Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6644 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

farmaci

Conoscere l’efficacia e la sicurezza dei farmaci antiepilettici (AEDs, antiepileptic drugs) nel gatto è di importanza cruciale per gestire al meglio l’epilessia felina.

CampylobatteriosiLa poliradicoloneurite acuta (APN, acute polyradiculoneuritis) canina è una malattia immunomediata del sistema nervoso periferico che mostra diverse somiglianze con la sindrome di Guillain-Barré (GBS, Guillain-Barré syndrome) dell'uomo, di cui il Campylobacter spp. è attualmente considerato il principale agente scatenante. Sono poche le informazioni riguardo la relazione tra APN e Campylobacter spp. nei cani.

Uno studio caso-controllo su 27 cani di proprietà con sospetta APN e 47 cani sani ha indagato l’associazione tra infezione da Campylobacter spp. e APN. Sono state indagate, inoltre, le associazioni con ulteriori potenziali fattori di rischio, in particolare il consumo di carne di pollo cruda.

Angiostrongylus vasorumUno studio prospettico non randomizzato ha valutato le tempistiche con cui un prodotto spot-on, contenente imidacloprid 10% / moxidectina 2,5%, era in grado di determinare la risoluzione dell’angiostrongilosi (Angiostrongylus vasorum) nella specie canina.

Sono stati inclusi nello studio 9 cani in cui la diagnosi di angiostrongilosi è stata effettuata sulla base della positività ad un test antigenico, oppure tramite il rilevamento del parassita mediante tecnica di Baermann, o mediante entrambe le metodiche. L’unico trattamento cui sono stati sottoposti i 9 cani è stato il prodotto spot-on, applicato al momento della diagnosi e riapplicato, se necessario, ad intervalli di 4 settimane fino a quando i soggetti non fossero risultati negativi al test antigenico. Il test di Baermann dalle feci è stato anch’esso eseguito a intervalli di 4 settimane fino a quando non fosse risultato negativo.

MastiteLa soluzione di rilascio di ossido d’azoto (SRNO) è una formulazione liquida che rilascia ossido nitrico, un radicale libero caratterizzato dalla presenza di un elettrone spaiato, capace di esercitare un’azione antimicrobica ad ampio spettro.

Uno studio ha voluto indagare l’efficacia e la sicurezza di questa soluzione come potenziale trattamento antimicrobico in corso di mastite bovina (MB).

adrenal massUno studio condotto in maniera retrospettiva su una serie di casi ha descritto una tecnica per la trombectomia mediante venotomia frenico-addominale (VFA) in 8 cani con neoplasia surrenalica ed estensione del trombo neoplastico nella vena frenico-addominale e nella vena cava, riportando le complicazioni e l’outcome associati a tale procedura.

Sono stati inclusi solo i casi in cui, per la rimozione del trombo, è stata eseguita esclusivamente la VFA, senza cavotomia. La VFA si è rivelata efficace nel rimuovere il trombo neoplastico dalla vena cava in 7 cani su 8; in un caso, si è tentato di rimuovere un grosso trombo localizzato nella vena cava ampliando la VFA, ma questa procedura ha comportato la frammentazione del trombo e la necessità di estendere l’incisione anche alla vena cava. Ad ogni modo, la rimozione completa del trombo neoplastico è stata ottenuta in tutti i cani.
Due cani sono deceduti nel post-operatorio, uno a seguito di un arresto cardio-respiratorio e il secondo poiché aveva sviluppato una grave pancreatite e anche una broncopolmonite. I restanti 6 cani sono stati dimessi dall’ospedale.

SDMALa dimetilarginina simmetrica (SDMA) viene sempre più utilizzata nei gatti come marker precoce di malattia renale cronica (CKD), ma poche sono le informazioni riguardo l’influenza esercitata da comorbidità sull’SDMA in questa specie.

Uno studio caso-controllo ha valutato se l’SDMA subisse variazioni in corso di cardiomiopatia ipertrofica (HCM) e diabete mellito (DM) su 94 gatti (17 con CKD, 40 con HCM, 17 con DM e 20 controlli sani).
In ciascun soggetto sono stati effettuati: valutazione clinica, ecocardiografia, ECG, misurazione della pressione sanguigna, esami ematochimici e quantificazione della tiroxina e dell’SDMA. L'analisi delle urine è stata eseguita nei controlli e nei gatti con CKD e DM.

leptospirosi ecoUno studio prospettico, osservazionale, di coorte ha voluto fornire una descrizione dettagliata ed attuale dei reperti ultrasonografici addominali di 35 cani con diagnosi confermata di leptospirosi.

