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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Giovedì, 02 Maggio 2019 18:18

Ketorolac nelle tartarughe

1 turtle terrapene carolina carolina jose luis pelaezIl ketorolac è un farmaco antiinfiammatorio non steroideo che possiede una potente attività analgesica, paragonabile a quella della morfina. Negli Stati Uniti, la scarsità di oppiodi ha portato ad una fornitura inaffidabile di tali molecole per le strutture sanitarie, determinando la necessità di trovare farmaci alternativi non-oppioidi che fossero altrettanto sicuri ed efficaci.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare la farmacocinetica del ketorolac dopo una singola somministrazione per via intramuscolare alla dose di 0,25 mg/kg nelle tartarughe di scatola orientale (Terrapene carolina carolina).

linfIl linfoma nella specie felina è una neoplasia piuttosto comune. È stato segnalato, inoltre, che il 7-14% dei gatti con linfoma gastrointestinale a piccole cellule, sviluppa una seconda neoplasia.

L’obiettivo di questo studio era quello di riportare l'incidenza, i segni clinici, gli esiti clinicopatologici, la risposta alla terapia e l’outcome di gatti che avevano sviluppato un linfoma a grandi cellule successivamente al trattamento per il linfoma gastrointestinale a piccole cellule.

Giovedì, 18 Aprile 2019 18:16

Progressi nella diagnostica prostatica

constipationNegli ultimi anni, a fronte delle maggiori aspettative di vita e alla crescente attenzione che i proprietari di pet dedicano ai loro animali, sono state condotte numerose ricerche su nuove tecniche per identificare precocemente i disturbi della prostata nella specie canina. Le patologie prostatiche, al loro esordio, sono spesso asintomatiche, rendendo difficile una diagnosi precoce.

Tradizionalmente, la diagnosi dei disturbi prostatici sfrutta strumenti non invasivi, come la palpazione transrettale e addominale, la valutazione del liquido seminale o prostatico, l'analisi delle urine e l'imaging. Tuttavia, una diagnosi definitiva potrebbe richiedere l’agoaspirazione o biopsia del parenchima prostatico, indagini che vengono eseguite raramente a causa della loro invasività.

Equine Health Cover Photo 1024x655Il coronavirus equino (ECoV, equine coronavirus) è un patogeno emergente associato a febbre e alla malattia enterica nei cavalli adulti. Sono state descritte le caratteristiche cliniche dell'infezione da ECoV, ma nessuno studio ha confrontato queste caratteristiche con quelle delle infezioni da Salmonella.

Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di confrontare le caratteristiche cliniche dell'infezione da ECoV con quelle della salmonellosi enterica al fine di identificare aspetti peculiari della malattia a sostegno del sospetto clinico di infezione da ECoV nei cavalli adulti.

cat slsNella specie canina è stata dimostrata la relazione tra la presenza di vertebre transizionali lombosacrali e lo sviluppo di stenosi lombosacrali.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare la relazione tra la presenza di vertebre transizionali lombosacrali e la stenosi lombosacrale nella specie felina.

popliteoLa malattia degenerativa articolare del ginocchio è una patologia ossea comune nella specie canina. Le alterazioni degenerative osservate negli stadi più precoci consistono in una lieve proliferazione minerale dei margini articolari e dei tessuti molli periarticolari, con conseguente distensione articolare. Se l'articolazione è cronicamente instabile, le modificazioni a carico delle ossa divengono più complesse e compaiono alterazioni di natura cistica a livello subcondrale e fenomeni di proliferazione e riassorbimento ossei.

Le caratteristiche radiografiche degli stadi moderato e grave della malattia degenerativa si sovrappongono a quelle della malattia aggressiva. Dal momento che la localizzazione della patologia coincide con quella dei tumori ossei primari (come la parte distale del femore), l'interpretazione radiografica potrebbe essere più difficile.

ECoVAttualmente, la diagnosi di enterite da coronavirus equino (ECoV, equine coronavirus) prevede l'esclusione di altre cause infettive potenzialmente responsabili di malattia enterica e, parallelamente, la dimostrazione della presenza di ECoV nelle feci o nei tessuti tramite saggi molecolari. Questo percorso diagnostico, sebbene completo, è molto dispendioso e non sempre attuabile.

Partendo dall’ipotesi che l’eliminazione fecale del ECoV da parte dei cavalli ospedalizzati sia bassa, gli autori di questo studio si sono posti l’obiettivo di verificare se cavalli sani e cavalli con disturbi gastroenterici eliminassero il ECoV con le feci al momento del ricovero e dopo 48 ore di ospedalizzazione (per effetto dello stress associato al ricovero).

prstL’obiettivo di questo studio era quello di caratterizzare, mediante indagine immunoistochimica, la densità di linfociti T e B in corso di iperplasia prostatica benigna (IPB, n = 15), di carcinoma prostatico (CP, n = 24) e in prostate non affette da nessuna di queste due condizioni (n = 6).

