Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6423 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

cannulated cowL'acidosi ruminale subacuta (SARA, subacute ruminal acidosis), indotta dalla eccessiva somministrazione di mangimi concentrati, aumenta la traslocazione di istamina dall’apparato digerente al circolo ematico causando una varietà di malattie nelle vacche da latte. Tuttavia, il meccanismo tramite cui l’istamina influisca sulla funzionalità della ghiandola mammaria e sulla qualità del latte è in gran parte sconosciuto.

Uno studio si è posto l’obiettivo di studiare gli effetti dell'istamina derivata dall’apparato digerente sulla risposta infiammatoria e sulla sintesi di caseina nella ghiandola mammaria durante la SARA.

Per la durata di 18 settimane, 12 vacche con fistola ruminale sono state divise in maniera randomizzata in due gruppi: un gruppo è stato alimentato con una dieta a basso tenore di mangimi concentrati (gruppo di controllo, 60% di foraggio, n=6) e un gruppo è stato alimentato con una dieta ad alto tenore di mangimi concentrati (gruppo di trattamento, 40% di foraggio, n=6).

I risultati dello studio hanno dimostrato che la dieta ad alto tenore di mangimi concentrati ha comportato un calo significativo del pH ruminale e per una durata di tempo maggiore (pH medio inferiore a 5,6 per più di 180 minuti al giorno), oltre che un calo della produzione e della qualità del latte rispetto alla dieta a basso tenore di concentrati, confermando la presenza di SARA . Inoltre è stato osservato che la SARA ha determinato l’aumento del contenuto di istamina nel fluido ruminale, plasma, fegato e ghiandola mammaria e ha incrementato l'espressione dell'mRNA del recettore specifico dell'istamina nella ghiandola mammaria. Infine, è stato riscontrato un aumento dell’espressione di mRNA dei geni coinvolti nella risposta infiammatoria della ghiandola mammaria e una riduzione di quelli determinanti la sintesi del latte e il suo contenuto in caseina.

Questo studio ha dimostrato che, nelle vacche in lattazione alimentate a lungo termine con una dieta ad alto tenore di mangimi concentrati, il contenuto proteico del latte è ridotto. La risposta infiammatoria che si scatena nella ghiandola mammaria in risposta all'istamina derivata dal tratto digestivo è responsabile del declino della sintesi di caseina. Gli autori concludono che i risultati del loro studio dimostrano la presenza di una correlazione tra la risposta infiammatoria e la sintesi di caseina, ma la comprensione dei meccanismi molecolari coinvolti in questo processo richiede ancora ulteriori ricerche.

 

“Histamine activates inflammatory response and depresses casein synthesis in mammary gland of dairy cows during SARA” Chang G, et al. BMC Vet Res. 2018 May 23;14(1):168.

Mercoledì, 30 Maggio 2018 11:41

Citologia ed ultrasonografia renali nel gatto

reneUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di valutare l'utilità diagnostica della citologia renale con ago sottile tramite valutazione della resa diagnostica, delle caratteristiche citologiche e dell'accuratezza diagnostica. Secondariamente sono state esaminate le caratteristiche ecografiche dei reni campionati per determinare se influissero sulla resa diagnostica.

Sono stati presi in esame 96 citologici. La resa diagnostica è stata del 68%; il 48% dei campioni presentava una cellularità moderata. Degli 87 casi in cui si disponeva dell’esame ultrasonografico, quelli in cui i reni mostravano un infiltrato sottocapsulare, una nefromegalia senza dilatazione del bacinetto e la presenza di un aspetto infiltrativo/nodulare era più probabile che dessero luogo a campioni diagnostici. Nei 12 casi confermati, la citologia aveva dimostrato una sensibilità e una specificità del 100% nel diagnosticare una neoplasia (quattro tumori a cellule rotonde e due carcinomi). Tre casi con diagnosi istologica di natura non neoplastica sono stati considerati citologicamente normali. Sebbene alcune caratteristiche di imaging fossero più comunemente osservate nelle lesioni neoplastiche rispetto a quelle non neoplastiche, la numerosità dei campioni era insufficiente per definire una correlazione.

Gli autori concludono che la tecnica di agoaspirazione ecoguidata dei reni genera campioni adeguati per l'interpretazione citologica con tassi paragonabili ad altri tessuti molli ed è molto utile nella diagnosi di neoplasie. Alcune caratteristiche di imaging sono indicative della probabilità di ottenere un campione adeguato per l'interpretazione citologica.

