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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

torsione lpGli obiettivi di questo studio retrospettivo erano quello di indagare la sopravvivenza di cani e gatti con torsione di un lobo polmonare (TLP), diagnosticata in sede chirurgica o post-mortem, e quello di valutare se la presenza di versamento pleurico, il lobo polmonare interessato e la taglia del paziente avessero un ruolo prognostico.

Sono stati inclusi 35 cani, di cui 17 di piccola taglia e 18 di grande taglia, e 4 gatti di cui 3 gatti domestici a pelo corto e 1 gatto di razza Minskin.

I lobi polmonari interessati erano il medio destro (n = 18), il craniale sinistro (n = 18), il craniale destro (n = 2), il caudale sinistro (n = 1) e l’accessorio (n = 1). Due animali sono deceduti prima dell'intervento chirurgico; i rimanenti 37 sono stati sottoposti a toracotomia. Tutti i gatti e i cani di piccola taglia sottoposti a toracotomia sono sopravvissuti. Dei cani di grossa taglia, 12/18 sono sopravvissuti; la sopravvivenza complessiva è stata dell’87%. La sopravvivenza non è risultata essere influenzata né dalla presenza di versamento pleurico preoperatorio né dal lobo polmonare interessato.

I gatti e i cani di piccola taglia con TLP sottoposti a toracotomia hanno una sopravvivenza eccellente; i cani di grossa taglia hanno una sopravvivenza buona.

 

“Lung lobe torsion in 35 dogs and 4 cats” Benavides KL, et al. Can Vet J. 2019 Jan;60(1):60-66.

polIl microbiota intestinale è strettamente correlato alla salute dell'ospite ed è fortemente influenzato dalla composizione della dieta. Nell’allevamento del bestiame, le erbe cinesi vengono solitamente utilizzate come additivi per mangimi naturali.

Il presente studio ha indagato l'influenza dell'integrazione con polveri di tè verde e di foglie di gelso sul microbiota intestinale del pollo.

È stata riscontrata una maggiore prevalenza di Bacteroides, Prevotella e Megamonas nell'intestino dei polli quando alimentati con una dieta supplementata con polvere di foglie di gelso. Al contrario, è stata osservata una maggiore prevalenza di Gallibacterium, potenzialmente patogeno, nei soggetti in cui la dieta era stata integrata con polvere di tè verde. Questi risultati dimostrano che la polvere di tè verde e la polvere di foglie di gelso possono influenzare notevolmente il microbiota intestinale dei polli, alterandone la composizione.

Questi risultati impongono la necessità di esaminare e valutare gli effetti delle erbe cinesi sulla salute degli animali prima che vengano introdotti come additivi per mangimi nella produzione animale.

 

“Effect of green tea and mulberry leaf powders on the gut microbiota of chicken” Chen Y, et al. BMC Vet Res. 2019 Mar 6;15(1):77. doi: 10.1186/s12917-019-1822-z.

furoLo scopo di questo studio era quello di confrontare lo Shirmer tear test (STT) e lo standardized endodontic absorbent paper point tear test (PPTT) nel furetto (Mustela putorius furo) e stabilire il range di normalità per il PPTT.

Nello studio sono stati inclusi 66 occhi di 33 furetti sani (17 maschi e 16 femmine) di età compresa tra i 10 e i 120 mesi. La misurazione ottenuta con lo STT è stata di 7,4 ± 1,9 mm/min; quella ottenuta con il PPTT è stata di 12,6 ± 2,4 mm/min. Non ci sono state differenze significative tra i valori misurati dall’occhio destro e quelli misurati dall’occhio (P = 0,29), nè tra i diversi gruppi di età (P = 0,16); diversamente c'era una differenza significativa tra maschi e femmine (P = 0,03).

I risultati di questo studio rigurado le misurazioni dello STT e del PPTT forniscono dei parametri di riferimento utili per la visita oftalmologica dei furetti.