In tutti i cani era stata rilevata almeno un’anomalia ecografica. In tutti i soggetti dello studio erano state riscontrate alterazioni ecografiche a carico dei reni che includevano: aumento dell'ecogenicità della corticale renale (100%), aumento dell'ecogenicità della midollare renale (86%), riduzione della distinzione corticomidollare (80%), ispessimento corticale (74%), nefromegalia (60%), pielectasia (31%) e presenza di una banda midollare (14%). L’83% dei cani aveva presentato alterazioni epatiche, con parenchima diffusamente ipoecogeno (71%) ed epatomegalia (60%). Anomalie della cistifellea erano state riscontrate nel 60% dei cani, con presenza di fango biliare (46%), ispessimento parietale (29%), mucocele (26%) ed iperecogenicità della parete (20%). Altre alterazioni osservate più di frequente all’ecografia addominale comprendevano: versamenti perirenali (60%) e peritoneali (46%), ispessimento della parete del piccolo intestino (49%) e linfoadenopatia (38%). Due cani (6%) avevano presentato un’intussuscezione del piccolo intestino. Non era stata riscontrata alcuna associazione tra le sierovarianti e la presenza di specifici reperti ultrasonografici.

saccharomycesIl Saccharomyces boulardii viene utilizzato in medicina umana per il trattamento delle enteropatie acute e croniche ma, ad oggi, non esistono studi che abbiano valutato l'utilizzo di questo lievito nella specie canina.

Uno studio prospettico non-randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha valutato gli effetti del S. boulardii in 4 cani sani e in 20 cani con enteropatia cronica (EC). Nei cani sani S. boulardii è stato somministrato per 10 giorni; al termine di questo periodo sono stati annotati i possibili effetti avversi a breve termine e sono state eseguite colture fecali quantitative per lieviti. Nei cani con EC, in aggiunta al protocollo terapeutico standard, è stato somministrato S. boulardii oppure un placebo. In questi soggetti è stato valutato l'indice di attività clinica dell’enteropatia cronica canina (CCECAI) e sono state eseguite un'ecografia addominale, una gastroenteroscopia ed esame istologico sia al momento della diagnosi che dopo 60 giorni di trattamento. Nei cani sani, la titolazione di S. boulardii dalle feci ha raggiunto lo steady state in cinque giorni dall'inizio del trattamento e si è completamente negativizzata dopo quattro giorni dalla fine del trattamento. Non sono stati rilevati effetti collaterali a breve termine. Nei cani con EC che avevano ricevuto S. boulardii l'indice di attività clinica, la frequenza di defecazione, la consistenza delle feci e il body condition score erano migliorati significativamente rispetto ai cani con EC trattati con il placebo.

sincronizzazione estroUno studio ha valutato se la prostaglandina F2α (PGF) possa essere utilizzata per indurre l’ovulazione in un protocollo basato sull’utilizzo di GnRH e progesterone.

Nell’esperimento 1 trentadue bovine da latte sono state sincronizzate per 7 giorni con un protocollo basato sull’utilizzo di GnRH e progesterone. Ventiquattro ore prima della rimozione del dispositivo per il rilascio di progesterone intravaginale (giorno 6), le bovine sono state trattate con una dose luteolitica di PGF pari a 150 µg. Il giorno 8 le bovine sono state divise in 2 gruppi: ad un gruppo sono stati somministrati 2 mL di soluzione salina (gruppo di controllo, n=15), all’altro gruppo sono stati somministrati 150 µg di PGF (gruppo PGF, n=17). Il tasso di ovulazione è risultato più alto nel gruppo PGF rispetto al gruppo di controllo (100% vs 53.3%, P=0.001, Odds ratio=30.88). La percentuale di bovine che ha ovulato in modo sincrono tendeva ad essere più alta nel gruppo PGF rispetto al gruppo di controllo (P=0.1, Odds ratio=9.6).

neuroborreliosiUno studio retrospettivo ha valutato l’accuratezza dell’analisi multiplex per la malattia di Lyme nel diagnosticare la neuroborreliosi nel cavallo. Gli autori avevano ipotizzato che il rapporto tra la concentrazione di anticorpi nel liquido cerebrospinale (LCS) e quella nel siero consenta di distinguere i cavalli con neuroborreliosi da cavalli con altre patologie neurologiche.

A questo scopo sono stati inclusi 90 cavalli sui quali erano stati effettuati un esame neurologico, il test multiplex da LCS e da siero e l’analisi postmortem del sistema nervoso.

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