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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

leishmaniosisLa leishmaniosi canina è una malattia zoonotica causata da Leishmania infantum. Attualmente sono in corso ampie ricerche per realizzare vaccini sicuri ed efficaci in grado di proteggere dallo sviluppo della malattia. La Commissione Europea ha recentemente concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di un nuovo vaccino, il LetiFend®, contenente la proteina ricombinante Q, costituita da diversi frammenti di proteine di Leishmania infantum.

L'efficacia del vaccino LetiFend® è stata testata in un trial multicentrico randomizzato, in doppio cieco e controllato effettuato in aree endemiche per questa malattia (Francia e Spagna) su un’ampia popolazione canina, comprendente soggetti di entrambi i sessi e di razze ed età differenti.
Lo studio è stato condotto su 549 cani suddivisi, in maniera randomizzata, in due gruppi ai quali è stata somministrata o una singola dose sottocutanea di LetiFend® (gruppo vaccino) o una singola dose di placebo (gruppo controllo) all'anno. Durante l’anno tutti i soggetti erano naturalmente esposti a due stagioni a rischio per la trasmissione di L. infantum. Le visite cliniche, il prelievo di sangue e di organi linfoidi per valutare lo stato sierologico, parassitologico e patologico dei cani sono stati eseguiti in momenti diversi durante lo studio.

Il vaccino LetiFend® è stato molto ben tollerato e ha ridotto in maniera evidente l'incidenza dei segni clinici correlati alla leishmaniosi. Il numero di nuovi casi confermati di leishmaniosi era statisticamente inferiore nel gruppo vaccinale. Il numero di cani in cui era stato evidenziato il parassita nei tessuti campionati era ridotto in maniera molto prossima alla significatività nel gruppo vaccino (p = 0,0564). La ri-vaccinazione dei cani sieropositivi ha dimostrato di essere sicura e di non peggiorare il decorso della malattia. La probabilità che un cane vaccinato con LetiFend® sviluppi un caso confermato o segni clinici di leishmaniosi in aree ad alta pressione è, rispettivamente, di 5 e 9,8 volte inferiore a quella di un cane non vaccinato. Pertanto, l'efficacia complessiva del vaccino LetiFend® nella prevenzione di casi confermati di leishmaniosi in aree endemiche con alta pressione per questa malattia è risultata pari al 72%.

In conclusione, questo studio effettuato su campo dimostra che LetiFend® è un vaccino sicuro ed efficace nell’indurre l'immunizzazione attiva di cani non infetti a partire dai 6 mesi di età riducendo il rischio di sviluppare la leishmaniosi clinica dopo infezione naturale da Leishmania infantum.

 

“A large-scale field randomized trial demonstrates safety and efficacy of the vaccine LetiFend® against canine leishmaniosis” Fernández Cotrina J, et al. Vaccine. 2018 Apr; 36(15):1972-1982.

trauma toracicoUno studio retrospettivo multicentrico condotto su 157 cani si è posto l’obiettivo di determinare il tasso di mortalità perioperatoria e identificare i fattori di rischio associati all'outcome nei cani con trauma toracico sottoposti a procedure chirurgiche; infine è stata valutata l'utilità del punteggio dell’Animal Trauma Triage (ATT) nel predire l’outcome.

Sono stati inclusi cani in cui è stato documentato il trauma al torace e sottoposti ad una procedura chirurgica. Sono stati raccolti dati relativi all’anamnesi, segnalamento, rilievi evidenziati durante l'esame obiettivo ed esami preoperatori, procedura chirurgica, complicazioni perioperatorie, durata del ricovero e dettagli sul follow-up.

Dei 157 cani con trauma toracico, 123 (78%) sono stati sottoposti a procedura chirurgia e 134 (85,4%) sono sopravvissuti. Il punteggio medio dell’ATT (± deviazione standard ) per i soggetti non-sopravvissuti era di 8 (± 2,4). Le femmine hanno mostrato una probabilità di sopravvivenza 6 volte maggiore rispetto ai maschi e i cani che non hanno avuto l'arresto cardiaco come complicazione postoperatoria hanno avuto una probabilità di sopravvivenza 102 volte maggiore rispetto ai cani che lo hanno avuto. Infine, i pazienti con un punteggio medio dell’ATT <7 avevano probabilità di sopravvivenza 5 volte maggiore rispetto ai pazienti con un punteggio dell’ATT ≥ 7.

