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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Eleonora Malerba Med Vet PhD

Mercoledì, 16 Maggio 2018 08:46

Salmonellosi nei gechi in cattività

gecoI rettili sono considerati un importante serbatoio di Salmonella.

Uno studio si è posto l’obiettivo di valutare la prevalenza di Salmonella spp. in diverse specie di geco allevate in Italia come animali domestici.

Sono stati inclusi nello studio 70 gechi clinicamente sani. I campioni di tampone fecale prelevati da tali soggetti sono stati esaminati per Salmonella spp.e le colture così ottenute sono state successivamente sottoposte a sierotipizzazione.

In 24 dei 70 campioni fecali (34,3%) è stata isolata Salmonella spp. Diciotto isolati hanno mostrato una antibiotico-resistenza alla ceftazidima e quattro isolati hanno mostrato una antibiotico-resistenza all'ampicillina.

L’isolamento di Salmonella spp. da gechi allevati in cattività, apparentemente sani, non è così infrequente. Il geco dovrebbe, pertanto, essere considerato come una potenziale fonte di infezione per gli esseri umani e gli altri animali da compagnia.

 

“Salmonella serotypes isolated in geckos kept in seven collections in southern Italy” Russo TP, et al. J Small Anim Pract. 2018 May;59(5):294-297.

prostataUno studio retrospettivo multicentrico ha descritto le complicazioni e l’outcome di cani sottoposti a prostatectomia totale a seguito di carcinoma prostatico confermato istologicamente.

Sono stati inclusi 25 cani dei quali sono stati raccolti i dati relativi a: segnalamento, sintomi, segni clinici preoperatori, dati di laboratorio, diagnostica per immagini, tecnica chirurgica, diagnosi istologica, complicanze postoperatorie, occorrenza di metastasi postoperatorie e sopravvivenza.

Le tecniche di anastomosi delle vie urinarie includevano anastomosi uretro-uretrale in 14 cani, anastomosi vescico-uretrale in 9 cani, anastomosi uretero-colica in 1 cane e anastomosi tra il collo vescicale e l'uretra peniena in 1 cane. Tutti i cani sono sopravvissuti all’intervento e sono stati dimessi. In 15 cani è stato diagnosticato un carcinoma a cellule transizionali, in 8 un adenocarcinoma prostatico, 1 cane aveva una diagnosi di cistoadenocarcinoma prostatico e 1 di carcinoma indifferenziato. L'incontinenza urinaria postoperatoria permanente si è presentata in 8 cani su 23. I cani con estensione del tumore extracapsulare hanno avuto un tempo mediano di sopravvivenza più breve rispetto a quelli con tumori intracapsulari. Il tempo mediano di sopravvivenza era di 231 giorni (intervallo, 24-1255), con tassi di sopravvivenza del 32% dopo 1 anno e del 12% a 2 anni.

La prostatectomia totale, in combinazione con terapie aggiuntive, aumenta i tempi di sopravvivenza e riduce l’incidenza di complicazioni. Gli stessi autori puntualizzano, tuttavia, che i criteri di selezione dei soggetti possano aver influenzato in maniera significativa l’outcome.

 

“Total prostatectomy as a treatment for prostatic carcinoma in 25 dogs” Bennett TC, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):367-377.

seprafilmUno studio retrospettivo multicentrico caso-controllo ha valutato l'influenza esercitata dalle membrane di sodio ialuronato e carbossimetilcellulosa (HA-CMC), applicate alle anastomosi intestinali o alle enterotomie, sulle complicazioni postoperatorie dopo celiotomia esplorativa d’emergenza.

Sono stati inclusi nello studio cavalli di età superiore a 1 anno, trattati con celiotomia esplorativa d’emergenza e sopravvissuti almeno 24 ore dopo l'intervento. Sono stati esclusi i cavalli sottoposti a più interventi di celiotomia durante lo stesso ricovero. I cavalli che hanno ricevuto HA-CMC (n=59) sono stati matchati a controlli (n=91) che avessero presentato lesioni simili e sottoposti alle medesime procedure intestinali ma che non fossero stati trattati con HA-CMC. Le complicazioni postoperatorie (colica, reflusso nasogastrico, febbre, infezione del sito chirurgico e peritonite settica), la durata del ricovero e la sopravvivenza sono state confrontate tra i gruppi.

