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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 18:08

Crisi epilettiche reattive nella specie felina

seizureLe crisi epilettiche sono un sintomo clinico che richiede la necessità di sottoporre il paziente ad una valutazione neurologica.

Questo studio retrospettivo ha esaminato 789 gatti con crisi epilettiche allo scopo di determinare le cause comuni di crisi epilettiche reattive (CER) nei gatti.

Le CER sono state diagnosticate in 62 (7,9%) dei 789 gatti. La causa più frequente di CER era l'intossicazione, sospetta o confermata (n = 34/62, 54,8%). Tra i tossici più comuni erano inclusi la permetrina (n = 5/62; 8,1%), il fipronil (n = 1/62; 1,6%) e i pesticidi (n = 1/62; 1,6%). Altre cause comuni erano l’encefalopatia epatica e renale (n = 6/62, 9,7% ciascuna), l’ipertensione (n = 5/62, 8,1%), l’ipertiroidismo (n = 3/62, 4,8%), l’ipoglicemia (n = 3/62; 4,8%) e l’iperglicemia (n = 1/62; 1,6%). I gatti con CER presentavano più tipicamente crisi tonico-cloniche generalizzate (n = 25/62, 40,3%). Lo stato epilettico è stato osservato nel 9,7% (n = 6/62) e nel 4,8% (n = 3/62) dei soggetti che presentavano crisi a cluster. Il 3,2% (n = 2/62) dei casi ha manifestato esclusivamente crisi focali, mentre nel 4,8% (n = 3/62) queste erano accompagnate da crisi tonico-cloniche. L'età media di tutti i gatti con CER era di 10,8 anni; tuttavia, nel gruppo di gatti con CER secondarie ad intossicazione l'età media era di 2,9 anni.

L'intossicazione (confermata o sospetta) è stata la causa più comune di CER. Gli autori consigliano di sospettare un'intossicazione ogni qualvolta siano state escluse altre cause di CER, quando l’anamnesi potrebbe essere compatibile con un contatto con tossici, quando il gatto non è sotto il completo controllo da parte del proprietario, quando il trattamento sintomatico porta all’interruzione delle crisi epilettiche e quando le convulsioni non si ripresentano a seguito dell’interruzione del trattamento.

 

“Reactive seizures in cats: A retrospective study of 64 cases” Kwiatkowska M, et al. The Veterinary Journal Volume 244, February 2019, Pages 1-6.

eyeMolti cavalli affetti da uveiti ricorrenti possono continuare a presentare delle recidive nonostante ricevano un'adeguata terapia medica. L’intervento chirurgico di vitrectomia via pars plana o il posizionamento di un impianto di ciclosporina a livello sopracoroideo sono procedure che possono controllare e/o prevenire le recidive, tuttavia non vengono sempre effettuate in quanto possono essere controindicate in alcuni pazienti, possono non essere disponibili o possono essere rifiutate dal proprietario. Individuare un’opzione terapeutica alternativa ma efficace potrebbe essere d’aiuto nel migliorare l’outcome dei pazienti affetti da uveiti ricorrenti. Esistono diverse segnalazioni aneddotiche sull'uso di iniezioni intravitreali di gentamicina, ma ad oggi non ci sono pubblicazioni che riportino la percentuale di complicazioni e/o l'efficacia del trattamento.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di descrivere la tecnica di iniezione intravitreale di gentamicina, riportare il tipo e la frequenza delle complicazioni osservate nel periodo subito successivo all’inoculazione (entro 24 ore) e nel lungo termine (da 30 a 780 giorni) e valutare la modificazione dei segni clinici a seguito del trattamento. Inoltre, ciascun soggetto è stato sottoposto a controlli per l’infezione da Leptospira sia a livello sistemico che a livello oculare al fine di valutare come la presenza dell’agente eziologico influenzasse l’efficacia del trattamento.

Cavalli con uveite ricorrente o persistente sono stati sottoposti a sedazione ed anestesia oculare per essere trattati mediante iniezione intravitreale di 4 mg di gentamicina non diluita (35 cavalli) o gentamicina priva di conservanti (52 cavalli). Le complicazioni sono state valutate in tutti i soggetti, mentre la risposta alla terapia è stata valutata in 59 degli 86 cavalli (follow-up da 30 a 780 giorni).