 

“Diagnostic utility of renal fine-needle aspirate cytology and ultrasound in the cat” McAloney CA, et al. J Feline Med Surg. 2018 Jun;20(6):544-553.

otodectesAttualmente in commercio sono disponibili diverse molecole per il trattamento delle infestazioni da acari dell’orecchio nella specie canina.

Uno studio di campo multicentrico ha valutato l’efficacia di sarolaner nel trattamento dell’infestazione da acari dell'orecchio causata da Otodectes cynotis confrontandola con l’efficacia di moxidectina/imidacloprid ad uso topico.

I cani con infestazione da O. cynotis sono stati trattati mensilmente con sarolaner per via orale (n = 163) o moxidectina/imidacloprid ad uso topico(n = 78). La presenza di acari nei condotti auricolari e di segni clinici associati a otoacariasi (inclusi scuotimento della testa, prurito/graffi auricolari, traumi o alopecia dei padiglioni auricolari, ed eritema, ulcere e detriti nei condotti auricolari) è stata valutata ai giorni 0, 14 e 30 e, se applicabile, al giorno 60. I cani sono stati considerati guariti dall'infestazione da acari dopo un trattamento (al giorno 0) o dopo due trattamenti mensili (ai giorni 0 e 30) se non sono stati riscontrati acari vivi in entrambe le orecchie.

La cura parassitologica è stata raggiunta nel 76,4%, 90,5% e 93,3% dei pazienti trattati con sarolaner e nel 53,9%, 63,5% e 66,7% dei cani trattati con moxidectina/imidacloprid rispettivamente ai giorni 14, 30 e 60. Al completamento dello studio, la cura parassitologica è stata raggiunta complessivamente nel 99,4% dei casi trattati con sarolaner e nell'87,8% dei casi trattati con moxidectina/imidacloprid. I segni clinici di otoacariasi sono migliorati durante lo studio in entrambi i gruppi. Non ci sono stati eventi avversi correlati al trattamento.

Una singola somministrazione orale di sarolaner è risultata sicura ed estremamente efficace nel trattamento dell'infestazione da O. cynotis nei cani.

 

“Efficacy and safety of sarolaner in the treatment of canine ear mite infestation caused by Otodectes cynotis: a non-inferiority study” Becskei C, et al. Vet Dermatol. 2018 Apr;29(2):100-e39.

Mercoledì, 30 Maggio 2018 10:10

Cistite emorragica idiopatica nel cavallo

cistite emorragicaRecentemente, nella specie equina, è stata documentata una nuova sindrome, la cistite emorragica idiopatica, caratterizzata da stranguria ed ematuria. Questa sindrome può essere difficile da differenziare dalle neoplasie vescicali in quanto, entrambe le condizioni, condividono parecchie caratteristiche cliniche.

Uno studio di coorte retrospettivo ha confrontato le caratteristiche cliniche dei cavalli con cistite emorragica idiopatica (n=11) con quelle dei cavalli con neoplasia della vescica (n=7).

Nei cavalli con cistite emorragica, l’esame cistoscopio ha permesso di rilevare un ispessimento e un aspetto emorragico a carico della mucosa dell’apice della vescica. I segni clinici e l’aspetto endoscopico della vescica sono regrediti nel giro di 3-8 settimane. L'istopatologia dei campioni bioptici della mucosa vescicale era indicativa di un quadro di cistite neutrofilica ed emorragica; in 3 cavalli l’esame istologico è risultato indicativo di displasia o neoplasia. Tuttavia, questi soggetti hanno avuto una risoluzione completa, suggerendo che piccoli campioni bioptici, ottenuti mediante endoscopia, possono essere di difficili interpretazione. Rispetto ai cavalli con la sindrome della cistite emorragica, i cavalli con neoplasia della vescica avevano valori di ematocrito più bassi, erano più anziani, più frequentemente femmine che maschi e, infine, era più probabile che l’esame ultrasonografico mettesse in evidenza la presenza di una massa vescicale.

La cistite emorragica rappresenta una nuova diagnosi differenziale nei cavalli con ematuria ed è associata ad una prognosi favorevole. Nonostante l'istopatologia possa suggerire un processo neoplastico, i cavalli affetti devono essere monitorati cistoscopicamente, poiché tale sindrome va incontro ad una risoluzione completa. La causa di questa malattia è sconosciuta e merita di essere indagata.

