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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

c15f004L’obiettivo di questo studio era quello di valutare gli effetti della disidratazione sugli indici ecocardiografici nei gatti sani, in particolar modo indagando le conseguenze della deplezione volumetrica sulla funzionalità diastolica.

Nove gatti sono stati sottoposti sia ad un protocollo di disidratazione che ad uno di placebo separati da un periodo di washout di 21 giorni. La deplezione volumetrica è stata indotta dalla somministrazione endovenosa di furosemide. L'ecocardiografia è stata eseguita al basale e al completamento di ciascun protocollo e i risultati sono stati confrontati tra loro.

La deplezione volumetrica ha mostrato un'associazione significativa con l'aumento dello spessore del setto interventricolare e della parete libera del ventricolo sinistro alla fine della diastole, con la diminuzione del diametro interno del ventricolo sinistro al termine della diastole e con il diametro dell’atrio sinistro alla fine della sistole. La velocità di picco del riempimento diastolico precoce (P) e tardivo (T) e la velocità di picco della diastole precoce (P') erano significativamente diminuite in corso di disidratazione. La deplezione volumetrica non ha influenzato lo strain longitudinale di picco durante la fase precoce della diastole, il rapporto tra la velocità di picco del riempimento diastolico precoce e di quello tardivo (P/T) o il rapporto tra la velocità di picco del riempimento diastolico precoce e la velocità di picco della diastole precoce (P/P’).

Gli autori concludono che la deplezione volumetrica, nei gatti sani, influenza significativamente gli indici ecocardiografici diastolici.

 

“Effects of dehydration on echocardiographic diastolic parameters in healthy cats” Sugimoto K, et al. J Vet Sci. 2019 May;20(3):e18. doi: 10.4142/jvs.2019.20.e18.

ciclo urea nella escrezione di azotoL'iperammoniemia può causare encefalopatia epatica che, in casi gravi, può portare a coma e morte. Nel cane, gli shunt portosistemici congeniti (CPSS, congenital portosystemic shunt) sono la causa più comune di iperammoniemia. Il trattamento conservativo consiste in una dieta a basso contenuto proteico (proteine modificate), zuccheri (disaccaridi) non assorbibili, antibiotici. Nell’uomo, sia il benzoato di sodio (BS) che il fenilbutirrato di sodio (FBS) sono utilizzati nel trattamento acuto e cronico dell’iperammoniemia conseguente alla carenza degli enzimi coinvolti nel ciclo dell'urea. Si ritiene che entrambi i trattamenti riducano le concentrazioni di ammoniaca nel sangue promuovendo l'escrezione dell'azoto in eccesso sfruttando vie alternative.

L’obiettivo di questo studio crossover randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo era quello di valutare l'efficacia e la sicurezza del BS e del FBS orali per il trattamento dell'iperammonemia e dei relativi segni clinici nei cani con CPSS.

Le concentrazioni di ammoniaca e di acidi biliari sono state misurate in cani con CPSS prima e dopo un trattamento di 5 giorni con SB, SPB e placebo. Ogni tipo di trattamento è stato separato dal successivo da un periodo di wash-out di 3 giorni. Ai proprietari dei cani è stato chiesto di compilare un questionario per valutare le modificazioni a carico dei segni clinici prima e dopo ogni trattamento.

Le concentrazioni di ammoniaca nel sangue non hanno subito modificazioni né durante la somministrazione del BS né del FBS; in entrambi i casi, l’ammoniemia ha mantento valori paragonabili a quelli misurati durante il trattamento con placebo. Inoltre, il trattamento con BS e con FBS non ha determinato alcun miglioramento significativo dei segni clinici. Infine, gli effetti collaterali osservati durante la somministrazione di queste molecole erano anoressia, vomito e letargia.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che né il BS né il FBS sono terapie utili nel trattamento conservativo dell'iperammoniemia nei cani con CPSS.

 

“Efficacy of orally administered sodium benzoate and sodium phenylbutyrate in dogs with congenital portosystemic shunts” van Straten G, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1331-1335. doi: 10.1111/jvim.15477. Epub 2019 Mar 27.

A978 1 4614 4292 9 16 Fig1 HTMLLa citologia e la coltura del liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL, bronchoalveolar lavage) sono utilizzate per caratterizzare le malattie respiratorie nella specie canina. Poco si sa di disturbi associati ad un aumento del numero di linfociti nel liquido del BAL.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo, condotto su 104 cani con sintomi respiratori e con linfocitosi alla citologia del BAL, era quello di riportare la durata dei segni clinici e la diagnosi finale della malattia respiratoria.