Le complicazioni osservate nelle fasi subito successive all’inoculazione erano emorragie subcongiuntivali (26/86; 30,2%) o intracamerali (4/86; 4,7%); entrambe risolte completamente entro 5 giorni dal trattamento. Le complicanze nel lungo periodo erano formazione/maturazione della cataratta (5/59; 8,5%) e degenerazione retinica diffusa (3/59; 5,1%). Dei 59 cavalli di cui si dispone del follow-up a 30 giorni, in 52 (88,1%) la patologia era controllata (assenza di infiammazione ricorrente o persistente). L'infiammazione ricorrente è stata documentata in 5/59 (8,5%) cavalli e quella persistente in 2/59 (3,4%) cavalli.

Gli autori concludono che l'iniezione intravitreale di gentamicina a basse dosi sembrerebbe essere una terapia promettente per il controllo di diversi tipi e stadi di uveite, ma richiede ulteriori indagini.

 

“Intravitreal injection of low-dose gentamicin for the treatment of recurrent or persistent uveitis in horses: Preliminary results” Fischer BM, et al. BMC Vet Res. 2019 Jan 16;15(1):29. doi: 10.1186/s12917-018-1722-7.

prostataLe neoplasie della prostata sono relativamente infrequenti nel cane. Il tumore più comune è l’adenocarcinoma; diversamente i tumori non epiteliali sono rari e, in letteratura, sono presenti solo rari case report che descrivono casi di linfoma maligno a carico della prostata.

Lo scopo di questo studio multi-istituzionale, retrospettivo e descrittivo è stato quello di descrivere le caratteristiche ecografiche del linfoma prostatico canino.

Sono stati inclusi 9 cani con diagnosi citologica/istologica di linfoma prostatico maligno che fossero stati sottoposti ad ecografia addominale.

L’età media dei soggetti era di 6,5 anni; 7 erano maschi interi e 2 erano castrati. La prostatomegalia soggettiva è stata osservata in tutti i pazienti. Alterazioni di forma, con margini arrotondati/irregolari, sono state rilevate nel 78% dei casi. In tutti i casi la prostata era caratterizzata da ipoecogenicità diffusa (3 cani), ipoecogenicità focale/periuretrale (4 cani) e/o aree multifocali di ipoecogenicità (3 cani). In un cane sono state evidenziate aree sia focali che multifocali di ipoecogenicità. La mineralizzazione della prostata non era presente in nessuno dei casi. In tutti i casi sono state riscontrate alterazioni ultrasonografiche indicative di malattia infiltrativa a carico di più organi e/o linfoadenopatia.

Anche se il linfoma maligno è un tumore che raramente colpisce la prostata, dovrebbe essere incluso nell'elenco delle diagnosi differenziali dei pazienti che presentano alterazioni ultrasonografiche quali lesioni/aree ipoecogene, alterazioni di forma, assenza di mineralizzazione del parenchima prostatico e evidenza di coinvolgimento multiorgano.

 

“Predominance of hypoechoic tissue changes in nine dogs with malignant prostatic lymphoma” Di Donato P, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2019 Jan;60(1):75-80. doi: 10.1111/vru.12686. Epub 2018 Sep 21.

Domenica, 24 Febbraio 2019 17:29

Glaucoma congenito felino

glaucomaL’obiettivo di questo studio era quello di determinare le conseguenze del glaucoma congenito felino (GCF) sulla sensibilità corneale e le relazioni tra sensibilità corneale, spessore corneale centrale (SC) e diametro corneale (DC).

In 16 gatti sani e 14 gatti con GCF, sia maschi che femmine di età compresa tra 7 mesi e 3,5 anni, sono stati misurati la sensibilità corneale valutata con estesiometro di Cochet-Bonnet, lo SC misurato con pachimetria ad ultrasuoni, la pressione intraoculare (PIO) stimata tramite tonometria a rimbalzo e la lunghezza massima del DC orizzontale.

I valori medi di sensibilità corneale e di SC erano tendenzialmente più bassi negli occhi affetti da GCF rispetto agli occhi sani, ma le differenze non erano statisticamente significative. Il DC medio era significativamente maggiore negli occhi con GCF rispetto a quello degli occhi sani e vi era una correlazione negativa tra DC e sensibilità corneale negli occhi con GCF (r = -0,8564; P = 0,005).