 

“Equine idiopathic hemorrhagic cystitis: Clinical features and comparison with bladder neoplasia” Smith FL, et al. J Vet Intern Med. 2018 Mar 31. doi: 10.1111/jvim.15121. [Epub ahead of print]

leishmaniosisLa leishmaniosi canina è una malattia zoonotica causata da Leishmania infantum. Attualmente sono in corso ampie ricerche per realizzare vaccini sicuri ed efficaci in grado di proteggere dallo sviluppo della malattia. La Commissione Europea ha recentemente concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di un nuovo vaccino, il LetiFend®, contenente la proteina ricombinante Q, costituita da diversi frammenti di proteine di Leishmania infantum.

L'efficacia del vaccino LetiFend® è stata testata in un trial multicentrico randomizzato, in doppio cieco e controllato effettuato in aree endemiche per questa malattia (Francia e Spagna) su un’ampia popolazione canina, comprendente soggetti di entrambi i sessi e di razze ed età differenti.
Lo studio è stato condotto su 549 cani suddivisi, in maniera randomizzata, in due gruppi ai quali è stata somministrata o una singola dose sottocutanea di LetiFend® (gruppo vaccino) o una singola dose di placebo (gruppo controllo) all'anno. Durante l’anno tutti i soggetti erano naturalmente esposti a due stagioni a rischio per la trasmissione di L. infantum. Le visite cliniche, il prelievo di sangue e di organi linfoidi per valutare lo stato sierologico, parassitologico e patologico dei cani sono stati eseguiti in momenti diversi durante lo studio.

Il vaccino LetiFend® è stato molto ben tollerato e ha ridotto in maniera evidente l'incidenza dei segni clinici correlati alla leishmaniosi. Il numero di nuovi casi confermati di leishmaniosi era statisticamente inferiore nel gruppo vaccinale. Il numero di cani in cui era stato evidenziato il parassita nei tessuti campionati era ridotto in maniera molto prossima alla significatività nel gruppo vaccino (p = 0,0564). La ri-vaccinazione dei cani sieropositivi ha dimostrato di essere sicura e di non peggiorare il decorso della malattia. La probabilità che un cane vaccinato con LetiFend® sviluppi un caso confermato o segni clinici di leishmaniosi in aree ad alta pressione è, rispettivamente, di 5 e 9,8 volte inferiore a quella di un cane non vaccinato. Pertanto, l'efficacia complessiva del vaccino LetiFend® nella prevenzione di casi confermati di leishmaniosi in aree endemiche con alta pressione per questa malattia è risultata pari al 72%.

In conclusione, questo studio effettuato su campo dimostra che LetiFend® è un vaccino sicuro ed efficace nell’indurre l'immunizzazione attiva di cani non infetti a partire dai 6 mesi di età riducendo il rischio di sviluppare la leishmaniosi clinica dopo infezione naturale da Leishmania infantum.

 

“A large-scale field randomized trial demonstrates safety and efficacy of the vaccine LetiFend® against canine leishmaniosis” Fernández Cotrina J, et al. Vaccine. 2018 Apr; 36(15):1972-1982.

trauma toracicoUno studio retrospettivo multicentrico condotto su 157 cani si è posto l’obiettivo di determinare il tasso di mortalità perioperatoria e identificare i fattori di rischio associati all'outcome nei cani con trauma toracico sottoposti a procedure chirurgiche; infine è stata valutata l'utilità del punteggio dell’Animal Trauma Triage (ATT) nel predire l’outcome.

Sono stati inclusi cani in cui è stato documentato il trauma al torace e sottoposti ad una procedura chirurgica. Sono stati raccolti dati relativi all’anamnesi, segnalamento, rilievi evidenziati durante l'esame obiettivo ed esami preoperatori, procedura chirurgica, complicazioni perioperatorie, durata del ricovero e dettagli sul follow-up.

Dei 157 cani con trauma toracico, 123 (78%) sono stati sottoposti a procedura chirurgia e 134 (85,4%) sono sopravvissuti. Il punteggio medio dell’ATT (± deviazione standard ) per i soggetti non-sopravvissuti era di 8 (± 2,4). Le femmine hanno mostrato una probabilità di sopravvivenza 6 volte maggiore rispetto ai maschi e i cani che non hanno avuto l'arresto cardiaco come complicazione postoperatoria hanno avuto una probabilità di sopravvivenza 102 volte maggiore rispetto ai cani che lo hanno avuto. Infine, i pazienti con un punteggio medio dell’ATT <7 avevano probabilità di sopravvivenza 5 volte maggiore rispetto ai pazienti con un punteggio dell’ATT ≥ 7.