I soggetti sono stati inclusi nel caso in cui il liquido del BAL avesse più di 300 cellule/μl e qualora almeno il 20% di queste fosse costituita da linfociti. Dalle cartelle cliniche sono stati estrapolati i dati relativi alla durata dei segni clinici e la diagnosi, tra cui danno da aspirazione, malattie infettive o infiammatorie e collasso delle vie aeree.

I cani avevano età compresa tra 0,5 e 16 anni (mediana 7,9 anni) e avevano un peso corporeo medio di 11,4 kg (da 2,0 a 42,7 kg). Una patologia di natura eosinofilica è stata documentata in 13 dei 104 cani (gruppo 1), una malattia infettiva o infiammatoria caratterizzata da neutrofilia del liquido del BAL è stata riscontrata in 59 su 104 cani (gruppo 2). La linfocitosi da sola è stata descritta in 32 cani (gruppo 3). La durata della tosse non differiva tra i 3 gruppi; diversamente, il collasso delle vie aeree era significativamente più comune nei cani i cui liquidi del BAL erano caratterizzati da linfocitosi.

Il riscontro di linfocitosi nel liquido del BAL è un reperto relativamente frequente nel cane e, in molti casi, rappresenta probabilmente una risposta comune alle lesioni delle vie aeree, indipendentemente dal tipo o dalla durata dell'insulto. Con le informazioni attuali è impossibile stabilire se il collasso delle vie aeree porti a linfocitosi o se il processo infiammatorio causi il collasso delle vie aeree.

 

“Bronchoalveolar lavage fluid lymphocytosis in 104 dogs (2006-2016)” Johnson LR and Vernau W. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1315-1321. doi: 10.1111/jvim.15489. Epub 2019 Mar 26.

bov urineLa concentrazione urinaria (CU) fornisce informazioni clinicamente utili riguardanti lo stato di idratazione e la funzionalità renale.

L’obiettivo di questo studio era quello di stabilire quale dei seguenti parametri fosse più idoneo per valuatre la CU nei bovini da latte: peso specifico urinario misurato con rifrattometro ottico (USG-R), peso specifico urinario valutato mediante dipstick Multistix-SG (USG-D), conduttività elettrica urinaria quantificata mediante un misuratore di conduttività OAKTON Con 6 (CEU), colore dell'urina (Colore-U) utilizzando una scala di tonalità a 8 punti e, infine, concentrazione della creatinina urinaria (Crea-U).

I campioni di urina sono stati prelevati da 20 vacche Holstein-Frisona nel periodo peripartum mediante stimolazione perineale o cateterizzazione uretrale e, da tali campioni, sono stati determinati l’osmolalità urinaria (Osm-U, metodo di riferimento), USG-R, USG-D, CEU, Colore-U e CreaU. Il soggetto era considerato in uno stato di ipoidratazione se aveva una OsmU ≥800 mOsm/kg.

Il test migliore per diagnosticare uno stato di ipoidratazione era il USG-R con un valore di cut-off ottimale ≥1.030. Il secondo test migliore era la CEU con un valore di cut-off ≥ 23,7 mS/cm, seguito dalla CreaU con un cut-off ≥95,3 mg/dL e il Colore-U con un cut-off ≥4. Il peso specifico urinario misurato mediante dipstick ha dimostrato delle performance scadenti.

Gli autori concludono che il USG-R e la CEU rappresentano metodi pratici e sufficientemente accurati per misurare la CU nei bovini da latte. Il colore delle urine ha un'utilità clinica moderata per valutare la CU, ma ha il vantaggio di essere un test a costo zero; diversamente il dipstick non è raccomandato per la valutazione della CU.

 

“Clinical utility of urine specific gravity, electrical conductivity, and color as on-farm methods for evaluating urine concentration in dairy cattle” Megahed AA, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1530-1539. doi: 10.1111/jvim.15502. Epub 2019 Apr 25.

07c259bcd2717442c1eeffc9c4aeca31246da3ebLo scopo di questo studio era quello di valutare le proprietà oressizzanti della mirtazapina transdermica (MTD) nei gatti con malattia renale cronica (CKD, chronic kidney disease).

