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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

Lunedì, 18 Marzo 2019 03:03

Oli essenziali nelle vacche da latte

oilI risultati di recenti studi sperimentali in vitro suggeriscono che gli oli essenziali (OE) possono non solo influenzare le fermentazioni ruminali, ma anche modulare l'assorbimento di cationi, quali Na+, Ca2+ e NH4+, attraverso l’epitelio ruminale di bovini e ovini, mediante l'interazione diretta con proteine di trasporto epiteliali.

Questo studio si è posto l’obiettivo di verificare in vivo questa ipotesi testando l'effetto di una miscela di OE sullo stato dei cationi e sull'efficienza alimentare dei mangimi nelle vacche in lattazione.

L'esperimento è stato condotto su 72 vacche in lattazione divise in due gruppi di 36 animali ciascuno, alimentate con la stessa dieta con o senza l’aggiunta della miscela di OE, in un disegno cross-over 2 × 2. Nel corso dello studio sono stati monitorati l’assunzione di cibo, la produzione e la composizione del latte, e infine sono stati analizzati campioni di sangue e di urina.

La dieta supplementata con la miscela di OE ha determinato un aumento nella produzione di latte e del suo contenuto in grassi e proteine, così come dell’efficienza alimentare dei mangimi; diversamente le concentrazioni di urea nel plasma e nel latte si sono ridotti. Infine, le concentrazioni plasmatiche di calcio sono aumentate significativamente.

Questi risultati supportano l'ipotesi che un maggiore assorbimento di cationi possa contribuire agli effetti benefici degli OE.

 

“Dietary supplementation of essential oils in dairy cows: evidence for stimulatory effects on nutrient absorption” Braun HS, et al. Animal. 2019 Mar;13(3):518-523. doi: 10.1017/S1751731118001696. Epub 2018 Jul 20.

intranasal tumorMolti sono gli studi che hanno valutato l’efficacia della radioterapia nel trattamento dei tumori intranasali nella specie canina; diversamente, pochi sono quelli che si sono concentrati sulla risposta alla chemioterapia. Dal momento che i centri che esercitano la radioterapia sono in numero molto limitato e considerati i costi spesso proibitivi, è necessario trovare delle opzioni di trattamento alternative.

Questo studio retrospettivo descrive una coorte di cani con tumori intranasali confermati istologicamente trattati esclusivamente con chemioterapia.

Sono state analizzate le informazioni relative al segnalamento, ai sintomi clinici, al tipo di tumore, ai dettagli del trattamento chemioterapico, agli effetti collaterali e ai tempi di sopravvivenza.

Il tempo mediano complessivo di sopravvivenza per i 29 cani inclusi nello studio era di 234 giorni (range 12-1698 giorni). La sopravvivenza mediana per i cani con adenocarcinoma o carcinoma (n=12) era di 280 giorni, in caso di carcinoma a cellule transizionali (n=6) era di 163 giorni, per il carcinoma a cellule squamose, il carcinoma anaplastico o il carcinoma indifferenziato (n=7) era di 59 giorni; infine, nel caso dei sarcomi (n = 4) la sopravvivenza mediana era di 448 giorni. Effetti collaterali conseguenti al trattamento sono stati riportati nel 28% dei casi e il 69% dei cani ha sviluppato almeno un effetto collaterale. Il 24% dei cani ha presentato tossicità di grado 3 o 4. Nel complesso, il protocollo chemioterapico era ben tollerato.

I risultati dello studio suggeriscono un potenziale beneficio nell'uso della chemioterapia per cani con adenocarcinoma, carcinoma e sarcoma.

 

“Canine intranasal tumours treated with alternating carboplatin and doxorubin in conjunction with oral piroxicam: 29 cases” Woodruff MJ, et al. Vet Comp Oncol. 2019 Mar;17(1):42-48. doi: 10.1111/vco.12443. Epub 2018 Dec 19.