Secondo i risultati di questo studio, il tasso di mortalità perioperatoria nei cani con trauma toracico sottoposti a intervento chirurgico era basso. Tuttavia, i cani di sesso maschile che hanno avuto un arresto cardiaco avevano una minore probabilità di sopravvivenza. Il punteggio dell’ATT può essere un utile ausilio per assistere il clinico nelle decisioni interventistiche nei pazienti con trauma toracico.

 

“Perioperative mortality rate and risk factors for death in dogs undergoing surgery for treatment of thoracic trauma: 157 cases (1990-2014)” Lux Cn, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 May 1;252(9):1097-1107.

cavalloUno studio retrospettivo ha confrontato le complicazioni che possono verificarsi in cavalli sani sottoposti ad anestesia generale per procedure oftalmiche e in quelli sottoposti a procedure non-oftalmiche e ha tentato di identificare i potenziali fattori di rischio associati allo sviluppo di tali complicanzioni.

Sono stati inclusi nello studio 502 cavalli (556 procedure anestetiche) dei quali sono stati registrati i dati relativi al segnalamento, peso corporeo, farmaci somministrati, posizionamento del paziente, tipo di procedura (oftalmica, ortopedica, dei tessuti molli o di diagnostica per immagini), procedura specifica, durata della procedura, durata dell’anestesia, durata del ricovero e complicanze postoperatorie.

Delle 556 procedure effettuate in anestesia generale, 106 erano procedure oftalmiche, 246 erano ortopediche, 84 erano a carico dei tessuti molli, 110 erano indagini di diagnostica per immagini e in 10 casi erano procedure combinate. Le durate medie della procedura, dell'anestesia e del ricovero erano significativamente più lunghe per i pazienti sottoposti a procedure oftalmiche rispetto a quelli sottoposti a procedure non oftalmiche. Escludendo le procedure di diagnostica per immagini, c'è stata una significativa correlazione positiva tra la durata dell’intervento e la durata del ricovero. Nell’ambito delle procedure oftalmiche, la durata di chirurgia, anestesia e ricovero erano significativamente maggiori per la cheratoplastica penetrante rispetto ad altre procedure oftalmiche. C'è stata una percentuale significativamente più alta di coliche postoperatorie dopo cheratoplastica penetrante rispetto a tutte le altre procedure oftalmiche.

I risultati di questo studio suggeriscono che, nei cavalli sani, la durata dell'anestesia generale deve essere ridotta al minimo per ridurre il rischio di complicanze postoperatorie. L'uso oculato del fluconazolo somministrato per via orale è raccomandato per i cavalli sottoposti ad anestesia generale. Per i cavalli sottoposti a blocco del nervo retrobulbare durante l'anestesia generale, si consiglia l'uso del volume efficace più basso.

 

Factors associated with postoperative complications in healthy horses after general anesthesiafor ophthalmic versus non-ophthalmic procedures: 556 cases (2012-2014)” Curto EM, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 May 1;252(9):1113-1119.

scrawny catNei gatti con malattia renale cronica (CKD, Chronic Kidney Disease) l'assunzione di elevate quantità di fosforo potrebbe ulteriormente compromettere la salute renale.

Uno studio si è posto l’obiettivo di verificare se nel gatto, una specie con un'elevata incidenza di CKD, una dieta ricca di fosforo possa avere effetti di nefrotossicità anche su soggetti sani.

Un gruppo costituito da 13 gatti adulti sani alimentati con una dieta in eccesso di fosforo (Gruppo P, circa 5 volte maggiore ai fabbisogni) è stato confrontato con un gruppo di gatti alimentati con una dieta di controllo bilanciata (gruppo controllo). Lo studio ha avuto una durata di 29 giorni; la valutazione della creatinina è stata effettuata nelle fasi finali dello studio e, da campioni di urina, è stata valutata la presenza di glucosio e proteine.

In 9 dei 13 gatti del gruppo P sono state riscontrare glicosuria e microalbuminuria. La clearance della creatinina era significativamente diminuita nel gruppo P. L'escrezione renale di fosforo è risultata significativamente aumentata nel gruppo P (115 mg/kg/giorno rispetto ai 16 mg/kg/giorno nel gruppo controllo).

