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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

Mercoledì, 24 Ottobre 2018 23:10

Ecografia toracica nei bovini con broncopolmonite

muccaL'ecografia toracica (ET) potrebbe essere utilizzata per stimare l'estensione e la gravità delle lesioni polmonari in corso di broncopolmonite (BP) nei bovini da carne.

In questo studio è stata valutata la concordanza inter-valutatore e l’affidabilità dei rilievi emersi dall’ET di bovini con e senza BP.

Sei valutatori con vari livelli di esperienza hanno esaminato 50 video di ET (della durata di 16 secondi) al fine di giudicare la presenza di consolidamento polmonare, di artefatti a coda di cometa, di irregolarità delle pleure e, infine, di versamento. La concordanza tra i valutatori è stata calcolata tramite3 indici differenti.

Per quanto riguarda la presenza di consolidamento polmonare, i valori di concordanza stimata con i 3 indici erano di 0,84, 0,67 e 0,68; per le code di cometa erano 0,82, 0,56 e 0,73; per l’irregolarità delle pleure erano 0,62, 0,20 e 0,21; infine, per la presenza di versamento erano 0,82, 0,36 e 0,71. Tra i valutatori è stata riscontrata una moderata affidabilità per tutte le variabili quantitative.

La concordanza inter-valutatore era buona per la presenza di consolidamento polmonare, code di cometa e versamento pleurico, ma era da debole a scarsa per la presenza di irregolarità delle pleure.

 

“Inter-rater agreement and reliability of thoracic ultrasonographic findings in feedlot calves, with or without naturally occurring bronchopneumonia” Buczinski S, et al. J Vet Intern Med. 2018 Sep;32(5):1787-1792. doi: 10.1111/jvim.15257. Epub 2018 Aug 22.

Mercoledì, 24 Ottobre 2018 23:03

Neurite ottica nel cane

ondL’obiettivo di questo studio era quello di descrivere le alterazioni riscontrate all’esame oftalmologico e neurologico in cani con neurite ottica, le cause responsabili di questa patologia e gli esiti del suo trattamento.

Sono stati raccolti 96 casi (20 unilaterali, 76 bilaterali) di neurite ottica, di cui 38 maschi e 58 femmine, con un'età media di 6,1 ± 3,0 anni (range 0,5-13 anni). Di questi pazienti, 74 sono stati presentati per la perdita della vista e 42 presentavano altre anomalie neurologiche concomitanti. Le alterazioni evidenziate all’esame del fondo dell’occhio includevano la sfumatura della testa del nervo ottico (n = 92), edema o distacco della retina a livello peripapillare (n = 37), emorragia retinica o vasodilatazione dei vasi retinici (n = 23) e focolai infiammatori multipli nella regione peripapillare (n = 13) . La neurite ottica retrobulbare è stata diagnosticata in quattro casi. Le diagnosi finali includevano: meningoencefalite multifocale ad eziologia sconosciuta (n = 35), neurite ottica isolata (n = 42), neoplasia (n = 10), infezione batterica (n = 6), infiammazione orbitale (n = 2) e sospetta tossicosi da ivermectina (n = 1). I cani con neurite ottica isolata erano più spesso di sesso maschile e di razza medio-grande rispetto ai cani con meningoencefalite ad eziologia sconosciuta. Il follow-up era noto in 72 casi, 50 dei quali sono rimasti ciechi, 10 hanno avuto un parziale miglioramento della vista e 12 hanno riacquisito la vista.

La neurite ottica è risultata essere molto comunemente associata alla meningoencefalite ad eziologia sconosciuta, oppure si presentava nella forma isolata (come unico reperto neurologico); l’incidenza tra le due forme era simile.

