche di sotalolo, il MAP e l’ERP.

Le concentrazioni plasmatiche medie di sotalolo allo steady-state sono state 287 (range 234-339), 409 (359-458) e 543 (439-646) ng/ml rispettivamente per dosi pari a 2, 3 e 4 mg/kg di sotalolo per via orale due volte al giorno. Il sotalolo ha aumentato significativamente l'intervallo QT e l’ERP ma, nonostante l'aumento delle concentrazioni plasmatiche, dosaggi più elevati non hanno determinato un aumento proporzionale dell'intervallo QT o dell’ERP. Le altre valutazioni elettrocardiografiche ed ecocardiografiche non sono cambiate significativamente. Oltre ad una sudorazione locale transitoria, non sono stati rilevati altri effetti collaterali.

Il sotalolo alla dose di 2, 3 e 4 mg/kg aumenta l'intervallo QT e l'ERP e potrebbe essere un farmaco efficace per la terapia antiaritmica a lungo termine nel cavallo.

 

“Pharmacokinetics and electrophysiological effects of sotalol hydrochloride in horses” Broux B et al. Equine Vet J. 2018 May;50(3):377-383.

prelievo cavalloLa valutazione dell’assetto coagulativo è una componente importante dell'assistenza al paziente critico. Il monitoraggio continuo della coagulazione nei cavalli ospedalizzati è stato precedentemente effettuato tramite venipunture seriali invece che tramite campionamento diretto dal catetere endovenoso ipotizzando che quest’ultima tecnica possa alterare l'accuratezza dei risultati. Tuttavia le continue venipunture possono indurre effetti avversi quali ansia e ripetuti traumi alle vene giugulari, conseguenze che potrebbero essere evitate mediante il campionamento di sangue direttamente dal catetere endovenoso.

Uno studio prospettico osservazionale, condotto su 55 cavalli ricoverati nel reparto di terapia intensiva, ha confrontato i parametri della coagulazione su campioni di sangue ottenuti mediante venipuntura giugulare e campioni prelevati direttamente dal catetere endovenoso.

Sui 55 campioni accoppiati di sangue sono stati misurati il tempo di protrombina (PT) da sangue intero, il PT e il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) da plasma fresco, l’attività dell’antitrombina (AT) e la concentrazione di fibrinogeno da plasma conservato. In 22 cavalli è stata misurata anche la concentrazione dei D-dimeri.

L’analisi statistica ha evidenziato l’esistenza di una buona correlazione tra i due metodi di campionamento per tutti i parametri, ad eccezione di AT e D-dimeri.

I risultati dello studio hanno dimostrato che i parametri della coagulazione, eccetto l’AT e i D-dimeri, misurati su campioni di sangue ottenuti tramite campionamento diretto dal catetere endovenoso hanno valori clinicamente equivalenti a quelli ottenuti mediante venipuntura giugulare.

 

“Comparison of two blood sampling techniques for the determination of coagulation parametersin the horse: Jugular venipuncture and indwelling intravenous catheter” Mackenzie CJ, et al. Equine Vet J. 2018 May;50(3):333-338.

Lunedì, 11 Giugno 2018 09:06

Ipoglicemia nei gatti diabetici

insulin for catsUno studio si è posto l’obiettivo di esaminare le caratteristiche dei gatti diabetici portati in visita presso un pronto soccorso veterinario per sintomi riferibili ad un’ipoglicemia. Lo scopo degli autori era quello di identificare i fattori che potessero aver contribuito all'ipoglicemia, descrivere i segni clinici dei pazienti e i risultati degli esami di laboratorio, valutare la risposta dei gatti ipoglicemici alla terapia.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 30 episodi di ipoglicemia sintomatica in 30 soggetti diversi. I dati sono stati raccolti tramite l’anamnesi riferita dai proprietari dei gatti al momento della presentazione e dalle successive cartelle cliniche.

