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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Lunedì, 03 Settembre 2018 10:24

Contatto con processionarie nel gatto

processionarieUno studio ha descritto le manifestazioni cliniche conseguenti al contatto con la processionaria del pino in 11 gatti.

Il contatto con le processionarie, in questa specie, ha una prevalenza dello 0,13%. In 10 gatti su 11 (91%) erano presenti sia lesioni alla lingua che ptialismo. L’unico sintomo sistemico riportato era il vomito, presente in 4 gatti su 11 (36%). Il tasso di sopravvivenza era del 100%. Nessuno dei 7 gatti di cui erano noti i follow-up a lungo termine mostrava una qualità della vita compromessa o conseguenze permanenti.

La presentazione clinica del contatto con processionarie del pino nei gatti sembra essere simile a quella descritta negli altri animali; tuttavia, i segni clinici sono meno gravi di quelli precedentemente riportati, principalmente a causa del comportamento prudente di questa specie. Inoltre, la prognosi è eccellente, la durata del ricovero è breve (massimo 48 ore) e senza conseguenze permanenti.

 

“Pine processionary caterpillar Thaumetopoea pityocampa envenomation in 11 cats: a retrospective study” Pouzot-Nevoret C, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):685-689. doi: 10.1177/1098612X17723776. Epub 2017 Aug 10.

Lunedì, 03 Settembre 2018 10:16

Malattie cerebrovascolari nel gatto

MRI catLe malattie cerebrovascolari (cerebrovascular accidents, CVAs) sono patologie rare nel gatto. Ad oggi, le caratteristiche cliniche, tra cui la localizzazione della lesione e i risultati della risonanza magnetica, sono state riportate solo in due gatti.

Lo scopo di questo studio è quello di documentare i risultati della risonanza magnetica in gatti con CVA.

Sono state esaminate retrospettivamente le cartelle cliniche di 9 gatti con segni intracranici ad insorgenza acuta, non progressivi (dopo 24 ore) compatibili con una CVA, ai quali è stata eseguita una risonanza magnetica entro 72 ore dalla presentazione.

Tutti i gatti avevano una CVA ischemica. Quattro gatti presentavano infarti territoriali che erano confinati alle regioni delle arterie cerebellari rostrali o caudali (n = 4). Infarti lacunari sono stati identificati in cinque gatti, localizzati a livello di cervello (n = 1), di talamo/mesencefalo (n = 2) e di midollo allungato (n = 2). In 8 gatti su 9 è stata individuata la patologia sistemica concomitante. In questo studio la prognosi a breve termine era favorevole e 8 gatti su 9 erano ancora vivi 48 ore dopo l'ammissione.

Le CVA nei gatti si verificano negli stessi territori vascolari dei cani e presentano caratteristiche di risonanza magnetica simili. Questo studio evidenzia che la presenza di una malattia concomitante è frequente, e che la prognosi a breve termine è favorevole quando sia la presentazione clinica che la malattia concomitante non sono gravi.

 

“MRI and clinical characteristics of suspected cerebrovascular accident in nine cats” Whittaker DE, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):674-684. doi: 10.1177/1098612X17723775. Epub 2017 Aug 18.

ahernperincL'ernia perineale consiste in uno sfiancamento dei muscoli che costituiscono il diaframma pelvico, deputati a sostenere la parete del retto, con conseguente ernia dei visceri pelvici e, occasionalmente, di quelli addominali nel sottocute della regione perineale. Le cause ipotizzate sono: tenesmo associato a malattia prostatica cronica o costipazione, miopatia, anomalie del retto e squilibri ormonali gonadici.

La presentazione più comune di ernia perineale nei cani è un gonfiore unilaterale o bilaterale del perineo. I segni clinici, a volte assenti, possono includere costipazione, stitichezza, dischezia, tenesmo, prolasso rettale, stranguria o anuria.

La diagnosi definitiva di ernia perineale si basa sui segni clinici e sulla percezione di una debolezza muscolare del diaframma pelvico durante l’esplorazione rettale.

