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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

mineralLa mineralizzazione dei tendini/legamenti nella specie equina è una condizione riconosciuta, ma il cui significato clinico non è ancora noto.

Gli obiettivi di questo studio osservazionale consistevano nel riportare quali strutture fossero, dal punto di vista ecografico, più frequentemente coinvolte nel processo di mineralizzazione, e descriverne le caratteristiche cliniche più salienti.

Martedì, 02 Ottobre 2018 13:24

Perforazione esofagea in 5 cani

T1511C08 Fig06In corso di perforazione esofagea è generalmente raccomandata la gestione chirurgica. Tuttavia questa procedura è costosa e invasiva, e richiede un livello di abilità chirurgica elevato.

In questo studio sono descritti 5 casi di perforazione esofagea secondaria alla presenza di un corpo estraneo esofageo nel cane, trattati con una gestione conservativa.

vec12734 fig 0001 mLa dilatazione-torsione gastrica (GDV, gastric dilatation-volvolus) nel gatto è un evento raro ed è stata descritta in corso di ernia diaframmatica traumatica.

L’obiettivo di questo studio è quello di descrivere 2 casi di GDV in gatti che non avevano un’anamnesi di trauma o di ernia diaframmatica, ed evidenziare le differenze che contraddistinguono la GDV del gatto da quella del cane.

IVRLPL’obiettivo di questo studio sperimentale era quello di determinare le concentrazioni di meropenem nel plasma e nel liquido sinoviale dell’articolazione radiocarpica dopo perfusione endovenosa isolata dell'arto (IVRLP, intravenous regional limb perfusion).

Nove cavalle adulte sane sono state sedate in stazione ed è stato iniettato meropenem (500 mg) nell'arto anteriore tramite IVRLP con l’ausilio di un tourniquet pneumatico ad una pressione di 400 mmHg. Il liquido sinoviale è stato prelevato dall’articolazione radiocarpica a 0, 0,5, 1, 2, 4, 6, 8, 12 e 18 ore dopo l'iniezione di meropenem. Campioni di sangue sono stati prelevati dalla vena giugulare agli stessi intervalli di tempo e 5 e 15 minuti dopo l'iniezione.

HSAL’obiettivo di questo studio retrospettivo multicentrico era quello di definire e confrontare le caratteristiche cliniche dell’emangiosarcoma appendicolare (HSA, appendicular hemangiosarcoma) primario e dell’osteosarcoma teleangectasico (tOSA, telangiectatic osteosarcoma) nella specie canina.

A questo scopo sono state utilizzate le cartelle cliniche di 70 cani, 41 con HSA e 29 con tOSA, dalle quali sono stati ricavati i dati relativi a segnalamento, presentazione clinica, risposta al trattamento e prognosi. La diagnosi definitiva è stata effettuata sulla base dell’esame immunoistochimico.

Domenica, 30 Settembre 2018 16:18

Avvelenamento da rodenticidi nel gatto

cat staring ratL’obiettivo di questo studio retrospettivo (dal 2000 al 2010) era quello di stimare la prevalenza dell’esposizione e intossicazione da rodenticidi nella specie felina, e di descrivere l’uso e l’efficacia della decontaminazione gastrointestinale (GID, gastrointestinal decontamination).

Il numero medio per anno di gatti presentati per esposizione a rodenticidi è risultato di 13 su 3.336 (0,39%) e ha totalizzato 146 casi in 11 anni. I gatti intossicati avevano una probabilità significativamente più elevata di essere giovani (P <0,001) e interi (P <0,001), e il rischio era significativamente maggiore nella stagione autunnale (P = 0,002). La maggior parte dei gatti viveva in casa (67,6%). Il tipo di rodenticida era sconosciuto nel 50% (71/142) dei casi. Nei casi in cui il tipo di rodenticida era noto, in 59/142 (41,5%) era un rodenticida anticoagulante, in 7/142 (4,9%) il principio attivo era il colecalciferolo e in 5/142 (3,5%) era la brometalina. La GID è stata tentata in 21/36 (58%) gatti con esposizione ad un rodenticida anticoagulante noto. L’induzione del vomito è stata tentata in 17/21 (81%) e il carbone attivo è stato somministrato a 14/21 (67%) gatti sottoposti a GID. Questo studio non ha evidenziato un effetto significativo della GID sul prolungamento del tempo di protrombina (PT) dopo 48 ore dall'esposizione.