 

“MEASUREMENT OF TEAR PRODUCTION USING SCHIRMER TEAR TEST AND STANDARDIZED ENDODONTIC ABSORBENT PAPER POINTS IN FERRETS (MUSTELA PUTORIUS FURO)” DafneLimónMVZ, et al. Journal of Exotic Pet Medicine Volume 29, April 2019, Pages 10-14

Martedì, 12 Marzo 2019 17:41

Pancreatite e danno renale acuto nei cani

pakiLa pancreatite acuta e il danno renale acuto sono comorbidità ben documentate in medicina umana. I cani che sviluppano un danno renale acuto durante il ricovero hanno tassi di mortalità significativamente più alti rispetto a quelli che non lo sviluppano.

Gli scopi di questo studio erano valutare la prevalenza del danno renale acuto in cani con pancreatite acuta e indagare il valore prognostico di vari parametri clinicopatologici.

La diagnosi di pancreatite acuta si basava sulla presenza di almeno due dei seguenti segni clinici: dolore addominale, diarrea, vomito o anoressia/iporessia; assenza di altre anomalie ecografiche a carico di organi diversi dal pancreas e una positività al test SNAP cPL. La diagnosi di danno renale acuto si basava sulle linee guida della International Renal Interest Society (IRIS). I cani sono stati classificati in sopravvissuti e non sopravvissuti. Al momento del ricovero sono stati valutati creatinina sierica, urea, amilasi, calcio totale, colesterolo totale, proteina C-reattiva, globuli bianchi e neutrofili banda; inoltre è stato anche calcolato l’indice di gravità clinica. I dati clinici e clinicopatologici sono stati confrontati tra soggetti sopravvissuti e non sopravvissuti.

Sono stati inclusi 65 cani con pancreatite acuta. Un indice di gravità clinica ≥ 6,5 era associato ad un outcome sfavorevole (p=0,0011). Le concentrazioni di urea e creatinina sieriche al momento del ricovero erano significativamente inferiori nei soggetti sopravvissuti rispetto ai non sopravvissuti (rispettivamente P<0,0001 e P=0,0002). Il danno renale acuto è stato diagnosticato in 17 cani su 65 (26,2%) ed è risultato essere associato ad un outcome sfavorevole (P<0,0001). Inoltre, la condizione di oligo-anuria era anch’essa associata ad un outcome sfavorevole (P=0,0294).

Un indice di gravità clinica elevato e la presenza di iperazotemia nei cani con pancreatite acuta sono risultati essere associati ad un aumentato rischio di mortalità. Il danno renale acuto può essere una comorbidità in corso di pancreatite acuta canina. La presenza di oligo-anuria è associata ad un outcome sfavorevole.

 

“Acute pancreatitis and acute kidney injury in dogs” Gori E, et al. The Veterinary Journal, Volume 245, March 2019, Pages 77-81.

ttfGiardia intestinalis e Tritrichomonas fetus sono 2 protozoi che di frequente parassitano il tratto gastrointestinale dei gatti domestici. Dal momento che il trattamento di questi due parassiti è differente, è fondamentale confermare la presenza di uno o entrambi gli agenti patogeni prima di decidere la terapia da intraprendere.

In questo studio sono state valutate le performance di un test basato sulla PCR real-time (Small Animal Diarrhoea panel), che rileva il DNA sia di G. intestinalis che di T. fetus. La sensibilità e la specificità del test sono state comparate con saggi PCR real-time di riferimento, utilizzando 105 campioni fecali, di cui il 39,05% (n = 41) positivi per G. intestinalis e il 30,48% (n = 32) positivi per T. fetus.

Per il DNA di G. intestinalis, il test aveva una sensibilità del 95,1% e una specificità del 92,1%. Per il DNA di T. fetus, il saggio aveva una sensibilità del 41,9% e una specificità del 100,0%. Per valutare la riproducibilità inter-laboratorio del test PCR, sono stati confrontati i risultati ottenuti in due diversi laboratori ed è stata rilevata una concordanza ottima (Kappa = 0,9).