Nei cani, le ernie perineali sono per lo più trattate mediante intervento chirurgico. L'erniorrafia apposizionale è a volte difficile da eseguire poiché i muscoli dell'ano e del coccige sono atrofizzati e inadatti all'uso. La trasposizione del muscolo otturatore interno è la tecnica più comunemente usata. Altre tecniche includono la trasposizione del muscolo gluteo superficiale e del semitendinoso, oltre all'uso di protesi e biomateriali. Le tecniche di pessi possono essere utilizzate per prevenire il prolasso rettale e la dislocazione della vescica e della ghiandola prostatica.

Le terapie postoperatorie prevedono l’uso di analgesici, antibiotici, una dieta a basso residuo e emollienti delle feci.

 

“A Review of the Surgical Management of Perineal Hernias in Dogs” Gill SS e Barstad RD. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Jul/Aug;54(4):179-187. doi: 10.5326/JAAHA-MS-6490. Epub 2018 May 14.

keeshonda sNei cani, l'alopecia si associa secondariamente ad una varietà di condizioni, sia infiammatorie che non. L’alopecia X è una alopecia non infiammatoria, frustrante da diagnosticare e trattare a causa della mancata comprensione della sua patogenesi. Sono state descritte diverse terapie per il suo trattamento, le quali hanno spesso mostrato una efficacia incostante in cani di diversa razza e sesso; una terapia definitiva non è ancora stata stabilita.

In questo studio è stato descritto l’uso dell’impianto di deslorelina in due cani maschi interi, adulti, di razza Keeshonden, con diagnosi di alopecia X.
I 2 cani avevano sviluppato una alopecia progressiva del tronco (la testa e la parte distale degli arti non erano coinvolte) da almeno 2 anni. La diagnosi di arresto del ciclo del pelo era stata effettuata sulla base di caratteristiche cliniche, istologia della cute e assenza di anomalie sistemiche.

Il trattamento con un singolo impianto sottocutaneo di deslorelina acetato da 4,7 mg ha provocato un'abbondante ricrescita del pelo entro 3,5 mesi che è perdurata per almeno 14 mesi. L'impianto di deslorelina è un'opzione terapeutica sicura, economica e apparentemente efficace nei cani maschi interi di razza Keeshonden con diagnosi di alopecia X.

 

“Deslorelin Implant Treatment for Hair Cycle Arrest (Alopecia X) in Two Intact Male Keeshonden” Layne EA e Richmond RV. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Jul/Aug;54(4):231-234. doi: 10.5326/JAAHA-MS-6646. Epub 2018 May 14.

geriatric catUno studio crossover randomizzato in cieco con placebo ha valutato gli effetti del gabapentin sui livelli di attività e la qualità della vita (quality of life, QOL) dei gatti geriatrici con osteoartrosi, e ha indagato la percezione del proprietario relativa ai cambiamenti della mobilità del suo animale in corso di trattamento.

Venti gatti con osteoartrosi, di età superiore ai 10 anni, hanno ricevuto gabapentin (10 mg/kg) o il trattamento con placebo per bocca, ogni 12 ore per 2 settimane, seguito dal trattamento alternativo (senza periodo di washout). Il grado di attività è stato valutato con un accelerometro montato sul collare. Settimanalmente il proprietario compilava un questionario per esprimere una valutazione su 3 attività in cui il suo animale aveva una mobilità ridotta. La QOL (peggiorata, invariata o migliorata) è stata valutata alla fine di ciascun trattamento e, complessivamente, alla fine dello studio.

La somministrazione di gabapentin è risultata associata a un numero medio di attività giornaliere significativamente più basso (48.333 vs 39.038 conteggi/giorno) e ad una probabilità circa 3 volte maggiore che il proprietario, nel questionario, esprimesse un giudizio positivo sul miglioramento della mobilità del suo gatto. Una percentuale maggiore di gatti mostrava un deterioramento delle attività compromesse dopo il passaggio da gabapentin a placebo rispetto a quando avveniva il contrario. Durante il trattamento con gabapentin sono stati osservati eventi avversi in 10 gatti (sedazione, atassia, debolezza e tremori muscolari), mentre durante il trattamento con placebo solo in 1 gatto (letargia).