L’entità del reflusso nasogastrico al momento dell’ammissione (P =0,02) e la durata della somministrazione di lidocaina dopo l'intervento chirurgico (P =0,02) erano maggiori nei cavalli trattati con membrane HA-CMC rispetto ai controlli. Nessuna differenza è stata rilevata riguardo le complicanze postoperatorie o la sopravvivenza: 48 cavalli su 59 (81%) trattati con HA-CMC sono sopravvissuti fino alla dimissione rispetto a 80 cavalli su 91 (88%) nel gruppo di controllo (P =0,27 ). Quindici dei 21 cavalli trattati con HA-CMC e 30 su 43 cavalli nel gruppo di controllo sono sopravvissuti per oltre 12 mesi dalla dimissione.

Gli autori concludono che l'applicazione delle membrane HA-CMC alle anastomosi o alle incisioni intestinali non ha influenzato le complicanze postoperatorie o la sopravvivenza dopo la celotomia; pertanto, ad oggi, il loro utilizzo non è supportato da dati oggettivi

 

“Effects of hyaluronate-carboxymethylcellulose membranes on the clinical outcome of horsesundergoing emergency exploratory celiotomy” Troy JR, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):385-391.

Martedì, 08 Maggio 2018 14:46

Sialocele rinofaringeo nei cani brachicefali

brachiUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche, la diagnosi, il trattamento chirurgico e l’outcome in 11 cani brachicefali con sialocele nasofaringeo (NPS, nasopharyngeal sialoceles).

La diagnosi di NPS era basata sull'identificazione endoscopica, usando la tecnica di retroflessione, di masse cistiche nasofaringee contenenti materiale mucoso simile alla saliva. A supporto della diagnosi, nello stesso contesto, sono state effettuate biopsie delle masse. L’intervento chirurgico ha previsto l’utilizzo della tecnica del deroofing (scoperchiamento) sotto guida endoscopica; l'esame endoscopico è stato ripetuto almeno 3 mesi dopo l'intervento. L’esito dell’intervento è stato valutato tramite il giudizio espresso dai proprietari durante un'inchiesta telefonica di follow-up.

Lo studio ha incluso 8 carlini, 2 bulldog francesi e 1 bulldog inglese. In 8 casi il sialocele era in posizione ventrale, 6 erano conseguenti a cause ostruttive, in 2 casi il sialocele era multiplo; tutti i casi di sialocele multipli o legati a cause ostruttive erano localizzati ventralmente. Il deroofing endoscopico è stato eseguito con una pinza da biopsia in 5 casi e mediante laser a diodi in 6 casi. In nessun caso il sialocele ha recidivato. Dieci degli 11 proprietari hanno riferito di essere soddisfatti del risultato.

Il NPS è una conseguenza infrequente di uno stress meccanico non fisiologico cronico che può determinare cambiamenti nelle ghiandole salivari nasofaringee minori. La visualizzazione diretta mediante nasofaringoscopia è la tecnica migliore per il rilevamento di NPS e gli autori consigliano questa procedura endoscopica in tutti i cani brachicefali, prima di eseguire un intervento chirurgico. Sia l’asportazione sotto guida endoscopica con pinze da biopsia che mediante l’utilizzo del laser a diodi possono essere utilizzate per una risoluzione non invasiva, rapida ed efficace di NPS.

 

“Nasopharyngeal sialoceles in 11 brachycephalic dogs” De Lorenzi D, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):431-438.

gravidanzaUno studio ha voluto fornire una descrizione completa di come la radiografia e l'ecografia possano essere utilizzate per determinare l'età gestazionale qualora le informazioni relative all’accoppiamento siano inadeguate.

Nell’articolo vengono presentate le formule per il calcolo dell'età gestazionale utilizzando sia strutture fetali che extrafetali. Viene discusso l’aspetto ultrasonografico degli organi durante il loro sviluppo e come servirsene per determinare l'età gestazionale. Viene anche descritto l'imaging ecografico per valutare lo stress fetale, la vitalità, la salute della placenta e i feti sessuali.

Queste informazioni possono essere utilizzate per monitorare la salute e lo sviluppo dei feti e risultano di estrema utilità qualora sia necessario pianificare un taglio cesareo elettivo o di emergenza.

 

“Gestational Aging and Determination of Parturition Date in the Bitch and Queen Using Ultrasonography and Radiography” Lopate C. Vet Clin North Am Small Anim Pract. 2018 Apr 17.

miopatiaUno studio retrospettivo ha confrontato l’outcome di cavalli sottoposti ad intervento di tenotomia del muscolo semitendinoso eseguita in sedazione con animale in stazione o sotto anestesia generale.