 

“Optic neuritis in dogs: 96 cases (1983-2016)” Smith SM, et al. Vet Ophthalmol. 2018 Sep;21(5):442-451. doi: 10.1111/vop.12528. Epub 2017 Dec 18.

sesamoideoL'ecografia è dimostrato essere un test diagnostico per la valutazione dei cavalli con dolore al piede determinato da una sospetta patologia dell'apparato podotrocleare. Tuttavia, non sempre le alterazioni descritte in precedenza a carico del legamento sesamoideo distale sono state associate a zoppia.

L'obiettivo di questo studio prospettico, trasversale e descrittivo era quello di caratterizzare le variazioni dell'aspetto ecografico del legamento sesamoideo distale in cavalli sani utilizzando l'approccio transcuneale. Le immagini ecografiche sono state valutate relativamente a pattern, ecogenicità e spessore.

L’ecogenicità del legamento sesamoideo distale era variabile, se confrontata con quella del tendine del flessore profondo del dito. Aree focali ipoecogene o iperecogene sono state osservate nel corpo del legamento sesamoideo distale o nel suo punto di inserzione sull'osso navicolare o sulla falange distale. In alcuni dei cavalli, è stata osservata un'area anecogena lineare tra il tendine del flessore profondo del dito e il legamento sesamoideo distale; inoltre sono state osservate anche delle aree multifocali di iperecogenicità o ipoecogenicità, un pattern irregolare delle fibre e un ispessimento del legamento sesamoideo distale. Spesso questi riscontri erano bilaterali e simmetrici, ma nessuno di questi era sempre bilateralmente simmetrico ad ogni rivalutazione.

I risultati di questo studio supportano l’impiego dell'ecografia transcuneale come strumento diagnostico ausiliario per la valutazione del legamento sesamoideo distale. Gli autori descrivono le variazioni ecografiche osservate in cavalli clinicamente sani e suggeriscono che il significato clinico di una lesione non può essere determinato confrontando l’aspetto ecografico del legamento sesamoideo distale con quello dell’arto controlaterale.

 

“Ultrasonographic variations are present in the distal sesamoidean impar ligament of clinicallysound horses” MacDonald JL, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):607-612. doi: 10.1111/vru.12623. Epub 2018 May 11.

Feline acromegaly MRI copyLa radioterapia frazionata si è dimostrata essere parzialmente efficace per il trattamento di gatti con acromegalia, e conseguente diabete mellito, a causa di un tumore ipofisario. Diversamente, non sono disponibili informazioni relative all’efficacia e alla sicurezza della radioterapia stereotassica (SRT, stereotactic radiation therapy).

Questo studio retrospettivo ha incluso 53 gatti sottoposti a SRT per trattare il tumore ipofisario responsabile del diabete mellito e del suo inadeguato controllo. La diagnosi di acromegalia si basava su anamnesi, esame fisico, risultati di laboratorio e visualizzazione dell’ipofisi mediante diagnostica per immagini avanzata. Per ogni soggetto sono stati registrati i dati relativi al segnalamento, protocollo radioterapico, fabbisogno insulinico, effetti avversi e sopravvivenza.

Il tempo mediano di sopravvivenza è risultato essere di 1072 giorni. Le informazioni riguardo il fabbisogno insulinico erano disponibili per 41 dei 53 gatti; di questi 41 soggetti, 39 (95%) hanno necessitato di una riduzione della dose di insulina e 13 di questi (32%) sono andati incontro a remissione del diabete. In 8/13 (62%) la remissione è stata definitiva e in 5/13 (38%) è stata solo temporanea. Il tempo mediano durante il quale i gatti dello studio hanno necessitato di dosi più basse di insulina è stato di 9,5 mesi. Infine, il 14% dei gatti sottoposti a SRT ha sviluppato un ipotiroidismo che ha richiesto l’integrazione con ormoni tiroidei.

In conclusione, la radioterapia stereotassica si è rivelata sicura ed efficace per il trattamento dell’acromegalia felina. I gatti trattati con SRT hanno mostrato tempi di sopravvivenza più lunghi e un miglior controllo del diabete mellito.