Durante il trattamento con gabapentin, il proprietario del gatto con osteoartrosi percepisce un miglioramento delle attività compromesse. I livelli di attività erano inferiori durante il trattamento con gabapentin rispetto a durante il trattamento con placebo e la sedazione era l'effetto avverso più comune.

 

“Assessment of the effects of gabapentin on activity levels and owner-perceived mobilityimpairment and quality of life in osteoarthritic geriatric cats” Guedes AGP, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 Sep 1;253(5):579-585. doi: 10.2460/javma.253.5.579.

trauma toracicoUno studio retrospettivo su 23 gatti sottoposti ad intervento chirurgico per trauma toracico ha determinato quali fossero le lesioni più comunemente riscontrate, le complicazioni associate alla chirurgia e i fattori associati alla mortalità; infine ha valutato l'efficacia del sistema di punteggio del triage traumatologico degli animali (animal trauma triage, ATT) nel predire l’outcome.

In 8 gatti (35%) il trauma toracico era dovuto all’aggressione da parte di un cane, in 6 (26%) ad un incidente automobilistico, in 2 (9%) all’aggressione da parte di un altro animale, in 2 (9%) ad un trauma da caduta o impalamento, in 1 (4%) ad un proiettile penetrante e in 4 (17%) ad una causa sconosciuta. La chirurgia intratoracica è stata necessaria in 15 dei 23 gatti (65%). Il tasso complessivo di mortalità perioperatoria era del 13% (3/23). I punteggi medi dell’ATT (± DS) per i gatti sopravvissuti e non sopravvissuti erano rispettivamente 6,4 (± 2,2) e 10,0 (± 1,7). Diciannove gatti su 20 che non avevano subito un arresto cardiopolmonare sono sopravvissuti alla dimissione, mentre solo 1 gatto su 3 che avevano subito un arresto cardiopolmonare è sopravvissuto.

In questo studio, il tasso di mortalità perioperatoria per i gatti con trauma toracico era basso; tuttavia, quelli con arresto cardiopolmonare avevano meno probabilità di sopravvivere. I gatti con un punteggio dell’ATT basso avevano più probabilità di sopravvivere rispetto ai gatti con un punteggio alto.

 

“Factors associated with survival to hospital discharge for cats treated surgically for thoracic trauma”treated surgically for thoracic trauma” Lux CN, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 Sep 1;253(5):598-605. doi: 10.2460/javma.253.5.598.

ovaio bovinaIl trattamento della malattia cistica dell’ovaio (Cystic Ovarian Disease, COD) nelle vacche da latte è ancora controverso e alcuni ricercatori raccomandano l'uso dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH, gonadotropin-releasing hormone) indipendentemente dalla natura delle cisti.

Uno studio si è posto l’obiettivo di confrontare le performance riproduttive di vacche da latte con cisti follicolari o luteiniche dopo trattamento con buserelina acetato (un agonista del GnRH) o con dinoprost (una PGF2α).

La diagnosi di COD è stata effettuata mediante esami ultrasonografici eseguiti due volte al mese a partire da 40-45 giorni dopo il parto e fino alla successiva diagnosi di gravidanza (dopo inseminazione artificiale). A seconda della tipologia di cisti (follicolari o luteiniche) sono stati stabiliti due gruppi al cui interno le vacche sono state trattate con 21 μg di buserelina acetato o con 25 mg di dinoprost, per un totale di 4 gruppi.