Secondo i risultati di questo studio, il tasso di mortalità perioperatoria nei cani con trauma toracico sottoposti a intervento chirurgico era basso. Tuttavia, i cani di sesso maschile che hanno avuto un arresto cardiaco avevano una minore probabilità di sopravvivenza. Il punteggio dell’ATT può essere un utile ausilio per assistere il clinico nelle decisioni interventistiche nei pazienti con trauma toracico.

 

“Perioperative mortality rate and risk factors for death in dogs undergoing surgery for treatment of thoracic trauma: 157 cases (1990-2014)” Lux Cn, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 May 1;252(9):1097-1107.

cavalloUno studio retrospettivo ha confrontato le complicazioni che possono verificarsi in cavalli sani sottoposti ad anestesia generale per procedure oftalmiche e in quelli sottoposti a procedure non-oftalmiche e ha tentato di identificare i potenziali fattori di rischio associati allo sviluppo di tali complicanzioni.

Sono stati inclusi nello studio 502 cavalli (556 procedure anestetiche) dei quali sono stati registrati i dati relativi al segnalamento, peso corporeo, farmaci somministrati, posizionamento del paziente, tipo di procedura (oftalmica, ortopedica, dei tessuti molli o di diagnostica per immagini), procedura specifica, durata della procedura, durata dell’anestesia, durata del ricovero e complicanze postoperatorie.

Delle 556 procedure effettuate in anestesia generale, 106 erano procedure oftalmiche, 246 erano ortopediche, 84 erano a carico dei tessuti molli, 110 erano indagini di diagnostica per immagini e in 10 casi erano procedure combinate. Le durate medie della procedura, dell'anestesia e del ricovero erano significativamente più lunghe per i pazienti sottoposti a procedure oftalmiche rispetto a quelli sottoposti a procedure non oftalmiche. Escludendo le procedure di diagnostica per immagini, c'è stata una significativa correlazione positiva tra la durata dell’intervento e la durata del ricovero. Nell’ambito delle procedure oftalmiche, la durata di chirurgia, anestesia e ricovero erano significativamente maggiori per la cheratoplastica penetrante rispetto ad altre procedure oftalmiche. C'è stata una percentuale significativamente più alta di coliche postoperatorie dopo cheratoplastica penetrante rispetto a tutte le altre procedure oftalmiche.

I risultati di questo studio suggeriscono che, nei cavalli sani, la durata dell'anestesia generale deve essere ridotta al minimo per ridurre il rischio di complicanze postoperatorie. L'uso oculato del fluconazolo somministrato per via orale è raccomandato per i cavalli sottoposti ad anestesia generale. Per i cavalli sottoposti a blocco del nervo retrobulbare durante l'anestesia generale, si consiglia l'uso del volume efficace più basso.

 

Factors associated with postoperative complications in healthy horses after general anesthesiafor ophthalmic versus non-ophthalmic procedures: 556 cases (2012-2014)” Curto EM, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 May 1;252(9):1113-1119.

scrawny catNei gatti con malattia renale cronica (CKD, Chronic Kidney Disease) l'assunzione di elevate quantità di fosforo potrebbe ulteriormente compromettere la salute renale.

Uno studio si è posto l’obiettivo di verificare se nel gatto, una specie con un'elevata incidenza di CKD, una dieta ricca di fosforo possa avere effetti di nefrotossicità anche su soggetti sani.

Un gruppo costituito da 13 gatti adulti sani alimentati con una dieta in eccesso di fosforo (Gruppo P, circa 5 volte maggiore ai fabbisogni) è stato confrontato con un gruppo di gatti alimentati con una dieta di controllo bilanciata (gruppo controllo). Lo studio ha avuto una durata di 29 giorni; la valutazione della creatinina è stata effettuata nelle fasi finali dello studio e, da campioni di urina, è stata valutata la presenza di glucosio e proteine.