Lunedì, 18 Marzo 2019 02:52

Levetiracetam transdermico nel gatto

transdermalLa somministrazione orale ripetuta di farmaci anticonvulsivanti può essere complicata per i proprietari di gatti, con conseguenti ripercussioni sulla compliance, sul controllo delle crisi e sulla qualità di vita del gatto. Il levetiracetam (LEV) ha diverse proprietà che si prestano alla somministrazione per via transdermica.

In questo trial clinico prospettico sono stati inclusi 6 gatti sani di proprietà e di peso ≤5 Kg con gli obiettivi di determinare se il LEV in forma di crema lipofila (400 mg/ml) somministrato per via transdermica determinasse il raggiungimento di concentrazioni sieriche superiori a 5 μg/ml e identificare l’eventuale comparsa di effetti avversi.

Il LEV transdermico è stato applicato dai proprietari a casa nella faccia interna del padiglione auricolare alla dose di 60 mg/kg per 6 giorni consecutivi. Il settimo giorno i gatti sono stati ricoverati per effettuare prelievi ematici al fine di valutare la concentrazione di LEV al tempo zero (prima della somministrazione del farmaco) e a distanza di 30 minuti, 1, 2, 3 e 4 ore dalla somministrazione.
Le concentrazioni sieriche mediane (range) ai vari tempi erano rispettivamente di: 16,6 (8,6-39,6) μg/ml, 16,1 (6,8-34,4) μg/ml, 15,4 (10,1-36,7) μg/ml, 17,4 (9,2-32,7) μg/ml, 15,1 ( 8,3-25,9) μg/ml e 14,8 (11,9-28,4) μg/ml. Gli effetti collaterali riscontrati sono stati sedazione in 1/6 gatti e formazione di croste sulla padiglione auricolare in 1/6 gatti.

La somministrazione di LEV per via transdermica tre volte al giorno ha determinato il raggiugimento di concentrazioni sieriche mediane ≥ 5 μg/mL per tutto il periodo di studio e gli eventi effetti avversi sono stati minimi. Il LEV transdermico può rappresentare un'alternativa valida per quei gatti a cui sia difficile somministrare altre formulazioni di farmaci anticonvulsivanti.

 

“Serum levetiracetam concentrations after transdermal levetiracetam administration, 3 times daily, to healthy cats” Smith C et al. J Vet Intern Med. 2019 Jan 21. doi: 10.1111/jvim.15412. [Epub ahead of print]

ACorQuesto studio ha valutato l’attuabilità, nella specie canina, del monitoraggio domestico della frequenza cardiaca e del ritmo cardiaco attraverso i tracciati ECG registrati dai proprietari mediante l’impiego di un dispositivo ECG per smartphone.

I tracciati ECG ottenuti con lo smartphone sono stati registrati dai proprietari a casa e inviati via e-mail per l'interpretazione. I proprietari sono stati inoltre invitati a compilare un questionario per esprimere la loro opinione relativamente a questo sistema di monitoraggio domestico. I tracciati sono stati esaminati da due operatori ed è stato valutato l’agreement (concordanza) per quanto riguarda la frequenza ed il ritmo cardiaco.

Lo studio ha incluso un totale di 33 cani. Il 94% dei proprietari (31/34) riteneva che la tecnica di registrazione fosse facile da imparare e che il dispositivo ECG per smartphone fosse facile da usare. Il 45% dei proprietari (15/33) aveva riferito del bisogno di una seconda persona per tenere fermo il cane durante la registrazione. L’89% dei tracciati inviati (134/150) erano adeguati per essere sottoposti ad interpretazione. La differenza media tra i due operatori per quanto riguarda la frequenza cardiaca era di 10 bpm (-10, +25 bpm). Per quanto riguarda la valutazione del ritmo cardiaco, è stato osservato un perfetto accordo (κ=1) tra gli operatori.