Dopo il trattamento, la percentuale di estrogeni nelle vacche con cisti follicolari trattate con dinoprost era significativamente inferiore (55,1%) rispetto alle vacche trattate con buserelina acetato (77,5%) e rispetto alle vacche affette da cisti luteiniche (77,2% nel gruppo trattato con dinoprost e 72,4% nel gruppo trattato con buserelina acetato). Il tasso di concepimento era più alto nelle vacche con cisti follicolari trattate con buserelina acetato (67,7%) rispetto a quelle trattate con dinoprost (60%) e rispetto a quelle con cisti luteiniche (56,9% nel gruppo trattato con dinoprost e 47,5% nel gruppo trattato con buserelina acetato).

I risultati di questo studio dimostrano che è preferibile distinguere tra i due tipi di cisti ovariche prima del trattamento. Le cisti luteiniche possono essere trattate sia con le PGF2α che con gli analoghi del GnRH, con risultati migliori quando si utilizzano le PGF2α. Al contrario, le cisti follicolari hanno una risposta più efficace agli analoghi del GnRH. Quando la differenziazione non è possibile, gli analoghi del GnRH sono da preferire rispetto alle PGF2α.

 

“Reproductive performance in dairy cows with cystic ovarian disease after single treatment with buserelin acetate or dinoprost” Bors SI, et al. J Vet Med Sci. 2018 Jul 18;80(7):1190-1194. doi: 10.1292/jvms.17-0690. Epub 2018 May 30.

dog shelterUno studio ha valutato l’influenza esercitata dalla separazione a lungo termine dei cani dai loro proprietari, in un ambiente nuovo, sul verificarsi di stress psicogeno e ossidativo.

I cani del gruppo I (n = 9) sono stati portati nella clinica veterinaria e sono rimasti in una gabbia per 12 ore prima dell'intervento, e i cani del gruppo II (n = 9) per soli 10 minuti prima dell'intervento. Sono stati misurati i parametri fisiologici (frequenza cardiaca e frequenza respiratoria) ed è stato effettuato un prelievo di sangue 12 ore prima dell'intervento (T0) per i cani del gruppo I, e 10 minuti prima dell'intervento (T1) per entrambi i gruppi di cani.

Le frequenze cardiache e respiratorie dei cani del gruppo I erano maggiori rispetto ai valori fisiologici sia a T0 che a T1, quelle dei cani del gruppo II lo erano a T1 (unica valutazione effettuata). L’indice di stress ossidativo e i livelli di cortisolo nei cani del gruppo I erano superiori a T1 rispetto a T0 (P <0,05). Non c'era alcuna differenza significativa nel livello di cortisolo tra il gruppo I a T0 e il gruppo II a T1 (P> 0,05).

Gli autori ipotizzano che la permanenza dei cani per tempi lunghi in un ambiente nuovo e lontano dai loro proprietari induca cambiamenti significativi nell’indice di stress ossidativo e nei livelli di cortisolo, il che potrebbe allungare i tempi di guarigione delle ferite e predisporre a malattie sistemiche.

 

The influence of the duration of the preoperative time spent in the veterinary clinic without the owner on the psychogenic and oxidative stress in dogs” Juodžentė D, et al. J Vet Med Sci. 2018 Jul 12;80(7):1129-1133. doi: 10.1292/jvms.18-0066. Epub 2018 May 21.

testicoloI tumori testicolari sono le neoplasie più comuni nei cani maschi e rappresentano circa il 90% di tutti i tumori che interessano il tratto genitourinario. L'ecografia in scala di grigi, in combinazione con le tecnologie di color e power Doppler, è stata giudicata accurata per la valutazione delle lesioni scrotali e della vascolarizzazione dei testicoli. La sensibilità del color Doppler per i bassi flussi sanguigni sembra promettente per lo studio sulle patologie testicolari.

Lo scopo di questo studio, condotto su 50 cani maschi di varie razze e di età compresa tra i 7 e i 14 anni, è stato quello di valutare l’utilità del color e power Doppler per lo studio delle lesioni testicolari, descrivere le caratteristiche ecografiche delle lesioni e misurare i parametri di color e power Doppler, quali l’indice di resistenza (Resistive Index, RI), l’indice di pulsatilità (Pulsatility Index, PI), e l’indice di vascolarizzazione (Vascularity Index, VI), al fine di determinare se tali parametri possano essere utilizzati per distinguere le neoplasie testicolari dall'ampia varietà di patologie testicolari ad eziologia non-neoplastica.