La maggior parte dei gatti diabetici in ipoglicemia sono stati condotti in visita per la comparsa di sintomi neurologici. Le cause di ipoglicemia più frequentemente riscontrate erano: ingestione di volumi di cibo inadeguati, vomito alimentare dopo la somministrazione di insulina oppure somministrazione di una dose doppia di insulina per cause accidentali. I soggetti dello studio presentavano comunemente malattie concomitanti che possono aver influito sul fabbisogno di insulina.

I gatti che hanno mostrato un miglioramento clinico entro 12 ore dall’inizio del trattamento avevano maggiori probabilità di ripresa indipendentemente dal loro stato mentale e dal loro livello di glucosio al momento della presentazione in pronto soccorso.

 

“Hypoglycemic episodes in cats with diabetes mellitus: 30 cases (2013-2015)” Viebrock KA e Dennis J. J Feline Med Surg. 2018 Jun;20(6):563-570.

golden retrieverÈ stato riportato che i cani di razza Golden Retriever hanno una maggiore prevalenza di tumore rispetto ad altre razze. Vi sono anche pareri discordi riguardo l’influenza che la castrazione e la sterilizzazione potrebbero avere sulla longevità e sul rischio di sviluppare il cancro.

Lo studio è stato realizzato sulla base dei referti degli esami necroscopici di 652 cani di razza Golden Retriever di cui fosse nota l’età.

L’età media al momento della morte era di 9,15 anni. Nel 65% dei casi la causa di morte è stata attribuita alla patologia tumorale. L'età media dei soggetti deceduti per una causa diversa dal cancro era di 6,93 anni, mentre quelli deceduti per una problematica connessa al tumore avevano un'età media di 9,83 anni (p <0,0001). Considerando solo i soggetti deceduti per cause connesse al tumore, non è stata riscontrata alcuna differenza significativa nella proporzione tra maschi interi e maschi castrati (p = 0,43); diversamente le femmine sterilizzate erano più rappresentate rispetto alle femmine intere (p = 0,001). Le femmine intere avevano una durata di vita più breve rispetto alle femmine sterilizzate (p <0,0001), mentre non sono emerse differenze significative tra maschi interi e maschi castrati. Rispetto a quanto atteso, la sterilizzazione/castrazione non ha influenzato il rischio di morte correlata al cancro; invece l'aumento dell'età è risultato associato al rischio di mortalità per cause neoplastiche. La diagnosi istologica più comune nei Golden Retriever deceduti di tumore era l’emangiosarcoma (22,64%) seguita dalla neoplasia linfoide (18,40%).

I cani di razza Golden Retriever hanno un rischio maggiore di mortalità correlata al cancro rispetto ad altre razze; l'età sembra esercitare una maggiore influenza rispetto allo stato riproduttivo sulla mortalità correlata al cancro.

 

“Association of cancer-related mortality, age and gonadectomy in golden retriever dogs at a veterinary academic center (1989-2016)” Kent MS, et al. PLoS One. 2018 Feb 6;13(2):e0192578. doi: 10.1371/journal.pone.0192578. eCollection 2018.

TCI sarcomi da inoculo del gatto (FISS, feline injection-site sarcoma) sono tumori dei tessuti molli caratterizzati tipicamente da una localizzazione interscapolare e da un comportamento altamente infiltrativo. La TC è considerata la tecnica di prima scelta per la stadiazione del FISS, ipotizzando che il doppio posizionamento (approccio dinamico) sia la metodica più precisa per rilevare con successo l'esatta estensione dell'infiltrazione muscolare.

Uno studio si è posto l’obiettivo di indagare l'utilità dell'approccio dinamico per la stadiazione preoperatoria di FISS interscapolare nella specie felina.

