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Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

BEagleIl robenacoxib è un farmaco antinfiammatorio non steroideo, disponibile per l’uso nel cane e nel gatto, per il controllo del dolore e dell'infiammazione.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare il profilo di sicurezza della somministrazione orale di robenacoxib per un periodo di 6 mesi.

A questo scopo sono stati impiegati 32 cani sani e giovani di razza Beagle. I soggetti sono stati divisi in 4 gruppi: al gruppo 1 non è stato somministrato alcun trattamento, mentre ai gruppi 2, 3 e 4 sono stati rispettivamente somministrati per via orale 2, 6 e 10 mg/kg di robenacoxib una volta al giorno per 6 mesi (corrispondenti, rispettivamente, al dosaggio massimo consigliato, 3 volte questo dosaggio e 5 volte questo dosaggio). La sicurezza del farmaco è stata valutata sulla base delle condizioni cliniche generali, l’esame fisico, neurologico, oftalmologico, elettrocardiografico, valutazioni istologiche ed esami di laboratorio. Inoltre sono stati raccolti campioni di sangue per valutare il rischio tossicologico associato a trattamenti prolungati con robenacoxib.

Durante i 6 mesi, non sono stati segnalati eventi avversi gravi. Nei gruppi che hanno ricevuto robenacoxib non sono state osservate differenze per quanto riguarda peso corporeo, consumo di cibo o acqua, esami del sangue, analisi delle urine e caratteristiche delle feci rispetto al gruppo di controllo. Allo stesso modo, non sono state rilevate alterazioni istologiche a livello di articolazioni e di tessuti/organi. Scialorrea e feci molli sono state osservate in tutti i gruppi, ma più frequentemente nei gruppi trattati rispetto al controllo. Il giorno 178, è stato osservato un prolungamento del tempo di sanguinamento della mucosa orale in un cane del gruppo 3 e in un altro cane del gruppo 4; un cane appartenente al gruppo 4 mostrava una anomalia retinica. Una riduzione della propriocezione cosciente è stata osservata in quattro cani trattati. Un cane nel gruppo 2 aveva complessi ventricolari prematuri. L’esame post-mortem macroscopico ha evidenziato alterazioni lievi nel cieco di un cane (Gruppo 3) e nel duodeno di un altro cane (Gruppo 4), alle quali non corrispondevano alterazioni istologiche. Le concentrazioni ematiche di robenacoxib hanno confermato l'esposizione sistemica, la quale aumentava all’aumentare della dose.

Il robenacoxib è stato ben tollerato a dosi da 2 a 10 mg/kg/giorno per la durata di 6 mesi. Questi risultati ne supportano l'utilizzo sicuro, anche per periodi prolungati, al regime di dosaggio previsto.

 

“Six-month safety evaluation of robenacoxib tablets (Onsior™) in dogs after daily oral administrations” Toutain CE, et al. BMC Vet Res. 2018 Aug 17;14(1):242. doi: 10.1186/s12917-018-1566-1.

horse heavesLa letteratura veterinaria relativa all’asma equina è molto carente, costituita da studi a bassa potenza su un numero limitato di soggetti. Inoltre, non sono state condotte indagini volte a stabilire l’impatto clinico del trattamento con corticosteroidi in corso di tale patologia.

Gli obiettivi di uno studio di metanalisi erano quelli di valutare e confrontare l'effetto clinico dei corticosteroidi inalatori e sistemici in corso di asma equina, e di identificare un punteggio clinico per definire la risposta al trattamento.

L’analisi della letteratura esistente ha mostrato che i corticosteroidi migliorano significativamente le condizioni cliniche dei cavalli con asma. Nessuna differenza è stata rilevata tra corticosteroidi inalatori e sistemici per quanto riguarda i cambiamenti nei punteggi clinici. Il sistema di punteggio dell'asma (IDEASS) ideato dagli autori ha dimostrato che i corticosteroidi hanno migliorato le condizioni cliniche dei cavalli asmatici del 30% rispetto ai controlli.

I corticosteroidi inalatori sono efficaci nel migliorare le condizioni cliniche dei cavalli con asma equina e nel prevenire le riacutizzazioni. I corticosteroidi sistemici devono essere usati solo in casi particolari, quando la riacutizzazione determina una eccessiva reattività delle vie aeree associata a condizioni gravemente sintomatiche. Il sistema di punteggio (IDEASS) richiede ulteriori indagini, ma può rappresentare un approccio adeguato per classificare il livello di gravità dell'asma e valutare l'effetto clinico della terapia.