In 9 dei 13 gatti del gruppo P sono state riscontrare glicosuria e microalbuminuria. La clearance della creatinina era significativamente diminuita nel gruppo P. L'escrezione renale di fosforo è risultata significativamente aumentata nel gruppo P (115 mg/kg/giorno rispetto ai 16 mg/kg/giorno nel gruppo controllo).

L'assunzione di una dieta con un contenuto eccessivo di fosforo altamente disponibile può avere effetti avversi sulla funzionalità renale nei gatti sani.

 

“Effect of a high phosphorus diet on indicators of renal health in cats” Dobenecker B, et al. J Feline Med Surg. 2018 aprile; 20 (4): 339-343

bulloLa cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC, Arrhythmogenic Right Ventricular Cardiomyopathy) è un'importante causa di morte improvvisa nelle persone e nei cani boxer; recentemente questa patologia è stata descritta anche nei cani di razza bulldog inglese.

Uno studio retrospettivo ha descritto le caratteristiche cliniche dei bulldog inglesi con diagnosi clinica di ARVC.

L'età media dei 31 cani identificati era di 9,2 ± 1,6 anni (range 7-13 anni). I maschi erano 2,9 volte più numerosi rispetto alle femmine. Al momento della prima valutazione clinica, 5 cani presentavano aritmie subcliniche, 10 cani avevano segni clinici attribuibili all'aritmia e 16 cani presentavano un’insufficienza cardiaca congestizia. Diciotto cani (58%) avevano una tachicardia ventricolare e cinque (16%) avevano anche aritmie sopraventricolari. Quattro cani hanno subito una morte improvvisa, 2 cani sono morti per insufficienza cardiaca congestizia, 11 cani sono stati sottoposti ad eutanasia per cause cardiache e 2 cani sono morti o sono stati sottoposti ad eutanasia per cause non cardiache. L'analisi di Kaplan-Meier ha mostrato un tempo di sopravvivenza mediano di 8,3 mesi.

Gli autori dello studio sottolineano che questo è il primo studio che descrive le caratteristiche cliniche dell’ARVC in una popolazione di bulldog inglesi, ma ammette la necessità di ulteriori studi per definire al meglio le caratteristiche cliniche della malattia in questa specifica razza.

 

“Clinical Features of English Bulldogs with Presumed Arrhythmogenic Right VentricularCardiomyopathy: 31 Cases (2001-2013)” Cunningham SM, et al. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Mar/Apr;54(2):95-102.

sedazUno studio prospettico, in cieco, randomizzato si è posto l’obiettivo di confrontare l'effetto sedativo di butorfanolo-dexmedetomidina e buprenorfina-dexmedetomidina dopo somministrazione intramuscolare (IM) nei gatti.

Quaranta gatti adulti sono stati assegnati, in maniera randomizzata, a due gruppi: al gruppo BUT venivano somministrati 0,4 mg/kg di butorfanolo in associazione a 10 μg/kg di dexmedetomidina per via IM; nel gruppo BUP, invece, ai 10 μg/kg di dexmedetomidina, venivano associati 20 μg/kg di buprenorfina. Gli effetti sedativi sono stati valutati usando una scala composita multidimensionale, precedentemente pubblicata, sia prima della somministrazione (T0) che a 5, 10, 15 e 20 minuti di distanza dalla sedazione. Se a T20 il gatto non è era adeguatamente sedato per posizionare un catetere endovenoso, venivano somministrati 1,5 mg/kg di alfaxalone IM.

I punteggi di sedazione erano simili tra i due gruppi a T0; diversamente a T5, T10, T15 e T20 i punteggi erano più alti nel gruppo BUT (P <0,01). In entrambi i gruppi, i punteggi di sedazione sono cambiati nel tempo e i punteggi di sedazione più alti sono stati raggiunti a T10. Due gatti nel gruppo BUT e cinque gatti nel gruppo BUP, hanno richiesto la necessità di una ulteriore sedazione con alfaxalone. Un gatto nel gruppo BUT e 11 gatti nel gruppo BUP hanno vomitato (P = 0.002). Non sono stati registrati altri effetti avversi.