Sono stati inclusi gatti con CKD in stadio IRIS 2 o 3 stabile, con calo dell'appetito. Lo studio comprendeva una prima prova nella quale 9 gatti con CKD sono stati suddivisi in maniera randomizzata per ricevere il gel di MTD alla concentrazione di 3,75 mg/0,1 ml o un volume equivalente di placebo sulla faccia interna del padiglione auricolare a giorni alterni per 3 settimane; successivamente, dopo un periodo di washout di 4 giorni, i gatti hanno ricevuto il trattamento alternativo per altre 3 settimane. La seconda prova, condotta su 10 gatti con CKD, era strutturata come la precedente ma il gel di MTD aveva una concentrazione di 1,88 mg/0,1 ml. L'esame obiettivo e il profilo biochimico sono stati eseguiti prima e dopo ogni periodo di trattamento e i proprietari dei gatti erano invitati a compilare quotidianamente un diario in cui riportare informazioni relativamente ad appetito, attività e comportamenti alimentari. Le concentrazioni di mirtazapina nel gel transdermico e le concentrazioni sieriche di mirtazapina sono state misurate usando la cromatografia liquida e la spettrometria di massa tandem.

La somministrazione di MTD, sia alla concentrazione di 3,75 mg che alla concentrazione di 1,88 mg, ha comportato un aumento statisticamente significativo del peso (P = 0,002 per entrambi), dell'appetito (rispettivamente P = 0,01 e P = 0,005) e del consumo alimentare (rispettivamente P = 0,03 e P = 0,008). Nessuno dei due trattamenti gel ha determinato delle differenze significative relativamente all'attività o alla vocalizzazione; tuttavia, per alcuni soggetti è stato riferito un miagolio eccessivo. L'aumento di peso mediano nel caso del gel da 3,75 mg/0,1 ml è stato di 0,22 kg, mentre per quello da 1,88 mg/0,1 ml è stato di 0,26 kg. Un miglioramento del body condition score è stato osservato in 5/9 gatti che hanno ricevuto il gel da 3,75 mg/0,1 ml e in 6/10 gatti che hanno ricevuto il gel da 1,88 mg/0,1 ml.

Gli autori concludono che la MTD può rappresentare una valida opzione, specialmente nei paesi in cui non è disponibile un prodotto alternativo approvato, per aumentare l'appetito e determinare un incremento ponderale nei gatti con CKD.

 

“Assessment of compounded transdermal mirtazapine as an appetite stimulant in cats with chronic kidney disease” Quimby JM, et al. J Feline Med Surg. 2019 Jun 4:1098612X19851303. doi: 10.1177/1098612X19851303. [Epub ahead of print]

cat ecoLa diagnosi di malattia infiltrativa dell'intestino tenue (SI) nella specie felina rimane, ad oggi, una sfida per il clinico; il dibattito relativo a quali siano le tecniche bioptiche ottimali è una questione ancora oggetto di disaccordo. L'ecografia potrebbe essere d’ausilio nel decidere quale tecnica utilizzare e in quale tratto dell’intestino.

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare la capacità dell'ecografia di predire le lesioni istologiche intestinali.

Le valutazioni sono state condotte retrospettivamente sui dati ricavati da 169 gatti sottoposti ad esame ultrasonografico e ai quali fossero state prelevate delle biopsie a tutto spessore dell’intestino.

Lesioni ecografiche a carico dell’intestino tenue erano presenti in 132 gatti (63 duodeno, 115 digiuno, 71 ileo). I campioni sono stati ottenuti tramite laparotomia (n=60) o necroscopia (n=109). Le alterazioni ultrasonografiche hanno dimostrato di avere un alto valore predittivo positivo (PPV) per le lesioni istologiche (duodeno 82,0%, digiuno 91,0%, ileo 88,1%), ma scarso valore predittivo negativo (duodeno 27,1%, digiuno 27,3%, ileo 40,4%). La capacità dell'ecografia di predire le lesioni istologiche in questa popolazione di gatti, caratterizzata dall’avere un'elevata prevalenza della malattia (lesioni istologiche dell’intestino nel 78,1% dei gatti) era alta per le lesioni della mucosa (PPV 72,7% -100%) ma bassa per le lesioni della sottomucosa o dello strato muscolare (PPV 18,9% -57,1%).

Gli autori concludono che nella maggior parte dei gatti che mostravano alterazioni ecografiche a carico della mucosa dell’intestino tenue (popolazione viziata dall’elevata prevalenza di malattia) l’esame istologico ha effettivamente confermato la presenza di tali lesioni. Diversamente, piccole lesioni ecografiche a carico dello strato sottomucoso e muscolare del piccolo intestino non sono predittive della malattia istologica, suggerendo che la biopsia a tutto spessore nei soggetti che presentano tali alterazioni potrebbe non essere essenziale. In conclusione, l'ecografia può essere d’ausilio nel decidere quale tipo di biopsia effettuare in relazione alle caratteristiche del singolo individuo.

