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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

chubbyL'importanza di associare l'esercizio fisico alla terapia dietetica per la gestione degli equidi obesi non è chiaramente compresa.

L’obiettivo di questo studio era quello di indagare l'effetto ottenuto associando un esercizio fisico di bassa intensità alla restrizione dietetica sulla sensibilità all'insulina (SI) e sulle concentrazioni di adipochina nel plasma in 24 tra cavalli e poni con body condition score (BCS) ≥ 7.

Per un periodo di 12 settimane, gli animali hanno ricevuto la sola restrizione dietetica (DIET) oppure la restrizione dietetica insieme ad un esercizio a bassa intensità (DIET + EX). Tutti gli animali sono stati alimentati con fieno d’erba in quantità pari all'1,25% (sostanza secca) del loro peso corporeo (PC), fornendo l'82,5% dei fabbisogni di energia digeribile. Il gruppo DIET + EX ha, inoltre, svolto esercizi a bassa intensità 5 giorni alla settimana su un deambulatore automatico. Prima e dopo la perdita di peso, è stata determinata la massa grassa corporea totale (MGCT) e sono state misurate la SI, e le concentrazioni di adipochine e dei marker infiammatori.

Le riduzioni del BCS, PC e MGCT erano simili tra i gruppi (P > 0,05). Dopo la perdita di peso, tutti i soggetti di entrambi i gruppi avevano diminuito le concentrazioni di insulina basale e leptina e aumentato le concentrazioni di adiponectina (P < 0,001). Inoltre, gli animali nel gruppo DIET + EX avevano una SI significativamente migliorata e una diminuzione delle concentrazioni di amiloide sierica rispetto agli animali del gruppo DIET (P = 0,01).

Gli autori concludono affermando che un esercizio fisico regolare a bassa intensità ha apportato ulteriori benefici per la salute rispetto alla sola restrizione dietetica in questa popolazione di equidi obesi.

 

“Influence of dietary restriction and low-intensity exercise on weight loss and insulin sensitivity in obese equids” Bamford NJ, et al. J Vet Intern Med. 2018 Dec 5. doi: 10.1111/jvim.15374. [Epub ahead of print]

vaxSecondo studi pubblicati, una percentuale variabile tra il 25,0% e il 92,8% dei gatti adulti hanno anticorpi contro il virus della panleucopenia felina (FPV, feline panleukopenia virus), presupponendo una loro probabile protezione contro l'infezione sostenuta da questo virus. Tuttavia, non è noto come gatti adulti sani, con diversi titoli anticorpali, reagiscano alla vaccinazione anti-FPV.

Gli scopi dello studio erano quello di misurare i titoli anticorpali in gatti adulti sani entro un periodo di 28 giorni dalla vaccinazione contro il FPV e quello di indagare eventuali fattori associati ad una risposta inadeguata alla vaccinazione.

Centododici gatti adulti sani sono stati vaccinati con un vaccino trivalente contro FPV, herpesvirus felino e calicivirus felino. Gli anticorpi contro il FPV sono stati determinati prima della vaccinazione (giorno 0), dopo 7 giorni e dopo 28 giorni, mediante il test di inibizione dell'emoagglutinazione (IE). Affinchè il titolo anticorpale fosse considerato protettivo era necessario che l’IE fosse presente a diluizioni ⩾1: 40. La risposta alla vaccinazione era considerata adeguata qualora si assistesse ad un aumento del titolo anticorpale di 4 volte rispetto al basale.

I titoli anticorpali pre-vaccinazione erano protettivi nel 64,3% (72 di 112). Solo il 47,3% dei gatti (53 di 112) ha avuto una risposta adeguata alla vaccinazione. Fattori associati a una risposta adeguata erano l’assenza di precedenti vaccinazioni (odds ratio [OR] 15,58; P = 0,035), un basso titolo anticorpale pre-vaccinazione (OR 23,10; P <0.001) e la razza (i gatti domestici a pelo corto avevano un OR di 7,40; P = 0.017).