In conclusione, il test PCR, confrontato con le rispettive metodiche di riferimento, ha dimostrato delle performance buone nei confronti di G. intestinalis e scarse nei confronti di T. fetus. Pertanto, il test è idoneo per la diagnosi di G. intestinalis; diversamente richiede una carica parassitaria da moderata ad alta per la diagnosi di T. fetus.

 

Comparison of multiplexed-tandem real-time PCR panel with reference real-time PCR moleculardiagnostic assays for detection of Giardia intestinalis and Tritrichomonas foetus in cats” Meggiolaro MN, et al. Vet Parasitol. 2019 Feb;266:12-17. doi: 10.1016/j.vetpar.2018.12.009. Epub 2019 Jan 6.

Lunedì, 04 Marzo 2019 21:17

Pulsossimetria nei cani brachicefali sani

brachiLa sindrome brachicefalica (SB) è caratterizzata da un aumento delle resistenze a carico delle vie aeree superiori a causa di anomalie conformazionali caratteristiche delle razze brachicefale.

In questo studio prospettico, sono stati valutati i valori di pulsossimetria (SpO2) e le concentrazioni dei gas nel sangue arterioso di 18 cani brachicefali (CB) sani e confrontato questi valori con quelli di 18 cani mesocefali e dolicocefali (CMD) sani.

Lo studio ha incluso cani portati a visita per un problema non correlato all’apparato respiratorio, il cui esame fisico ed esami del sangue non avessero evidenziato alterazioni rilevanti. Per ciascun cane è stato assegnato un punteggio alla sindrome brachicefalica basato su un questionario sottoposto al proprietario. In primo luogo, negli animali non sedati, sono stati registrati i valori di SpO2 ottenuti da almeno due siti diversi. Successivamente, i cani sono stati sedati e i valori di SpO2 sono stati nuovamente misurati e, simultaneamente, è stato prelevato un campione di sangue arterioso per l’esecuzione dell’esame emogasanalitico.

I valori di SpO2 erano significativamente più bassi nei CB rispetto ai CMD; diversamente non sono state evidenziate differenze statisticamente significative tra CB e CMD relativamente alle concentrazioni dei gas misurate nel sangue arterioso. Sulla base dello score assegnato alla SB, i CB con punteggio moderato (n=5) avevano una saturazione arteriosa dell’ossigeno con l’emoglobina significativamente più bassa rispetto ai CMD (n=18).

Sebbene i CB avessero valori di SpO2 statisticamente più bassi rispetto ai CMD, i valori medi di SpO2 erano compresi nell'intervallo di riferimento per entrambi i gruppi.

 

“Evaluation of Pulse Oximetry in Healthy Brachycephalic Dogs” Arulpagasam S, et al. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Nov/Dec;54(6):344-350. doi: 10.5326/JAAHA-MS-6654. Epub 2018 Oct 1.

mctI mastocitomi (MCT), nella specie canina, costituiscono quasi il 25% delle neoplasie cutanee. Il comportamento biologico di questo tumore può essere previsto sulla base delle caratteristiche istopatologiche che, però, sono soggette alla variabilità intra- e inter-osservatore. Per evitare questa variabilità, sono stati studiati diversi marker complementari. L'integrità della matrice extracellulare (MEC) può svolgere un ruolo protettivo contro la progressione tumorale e, quando compromessa, può favorire la proliferazione cellulare, l'angiogenesi, l'invasione e lo sviluppo di metastasi.

L’obiettivo di questo studio era quello di studiare il ruolo prognostico della quantificazione del collagene e delle fibre elastiche in corso di MCT.

Sono stati inclusi 38 casi di MCT cutaneo canino asportati chirurgicamente con margini ampi. Il collagene e le fibre elastiche intratumorali sono stati quantificati e confrontati con i gradi istopatologici, con la mortalità dovuta alla malattia e con la sopravvivenza post-chirurgica.

L'analisi morfometrica ha rilevato la presenza di una relazione significativa tra grado istopatologico e indice di collagene intratumorale. Inoltre, quest’ultimo parametro è stato considerato un indicatore indipendente per la mortalità e la sopravvivenza post-chirurgica.