Le stime del volume del tumore sono state confrontate utilizzando il metodo dell’ellissoide e il metodo di segmentazione semi-automatico. Due radiologi (A e B), all’oscuro dell’identità dei pazienti, hanno valutato le immagini di entrambi i posizionamenti al fine di stabilire l'entità dell'infiltrazione muscolare. La distanza tra la neoplasia e le strutture scheletriche adiacenti (scapole, processi spinosi) è stata registrata in entrambi i posizionamenti da un singolo radiologo.

Cinquantanove su 84 neoplasie avevano invaso le strutture muscolari adiacenti,arrivando a coinvolgere fino a 15 muscoli. Tra la posizione estesa e quella flessa, il numero medio stimato di muscoli infiltrati era 1,9 (esteso) e 1,84 (flesso) per l'osservatore A e 1,89 (esteso) e 1,85 (flesso) per l'osservatore B. È stato stabilito un buon accordo tra gli osservatori, con tumori di volume maggiore rilevati tramite il metodo dell’ellissoide. Inoltre, i tumori con volume inferiore mostravano una lieve infiltrazione muscolare. È stata riscontrata una marcata differenza nella distanza registrata tra le strutture scheletriche e la neoplasia nelle due diverse posizioni (processi spinosi, differenza media ± DS: 9,74 ± 9,57 mm; scapole, differenza media ± DS: 15,15 ± 11,76 mm).

Gli autori consigliano l’utilizzo di un approccio dinamico per una valutazione completa dell'invasività del FISS insieme ad una metodologia che sia appropriata per la valutazione del volume del tumore.

 

“Dynamic tomographic studies of interscapular feline injection-site sarcoma: essential or useless practice?” Longo M, et al. J Feline Med Surg. 2018 Jun;20(6):502-508.

contrafreeloadingI bovini domestici (Bos taurus taurus) hanno un apparato digerente atto a digerire diete ad elevato contenuto di fibre, ma in condizioni di allevamento questi animali vengono comunemente alimentati con diete a basso contenuto di fibra e alto tenore energetico. Questa pratica può lasciare il bestiame con una fabbisogno insoddisfatto di consumare foraggio. Un modo per quantificare la loro motivazione è richiedere agli animali di lavorare per accedere a una risorsa.

Utilizzando questo metodo, uno studio ha valutato la motivazione del bestiame ad ottenere il foraggio.

Le singole giovenche sono state alimentate con fieno di Sudangrass ad alto tenore di fibra (n = 6) o con una dieta con il 12% di foraggio (a basso tenore di fibra, n = 6). Duecento grammi/giorno di fieno di Sudangrass sono stati serviti in una seconda mangiatoia posta dietro un cancello a spinta, a cui è stato addizionato un peso aggiuntivo ogni giorno fino a quando le giovenche non hanno smesso di spingerlo per accedere al foraggio. Le aspettative degli autori erano che le giovenche spingessero pesi più pesanti, attendessero meno tempo prima di spingere il cancello una volta posizionato il fieno e trascorressero più tempo a spingere il cancello quando alimentate con una dieta a basso contenuto di fibra.

Le giovenche alimentate con una dieta a basso contenuto di fibra hanno spinto il cancello dopo soli 1,7 minuti da quando la mangiatoia era stata riempita col fieno, ossia molto prima rispetto alle giovenche alimentate con una dieta ad alto contenuto di fibra (dopo 75,7 min). Il giorno prima che smettessero di spingere il cancello, il tempo intercorso dal riempimento della mangiatoia alla spinta del cancello nel gruppo di giovenche alimentate con la dieta a basso tenore di foraggio era di 3,2 minuti.

La repentinità con cui hanno smesso di spingere, il giorno successivo, suggerisce che non erano in grado di spostare pesi maggiori per esprimere la loro motivazione. Questo può spiegare perché il peso massimo spinto e il tempo trascorso a spingere il cancello non differiscono tra i due gruppi di trattamento.
Il fatto che anche le giovenche con accesso illimitato al fieno spingessero il cancello per ottenere il fieno è la prima dimostrazione da parte del bestiame della naturale indole verso il contrafreeloading: eseguire lavori per ottenere una risorsa anche quando liberamente disponibile. In conclusione, il consumo di foraggio è importante per i bovini ed è influenzato sia dalla loro dieta primaria che da una motivazione interna a lavorare per ottenere cibo.