I risultati di questo studio hanno evidenziato che gli occhi con GCF hanno un DC significativamente maggiore rispetto agli occhi sani; inoltre, tanto maggiore è il DC tanto minore è la sensibilità corneale. Ulteriori studi sono necessari per indagare l'effetto del buftalmo e dell'aumento di dimensioni della cornea sulla sensibilità corneale e sull'innervazione nei gatti con glaucoma cronico.

 

“Relationship between corneal sensitivity, corneal thickness, corneal diameter, and intraocularpressure in normal cats and cats with congenital glaucoma” Telle MR, et al. Vet Ophthalmol. 2019 Jan;22(1):4-12. doi: 10.1111/vop.12558. Epub 2018 Mar 8.

parto gattaL'aborto e la mortalità neonatale sono eventi possibili negli allevamenti di cani e gatti. È stato riportato che fino al 55% di questi casi nel cane e il 33% nel gatto rimangono senza una causa nota. In queste circostanze possono essere coinvolti agenti abortigeni e potenzialmente zoonotici insoliti, tra cui Coxiella burnetii e Leptospira spp. Per quanto riguarda C. burnetii, questo agente è in grado di causare disturbi riproduttivi nei bovini, ovini e caprini e sono stati osservati casi di aborto anche nei cani e nei gatti. Inoltre, diversi focolai di infezione da C. burnetii negli esseri umani sono esplosi a seguito di parti di cagne e gatte, alcune delle quali avevano subito degli aborti. Leptospira interrogans è in grado di causare aborto o natimortalità in numerose specie animali e il suo ruolo abortigeno è stato occasionalmente descritto anche nelle cagne e nelle gatte.

Lo scopo di questo studio era quello di ricercare il DNA di C. burnetii e Leptospira spp. in 103 casi di aborto, natimortalità e mortalità neonatale nelle specie canina e felina al fine di identificare possibili agenti infettivi responsabili di questi fenomeni.

Sono stati testati 151 campioni utilizzando saggi PCR e tutti sono risultati negativi per la presenza di DNA di C. burnetii e Leptospira. Tuttavia, in 49 campioni (47,6%) sono state identificate altre cause infettive di aborto, natimortalità fetale e mortalità neonatale.

Questi risultati hanno dimostrato che C. burnetii e Leptospira spp. probabilmente non sono comuni agenti abortigeni o cause di morte neonatale nei cani. Tuttavia, dato il potenziale ruolo abortigeno e zoonotico di questi agenti, la sorveglianza dell'aborto, della natimortalità e della mortalità neonatale nel cane e nel gatto potrebbe essere consigliabile per un'indagine sistematica di questi eventi.

 

“Retrospective Biomolecular Investigation of Coxiella burnetii and Leptospira spp. DNA in Casesof Abortion, Stillbirth and Neonatal Mortality in Dogs and Cats” Stefanetti V, et al. Top Companion Anim Med. 2018 Dec;33(4):122-125. doi: 10.1053/j.tcam.2018.08.005. Epub 2018 Aug 20.

Medscand Cytobrush Plus 1Gli obiettivi di questo studio erano i seguenti: (1) valutare la riproducibilità della conta dei neutrofili polimorfonucleati (conta PMN) in cinque diversi siti dell’endometrio (corpo uterino, base del corno sinistro, base del corno destro, punta del corno sinistro e punta del corno destro) e (2) determinare l'agreement relativamente alla diagnosi di endometrite subclinica (ES) tra i diversi siti endometriali valutati.

Il campionamento nei 5 siti dell'endometrio è stato effettuato usando la tecnica del cytobrush da 40 vacche da latte tra il 28° e il 34° giorno post-partum.

Per quanto riguarda la conta PMN, il sito associato alla maggiore riproducibilità è risultato essere la base del corno destro. Ventotto delle 40 vacche non hanno mostrato segni clinici di endometrite e sono state utilizzate per la valutazione dell’agreement per la diagnosi di ES. Utilizzando un valore di cut-off della conta PMN ≥5% l’agreement per la diagnosi di ES era maggiore tra la base del corno destro e la punta del corno destro (κ=0,84); utilizzando un cut-off ≥18%, invece, l’agreement era maggiore tra la base del corno destro e la punta del corno sinistro (κ=1,0).