 

“Clinical effect of corticosteroids in asthma-affected horses: A quantitative synthesis” Calzetta L, et al. Equine Vet J. 2018 Sep;50(5):594-601. doi: 10.1111/evj.12815. Epub 2018 Feb 23.

HorseAsthma raoL’asma equina, quando grave, è associata a cambiamenti patologici a carico delle vie aeree e del parenchima polmonare che sono stati descritti solo in parte. Inoltre, la relazione tra queste alterazioni strutturali e la percentuale di neutrofili riscontrata nel lume delle vie aeree, valutata mediante citologia del liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL), non è stata del tutto definita.

Uno studio retrospettivo osservazionale ha esaminato le lesioni istologiche osservate in corso di asma equina durante le fasi di esacerbazione e remissione della malattia e la loro relazione con la funzionalità polmonare e la neutrofilia del BAL.

Sono state valutate biopsie respiratorie, citologia del BAL e dati di funzionalità polmonare da 61 cavalli (22 controlli, 24 in fase di esacerbazioni dell’asma e 15 in fase di remissione). Due patologi hanno valutato semi-quantitativamente le caratteristiche istologiche, tra cui l'infiammazione della parete delle vie aeree, la fibrosi interstiziale, l'iperplasia delle mucose, la mucostasi, la metaplasia peribronchiolare, la presenza di granuloma e la gravità complessiva delle lesioni.

Mucostasi, iperplasia delle cellule mucosali, metaplasia peribronchiolare e fibrosi interstiziale sono risultati associati alla riacutizzazione della malattia (P≤0,05); queste alterazioni si mostravano attenuate durante la fase di remissione. L'infiammazione della parete delle vie aeree era maggiore nei cavalli con asma in fase di esacerbazione rispetto ai cavalli in fase di remissione e controllo della patologia (P≤0,05). L'infiammazione acuta (neutrofila) delle pareti delle vie aeree è stata rilevata più frequentemente nei cavalli asmatici rispetto ai cavalli del gruppo di controllo (P <0,0001); una neutrofilia del BAL> 5% è stata associata ad infiammazione acuta delle vie aeree (P = 0,002). Il grado di infiammazione bronchiolare era maggiore nei cavalli asmatici in remissione tenuti in scuderia e trattati farmacologicamente rispetto a quelli liberi al pascolo (P = 0,04).

 

“Bronchoalveolar lavage fluid neutrophilia is associated with the severity of pulmonary lesion during equine asthma exacerbations” Bullone M, et al. Equine Vet J. 2018 Sep;50(5):609-615. doi: 10.1111/evj.12806. Epub 2018 Feb 7.

diarrea cavallo 1 538x269La Salmonella enterica è un’importante causa di infezioni nosocomiali negli ospedali veterinari, responsabile di focolai sostenuti da ceppi multiresistenti con conseguenti elevati tassi di mortalità e notevoli perdite economiche.

Gli obiettivi di uno studio erano quelli di indagare i fattori associati alla comparsa di ceppi di Salmonella enterica multiresistenti e valutare l'effetto che la diffusione di tali ceppi potesse esercitare sull’outcome di cavalli precedentemente ospedalizzati e sui cavalli conviventi.

Allo scopo di determinare i fattori associati alla comparsa di multiresistenza, sono state analizzate le cartelle cliniche dei cavalli sottoposti a 373 colture (94 positive, 279 negative); per valutare il follow-up a lungo termine dei cavalli precedentemente ospedalizzati e dei loro conviventi, i proprietari sono stati sottoposti ad un’intervista telefonica.

I cavalli che durante il ricovero avevano presentato diarrea avevano una maggiore probabilità di diffondere la Salmonella rispetto ai cavalli senza diarrea (OR 1,88), ma i ceppi isolati, in questo caso, erano tendenzialmente sensibili ai comuni antibiotici. La somministrazione di terapie antibiotiche durante l'ospedalizzazione non è stata associata alla comparsa di ceppi multiresistenti. Infine, la presenza di tali ceppi non ha aumentato il rischio di morte, di coliche o di alterazione delle caratteristiche delle feci nei cavalli precedentemente ospedalizzati, né ha aumentato il rischio di ospedalizzazione o di alterazioni delle feci nei cavalli conviventi nella stessa scuderia.