Giovedì, 27 Settembre 2018 00:37

Infusione di alfaxalone nella specie felina

anesthesiaL’obiettivo di questo studio prospettico randomizzato era quello di determinare l’emivita contesto-sensibile dell’alfaxalone dopo infusione endovenosa di diversa durata e calcolare il tempo necessario per ridurre la concentrazione plasmatica del 95%.

A questo scopo è stato impiegato un gruppo costituito da sei gatti maschi castrati di 1 anno d’età ai quali è stato somministrato, per via endovenosa, alfaxalone utilizzando un sistema di infusione controllato in modo da ottenere una concentrazione plasmatica di principio attivo pari a 7,6 mg/L. L'infusione ha avuto una durata di 30 (n = 2), 60 (n = 2) o 240 (n = 2) minuti. Campioni di sangue sono stati raccolti prima della somministrazione del farmaco e più volte durante e dopo l’infusione, fino a 8 ore dopo l’interruzione della stessa, al fine di determinare la concentrazione di alfaxalone plasmatico.

canine porto fig 1 cropL’obiettivo di questo studio di coorte retrospettivo era quello di definire quali siano l’incidenza, l’outcome e i fattori di rischio che predispongono all’insorgenza di segni neurologici e di crisi convulsive dopo la riduzione chirurgica di un singolo shunt portosistemico congenito nella specie canina.

Sono state raccolte le cartelle cliniche di 253 cani con shunt portosistemico congenito, dalle quali sono stati ricavati i dati relativi al segnalamento e agli aspetti clinici pre- e post-operatori.

Gastric Ulcers backL’obiettivo di questo studio era quello di determinare se la somministrazione di un antinfiammatorio non steroideo (FANS) con una azione inibitoria selettiva nei confronti dell’enzima ciclossigenasi-2 (COX-2) riduce la probabilità di sviluppare ulcera gastrica e infiammazione gastrointestinale rispetto all’impiego di un FANS non selettivo.

Venticinque cavalli adulti sani sono stati assegnati in modo casuale a 3 gruppi terapeutici: placebo (n = 5), fenilbutazone (n = 10) o firocoxib (n = 10), somministrati giornalmente per 10 giorni. Ai giorni 0 e 10 è stata effettuata una gastroscopia per valutare la presenza di ulcere a carico della mucosa squamosa e ghiandolare. Ai giorni 0, 10 e 20 sono stati raccolti campioni fecali per testare la concentrazione di mieloperossidasi (MPO) fecale.

Domenica, 16 Settembre 2018 11:38

Monitoraggio glicemico domiciliare nel gatto

HBGMUno studio ha valutato l’accettazione del monitoraggio glicemico domiciliare (HBGM, home blood glucose monitoring) da parte di proprietari di gatti diabetici neo-diagnosticati, come questa scelta impatta sulla qualità della vita (QoL, quality of life) dei gatti e dei proprietari, e ha analizzato le variazioni glicemiche durante un follow-up di 6 mesi.

I proprietari di gatti diabetici sono stati istruiti su come effettuare il monitoraggio glicemico domiciliare e, in base alla loro capacità e disponibilità, sono stati suddivisi in: gruppo HBGM e gruppo non-HBGM. L’esperienza dei proprietari è stata valutata mediante un questionario e sono state registrate le informazioni relative al grado di accettazione e le ragioni del rifiuto di questa pratica. Nei successivi 6 mesi, sono stati analizzati i cambiamenti nella QoL e sono state confrontate le variazioni dei parametri che riflettono il controllo glicemico (segni clinici, fruttosamine sieriche, valore di glicemia media/minima/massima/pre-insulina) tra i due gruppi ai mesi 1, 3 e 6, così come all’interno di ciascun gruppo tra il momento della diagnosi e i medesimi follow-up.

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