I valori medi di RI per lesioni neoplastiche, infiammatorie e degenerative erano rispettivamente pari a 0,54, 0,45 e 0,58. I valori medi di PI erano rispettivamente di 0,62, 0,55 e 0,63. Il VI era significativamente intensificato (ipervascolarizzazione) intorno e all'interno delle masse neoplastiche rispetto a quello misurato in corso di lesioni di natura infiammatoria e degenerativa. Inoltre, il VI aumenta marcatamente in caso di tumori solidi.
In tutte le lesioni neoplastiche il color Doppler ha evidenziato un aumento dei flussi intralesionali e periferici. Diversamente non sono stati rilevati flussi attorno alle cisti.

“Color doppler ultrasound imaging of blood flows variations in neoplastic and non-neoplastictesticular lesions in dogs” Bigliardi E, et al. Reprod Domest Anim. 2018 Aug 14. doi: 10.1111/rda.13310. [Epub ahead of print]

pleuropolmoniteLe epidemie acute di pleuropolmonite suina, una malattia respiratoria batterica sostenuta da Actinobacillus pleuropneumoniae, sono spesso accompagnate da elevata mortalità e perdite economiche. Le forme gravi richiedono frequentemente il trattamento antibiotico parenterale.

Uno studio sperimentale ha testato l'efficacia e la sicurezza di una dose singola di 8 mg/kg di marbofloxacina per il trattamento della pleuropolmonite suina acuta dopo inoculazione sperimentale di suini con A. pleuropneumoniae sierotipo 2 tramite aerosol. I risultati sono stati confrontati con un protocollo di trattamento che prevedeva la somministrazione, per tre giorni consecutivi, di 2,5 mg/kg di enrofloxacina e con un gruppo placebo (soluzione salina). I criteri per la valutazione dell'efficacia erano la gravità delle lesioni polmonari, la neutralizzazione del batterio e il decorso della malattia clinica dopo il trattamento.

Trentasei maiali sono stati suddivisi in tre gruppi di trattamento: marbofloxacina (T1), enrofloxacina (T2) e placebo (T3). L’efficacia del trattamento con marbofloxacina e con enrofloxacina è risultata statisticamente superiore rispetto al gruppo placebo per tutti i criteri valutati. La necessità di effettuare una “eutanasia di salvataggio” a causa della gravità dei sintomi è stata significativamente ridotta in entrambi i gruppi di trattamento (T1: 1 suino, T2: 0 suini e T3: 8 suini). A 6 giorni dal trattamento, la guarigione clinica è stata osservata in 10 soggetti nei gruppi T1 e T2, e in un solo soggetto nel gruppo T3. Il punteggio medio relativo alla gravità delle lesioni polmonari (T1: 3,9; T2: 6,0; T3: 21,1) e la positività all’esame colturale effettuato su tessuto polmonare dopo 6 giorni dall’inizio del trattamento (T1 = 0 suini; T2 = 1 suino; T3 = tutti suini ) sono stati significativamente ridotti in entrambi i gruppi T1 e T2. Non sono stati osservati eventi avversi legati alla somministrazione del farmaco e non sono state osservate reazioni nel sito di iniezione.

Entrambi i trattamenti antimicrobici applicati si sono dimostrati sicuri ed efficaci per il trattamento della pleuropolmonite suina acuta. Non sono state rilevate differenze statisticamente significative tra i 2 trattamenti antibiotici.

 

“Efficacy of a one-shot marbofloxacin treatment on acute pleuropneumonia after experimentalaerosol inoculation of nursery pigs” Hoeltig D, et al. Porcine Health Manag. 2018 Jun 22;4:13. doi: 10.1186/s40813-018-0089-2. eCollection 2018.

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