 

“Stereotactic radiation therapy for the treatment of functional pituitary adenomas associated with feline acromegaly” Wormhoudt TL, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1383-1391. doi: 10.1111/jvim.15212. Epub 2018 May 21.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 23:57

Laringite necrotizzante del bovino

laringiteLa laringite necrotizzante, causata dal Fusobacterium necrophorum, quando cronicizza, può spesso richiedere un intervento chirurgico (laringostomia).

Gli obiettivi di questo studio di coorte retrospettivo erano quelli di determinare la sopravvivenza (fino alla macellazione) di bovini trattati chirurgicamente per laringite necrotizzante e di identificare i predittori di mortalità.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 221 bovini con diagnosi laringoscopica di laringite necrotizzante e trattati chirurgicamente.

Il tasso di sopravvivenza globale è stato del 65,2%. Gli animali di età inferiore ai 6 mesi mostravano un rischio di mortalità significativamente più alto (mortalità 2 volte maggiore). Un valore cut-off della pressione parziale venosa dell'anidride carbonica (pCO2) pari a 64,5 mm di Hg è risultato significativamente associato alla mortalità (mortalità 2,4 volte maggiore). Combinando insieme le variabili età (<6 mesi) e pCO2 (<2,4 mm di Hg), si ottenevano una sensibilità del 49,1% e una specificità dell’86,4%. Infine, è stato osservato che la TCO2 presenta un'accuratezza diagnostica simile a quella della pCO2.

In conclusione, la prognosi dei bovini con laringite necrotizzante cronica sottoposti ad intervento chirurgico è discreta. L’età, la pCO2 e la TCO2 sono predittori di sopravvivenza facilmente accessibili e vanno, pertanto, considerati quando bisogna scegliere del destino dei soggetti affetti da tale patologia.

 

“Use of a national identification database to determine the lifetime prognosis in cattle with necrotic laryngitis and the predictive value of venous pCO2” Pardon B, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1462-1470. doi: 10.1111/jvim.15223. Epub 2018 Jul 3.

TIRL'obiettivo di questo studio prospettico, condotto su gatti con paralisi acuta degli arti posteriori, era quello di valutare l'accuratezza diagnostica della termografia a infrarossi nei nel differenziare il tromboembolismo aortico (TEA) da condizioni non ischemiche.

Lo studio ha incluso un totale di 16 gatti suddivisi, sulla base della diagnosi finale, in un gruppo TEA (n=10) se la causa della paralisi era di natura ischemica, e un gruppo di controllo (n=6) se la causa era d’origine non-ischemica. Per ciascuno dei 4 arti è stata misurata la temperatura massima (Tmax), minima (Tmin) e media (Tmed). Sono state calcolate le differenze di temperatura tra arto anteriore (non coinvolto) e arto posteriore (coinvolto) relativamente alla Tmax (ΔT), alla Tmin (δT) e tra destra e sinistra (ΔTdestro e ΔTsinistro).

Nel gruppo TEA, la Tmax media dell’arto posteriore destro (23,6 ° C ± 1,9) e dell’arto posteriore sinistro (23,6 ° C ± 2,2), e la Tmed (22,7 ° C ± 2,2) erano significativamente inferiori rispetto al gruppo di controllo (rispettivamente 26,6 °C ± 3,5 [P = 0,042], 26,6 °C ± 2,4 [P = 0,024] e 25,7 °C ± 2,0 [P = 0,020]). Le differenze di temperature calcolate (ΔT, δT, ΔTdestro e ΔTsinistro) erano significativamente maggiori nel gruppo TEA rispetto al gruppo di controllo. Un ΔTmax, sia destro che sinistro, pari a 2,4 °C ha permesso la discriminazione tra il gruppo TEA e il gruppo di controllo con una sensibilità rispettivamente dell'80% (destro) e del 90% (sinistro), una specificità del 100% per entrambi, un valore predittivo positivo del 100% per entrambi e un valore predittivo negativo rispettivamente del 75% (destro) e dell’86% (sinistro).