L'assunzione di una dieta con un contenuto eccessivo di fosforo altamente disponibile può avere effetti avversi sulla funzionalità renale nei gatti sani.

 

“Effect of a high phosphorus diet on indicators of renal health in cats” Dobenecker B, et al. J Feline Med Surg. 2018 aprile; 20 (4): 339-343

bulloLa cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC, Arrhythmogenic Right Ventricular Cardiomyopathy) è un'importante causa di morte improvvisa nelle persone e nei cani boxer; recentemente questa patologia è stata descritta anche nei cani di razza bulldog inglese.

Uno studio retrospettivo ha descritto le caratteristiche cliniche dei bulldog inglesi con diagnosi clinica di ARVC.

L'età media dei 31 cani identificati era di 9,2 ± 1,6 anni (range 7-13 anni). I maschi erano 2,9 volte più numerosi rispetto alle femmine. Al momento della prima valutazione clinica, 5 cani presentavano aritmie subcliniche, 10 cani avevano segni clinici attribuibili all'aritmia e 16 cani presentavano un’insufficienza cardiaca congestizia. Diciotto cani (58%) avevano una tachicardia ventricolare e cinque (16%) avevano anche aritmie sopraventricolari. Quattro cani hanno subito una morte improvvisa, 2 cani sono morti per insufficienza cardiaca congestizia, 11 cani sono stati sottoposti ad eutanasia per cause cardiache e 2 cani sono morti o sono stati sottoposti ad eutanasia per cause non cardiache. L'analisi di Kaplan-Meier ha mostrato un tempo di sopravvivenza mediano di 8,3 mesi.

Gli autori dello studio sottolineano che questo è il primo studio che descrive le caratteristiche cliniche dell’ARVC in una popolazione di bulldog inglesi, ma ammette la necessità di ulteriori studi per definire al meglio le caratteristiche cliniche della malattia in questa specifica razza.

 

“Clinical Features of English Bulldogs with Presumed Arrhythmogenic Right VentricularCardiomyopathy: 31 Cases (2001-2013)” Cunningham SM, et al. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Mar/Apr;54(2):95-102.

sedazUno studio prospettico, in cieco, randomizzato si è posto l’obiettivo di confrontare l'effetto sedativo di butorfanolo-dexmedetomidina e buprenorfina-dexmedetomidina dopo somministrazione intramuscolare (IM) nei gatti.

Quaranta gatti adulti sono stati assegnati, in maniera randomizzata, a due gruppi: al gruppo BUT venivano somministrati 0,4 mg/kg di butorfanolo in associazione a 10 μg/kg di dexmedetomidina per via IM; nel gruppo BUP, invece, ai 10 μg/kg di dexmedetomidina, venivano associati 20 μg/kg di buprenorfina. Gli effetti sedativi sono stati valutati usando una scala composita multidimensionale, precedentemente pubblicata, sia prima della somministrazione (T0) che a 5, 10, 15 e 20 minuti di distanza dalla sedazione. Se a T20 il gatto non è era adeguatamente sedato per posizionare un catetere endovenoso, venivano somministrati 1,5 mg/kg di alfaxalone IM.

I punteggi di sedazione erano simili tra i due gruppi a T0; diversamente a T5, T10, T15 e T20 i punteggi erano più alti nel gruppo BUT (P <0,01). In entrambi i gruppi, i punteggi di sedazione sono cambiati nel tempo e i punteggi di sedazione più alti sono stati raggiunti a T10. Due gatti nel gruppo BUT e cinque gatti nel gruppo BUP, hanno richiesto la necessità di una ulteriore sedazione con alfaxalone. Un gatto nel gruppo BUT e 11 gatti nel gruppo BUP hanno vomitato (P = 0.002). Non sono stati registrati altri effetti avversi.

A queste dosi ,nei gatti, la somministrazione per via intramuscolare con buprenorfina-dexmedetomidina fornisce una sedazione inferiore e una maggiore incidenza di vomito rispetto all’associazione butorfanolo-dexmedetomidina. La combinazione butorfanolo-dexmedetomidina può essere preferita per la sedazione nella specie felina, a maggior ragione quando il vomito è controindicato.

 

“Comparison of intramuscular butorphanol and buprenorphine combined with dexmedetomidinefor sedation in cats” Bhalla RJ, et al. J Feline Med Surg. 2018 aprile; 20 (4): 325-331.

Pagina 21 di 27

Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti. Se chiudi il banner ne accetti l'utilizzo.