Questi risultati supportano l’importanza del ruolo dell’indice di collagene intratumorale nella classificazione e nella prognosi dei MCT, suggerendo che preservare e/o favorire la sintesi del collagene potrebbero essere potenziali strategie per il trattamento del MCT canino.

 

“Intratumoral collagen index predicts mortality and survival in canine cutaneous mast celltumours” Daniel J, et al. Vet Dermatol. 2019 Jan 28. doi: 10.1111/vde.12726. [Epub ahead of print]

aneL’obiettivo di questo studio prospettico di coorte era quello di indagare gli effetti di una bassa dose di dexmedetomidina (DEX) seguita da un’infusione a velocità costante (CRI, constant rate infusion) e dell’antagonismo con atipamezolo sulle attività sistolica e diastolica in 11 gatti sani sottoposti ad anestesia con isofluorano.

Dopo aver effettuato un esame ecocardiografico transtoracico (EET), a ciascun gatto sono stati somministrati 5 μg/kg di DEX per via intramuscolare (IM). Dopo 10 minuti, è stato valutato il grado di sedazione, sono stati registrati eventuali effetti avversi ed è stato effettuato un secondo EET. Circa 40 minuti dopo la somministrazione di DEX, è stata indotta l'anestesia con isoflurano e con una CRI di DEX alla dose di 1 μg/kg/h per 80 minuti. Le variabili fisiologiche sono state registrate ogni 10 minuti e l’EET è stato ripetuto 10, 30 e 60 minuti dopo l'inizio dell'anestesia. Una volta interrotta la CRI di DEX, il suo effetto è stato antagonizzato mediante la somministrazione IM di 30 μg/kg di atipamezolo e, 10 minuti dopo, è stato ripetuto un ultimo EET.

Dopo la premedicazione con DEX, è stata osservata una blanda sedazione e un lieve ma significativo incremento della pressione arteriosa sistolica; il vomito è stato un effetto collaterale comune. La gittata cardiaca (GC) e la frequenza cardiaca sono diminuite durante l'anestesia; non sono state rilevate variazioni significative in questi due parametri a seguito dell’antagonizzazione con atipamezolo. Insufficienze valvolari di scarso significato clinico sono state frequentemente osservate dopo la premedicazione con DEX e durante la CRI. Le funzioni sistoliche radiali e longitudinali del miocardio non sono risultate essere influenzate dalla sedazione o dall'anestesia. Diversamente, la fase tardiva della diastole di entrambi i ventricoli era influenzata dall’anestesia con isofluorano e dalla CRI di DEX. Tuttavia, le performance globali del ventricolo sinistro non erano compromesse dai farmaci.

Gli effetti riscontrati in gatti sani premedicati con basse dosi di DEX e mantenuti in anestesia con isoflurano e CRI di DEX erano la riduzione della gittata cardiaca e la compromissione della fase tardiva della diastole.

 

“Dexmedetomidine low dose followed by constant rate infusion and antagonism by atipamezole in isoflurane-anesthetized cats: an echocardiographic study” Carvalho ER, et al. Vet Anaesth Analg. 2019 Jan;46(1):43-54. doi: 10.1016/j.vaa.2018.09.040. Epub 2018 Sep 27.

aeluroL’Aelurostrongylus abstrusus è un nematode della specie felina diffuso in tutto il mondo. I gatti infetti manifestano segni clinici molto variabili, talvolta lievi (secrezione nasale o tosse), talvolta molto gravi (serie difficoltà respiratorie).

Gli scopi di questo studio sieroepidemiologico erano quello di definire la prevalenza dell’infezione sostenuta da A. abstrusus nei gatti in Svizzera, individuare potenziali fattori di rischio e valutare la distribuzione biogeografica al fine di indagare l'influenza della temperatura e dell'altitudine sulla presenza di questo parassita.

A questo scopo, i sieri di 4067 gatti domestici sono stati testati per la presenza di anticorpi contro A. abstrusus tramite un nuovo saggio ELISA e i risultati sono stati correlati con le caratteristiche biogeografiche. Per l'analisi dei fattori di rischio, invece, è stato utilizzato un sottogruppo di dati estratti da 1000 di questi soggetti.