Poiché nessuno dei gatti con titoli anticorpali pre-vaccinazione elevati (⩾1: 160) ha avuto un aumento degli anticorpi anti-FPV di almeno 4 volte, gli autori suggeriscono che sarebbe più opportuno eseguire la misurazione degli anticorpi piuttosto che le vaccinazioni regolari. Pertanto, nei gatti che sono stati precedentementi sottoposti a vaccinazione contro il FPV, raccomandano la valutazione del titolo anticorpale prima di procedere con la rivaccinazione.

 

“Antibody response to feline panleukopenia virus vaccination in healthy adult cats” Bergmann M, et al. J Feline Med Surg. 2018 Dec;20(12):1087-1093. doi: 10.1177/1098612X17747740. Epub 2017 Dec 19.

Domenica, 16 Dicembre 2018 22:09

Trombocitopenia immunomediata primaria nel cane

pltL’obiettivo dello studio era quello di determinare l'incidenza di recidiva dopo la dimissione nei cani con diagnosi di trombocitopenia immunomediata presunta primaria, individuare eventuali fattori di rischio associati alla recidiva e valutare se l'uso indefinito di farmaci immunosoppressivi influenzasse il rischio di recidiva.

Sono stati identificati un totale di 45 cani con diagnosi di trombocitopenia immunomediata sospetta primaria che sono stati trattati e monitorati per almeno un anno. L’89,6% dei pazienti è sopravvissuto alla dimissione, di cui il 31% ha avuto una recidiva dopo la dimissione. Il tempo mediano dalla diagnosi alla recidiva è stato di 79 giorni. Dei cani che hanno avuto una recidiva, il 50% ha avuto almeno un'ulteriore recidiva. Non c'era alcuna differenza in età, peso corporeo, sesso, razza, conta piastrinica al momento dell’ammissione, nadir del PCV (packed cell volume) durante l'ospedalizzazione, incidenza della melena o trattamento iniziale tra il gruppo di soggetti in cui la trombocitopenia immunomediata ha recidivato e quello in cui ciò non è avvenuto. Nel gruppo in cui la patologia ha recidivato, il tempo necessario per il ripristino della conta piastrinica era significativamente più lungo e questi pazienti avevano una maggiore probabilità di essere sottoposti ad una trasfusione di sangue.

I risultati di questo studio non supportano l'uso di farmaci immunosoppressivi a lungo termine per prevenire le recidive. Tuttavia, i dati suggeriscono che i pazienti con una malattia più grave al momento della diagnosi o che hanno già avuto una recidiva dovrebbero essere monitorati più strettamente.

 

“Long-term outcome of primary immune-mediated thrombocytopenia in dogs” Simpson K, et al. J Small Anim Pract. 2018 Nov;59(11):674-680. doi: 10.1111/jsap.12912. Epub 2018 Aug 13.

Giovedì, 13 Dicembre 2018 16:27

Restrizione dietetica nei cani sovrappeso

dogscale 300x214Gli obiettivi di questo studio consistevano nell’indagare quale tipo di raccomandazioni i veterinari che si occupano di medicina generale dessero ai proprietari di cani che devono perdere peso e nello stabilire se tali raccomandazioni determinassero l’insorgenza di carenze nutrizionali.

L’indagine ha previsto che i veterinari venissero sottoposti ad un questionario riguardo le raccomandazioni fornite ai clienti. Sulla base di tali informazioni, sono state stimate le possibili conseguenze nutrizionali sia su diete commerciali non medicali di mantenimento, che su diete per la gestione del peso.

Dall’analisi dei dati ottenuti, è emerso che sono diverse le sostanze nutritive a rischio di carenza sia nelle diete di mantenimento che nelle diete per la gestione del peso. Tra queste sostanze vanno menzionate colina, metionina, cisteina, selenio, acido eicosapentanoico, acido docosaesanoico, riboflavina, acido pantotenico e cobalamina.

Gli autori concludono consigliando cautela nel formulare raccomandazioni sulla perdita di peso utilizzando diete commerciali, almeno fino a quando non saranno intraprese ulteriori ricerche sui fabbisogni nutrizionali dei cani obesi sottoposti a diete dimagranti. La restrizione delle diete commerciali, infatti, può causare carenze nutrizionali.