 

“Ability of ultrasonography to predict the presence and location of histologic lesions in the small intestine of cats” Guttin T, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1278-1285. doi: 10.1111/jvim.15471. Epub 2019 Mar 7.

eco pancreatiteL’edema della parete gastrica in corso di pancreatite acuta canina non è un reperto segnalato.

L’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere le caratteristiche ecografiche relative allo spessore della parete gastrica nei cani con pancreatite acuta.

A questo scopo sono state riesaminate le cartelle cliniche di 14 cani con diagnosi ecografica e clinica di pancreatite acuta e che presentassero un aumento dello spessore della parete gastrica (> 5 mm). Le caratteristiche di parete che sono state considerate riguardavano lo spessore, l’aspetto stratigrafico, l’ecogenicità, la distribuzione delle lesioni e le alterazioni perigastriche. Quando disponibili, sono stati valutati anche i monitoraggi ecografici e i referti istopatologici.

Lo spessore medio della parete gastrica era di 9,9 ± 4,0 mm (DS). Una perdita completa della stratigrafia della parete è stata osservata in 2 cani. In 12 cani è stato osservato un ispessimento dello strato sottomucoso e 5 di questi avevano anche un ispessimento dello strato muscolare. L'ecogenicità dello strato submucoso ispessito era intermedia. In 7 cani erano presenti echi lineari all'interno dello strato submucoso ispessito e in 1 cane all’interno dello strato muscolare. L’ispessimento della parete era focale in 12 cani e in prossimità del pancreas infiammato. In 3 cani l’ispessimento della parete era risolto nelle ecografie di controllo (effettuate dai 3 ai 28 giorni successivi al ricovero). Un cane è stato sottoposto a necroscopia e l'edema della parete gastrica è stato confermato istopatologicamente.

I risultati di questo studio suggeriscono che l'ispessimento della parete gastrica, presumibilmente secondario all’edema infiammatorio, potrebbe essere una complicazione della pancreatite acuta.

 

“Ultrasonographic features of presumed gastric wall edema in 14 dogs with pancreatitis” Murakami M, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1260-1265. doi: 10.1111/jvim.15507. Epub 2019 Apr 22.

Giovedì, 13 Giugno 2019 23:38

Concentrato piastrinico equino

centrifugeLa possibilità di realizzare un concentrato piastrinico (CP) nella specie equina sarrebbe d’aiuto nella gestione di quei casi che necessitano di una trasfusione di piastrine (PLT) ma nei quali la somministrazione di sangue intero o di plasma ricco di piastrine (PRP, platelet-rich plasma) potrebbe essere controindicata.

L’obiettivo di questo studio sperimentale prospettico era quello di testare e validare un metodo per ottenere un prodotto PRP-CP equino.

Sangue intero è stato prelevato da 6 cavalli purosangue castrati e processato mediante ripetute fasi di centrifugazione fino ad ottenere 120 ml di CP. Quest’ultimo è stato stoccato a 22°C e agitato delicatamente e continuamente. La conta piastrinica, la valutazione del pH e delle concentrazioni di glucosio, lattato, elettroliti, lattato deidrogenasi (LDH) e aspartato aminotransferasi (AST), così come delle pressioni parziali di ossigeno e anidride carbonica sono state eseguite ai giorni 0, 1, 2, 3, 5 e 7. Infine, sono state effettuate anche l'aggregometria piastrinica e la coltura batterica.

La conta pistrinica è sempre stata ≥550 × 103 cellule/μL. L'ampiezza del grafico dell'aggregometria e l'area sotto la curva sono diminuite significativamente nel tempo. Le concentrazioni di sodio, cloro, lattati e ossigeno sono aumentate significativamente nel tempo. Il pH e le concentrazioni di glucosio e bicarbonato sono diminuite significativamente nel tempo. Diversamente non c'era alcuna differenza significativa nella concentrazione di potassio, nella conta piastrinica, nell’attività della LDH e dell’AST. Infine nessuna coltura batterica positiva è stata osservata.

La tecnica descritta degli autori di questo studio ha permesso di realizzare un CP che rispetta gli standard dell'Associazione americana delle banche del sangue per il CP umano.