Gli autori concludono che il monitoraggio domiciliare della frequenza cardiaca e del ritmo cardiaco può rappresentare uno strumento aggiuntivo nella gestione dei cani con aritmie.

 

“Home monitoring of heart rate and heart rhythm with a smartphone-based ECG in dogs” Vezzosi T, et al. Vet Rec. 2019 Jan 19;184(3):96. doi: 10.1136/vr.104917. Epub 2018 Dec 17.

 

compRecenti scoperte hanno dimostrato che le possibilità che un cane sviluppi un disturbo comportamentale possono dipendere da una serie di fattori, tra cui la nutrizione.

Questo studio pilota ha lo scopo di valutare l'efficacia di un integratore alimentare contenente acidi grassi omega-3, magnesio e zinco su alcuni comuni disturbi comportamentali in una popolazione di cani domestici.

Un totale di 48 cani, di cui 6 senza disturbi comportamentali (gruppo di controllo) e 42 con almeno 1 disturbo comportamentale (iperattività, minzione e/o defecazione in luoghi inappropriati, paura, atteggiamento distruttivo e aggressività verso persone e cani; gruppo test), hanno ricevuto quotidianamente 1 capsula di integratori di olio di pesce contenenti 330 mg di acido eicosapentaenoico e 480 mg di acido docosaesaenoico. Inoltre, tutti i cani hanno ricevuto 12-15 mg/kg di citrato di magnesio e 5 mg/kg di solfato di zinco. L’effetto dell’integratore è stato valutato per mezzo di un questionario che i proprietari dei cani sono stati invitati a compilare 2 volte prima (giorni 0 e 42) e 2 volte dopo il periodo di trattamento (giorni 84 e 126). Il questionario indagava la frequenza con cui i soggetti manifestavano i 6 disturbi comportamentali utilizzando una scala a 5 punti (0=mai o molto raramente; 4=molto spesso).

Nel gruppo di controllo non sono state evidenziate variazioni significative per nessuno dei disturbi del comportamento valutati. Nel gruppo test, invece, i risultati hanno mostrato una significativa riduzione del punteggio mediano della paura (P=0,0083), dell’atteggiamento distruttivo (P=0,002) e della minzione e/o defecazione in luoghi inappropriati (P<0,001). Diversamente, non c'erano differenze significative nel punteggio mediano dell’iperattività (P=0,162), dell'aggressività verso i cani (P=0,281) e verso le persone non familiari (P=0,09).

Sulla base di questi risultati, gli autori ipotizzano che una combinazione di acidi grassi omega-3, magnesio e zinco possa essere di supporto nella gestione di alcuni disturbi comportamentali.

 

“Effect of Supplementation With Omega-3 Fatty Acids, Magnesium, and Zinc on Canine Behavioral Disorders: Results of a Pilot Study” Rahimi Niyyat M, et al. Top Companion Anim Med. 2018 Dec;33(4):150-155. doi: 10.1053/j.tcam.2018.08.006. Epub 2018 Aug 30.

torsione lpGli obiettivi di questo studio retrospettivo erano quello di indagare la sopravvivenza di cani e gatti con torsione di un lobo polmonare (TLP), diagnosticata in sede chirurgica o post-mortem, e quello di valutare se la presenza di versamento pleurico, il lobo polmonare interessato e la taglia del paziente avessero un ruolo prognostico.

Sono stati inclusi 35 cani, di cui 17 di piccola taglia e 18 di grande taglia, e 4 gatti di cui 3 gatti domestici a pelo corto e 1 gatto di razza Minskin.

I lobi polmonari interessati erano il medio destro (n = 18), il craniale sinistro (n = 18), il craniale destro (n = 2), il caudale sinistro (n = 1) e l’accessorio (n = 1). Due animali sono deceduti prima dell'intervento chirurgico; i rimanenti 37 sono stati sottoposti a toracotomia. Tutti i gatti e i cani di piccola taglia sottoposti a toracotomia sono sopravvissuti. Dei cani di grossa taglia, 12/18 sono sopravvissuti; la sopravvivenza complessiva è stata dell’87%. La sopravvivenza non è risultata essere influenzata né dalla presenza di versamento pleurico preoperatorio né dal lobo polmonare interessato.