 

“Risk of nutritional deficiencies for dogs on a weight loss plan” Gaylord L, et al. J Small Anim Pract. 2018 Nov;59(11):695-703. doi: 10.1111/jsap.12913. Epub 2018 Aug 16.

pulciniLe infezioni sistemiche sostenute da Escherichia coli sono causa di mortalità precoce nei broiler. Sebbene l'enrofloxacina sia da tempo impiegata in questa specie aviare, non è ad oggi ancora chiara quale sia la relazione farmacocinetica/farmacodinamica (PK/PD) in vivo di tale antibiotico nei confronti di E. coli.

L’obiettivo di questo studio era quello di stabilire un modello di PK/PD in vivo dell’enrofloxacina contro E. coli in pulcini di sette giorni e di accertare se tale modello fosse influenzato dalla scelta dell’organo bersaglio.

I risultati di questa indagine hanno dimostrato che l’efficacia in vivo dell’enrofloxacina nei confronti di E. coli è diversa in funzione dell’organo bersaglio. Il rapporto tra l’area sottesa alla curva nelle 24 ore e la minima concentrazione inibente (AUC0-24/MIC), sia nel caso dell’enrofloxacina da sola sia nel caso dell’associazione tra enrofloxacina e ciprofloxacina, si correlava con l’efficacia in ciascun organo. Nello specifico, il rapporto AUC0-24/MIC dell’associazione di enrofloxacina e ciprofloxacina in grado di espletare la funzione battericida era rispettivamente di 21,29 e 32,13 nel sangue; 41,68 e 58,52 nel fegato e 27,65 e 46,22 nel polmone.

Gli autori concludono che l'efficacia in vivo dell’enrofloxacina nei confronti di E. coli, a parità di dosaggio, era differente in funzione dell’organo bersaglio considerato. Questo concetto deve essere tenuto in considerazione per la scelta della dose di antibiotico da somministrare al fine di garantire l’efficacia della terapia.

 

“In vivo pharmacokinetic/Pharmacodynamic modeling of Enrofloxacin against Escherichia coli in broiler chickens” Xiao X, et al. BMC Vet Res. 2018 Nov 29;14(1):374. doi: 10.1186/s12917-018-1698-3.

Giovedì, 13 Dicembre 2018 16:13

Cataratta nei gatti blu di Russia

gatto blu di russia copertinaLo scopo di questo studio era quello di indagare la prevalenza della cataratta nei gatti di razza blu di Russia e di descrivere l'aspetto clinico di questa sospetta forma ereditaria di cataratta.

Lo studio ha incluso un totale di 66 gatti blu di Russia di età compresa tra i 3 mesi e i 14 anni.

In 22 di 66 gatti, appartenenti ad entrambi i sessi, sono state osservate forme da lievi a gravi di cataratta, per lo più bilaterale. Due di questi gatti avevano un’età inferiore a 1 anno. La cataratta si manifestava più frequentemente sottoforma di una piccola opacità di forma triangolare, circolare oppure a "Y" localizzata sul bordo del nucleo posteriore e nella parte anteriore della corteccia posteriore, in assenza di un’alterazione della funzione visiva rilevabile all’esame fisico. In 6 dei 22 gatti blu di Russia affetti, sono state osservate forme più gravi che coinvolgevano sia il nucleo sia l'intera corteccia o parti della corteccia posteriore e/o anteriore. In questi soggetti era stata riscontrata una compromissione della funzione visiva o cecità. Dall’analisi dei pedigree è stata sospettata una modalità di trasmissione autosomica recessiva, sebbene non si potesse escludere una modalità dominante con penetranza incompleta.

Questo studio supporta l’ipotesi che la razza blu di Russia è affetta da cataratta ereditaria. L'elevata prevalenza nei gatti giovani e la posizione caratteristica suggeriscono un tipo di cataratta a esordio precoce.

 

“Hereditary cataracts in Russian Blue cats” Nygren K, et al. J Feline Med Surg. 2018 Dec;20(12):1105-1109. doi: 10.1177/1098612X17752197. Epub 2018 Jan 24.

cat scale over white background 30284567L'obiettivo dello studio era quello di indagare la relazione tra il body condition score (BCS) e il tempo di sopravvivenza e la durata della vita nei gatti.