 

“Equine platelet concentrate preparation and validation” Bozorgmanesh R, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1500-1506. doi: 10.1111/jvim.15472. Epub 2019 Mar 13.

Domenica, 09 Giugno 2019 11:15

Ehrlichiosi monocitica canina

erlL'ehrlichiosi monocitica canina (CME, canine monocytic ehrlichiosis) è una malattia trasmessa dalle zecche diffusa in tutto il mondo; l’agente eziologico responsabile è Ehrlichia canis, un batterio gram-negativo, parassita obbligato dei monociti circolanti.

A livello sperimentale, il decorso dell'infezione da E. canis si può articolare in 3 fasi sequenziali: acuta, subclinica e cronica, sebbene la distinzione tra queste fasi sia difficile dal punto di vista clinico. Nei cani con infezione acuta, la guarigione clinica spontanea è un’evenianza comune; tuttavia, il trattamento medico in questa fase della malattia ha la funzione di accelerare la guarigione clinica e prevenire l'esacerbazione dei sintomi o la morte. Inoltre, una percentuale imprevedibile di cani che raggiungono la fase subclinica è destinato a sviluppare la forma grave e cronica di ehrlichiosi, caratterizzata da pancitopenia aplastica e un’alta percentuale di mortalità.

Gli obiettivi del trattamento antibiotico in corso di CME includono il raggiungimento della remissione clinica, la risoluzione delle anomalie clinico-patologiche e l'eradicazione dell'infezione, sebbene quest'ultima non sia sempre possibile o verificabile da un punto di vista diagnostico. Il trattamento di cani con pancitopenia aplastica deve essere intrapreso con la consapevolezza che la gestione medica richiederà cure a lungo termine, sarà costoso e che alla fine potrebbe rivelersi inefficace.

Questo manoscritto raccoglie lo stato attuale delle conoscenze relative al trattamento dell'infezione da E. canis, fornisce linee guida basate sull’opinione degli esperti del settore per la gestione della pancitopenia aplastica associata alla CME e definisce i metodi da utilizzare per verificare l’efficacia del trattamento.

 

“An update on the treatment of canine monocytic ehrlichiosis (Ehrlichia canis)” Mylonakis ME, et al. Vet J. 2019 Apr;246:45-53. doi: 10.1016/j.tvjl.2019.01.015. Epub 2019 Feb 4.

HCM 450La cardiomiopatia ipertrofica (HCM, hypertrophic cardiomyopathy) è la malattia cardiaca più comune nei gatti. Tuttavia, nella maggior parte dei soggetti la patologia viene diagnosticata solo nel momento in cui compaiono sintomi di insufficienza cardiaca congestizia, tromboembolismo arterioso (ATE, arterial thromboembolism) o morte improvvisa. Per questo motivo la necessità di trovare un test di screening economico che sia di supporto nella diagnosi precoce di HCM.

L’obiettivo di questo studio era quello di indagare le performance di un saggio per la valutazione della troponina I cardiaca (cTnI) come test di screening per la HCM nei gatti e stabilire un valore di cutoff per la diagnosi precoce.

Lo studio ha incluso 166 gatti che, sulla base dell’esame ecocardiografico, sono stati suddivisi in: sani (n=87), dubbi (n=15), con HCM (lieve in 16 soggetti, moderata in 10 e grave in 34) o con ATE (n=4). Tutti i gatti sono stati valutati prospetticamente mediante ecocardiografia e la concentrazione di cTnI sierica è stata determinata utilizzando il dosaggio attualmente più sensibile (Siemens ADVIA Centaur TnI-Ultra).

La concentrazione mediana di cTnI era significativamente diversa tra i gruppi di studio. Un valore di cutoff di 0,06 ng/mL ha fornito una buona discriminazione tra gatti sani e gatti con HCM (sensibilità, 91,7%, specificità, 95,4%). Anche per i gatti asintomatici con HCM, lo stesso valore di cutoff era associato ad una sensibilità dell'87,8% e una specificità del 95,4%.

Gli autori concludono che la troponina I cardiaca può essere utilizzata come test di screening sensibile e specifico per la diagnosi di HCM (cutoff > 0,06 ng/mL). Tuttavia, l'ecocardiografia è comunque necessaria per confermare la diagnosi.

 

“Evaluation of a sensitive cardiac troponin I assay as a screening test for the diagnosis of hypertrophic cardiomyopathy in cats” Hertzsch S, et al. J Vet Intern Med. 2019 May;33(3):1242-1250. doi: 10.1111/jvim.15498. Epub 2019 Apr 16.

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