 

“Domestic cattle (Bos taurus taurus) are motivated to obtain forage and demonstrate contrafreeloading” Van Os JMC et al. PLoS One. 2018 Mar 7;13(3):e0193109. doi: 10.1371/journal.pone.0193109. eCollection 2018.

Giovedì, 31 Maggio 2018 11:56

Terapia antiacida nei gatti con CKD

rigurgitoUno studio retrospettivo ha valutato gli effetti della terapia antiacida sulle variabili clinicopatologiche in una popolazione di gatti con malattia renale cronica (CKD, Chronic Kidney Disease) e il suo effetto sulla progressione della patologia nel tempo.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 89 gatti con diagnosi di CKD, successivamente suddivisi in 2 gruppi in base allo stadio della patologia: CKD precoce (stadi 1-2) o CKD avanzata (stadi 3-4). Le variabili oggetto di studio sono state analizzate statisticamente prima e dopo il trattamento con: (1) inibitori della pompa protonica (PPI, n = 17), (2) antagonisti del recettore H2 dell’istamina (H2RA, n = 30), (3) terapia combinata con entrambe le molecole (PPI + H2RA; n = 6) o (4) nessuna terapia (n = 36).

Un aumento significativo della concentrazione di creatinina nel tempo è stato rilevato indipendentemente dalla gravità della CKD e del tipo di terapia antiacida somministrata (P = 0,0087). Nel gruppo trattato con gli inibitori della pompa protonica, indipendentemente dallo stadio della CKD, è stato riscontrato un aumento significativo della concentrazione di sodio nel sangue (variazione di 3,12 mmol/l; P = 0,0109). Infine, in due gatti con CKD precoce che assumevano la combinazione di entrambi gli antiacidi, è stata osservata una diminuzione significativa del magnesio totale del sangue (variazione di 0,15 mmol/l; P = 0,0025).

Gli autori concludono che i risultati di questo studio retrospettivo suggeriscono che i gatti con CKD che ricevono una terapia antiacida con inibitori di pompa possono sviluppare alterazioni delle concentrazioni di sodio nel sangue ma senza che questo comporti una progressione più rapida della CKD.

 

“Retrospective analysis of the effect of acid-suppressant therapy on clinicopathologic parameters of cats with chronic kidney disease” Gould E, et al. J Feline Med Surg. 2018 Jun;20(6):520-527.

microfilariaUn trial cieco randomizzato a blocchi ha valutato la sicurezza della somministrazione per bocca di un prodotto contenente milbemicina ossima (MBO) associata a spinosad in cani microfilaremici (Dirofilaria immitis).

La prova è stata condotta su 32 cani di razza Beagle con dirofilariosi suddivisi in 4 gruppi (8 cani per gruppo) sottoposti a 3 diversi protocolli di trattamento per bocca a intervalli di 28 giorni: un gruppo ha assunto un placebo (gruppo di controllo), un gruppo ha assunto compresse di MBO-spinosad contenente MBO alla dose prossima al limite superiore riportato sull’etichetta in base al peso del soggetto (da 0,75 a 1 mg/kg [da 0,34 a 0,45 mg/lb]; gruppo 1x) oppure con una dose di MBO 3 volte superiore (gruppo 3×) o, infine, con una dose di MBO 5 volte superiore (gruppo 5x). Prelievi di sangue sono stati effettuati più volte durante il periodo della prova che si è conclusa al sessantacinquesimo giorno con la necroscopia dei soggetti e la quantificazione delle filarie adulte.