Complessivamente, il 10,7% (434/4067) dei gatti sono risultati positivi, con percentuali variabili dallo 0,0% al 20,0% in funzione della diversa area geografica. In particolare, era presente una differenza significativa tra la parte occidentale (13,9%) e quella orientale (9,2%) della Svizzera, probabilmente a causa della maggiore o minore idoneità delle caratteristiche ambientali per gli ospiti intermedi. In totale, il 90,3% (392/434) dei gatti sieropositivi proveniva da regioni situate ad un’altitudine inferiore ai 700 m sul livello del mare. Similmente, il 98,9% (429/434) dei campioni positivi apparteneva a gatti che vivevano in regioni in cui la temperatura media a gennaio fosse speriore ai -2 °C. Questi risultati avvalorano l’ipotesi che l'altitudine e la temperatura siano fattori limitanti per le infezioni da A. abstrusus. Per quanto riguarda i singoli fattori di rischio, la prevalenza era maggiore nei gatti interi (15,5%) rispetto ai gatti sterilizzati (5,8%). I gatti di età compresa tra gli 11 e i 22 mesi erano più frequentemente sieropositivi (10/76, 13,2%) rispetto ai gatti di 1-10 mesi (1/34, 2,9%) o ai gatti di età supeiore ai 22 mesi (58/889, 6,5%). I gatti outdoor tendevano ad essere più spesso sieropositivi rispetto ai gatti indoor (p=0,077); lo stesso era vero anche per i gatti che manifestavano segni clinici respiratori rispetto a quelli senza tali sintomi (p=0,086).

Gli autori concludono sottolineando l’utilità del test sierologico nell'identificazione dei soggetti infetti, al fine di poter valutare i potenziali fattori di rischio, sia a livello di popolazione generale che a livello individuale, superando le difficoltà connesse alla scarsa sensibilità dell’esame fecale.

 

“Seroprevalence, biogeographic distribution and risk factors for Aelurostrongylus abstrususinfections in Swiss cats” Gueldner EK, et al. Vet Parasitol. 2019 Feb;266:27-33. doi: 10.1016/j.vetpar.2018.12.013. Epub 2019 Jan 4.

2211L’obiettivo di questo studio clinico prospettico era quello di determinare la capacità delle concentrazioni di creatinchinasi (CK) plasmatica e peritoneale di prevedere la presenza di una lesione con strangolamento nei cavalli in colica.

L'attività della CK è stata misurata dal liquido peritoneale e dal plasma di 10 cavalli sani (gruppo di controllo) e di 61 cavalli in colica, di cui 40 con lesioni non strangolanti e 21 con lesioni strangolanti.

Al valore di cutoff di 16 UI/L della concentrazione di CK peritoneale era associata una sensibilità del 95,2% e una specificità dell'84,6% (valore predittivo positivo [PPV] = 76,9% e valore predittivo negativo [NPV] = 97%) nel prevedere la presenza di una lesione strangolante. Al valore di cutoff di 3,75 mmol/L di lattato peritoneale era associata una sensibilità dell'81% e una specificità del 92% (PPV = 85% e NPV = 90%) nel prevedere la presenza di una lesione strangolante.

I risultati di questo studio dimostrano che, nei cavalli in colica, la concentrazione di CK peritoneale è un marker più sensibile della presenza di una lesione con strangolamento, mentre la concentrazione di lattato peritoneale è un marker più specifico.

Gli autori concludono che la misurazione della CK nel liquido peritoneale può costituire una valutazione aggiuntiva importante per accelerare la diagnosi e il trattamento dei cavalli con lesioni intestinali con strangolamento, contribuendo a migliorarne l’outcome.

 

“Predictive value of plasma and peritoneal creatine kinase in horses with strangulating intestinallesions” Kilcoyne I, et al. Vet Surg. 2019 Feb;48(2):152-158. doi: 10.1111/vsu.13147. Epub 2018 Dec 26.

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