I risultati di questo studio dimostrano che una differenza di temperatura minima di 2,4 °C tra arto anteriore (non coinvolto) e posteriore (coinvolto) ha una specificità eccellente e una sensibilità elevata per la diagnosi di TEA. Gli autori concludono che la termografia a infrarossi sembrerebbe essere una tecnica promettente, utile, semplice, non invasiva e rapida per rilevare il tromboembolismo aortico nei gatti, in particolare in situazioni di emergenza.

 

“Infrared thermography: a rapid and accurate technique to detect feline aortic thromboembolism” Pouzot-Nevoret C, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):780-785. doi: 10.1177/1098612X17732485. Epub 2017 Sep 26.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 21:27

PCB e orche

PCBIn un recente articolo pubblicato sulla prestigiosa Rivista Science dal Dr Jean Pierre Desforges e Collaboratori è stato predetto un drammatico declino numerico, superiore al 50%, che di qui alla fine di questo secolo interesserà la popolazione mondiale di orche (Orcinus orca).
La causa di questo impressionante calo demografico è stata ascritta dagli Autori del succitato articolo alle elevate concentrazioni di policlorobifenili (PCB) che le orche, in ragione del comprovato ruolo di "predatori apicali" che le colloca ai vertici delle catene trofiche marine, riescono ad accumulare nei propri tessuti corporei, specialmente a livello del "blubber", vale a dire del grasso sottocutaneo.
Nonostante i 40 anni oramai trascorsi dalla messa al bando da parte degli USA dei PCB, contaminanti ambientali persistenti chimicamente affiliati alle famigerate diossine ed all'altrettanto famigerato DDT, pure messo al bando nel 1970, i livelli effettivi e/o presunti di tali sostanze nel blubber di esemplari appartenenti a più popolazioni di orche popolanti i diversi mari ed oceani del Pianeta verrebbero considerati da Desforges e Collaboratori pienamente capaci di inficiare lo stato di salute e di conservazione della specie, provocandone appunto nel giro dei prossimi 80 anni la drammatica contrazione numerica anzidetta.
All'articolo in parola ha fatto seguito la pubblicazione, ancora su Science, di una "Letter to the Editor" congiuntamente firmata dal Professor Giovanni Di Guardo, Docente di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Universita' di Teramo, nonché dal Professor Antonio Fernandez, Docente di Anatomia Patologica Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Universidad de Las Palmas de Gran Canaria.
I due Studiosi, pur concordando sull'opportunità dell' "allerta" generato dal contributo di Desforges e Collaboratori, osservano tuttavia che, in virtù del cospicuo numero di contaminanti chimici che le orche - al pari di tutti gli altri Cetacei Odontoceti -sarebbero in grado sia di accumulare sia di "biomagnificare" contestualmente in ambito tissutale, risulterebbe molto difficile se non addirittura impossibile "dissezionare" l'azione patogena esplicata dai soli PCB rispetto a quella svolta dalle altre sostanze presenti nelle succitate "miscele". Inoltre, i potenti effetti immunotossici, unitamente a quelli esercitati sul sistema endocrino e sulla biologia riproduttiva dell'ospite da parte dei PCB, ricalcano in larga misura quelli esplicati da altri contaminanti ambientali, organoclorurati e non-organoclorurati, cosicché risulterebbe pressoché impossibile definire con precisione "chi fa cosa".
La tossicità dei PCB sulle orche dovrebbe esser parimenti messa in relazione, commentano Di Guardo e Fernandez, sia con i livelli di espressione dei recettori per tali composti (AHR) presenti nei tessuti di tale specie cetologica sia con le capacità metaboliche della stessa nei confronti dei PCB, senza peraltro dimenticare l'importante ruolo svolto dalle micro-nanoplastiche quali "attrattori, concentratori e trasportatori" di molteplici contaminanti ambientali persistenti, che a seguito di catastrofici eventi quali gli "tsunami" potrebbero esser così veicolati a grandi distanze.
Pertanto, concludono Di Guardo e Fernandez, sono necessari ulteriori, approfonditi studi finalizzati a definire il reale impatto dei PCB sulle popolazioni di orche a livello globale.