I risultati di questo studio suggeriscono che la sede migliore per il campionamento con cytobrush sia la base del corno destro. La probabilità di diagnosticare una ES (PMN ≥ 5%) sulla base di un singolo campionamento cytobrush era del 51,0%; pertanto gli autori consigliano di effettuare sempre almeno un secondo campionamento al fine di migliorare l’accuratezza di questo test.

 

“Reproducibility of endometrial cytology using cytobrush technique and agreement for the diagnosis of subclinical endometritis between five predefined endometrial sites” Pothmann H, et al. Reprod Domest Anim. 2018 Oct 24. doi: 10.1111/rda.13367. [Epub ahead of print]

maxresdefaultIn corso di infiammazione sistemica si assiste a delle alterazioni della conta leucocitaria e, in particolare, ad un aumento dei neutrofili e ad una riduzione dei linfociti. Il rapporto neutrofili-linfociti (N/L) è un biomarker semplice ed economico, già impiegato in medicina umana in corso di sepsi, ma il suo ruolo nella medicina veterinaria non è ancora stato indagato.

In questo studio, gli autori hanno valutato il N/L in cani con malattie infiammatorie sistemiche settiche e non settiche e lo hanno confrontato con una popolazione di cani sani.

Un N/L ≥6 aveva una sensibilità dell'84,39% e una specificità dell'86,95% nell’identificare i cani con stati infiammatori sistemici; tuttavia, non è stato possibile identificare un valore di questo rapporto che consentisse di discernere le cause settiche da quelle non settiche. Il N/L non è risultato essere associato con la durata del ricovero, la morbilità o la mortalità.

Gli autori ipotizzano che i loro risultati possano, in parte, essere inficiati dalla natura retrospettiva dello studio, dalla scarsa numerosità della popolazione canina e per il fatto che i campioni di sangue erano raccolti, per ciascun animale, in numero limitato e senza un protocollo prestabilito.

Pertanto, attualmente il N/L ha un’utilità limitata per quanto riguarda la diagnosi e la prognosi degli stati infiammatori sistemici nella specie canina; sono necessari ulteriori studi prospettici per valutare ulteriormente il ruolo di questo rapporto.

 

“Utility and Prognostic Significance of Neutrophil-to-Lymphocyte Ratio in Dogs with SepticPeritonitis” Hodgson N, et al. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Nov/Dec;54(6):351-359. doi: 10.5326/JAAHA-MS-6808. Epub 2018 Oct 1.

demoLa demodicosi generalizzata canina è una grave dermatopatia infiammatoria parassitaria, causata da un'eccessiva proliferazione di Demodex spp, che può essere pericolosa per la vita del paziente se non adeguatamente trattata. Molte delle opzioni terapeutiche impiegate attualmente, oltre a non avere la licenza, possiedono un basso margine di sicurezza e possono risultare scarsamente efficaci e dispendiose, in termini di tempo, per il proprietario.

L’obiettivo di questo studio era quello di rivedere la letteratura al fine di identificare quale terapia, topica o sistemica, sia più efficace e sicura per il trattamento della demodicosi generalizzata. I case report e le serie di casi con meno di cinque pazienti sono state escluse; in totale sono stati identificati 21 studi clinici idonei alla revisione.

I trattamenti più efficaci e sicuri per la demodicosi canina sono (in ordine alfabetico): doramectina (orale o parenterale), fluralaner (orale), imidacloprid/moxidectin (topico), ivermectina (orale, non come trattamento di prima scelta), milbemicina ossima (orale) e sarolaner (orale). L’efficacia di altri protocolli terapeutici non era valutabile a causa di informazioni insufficienti.

Dalla revisione critica della letteratura scientifica attuale, sono 6 le opzioni possibili per il trattamento della rogna demodettica canina. Per valutare l’efficacia di nuove terapie sono necessari studi clinici in vivo, controllati, randomizzati e in cieco.

 

“Critically appraised topic for the most effective and safe treatment for canine generaliseddemodicosis” Perego R, et al. BMC Vet Res. 2019 Jan 7;15(1):17. doi: 10.1186/s12917-018-1767-7.

ECGHPer poter interpretare accuratamente le immagini ecografiche che valutano la vascolarizzazione cardiaca è essenziale conoscere le dimensioni fisiologiche del lume di tali vasi.