I risultati hanno rivelato un aumento statisticamente significativo dei linfociti T e B nei CP rispetto a quanto osservato nei campioni con IPB e nelle prostate sane. Per quanto riguarda le varianti istologiche del CP, il numero più basso di linfociti CD3+ e CD79+ è stato osservato nel tipo più indifferenziato (solido). La densità delle cellule CD3+ era positivamente correlata con il tempo di sopravvivenza.

page 1A dicembre 2018 l’ANMVI (Associazione Italiana Medici Veterinari Italiani) ha condotto una indagine quantitativa, tramite interviste telefoniche effettuate con Sistema C.A.T.I. (Computer Aided Telephone Interview) e conforme al codice ESOMAR (European Society for Opinion and Marketing Research), su un campione rappresentativo delle famiglie italiane che possiedano un animale domestico (esclusi pesci e invertebrate) e che abbiano instaurato un rapporto di cura e consulenza con i veterinari. La finalità dell’indagine era quella di sondare la percezione dei proprietari di pet relativamente all’importanza delle cure veterinarie e le aspettative che hanno nei confronti della figura del professionista veterinario.

La domanda inerente alla frequenza media con cui un proprietario porta il proprio animale a visita (mai/solo in caso di emergenze, una volta l’anno, due volte l’anno, più di due volte l’anno) ha mostrato che la percentuale di chi si reca regolarmente dal veterinario più di due volte l’anno (44,6%) è in crescita rispetto agli anni precedenti (38,6% negli anni 2017 e 2011; 21,4% nel 2007), soprattutto nelle regioni meridionali e centrali. Diversamente, rimane pressocchè invariata la percentuale di clienti che vanno dal veterinario esclusivamente in caso di emergenza (il 16,6%; contro il 14,5% del 2017, il 15,3% del 2011 e il 18,3% del 2007). Le motivazioni più comunemente addotte dai proprietari che si recano poco dal veterinario sono che il proprio animale sta bene, che si va dal veterinario solo per le vaccinazioni o in caso di emergenza. È interessante notare che mentre le ultime due motivazioni sono state addotte in percentuali crescenti negli ultimi anni, l’andare raramente dal veterinario perchè il proprio animale sta bene è stata una giustificazione riportata in una percentuale decrescente (67,4% contro l’87,5% del 2017) e per lo più da chi non ha un veterinario di fiducia (81,2%). Questi dati suggeriscono una sensibilità e un grado di informazione sempre maggiore dei proprietari, associate ad una fiducia nei confronti della figura professionale del veterinario. La salute e il benessere del proprio pet, intese come prevenzione, sta diventando una necessità sempre più sentita. Il medico veterinario viene considerato un influencer per le scelte relative all’alimentazione e, più in generale, riguardo tutte le problematiche ad essa annesse. Non a caso, il 48,8% dei clienti chiede consulto per la scelta del tipo di alimentazione e del pet food specifico; percentuale che aumenta fino all’81,4% per problematiche più generali, ma sempre collegate all’alimentazione.

dairy vaccinationLa selezione di ceppi batterici resistenti è una evenienza che sta coinvolgendo il mondo intero; l’abuso o l’impiego scorretto degli antibiotici sta alla base di questa preoccupazione che minaccia la salute pubblica e quella animale. Alcuni paesi europei, come Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, hanno adottato metodi per quantificare l’uso di antibiotici nel contesto dell’azienda agricola. Nel 2014, la Società Veterinaria operante nel settore zootecnico (SIVAR) ha lanciato un software, disponibile per tutti i membri, con l’obiettivo di quantificare l’effettivo utilizzo degli antibiotici all’interno delle aziende. Il software utilizza il sistema “Defined Daily Dose” (DDD, dose definita giornaliera), raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, per controllare l’uso di antibiotici umani) e dall’EMA (European Medicines Agency, per controllare l’uso di antibiotici zootecnici). Questo stesso sistema è impiegato, seppur con alcune differenze nel processo di calcolo, nei Paesi Bassi, in Belgio e in Danimarca. La SIVAR ha deciso di adottare il sistema di calcolo scelto dai Paesi Bassi a causa del loro ruolo di avanguardia nel settore lattiero-caseario.

Il presente studio, condotto in collaborazione con SIVAR presso aziende lattiero-casearie del Piemonte, ha come obiettivo principale quello di accertare la quantità media di antibiotico utilizzato e le sue modalità di impiego mediante il sistema “Defined Daily Dose on a year” (DDD/y, dose definita giornaliera su base annua). I risultati sono stati quindi confrontati con quelli olandesi, adottando gli stessi riferimenti attualmente utilizzati nei Paesi Bassi. Lo scopo secondario dello studio è quello di suggerire possibili modi per migliorare il software impiegato per calcolare la DDD/y per ogni azienda in funzione del tipo di antibiotico utilizzato e della categoria specifica di animali (vacche, giovenche e vitelli in allattamento).

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