 

“Predicting global killer population collapse from PCB pollution” Desforges JP, et al. Science. 2018 Sep 28;361(6409):1373-1376. doi: 10.1126/science.aat1953.

“eLetters” Di Guardo G e Fernández A.

LPEL’MDR1 (multidrug resistance 1) è un gene che codifica per una proteina di membrana, chiamata P-glicoproteina (P-gp), coinvolta nei processi di omeostasi intestinale e nel fenomeno della resistenza ai farmaci. La ciclossigenasi-2 (COX2) è un enzima che svolge un ruolo cruciale nella sintesi delle prostaglandine proinfiammatorie, nell’oncogenesi e nella difesa mucosale. Sebbene l’importanza di questo gene e di questo enzima sia riconosciuta, le variazioni dei loro livelli di mRNA in corso di malattia infiammatoria intestinale (IBD, inflammatory bowel disease) e di linfoma alimentare a basso grado (LGAL, low-grade alimentary lymphoma) nella specie felina non sono ancora stati indagati.

L’obiettivo di questo studio era proprio quello di determinare i livelli di mRNA dell’MDR1 e della COX2 nei gatti con IBD e LGAL e di valutare la loro correlazione con i segni clinici, la gravità istologica e dei geni tra loro.
Sono stati inclusi nello studio 20 gatti con IBD, 9 gatti con LGAL e 3 gatti sani (gruppo controllo) sottoposti ad endoscopia subito prima della ovario isterectomia. Tutti i campioni bioptici duodenali sono stati ottenuti mediante endoscopia e per ciascun caso è stato calcolato l'indice di attività dell’enteropatia cronica felina. L'istopatologia IBD è stata classificata in base alla gravità. I livelli di mRNA dell’MDR1 e della COX2 sono stati determinati mediante PCR.

Dalle analisi statistiche sono emerse delle differenze statisticamente significative per i livelli di mRNA di MDR1 e COX2 tra i gruppi IBD e LGAL. Diversamente, nessuna correlazione è stata osservata tra espressione genica molecolare, indice di attività dell’enteropatia cronica felina e grado istologico relativamente all’IBD, né è stata evidenziata una correlazione tra i geni MDR1 e COX2. Tuttavia, è stata osservata una correlazione positiva tra l'espressione di MDR1 e COX2 nel duodeno dei gatti.

L'espressione genica dell’MDR1 e della COX2 è aumentata nei gatti con LGAL rispetto ai gatti con IBD. Il gruppo di controllo tendeva ad avere valori più bassi per entrambi i geni rispetto ai gatti con IBD e LGAL. Questi risultati suggeriscono che questi geni possono essere coinvolti nella patogenesi dell’IBD o del LGAL nei gatti.

 

“Pilot study: duodenal MDR1 and COX2 gene expression in cats with inflammatory bowel diseaseand low-grade alimentary lymphoma” Castro-López J, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):759-766. doi: 10.1177/1098612X17730708. Epub 2017 Sep 26.

hirseLesioni a carico dell’estremità distale del tarso e prossimale del metatarso sono generalmente causa di zoppia nel cavallo. La risonanza magnetica (MRI) è uno strumento che offre il vantaggio di valutare simultaneamente sia le articolazioni distali del tarso che l’origine del legamento sospensore del nodello, e aiuta ad identificare lesioni che potrebbero non essere rilevate mediante altre tecniche diagnostiche.