Lo scopo di questo studio era quello di definire i range di diametro e di superficie dell’arteria coronaria destra (ACD) valutati mediante esame ultrasonografico in 36 cavalli sani, e valutare l'influenza esercitata da sesso, età e intensità di allenamento sulle dimensioni dell’ACD. Un ulteriore scopo dello studio era quello di valutare la ripetibilità intra e inter-osservatore delle misurazioni effettuate. Il diametro interno del lume e l'area dell’ACD sono stati misurati nella scansione parasternale destra asse lungo, a livello di terzo spazio intercostale, durante la sistole e la diastole.

Il diametro medio e l’area media dell’ACD erano rispettivamente di 13,1±1,5 mm e 1,3±0,2 cm2 durante la sistole e di 11,5±1,3 mm e 1,1±0,2 cm2 durante la diastole. Non ci sono state differenze significative tra i maschi castrati e le giumente. Una correlazione positiva è stata riscontrata sia tra il peso corporeo e le dimensioni dell’ACD, così come tra l’altezza e le dimensioni dell’ACD. Diversamente è stata osservata una correlazione negativa tra l'età e l'area dell’ACD. Una differenza statisticamente significativa è stata identificata relativamente all’area dell’ACD tra cavalli da corsa e cavalli in pensione. La ripetibilità intra- e inter-osservatore è stata forte con alcune differenze statisticamente significative.

Gli autori concludono che l'età, le dimensioni e l’intensità di allenamento possono influenzare la misurazione ultrasonografica dell’ACD nel cavallo. L'ecocardiografia transtoracica costituisce un metodo non invasivo per valutare la dimensione dell’ACD.

 

“Two-dimensional echocardiographic measurements of the right coronary artery in healthy horses- a pilot study” Siwinska N, et al. BMC Vet Res. 2019 Jan 28;15(1):43. doi: 10.1186/s12917-019-1792-1.

Martedì, 12 Febbraio 2019 15:32

Diete per gatti nefropatici

cat 300x190Uno studio clinico prospettico randomizzato della durata di 6 mesi ha confrontato l’influenza esercitata da due diverse diete per soggetti nefropatici in 28 gatti adulti con malattia renale cronica (CKD, Chronic Kidney Disease) in stadio IRIS 1 e 2.

I soggetti sono stati divisi in 2 gruppi. Nel gruppo della dieta di controllo i gatti erano alimentati con Royal Canin Renal crocchette, mentre nel gruppo della dieta test i gatti ricevevano Hill's Prescription Diet k/d crocchette al pollo. L'assunzione di cibo è stata registrata giornalmente, il peso corporeo settimanalmente, mentre le valutazioni laboratoristiche e la condizione corporea sono stati valutati al tempo zero e a 1, 3 e 6 mesi dall’inizio della dieta.

Venti gatti (9 del gruppo controllo e 11 del gruppo test) hanno completato lo studio. Alla fine dei 6 mesi, i gatti alimentati con la dieta di controllo (n=14) avevano subito una significativa perdita sia di peso (-13,0%, P<0,0001) che di massa magra (-11,1%, P <0,0001); diversamente, i gatti alimentati con la dieta test (n=14) avevano subito un aumento significativo del peso corporeo (+5,8%, P=0,003) ma nessuna variazione relativamente alla massa magra (P=0,42). I gatti del gruppo test hanno consumato il 23% in più di calorie (media 207,1 kcal/giorno; P=0,05) rispetto ai gatti del gruppo controllo (media 168,0 kcal/giorno). La creatinina sierica è aumentata ad un ritmo più veloce (P=0,0004) nei gatti del gruppo controllo rispetto ai gatti del gruppo test.

I gatti alimentati con la dieta test hanno ricevuto un maggiore apporto di calorie e di amminoacidi essenziali, sono aumentati di peso, hanno mantenuto i biomarker di funzionalità renale e la quantità di massa magra stabili nel tempo rispetto ai gatti alimentati con la dieta di controllo.

 

“Cats with IRIS stage 1 and 2 chronic kidney disease maintain body weight and lean muscle masswhen fed food having increased caloric density, and enhanced concentrations of carnitine and essential amino acids” Hall JA, et al. Vet Rec. 2019 Feb 9;184(6):190. doi: 10.1136/vr.104865. Epub 2018 Dec 4.

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