Per i gatti che erano stati visitati più volte, il valore più alto di BCS è stato utilizzato come variabile di esposizione principale. Lo studio ha incluso un totale di 2.609 gatti. La mediana del massimo punteggio di BCS era 6.

Rispetto ai gatti con un BCS massimo di 6, il rischio di morte (HR, hazard ratio) era maggiore nei gatti con un BCS massimo di 3 (HR 4,67), in quelli con un BCS massimo di 4 (HR 2,61), nei soggetti con un valore massimo di BCS di 5 (HR 1,43) e, infine, in quelli con BCS massimo di 9 (HR 1,80). La durata media della vita era di 15,8 anni. Usando come riferimento i gatti con un BCS massimo di 6 e appartenenti alla stessa fascia d'età, avevano una vita più breve i gatti che raggiungevano un BCS massimo di 4 (HR 4,15) o di 5 (HR 1,75) tra 1 e 3 anni d’età, e quelli che raggiungevano un BCS massimo di 3 (HR 6,09) e di 9 (HR 2,27) tra i 3 e gli 11 anni d’età.

Lo studio dimostra che, nel gatto, esiste un’associazione significativa tra il BCS e la sopravvivenza e la durata della vita; in particolare, valori di BCS inferiori a 5 o pari a 9 sono risultati negativamente associati a entrambe.

 

“Strong associations of nine-point body condition scoring with survival and lifespan in cats” Teng KT, et al. J Feline Med Surg. 2018 Dec;20(12):1110-1118. doi: 10.1177/1098612X17752198. Epub 2018 Feb 2.

vete0511 boxer close sb10065668p 220pxIl trattamento più efficace nei confronti del linfoma a cellule B ad alto grado è il protocollo chemioterapico CHOP, la cui molecola più importante è rappresentata dalla doxorubicina (DOX). Tuttavia, per molti proprietari, le spese di denaro e di tempo sono troppo impegnative da sostenere. Un'opzione terapeutica alternativa è l'uso della DOX in combinazione al prednisone. Studi precedenti hanno valutato la DOX come singolo farmaco, ma nei cani con linfoma a cellule T, noto fattore prognostico negativo, ed è ipotizzabile che questo presupposto abbia influenzato i tempi di sopravvivenza, dando luogo a dei risultati peggiori rispetto a quelli che potrebbero essere osservati in cani con linfoma a cellule B.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare l'outcome di cani con linfoma a cellule B ad alto grado trattati con DOX e prednisone, con o senza L-asparaginasi (L-ASP); in secondo luogo, si è cercato di identificare potenziali fattori prognostici.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 33 cani; per 31 di essi è stato possibile valutare la risposta al trattamento che, nel complesso, è risultata essere pari all'84%. La mediana della sopravvivenza libera da progressione (SLP) era di 147 giorni, mentra la mediana della sopravvivenza complessiva (SC) era di 182 giorni. La sopravvivenza a un anno era del 23%. A differenza di altri studi, nessuna variabile, ad eccezione del completamento del protocollo terapeutico, è risultata essere significativamente correlata con la SLP o con la SC, nemmeno fattori prognostici storicamente riconosciuti quali il sottotipo di linfoma, la trombocitopenia e il peso corporeo.

I cani con linfoma a cellule B ad alto grado trattati con DOX e prednisone, con o senza L-ASP, hanno tassi di risposta, una SLP e una SC simili a quelli riportati in studi precedenti nei quali non era stata effettuata una distinzione in base all'immunofenotipo. Gli autori sottolineano che questo protocollo non sostituisce il CHOP, tuttavia lo propongono come potenziale alternativa in quelle situazioni in cui il tempo e i costi sono fattori vincolanti per il proprietario, dal momento che fornisce comunque un beneficio terapeutico maggiore rispetto al prednisone da solo.