In questo studio osservazionale, un radiologo certificato ha valutato retrospettivamente le immagini di risonanza magnetica di 125 arti (103 cavalli). Le alterazioni a carico dei tessuti molli e delle ossa sono state caratterizzate e classificate in funzione della gravità. Di ciascun paziente sono stati registrati i dati relativi al segnalamento, la gravità della zoppia e i risultati dell'analgesia diagnostica.

Il riscontro più frequente era rappresentato da alterazioni osteoartrosiche a carico delle articolazioni presenti tra le ossa della fila distale del tarso e dell’articolazione tarso-metatarsica. Meno frequenti erano le lesioni del midollo osseo, alterazioni degenerative dell’osso cuboide, lesioni cistiche subcondrali e desmopatia intertarsale. La desmopatia del legamento sospensore del nodello è stata osservata nel 53% degli arti. Il 47% degli arti che hanno risposto all'analgesia del legamento sospensore prossimale presentava lesioni più gravi a carico della parte distale del tarso. Le lesioni del midollo osseo del grande cuneiforme rilevate mediante MRI erano le uniche a presentare una correlazione con la gravità della zoppia.

I risultati di questo studio dimostrano che il grado di zoppia ha una scarsa correlazione con la gravità delle lesioni osservate in risonanza magnetica. Tuttavia, data la difficoltà di localizzare la lesione tramite l’analgesia diagnostica, gli autori supportano l'uso della risonanza magnetica in quanto consente la valutazione simultanea sia della parte distale del tarso che della parte prossimale del metatarso.

 

“High field magnetic resonance imaging contributes to diagnosis of equine distal tarsus and proximal metatarsus lesions: 103 horses” Barrett MF, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):587-596. doi: 10.1111/vru.12659. Epub 2018 Jul 19.

mineralLa mineralizzazione dei tendini/legamenti nella specie equina è una condizione riconosciuta, ma il cui significato clinico non è ancora noto.

Gli obiettivi di questo studio osservazionale consistevano nel riportare quali strutture fossero, dal punto di vista ecografico, più frequentemente coinvolte nel processo di mineralizzazione, e descriverne le caratteristiche cliniche più salienti.

Lo studio ha incluso un totale di 27 cavalli. Le mineralizzazioni erano state riscontrate più comunemente a livello del tendine del flessore profondo del dito (n=10; circa il 10% dei problemi diagnosticati a carico di questa struttura) e delle branche del legamento sospensore del nodello (n=8; circa il 7% dei problemi diagnosticati a carico di queste strutture).
In 2 dei cavalli con interessamento del tendine del flessore profondo del dito e in 3 dei cavalli con coinvolgimento delle branche del legamento sospensore del nodello, la mineralizzazione era bilaterale. Nel caso del tendine flessore profondo, la mineralizzazione era limitata alla guaina tendinea, più comunemente alla sua porzione prossimale, e in 7 casi su 10 erano coinvolti gli arti posteriori. Nel caso del legamento sospensore del nodello, in 10 arti su 11 la mineralizzazione era visibile nella stessa finestra ad ultrasuoni delle ossa sesamoidee prossimali, e in 6 casi su 8 erano coinvolti gli arti anteriori. Un precedente trattamento con corticosteroidi era riportato in uno dei cavalli in cui la mineralizzazione era a carico del tendine del flessore profondo del dito e in uno dei cavalli in cui la mineralizzazione era a carico delle branche del legamento sospensore del nodello. La mineralizzazione era associata a zoppia in molti soggetti, ma non in tutti. In due casi l’area di mineralizzazione a livello del tendine del flessore profondo del dito precedeva la comparsa di aree ipoecogene.

I risultati di questo studio dimostrano che la mineralizzazione dei tendini/legamenti può essere associata a zoppia in alcuni cavalli, ma può trattarsi anche di un reperto accidentale.

 

“Mineralization can be an incidental ultrasonographic finding in equine tendons and ligaments” O'Brien EJO and Smith RKW. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):613-623. doi: 10.1111/vru.12628. Epub 2018 May 18.

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