Un cane nel gruppo di controllo è deceduto per complicazioni associate alla dirofilariosi. Altri effetti collaterali includevano vomito transitorio (un cane nel gruppo 1x e 5x, 3 cani nel gruppo 3x). Il numero di filarie adulte erano simili in entrambi i gruppi (range da 13 a 41). I test per l’antigene e per le microfilarie sono rimasti positivi durante lo studio, ad eccezione di un soggetto nel gruppo 3× e nel gruppo 5×. La conta media delle microfilarie è aumentata nel tempo nel gruppo di controllo, mentre, nei gruppi trattati, la conta media si è ridotta rispetto al valore basale da un 61,5% al 96,4%.

La formulazione contenente MBO-spinosad non ha causato eventi avversi gravi quando somministrata per bocca a cani microfilaremici. Sebbene il conteggio medio delle microfilarie sia diminuito dopo il trattamento, queste molecole hanno una azione microfilaricida incompleta, il che ne preclude l’utilizzo a questo scopo.

 

“Effects of milbemycin oxime, combined with spinosad, when administered orally to microfilaremic dogs infected with adult heartworms (Dirofilaria immitis)” Grant T, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 May 1;252(9):1084-1089.

cannulated cowL'acidosi ruminale subacuta (SARA, subacute ruminal acidosis), indotta dalla eccessiva somministrazione di mangimi concentrati, aumenta la traslocazione di istamina dall’apparato digerente al circolo ematico causando una varietà di malattie nelle vacche da latte. Tuttavia, il meccanismo tramite cui l’istamina influisca sulla funzionalità della ghiandola mammaria e sulla qualità del latte è in gran parte sconosciuto.

Uno studio si è posto l’obiettivo di studiare gli effetti dell'istamina derivata dall’apparato digerente sulla risposta infiammatoria e sulla sintesi di caseina nella ghiandola mammaria durante la SARA.

Per la durata di 18 settimane, 12 vacche con fistola ruminale sono state divise in maniera randomizzata in due gruppi: un gruppo è stato alimentato con una dieta a basso tenore di mangimi concentrati (gruppo di controllo, 60% di foraggio, n=6) e un gruppo è stato alimentato con una dieta ad alto tenore di mangimi concentrati (gruppo di trattamento, 40% di foraggio, n=6).

I risultati dello studio hanno dimostrato che la dieta ad alto tenore di mangimi concentrati ha comportato un calo significativo del pH ruminale e per una durata di tempo maggiore (pH medio inferiore a 5,6 per più di 180 minuti al giorno), oltre che un calo della produzione e della qualità del latte rispetto alla dieta a basso tenore di concentrati, confermando la presenza di SARA . Inoltre è stato osservato che la SARA ha determinato l’aumento del contenuto di istamina nel fluido ruminale, plasma, fegato e ghiandola mammaria e ha incrementato l'espressione dell'mRNA del recettore specifico dell'istamina nella ghiandola mammaria. Infine, è stato riscontrato un aumento dell’espressione di mRNA dei geni coinvolti nella risposta infiammatoria della ghiandola mammaria e una riduzione di quelli determinanti la sintesi del latte e il suo contenuto in caseina.

Questo studio ha dimostrato che, nelle vacche in lattazione alimentate a lungo termine con una dieta ad alto tenore di mangimi concentrati, il contenuto proteico del latte è ridotto. La risposta infiammatoria che si scatena nella ghiandola mammaria in risposta all'istamina derivata dal tratto digestivo è responsabile del declino della sintesi di caseina. Gli autori concludono che i risultati del loro studio dimostrano la presenza di una correlazione tra la risposta infiammatoria e la sintesi di caseina, ma la comprensione dei meccanismi molecolari coinvolti in questo processo richiede ancora ulteriori ricerche.

 

“Histamine activates inflammatory response and depresses casein synthesis in mammary gland of dairy cows during SARA” Chang G, et al. BMC Vet Res. 2018 May 23;14(1):168.

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