Sono stati inclusi nello studio 20 cavalli con diagnosi di miopatia fibrosa, dei quali sono stati raccolti i dati relativi a segnalamento, anamnesi, muscoli coinvolti dal processo, metodo di contenimento, procedure chirurgiche, outcome a breve termine e complicazioni. Le informazioni riguardo all’outcome a lungo termine (andatura e attività sportiva) sono state valutate, ad una distanza di almeno 6 mesi dall’intervento chirurgico, mediante una conversazione con i proprietari.

La tenotomia del muscolo semitendinoso è stata eseguita in 8 cavalli sotto sedazione in stazione e in 12 cavalli in condizioni di anestesia generale. Il periodo di follow-up variava da 9 mesi a 10 anni. L'andatura aveva subito un miglioramento di grado variabile in 8 di 14 cavalli nei quali era coinvolto dalla fibrosi solo il muscolo semitendinoso, e in 4 su 6 cavalli nei quali erano interessati sia il semitendinoso che il semimembranoso (P = 0,11). Sei degli 8 cavalli in cui l’intervento è stato effettuato sotto sedazione in stazione e 6 su 12 cavalli trattati in anestesia generale hanno mostrato un miglioramento nella caratteristica andatura fibrotica (P = 0,4473). Cinque dei 6 cavalli sportivi trattati con la sedazione in stazione e 6 su 9 cavalli sportivi trattati in anestesia generale hanno riacquisito le capacità atletiche possedute precedentemente alla miopatia. I cavalli trattati con sedazione in stazione non presentavano complicazioni nel sito di incisione, invece in 2 dei 12 cavalli trattati in anestesia generale è stato posizionato un drenaggio nel sito di incisione.

Gli autori concludono che, nei cavalli con miopatia fibrosa, la tenotomia del muscolo semitendinoso porta a un miglioramento dell'andatura simile sia nel caso in cui l’intervento sia effettuato sotto sedazione in stazione che in condizioni di anestesia generale.

 

“Tenotomy of the semitendinosus muscle under standing sedation versus general anesthesia: Outcomes in 20 horses with fibrotic myopathy” Suarez-Fuentes DG, et al. Vet Surg. 2018 Apr; 47(3):350-356.

aloeUno studio ha voluto confrontare l’efficacia dell’applicazione topica sulle ferite cutanee, sia nei cani che nei gatti, di Aloe barbadensis Miller (succo e gel fresco) e di una crema di sulfadiazina argentica.

Lo studio ha incluso 16 pazienti con ferite cutanee (13 cani e 3 gatti) suddivisi in tre gruppi: il "succo" di Aloe vera e il "gel fresco" sono stati applicati rispettivamente ai gruppi I e II, mentre la sulfadiazina argentica è stata applicata al gruppo di controllo III. Al fine di valutare la guarigione delle ferite, sono stati presi in considerazione i seguenti parametri: la percentuale di restringimento della ferita, il tempo di guarigione e l'aspetto macroscopico del processo di cicatrizzazione.

L'interpretazione dei dati relativi alla percentuale di restringimento della ferita ha mostrato una velocità maggiore per i gruppi I e II rispetto a quella del gruppo III. Tuttavia, i tassi di restringimento della ferita tra i protocolli "succo" e "gel fresco" non erano significativamente differenti tra loro.

Gli autori concludono che l'Aloe vera sia più efficace della sulfadiazina argentica nel velocizzare il processo di restringimento della ferita, riducendo il tempo di guarigione e diminuendo la gravità delle lesioni associate.

 

Aloe barbadensis miller versus silver sulfadiazine creams for wound healing by secondaryintention in dogs and cats: A randomized controlled study” Drudi D, et al. Res Vet Sci. 2018 Apr; 117:1-9.

Giovedì, 03 Maggio 2018 18:49

Valutazione del rischio in allevamenti suini

PRRSUno studio ha sviluppato uno strumento di valutazione del rischio per migliorare la biosicurezza negli allevamenti di suini nell'ambito di un programma volontario per il controllo della sindrome riproduttiva e respiratoria del suino (PRRS, Porcine Reproductive and Respiratory Syndrome) nelle aziende agricole situate nel nord-est della Spagna.