A queste dosi ,nei gatti, la somministrazione per via intramuscolare con buprenorfina-dexmedetomidina fornisce una sedazione inferiore e una maggiore incidenza di vomito rispetto all’associazione butorfanolo-dexmedetomidina. La combinazione butorfanolo-dexmedetomidina può essere preferita per la sedazione nella specie felina, a maggior ragione quando il vomito è controindicato.

 

“Comparison of intramuscular butorphanol and buprenorphine combined with dexmedetomidinefor sedation in cats” Bhalla RJ, et al. J Feline Med Surg. 2018 aprile; 20 (4): 325-331.

Mercoledì, 16 Maggio 2018 08:46

Salmonellosi nei gechi in cattività

gecoI rettili sono considerati un importante serbatoio di Salmonella.

Uno studio si è posto l’obiettivo di valutare la prevalenza di Salmonella spp. in diverse specie di geco allevate in Italia come animali domestici.

Sono stati inclusi nello studio 70 gechi clinicamente sani. I campioni di tampone fecale prelevati da tali soggetti sono stati esaminati per Salmonella spp.e le colture così ottenute sono state successivamente sottoposte a sierotipizzazione.

In 24 dei 70 campioni fecali (34,3%) è stata isolata Salmonella spp. Diciotto isolati hanno mostrato una antibiotico-resistenza alla ceftazidima e quattro isolati hanno mostrato una antibiotico-resistenza all'ampicillina.

L’isolamento di Salmonella spp. da gechi allevati in cattività, apparentemente sani, non è così infrequente. Il geco dovrebbe, pertanto, essere considerato come una potenziale fonte di infezione per gli esseri umani e gli altri animali da compagnia.

 

“Salmonella serotypes isolated in geckos kept in seven collections in southern Italy” Russo TP, et al. J Small Anim Pract. 2018 May;59(5):294-297.

prostataUno studio retrospettivo multicentrico ha descritto le complicazioni e l’outcome di cani sottoposti a prostatectomia totale a seguito di carcinoma prostatico confermato istologicamente.

Sono stati inclusi 25 cani dei quali sono stati raccolti i dati relativi a: segnalamento, sintomi, segni clinici preoperatori, dati di laboratorio, diagnostica per immagini, tecnica chirurgica, diagnosi istologica, complicanze postoperatorie, occorrenza di metastasi postoperatorie e sopravvivenza.

Le tecniche di anastomosi delle vie urinarie includevano anastomosi uretro-uretrale in 14 cani, anastomosi vescico-uretrale in 9 cani, anastomosi uretero-colica in 1 cane e anastomosi tra il collo vescicale e l'uretra peniena in 1 cane. Tutti i cani sono sopravvissuti all’intervento e sono stati dimessi. In 15 cani è stato diagnosticato un carcinoma a cellule transizionali, in 8 un adenocarcinoma prostatico, 1 cane aveva una diagnosi di cistoadenocarcinoma prostatico e 1 di carcinoma indifferenziato. L'incontinenza urinaria postoperatoria permanente si è presentata in 8 cani su 23. I cani con estensione del tumore extracapsulare hanno avuto un tempo mediano di sopravvivenza più breve rispetto a quelli con tumori intracapsulari. Il tempo mediano di sopravvivenza era di 231 giorni (intervallo, 24-1255), con tassi di sopravvivenza del 32% dopo 1 anno e del 12% a 2 anni.

La prostatectomia totale, in combinazione con terapie aggiuntive, aumenta i tempi di sopravvivenza e riduce l’incidenza di complicazioni. Gli stessi autori puntualizzano, tuttavia, che i criteri di selezione dei soggetti possano aver influenzato in maniera significativa l’outcome.

 

“Total prostatectomy as a treatment for prostatic carcinoma in 25 dogs” Bennett TC, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):367-377.

seprafilmUno studio retrospettivo multicentrico caso-controllo ha valutato l'influenza esercitata dalle membrane di sodio ialuronato e carbossimetilcellulosa (HA-CMC), applicate alle anastomosi intestinali o alle enterotomie, sulle complicazioni postoperatorie dopo celiotomia esplorativa d’emergenza.