I gatti e i cani di piccola taglia con TLP sottoposti a toracotomia hanno una sopravvivenza eccellente; i cani di grossa taglia hanno una sopravvivenza buona.

 

“Lung lobe torsion in 35 dogs and 4 cats” Benavides KL, et al. Can Vet J. 2019 Jan;60(1):60-66.

polIl microbiota intestinale è strettamente correlato alla salute dell'ospite ed è fortemente influenzato dalla composizione della dieta. Nell’allevamento del bestiame, le erbe cinesi vengono solitamente utilizzate come additivi per mangimi naturali.

Il presente studio ha indagato l'influenza dell'integrazione con polveri di tè verde e di foglie di gelso sul microbiota intestinale del pollo.

È stata riscontrata una maggiore prevalenza di Bacteroides, Prevotella e Megamonas nell'intestino dei polli quando alimentati con una dieta supplementata con polvere di foglie di gelso. Al contrario, è stata osservata una maggiore prevalenza di Gallibacterium, potenzialmente patogeno, nei soggetti in cui la dieta era stata integrata con polvere di tè verde. Questi risultati dimostrano che la polvere di tè verde e la polvere di foglie di gelso possono influenzare notevolmente il microbiota intestinale dei polli, alterandone la composizione.

Questi risultati impongono la necessità di esaminare e valutare gli effetti delle erbe cinesi sulla salute degli animali prima che vengano introdotti come additivi per mangimi nella produzione animale.

 

“Effect of green tea and mulberry leaf powders on the gut microbiota of chicken” Chen Y, et al. BMC Vet Res. 2019 Mar 6;15(1):77. doi: 10.1186/s12917-019-1822-z.

furoLo scopo di questo studio era quello di confrontare lo Shirmer tear test (STT) e lo standardized endodontic absorbent paper point tear test (PPTT) nel furetto (Mustela putorius furo) e stabilire il range di normalità per il PPTT.

Nello studio sono stati inclusi 66 occhi di 33 furetti sani (17 maschi e 16 femmine) di età compresa tra i 10 e i 120 mesi. La misurazione ottenuta con lo STT è stata di 7,4 ± 1,9 mm/min; quella ottenuta con il PPTT è stata di 12,6 ± 2,4 mm/min. Non ci sono state differenze significative tra i valori misurati dall’occhio destro e quelli misurati dall’occhio (P = 0,29), nè tra i diversi gruppi di età (P = 0,16); diversamente c'era una differenza significativa tra maschi e femmine (P = 0,03).

I risultati di questo studio rigurado le misurazioni dello STT e del PPTT forniscono dei parametri di riferimento utili per la visita oftalmologica dei furetti.

 

“MEASUREMENT OF TEAR PRODUCTION USING SCHIRMER TEAR TEST AND STANDARDIZED ENDODONTIC ABSORBENT PAPER POINTS IN FERRETS (MUSTELA PUTORIUS FURO)” DafneLimónMVZ, et al. Journal of Exotic Pet Medicine Volume 29, April 2019, Pages 10-14

Martedì, 12 Marzo 2019 17:41

Pancreatite e danno renale acuto nei cani

pakiLa pancreatite acuta e il danno renale acuto sono comorbidità ben documentate in medicina umana. I cani che sviluppano un danno renale acuto durante il ricovero hanno tassi di mortalità significativamente più alti rispetto a quelli che non lo sviluppano.

Gli scopi di questo studio erano valutare la prevalenza del danno renale acuto in cani con pancreatite acuta e indagare il valore prognostico di vari parametri clinicopatologici.