L'entrata del virus della PRRS nelle aziende attraverso diverse vie d’ingresso è stato stimato sulla base di uno score che tenesse conto della probabilità di introduzione dell’agente eziologico all’interno dell’allevamento e sulla base della probabilità di ospitarlo al suo interno. Per ciascuna delle diverse vie di introduzione o diffusione all'interno delle mandrie, sono state selezionate misure di biosicurezza singole o combinate volte a ridurre la probabilità di trasmissione del virus della PRRS.

I risultati hanno mostrato che i punteggi relativi alla probabilità di introduzione e diffusione erano correlati alla cura e attenzione con cui le misure di biosicurezza venivano applicate.

Lo strumento di valutazione del rischio sviluppato da questo gruppo di ricercatori mostra di avere i requisiti per identificare i punti critici verso i quali prestare attenzione e come mettere in atto le azioni di biosicurezza che fanno parte dei programmi di controllo della malattia.

 

“Development of a risk assessment tool for improving biosecurity on pig farms” Allepuz A, et al. Prev Vet Med. 2018 May 1;153:56-63.

Giovedì, 03 Maggio 2018 14:51

Analisi molecolare del parvovirus 2a

canine parvovirus Il parvovirus canino (CPV, Canine ParvoVirus) è l’agente eziologico di una grave malattia virale del cane. Dopo la sua apparizione, alla fine degli anni ’70, il ceppo originale di CPV (CPV-2) è stato rapidamente e completamente sostituito da 3 varianti antigeniche denominate CPV-2a, CPV-2b e CPV-2c. Il CPV ha una velocità di evoluzione più simile a quella dei virus ad RNA, caratteristica che ha diverse implicazioni sulla diagnosi ed epidemiologia della malattia.

Uno studio ha riportato la caratterizzazione molecolare di 8 ceppi di CPV-2a ottenuti da cani nel territorio italiano negli anni 2016-2017.

L’analisi genetica è stata condotta su una regione genomica del CPV comprendente gli open reading frames (ORF) codificanti sia per le proteine non strutturali (NS1-NS2) che per le proteine strutturali (VP1-VP2). L’analisi di sequenza indica cambiamenti nuovi e non segnalati, che interessano principalmente il gene VP2, che include la mutazione Tyr324Leu.

Questo studio costituisce la prima evidenza di un nuovo mutante CPV-2a (VP2 324Leu) e mostra l’importanza di un’indagine molecolare continua al fine di ottenere maggiori informazioni sulla diffusione effettiva dei nuovi mutanti del CPV.

 

“Molecular typing of a novel canine parvovirus type 2a mutant circulating in Italy” Mira F, et al. Infect Genet Evol. 2018 Mar;61:67-73.

Giovedì, 03 Maggio 2018 14:33

Prevalenza del Parvovirus in Sicilia

parvoIl parvovirus canino di tipo 2 (CPV-2) è un virus a DNA responsabile di una malattia infettiva molto comune nel cane e a diffusione mondiale. Sin dalla sua comparsa, il CPV-2 si è evoluto, generando nuove varianti genetiche e antigeniche (CPV-2a/2b/2c) distribuite in tutto il mondo.

Uno studio ha indagato la prevalenza del CPV-2 in una popolazione canina in Sicilia utilizzando la reazione a catena della polimerasi (PCR, Polymerase Chain Reaction) per un frammento del gene VP2.

Nel periodo compreso tra Luglio 2009 e Agosto 2015, su un totale di 673 campioni ottenuti da 370 cani, 265 campioni (39,38%) sono risultati positivi e sono stati ulteriormente analizzati mediante il polimorfismo da lunghezza dei frammenti di restrizione (RFLP, Restriction Fragment Length Polymorphism) e l’analisi della sequenza del DNA.

Queste indagini hanno evidenziato una elevata prevalenza della variante CPV-2c (79,56% dei cani positivi per CPV-2), sottolineando che questa variante di campo del CPV sia quella maggiormente diffusa nel territorio siciliano. L’analisi sequenziale e filogenetica ha mostrato una stretta relazione con i ceppi CPV-2a CPV-2c provenienti da paesi europei ed extra-europei.

Considerando che il CPV-2c sta raggiungendo una diffusione sempre maggiore su scala mondiale e che questa variante è in grado di infettare anche i cani vaccinati, è sempre più necessario rivolgere un impegno nello sviluppo di nuovi vaccini nei confronti del CPV.

 

“Investigation on canine parvovirus circulation in dogs from Sicily (Italy) by biomolecular assay” Purpari F. et al. ACTA Veterinaria. 2018 Mar;68(1):80-94.

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