Sono stati inclusi nello studio cavalli di età superiore a 1 anno, trattati con celiotomia esplorativa d’emergenza e sopravvissuti almeno 24 ore dopo l'intervento. Sono stati esclusi i cavalli sottoposti a più interventi di celiotomia durante lo stesso ricovero. I cavalli che hanno ricevuto HA-CMC (n=59) sono stati matchati a controlli (n=91) che avessero presentato lesioni simili e sottoposti alle medesime procedure intestinali ma che non fossero stati trattati con HA-CMC. Le complicazioni postoperatorie (colica, reflusso nasogastrico, febbre, infezione del sito chirurgico e peritonite settica), la durata del ricovero e la sopravvivenza sono state confrontate tra i gruppi.

L’entità del reflusso nasogastrico al momento dell’ammissione (P =0,02) e la durata della somministrazione di lidocaina dopo l'intervento chirurgico (P =0,02) erano maggiori nei cavalli trattati con membrane HA-CMC rispetto ai controlli. Nessuna differenza è stata rilevata riguardo le complicanze postoperatorie o la sopravvivenza: 48 cavalli su 59 (81%) trattati con HA-CMC sono sopravvissuti fino alla dimissione rispetto a 80 cavalli su 91 (88%) nel gruppo di controllo (P =0,27 ). Quindici dei 21 cavalli trattati con HA-CMC e 30 su 43 cavalli nel gruppo di controllo sono sopravvissuti per oltre 12 mesi dalla dimissione.

Gli autori concludono che l'applicazione delle membrane HA-CMC alle anastomosi o alle incisioni intestinali non ha influenzato le complicanze postoperatorie o la sopravvivenza dopo la celotomia; pertanto, ad oggi, il loro utilizzo non è supportato da dati oggettivi

 

“Effects of hyaluronate-carboxymethylcellulose membranes on the clinical outcome of horsesundergoing emergency exploratory celiotomy” Troy JR, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):385-391.

Martedì, 08 Maggio 2018 14:46

Sialocele rinofaringeo nei cani brachicefali

brachiUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche, la diagnosi, il trattamento chirurgico e l’outcome in 11 cani brachicefali con sialocele nasofaringeo (NPS, nasopharyngeal sialoceles).

La diagnosi di NPS era basata sull'identificazione endoscopica, usando la tecnica di retroflessione, di masse cistiche nasofaringee contenenti materiale mucoso simile alla saliva. A supporto della diagnosi, nello stesso contesto, sono state effettuate biopsie delle masse. L’intervento chirurgico ha previsto l’utilizzo della tecnica del deroofing (scoperchiamento) sotto guida endoscopica; l'esame endoscopico è stato ripetuto almeno 3 mesi dopo l'intervento. L’esito dell’intervento è stato valutato tramite il giudizio espresso dai proprietari durante un'inchiesta telefonica di follow-up.

Lo studio ha incluso 8 carlini, 2 bulldog francesi e 1 bulldog inglese. In 8 casi il sialocele era in posizione ventrale, 6 erano conseguenti a cause ostruttive, in 2 casi il sialocele era multiplo; tutti i casi di sialocele multipli o legati a cause ostruttive erano localizzati ventralmente. Il deroofing endoscopico è stato eseguito con una pinza da biopsia in 5 casi e mediante laser a diodi in 6 casi. In nessun caso il sialocele ha recidivato. Dieci degli 11 proprietari hanno riferito di essere soddisfatti del risultato.

Il NPS è una conseguenza infrequente di uno stress meccanico non fisiologico cronico che può determinare cambiamenti nelle ghiandole salivari nasofaringee minori. La visualizzazione diretta mediante nasofaringoscopia è la tecnica migliore per il rilevamento di NPS e gli autori consigliano questa procedura endoscopica in tutti i cani brachicefali, prima di eseguire un intervento chirurgico. Sia l’asportazione sotto guida endoscopica con pinze da biopsia che mediante l’utilizzo del laser a diodi possono essere utilizzate per una risoluzione non invasiva, rapida ed efficace di NPS.

 

“Nasopharyngeal sialoceles in 11 brachycephalic dogs” De Lorenzi D, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):431-438.

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