La diagnosi di pancreatite acuta si basava sulla presenza di almeno due dei seguenti segni clinici: dolore addominale, diarrea, vomito o anoressia/iporessia; assenza di altre anomalie ecografiche a carico di organi diversi dal pancreas e una positività al test SNAP cPL. La diagnosi di danno renale acuto si basava sulle linee guida della International Renal Interest Society (IRIS). I cani sono stati classificati in sopravvissuti e non sopravvissuti. Al momento del ricovero sono stati valutati creatinina sierica, urea, amilasi, calcio totale, colesterolo totale, proteina C-reattiva, globuli bianchi e neutrofili banda; inoltre è stato anche calcolato l’indice di gravità clinica. I dati clinici e clinicopatologici sono stati confrontati tra soggetti sopravvissuti e non sopravvissuti.

Sono stati inclusi 65 cani con pancreatite acuta. Un indice di gravità clinica ≥ 6,5 era associato ad un outcome sfavorevole (p=0,0011). Le concentrazioni di urea e creatinina sieriche al momento del ricovero erano significativamente inferiori nei soggetti sopravvissuti rispetto ai non sopravvissuti (rispettivamente P<0,0001 e P=0,0002). Il danno renale acuto è stato diagnosticato in 17 cani su 65 (26,2%) ed è risultato essere associato ad un outcome sfavorevole (P<0,0001). Inoltre, la condizione di oligo-anuria era anch’essa associata ad un outcome sfavorevole (P=0,0294).

Un indice di gravità clinica elevato e la presenza di iperazotemia nei cani con pancreatite acuta sono risultati essere associati ad un aumentato rischio di mortalità. Il danno renale acuto può essere una comorbidità in corso di pancreatite acuta canina. La presenza di oligo-anuria è associata ad un outcome sfavorevole.

 

“Acute pancreatitis and acute kidney injury in dogs” Gori E, et al. The Veterinary Journal, Volume 245, March 2019, Pages 77-81.

ttfGiardia intestinalis e Tritrichomonas fetus sono 2 protozoi che di frequente parassitano il tratto gastrointestinale dei gatti domestici. Dal momento che il trattamento di questi due parassiti è differente, è fondamentale confermare la presenza di uno o entrambi gli agenti patogeni prima di decidere la terapia da intraprendere.

In questo studio sono state valutate le performance di un test basato sulla PCR real-time (Small Animal Diarrhoea panel), che rileva il DNA sia di G. intestinalis che di T. fetus. La sensibilità e la specificità del test sono state comparate con saggi PCR real-time di riferimento, utilizzando 105 campioni fecali, di cui il 39,05% (n = 41) positivi per G. intestinalis e il 30,48% (n = 32) positivi per T. fetus.

Per il DNA di G. intestinalis, il test aveva una sensibilità del 95,1% e una specificità del 92,1%. Per il DNA di T. fetus, il saggio aveva una sensibilità del 41,9% e una specificità del 100,0%. Per valutare la riproducibilità inter-laboratorio del test PCR, sono stati confrontati i risultati ottenuti in due diversi laboratori ed è stata rilevata una concordanza ottima (Kappa = 0,9).

In conclusione, il test PCR, confrontato con le rispettive metodiche di riferimento, ha dimostrato delle performance buone nei confronti di G. intestinalis e scarse nei confronti di T. fetus. Pertanto, il test è idoneo per la diagnosi di G. intestinalis; diversamente richiede una carica parassitaria da moderata ad alta per la diagnosi di T. fetus.

 

Comparison of multiplexed-tandem real-time PCR panel with reference real-time PCR moleculardiagnostic assays for detection of Giardia intestinalis and Tritrichomonas foetus in cats” Meggiolaro MN, et al. Vet Parasitol. 2019 Feb;266:12-17. doi: 10.1016/j.vetpar.2018.12.009. Epub 2019 Jan 6.

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