 

“Retrospective analysis of doxorubicin and prednisone as first-line therapy for canine B-cell lymphoma” Al-Nadaf S, et al. BMC Vet Res. 2018 Nov 20;14(1):356. doi: 10.1186/s12917-018-1688-5.

goat 506003 1280 2 642x336Questo studio analizza la prevalenza dell'infezione da C. burnetii in capre da latte in un allevamento endemico. Il primo obiettivo era quello di determinare la prevalenza dello "spargimento" di C. burnetii al momento del parto e quantificare la concentrazione di equivalenti genomici (EG) presenti in ciascun campione positivo. Il secondo obiettivo era quello di determinare la percentuale di soggetti positivi che si comportavano da “spargitori” persistenti. L’obiettivo finale era quello di definire la relazione tra l’entità dell’infezione al momento del parto, valutata tramite PCR quantitativa (qPCR), e il volume giornaliero di latte prodotto durante la lattazione successiva.

I tamponi vaginali (n = 490) sono stati prelevati al momento del parto e analizzati mediante la qPCR. Lo spargimento di C. burnetii è stato riscontrato nel 15% delle capre sottoposte al campionamento. In base alla concentrazione di EG stimata tramite la qPCR, le capre sono state classificate in negative, debolmente positive e fortemente positive. Il 20% delle capre erano spargitori persistenti di basse concentrazioni di C. burnetii, avendo mostrato uno spargimento dell’agente eziologico anche al parto successivo. Nelle capre fortemente positive alla qPCR le rese giornaliere di latte erano inferiori del 17% rispetto alle capre negative (p = 0,02).

La presenza di C. burnetii era molto differente all’interno della popolazione, con un gruppo relativamente piccolo di capre che spargevano quantità relativamente elevate del batterio. Le capre positive hanno mostrato una riduzione significativa della produzione giornaliera di latte. Gli autori concludono che l’identificazione e l’eliminazione precoce degli esemplari che si comportano da spargitori, potrebbe garantire una maggiore redditività dell'azienda agricola e un minore rischio di trasmissione della febbre Q.

 

“The prevalence of Coxiella burnetii shedding in dairy goats at the time of parturition in an endemically infected enterprise and associated milk yield losses” Canevari JT, et al. BMC Vet Res. 2018 Nov 20;14(1):353. doi: 10.1186/s12917-018-1667-x.

HTB1KNHyGFXXXXaAXXXXq6xXFXXXzL'obiettivo di questo studio prospettico era quello di descrivere l'uso di uno dispositivo bipolare per la sigillatura dei vasi in corso di ovarioisterectomia completa (cioè la rimozione sia del peduncolo ovarico che del corpo e dei vasi uterini) e di valutarne l’impiego nelle gatte con piometra.

Una volta visualizzate le ovaie, il dispositivo bipolare è stato utilizzato per effettuare l’emostasi e per tagliare il legamento sospensorio, il peduncolo ovarico e il legamento largo fino a livello del corpo uterino. Una volta misurato il corpo uterino e solo qualora il suo diametro fosse <0,9 cm, lo strumento è stato utilizzato per afferrarlo, fare emostasi e tagliarlo appena prossimalmente alla cervice. Il follow-up nell’immediato postoperatorio e a breve termine è stato valutato mediante esame clinico.

Dieci gatte femmine intere rispettavano i criteri di inclusione; l'età media era di 2,7 anni (range 0,9-9 anni) e il peso medio era di 3,7 kg (range 2,6-6,7 kg). La durata mediana dell’intervento era di 10,9 minuti (range 9,8-15,2 minuti). Il diametro mediano dell'utero era di 0,51 cm (range 0,45-0,64 cm) e la lunghezza mediana dell'incisione cutanea era di 4,1 cm (range 3,6-5,1 cm). In nessuna delle gatte si sono verificate complicazioni durante la procedura e nel periodo postoperatorio; tutti i pazienti sono stati dimessi dall'ospedale il giorno successivo all’intervento.

Gli autori concludono che il dispositivo bipolare per la sigillatura dei vasi utilizzato in questo studio è uno strumento sicuro per effettuare l’ovarioisterectomia in corso di piometra nelle gatte, quando il corpo uterino ha un diametro inferiore ai 0,9 cm.

 

“Effectiveness of a bipolar vessel sealant device for ovariohysterectomy in cats with pyometra” Boursier JF, et al. J Feline Med Surg. 2018 Dec;20(12):1119-1123. doi: 10.1177/1098612X17752581. Epub 2018 Jan 23.

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