In conclusione, la diffusione di Salmonella non è stata associata a tempi medi di sopravvivenza ridotti o ad un maggiore rischio per la salute dei soggetti conviventi, forse a causa delle misure di biosicurezza attuate dai proprietari. Indipendentemente da ciò, è consigliabile che i cavalli dimessi da strutture ospedaliere siano tenuti separati dai conviventi subito dopo la dimissione ed è necessario attuare misure di igiene rigorose nella fase di reinserimento in scuderia.

 

“Factors associated with equine shedding of multi-drug-resistant Salmonella enterica and its impact on health outcomes” Burgess BA, et al. Equine Vet J. 2018 Sep;50(5):616-623. doi: 10.1111/evj.12823. Epub 2018 Mar 26.

rodococcus equiIl Rhodococcus equi è un importante agente eziologico responsabile di polmonite nel puledro.

Uno studio trasversale ha determinato la prevalenza di R. equi nelle cavità nasali di cavalli sani, il suo profilo di virulenza, la sensibilità antibiotica e, infine, ha valutato una possibile associazione con 7 variabili ambientali.

A questo scopo sono stati effettuati tamponi nasali a 1.010 cavalli apparentemente sani provenienti da 341 allevamenti. La presenza di R. equi è stata calcolata sia a livello di individuo che di allevamento.

R. equi sensibile agli antibiotici è stato isolato da 10 cavalli (1%) di età compresa tra i 3 e i 29 anni. Dieci allevamenti (3%) avevano almeno un cavallo positivo a R. equi. Solo un isolato di R. equi (10%) è stato classificato come virulento. I terreni Argisol rosso-giallo erano significativamente associati all'isolamento di R. equi (odds ratio (OR) 8.02, P = 0.01), invece nelle aree con suolo drenante la probabilità di una positività a R. equi era più bassa (OR 0,85, P = 0,03).

Il R. equi riveste un ruolo marginale nell’ambito della normale flora batterica delle cavità nasali di cavalli sani e immunologicamente competenti allevati al pascolo. Sono necessari ulteriori studi al fine di definire l’esistenza di un’associazione tra i terreni ricchi di ferro e ben drenati con la presenza di R. equi.

 

“Prevalence of Rhodococcus equi from the nasal cavity of 1010 apparently healthy horses” Gressler LT, et al. Equine Vet J. 2018 Sep;50(5):667-671. doi: 10.1111/evj.12804. Epub 2018 Feb 5.

Lunedì, 03 Settembre 2018 10:24

Contatto con processionarie nel gatto

processionarieUno studio ha descritto le manifestazioni cliniche conseguenti al contatto con la processionaria del pino in 11 gatti.

Il contatto con le processionarie, in questa specie, ha una prevalenza dello 0,13%. In 10 gatti su 11 (91%) erano presenti sia lesioni alla lingua che ptialismo. L’unico sintomo sistemico riportato era il vomito, presente in 4 gatti su 11 (36%). Il tasso di sopravvivenza era del 100%. Nessuno dei 7 gatti di cui erano noti i follow-up a lungo termine mostrava una qualità della vita compromessa o conseguenze permanenti.

La presentazione clinica del contatto con processionarie del pino nei gatti sembra essere simile a quella descritta negli altri animali; tuttavia, i segni clinici sono meno gravi di quelli precedentemente riportati, principalmente a causa del comportamento prudente di questa specie. Inoltre, la prognosi è eccellente, la durata del ricovero è breve (massimo 48 ore) e senza conseguenze permanenti.

 

“Pine processionary caterpillar Thaumetopoea pityocampa envenomation in 11 cats: a retrospective study” Pouzot-Nevoret C, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):685-689. doi: 10.1177/1098612X17723776. Epub 2017 Aug 10.

Lunedì, 03 Settembre 2018 10:16

Malattie cerebrovascolari nel gatto

MRI catLe malattie cerebrovascolari (cerebrovascular accidents, CVAs) sono patologie rare nel gatto. Ad oggi, le caratteristiche cliniche, tra cui la localizzazione della lesione e i risultati della risonanza magnetica, sono state riportate solo in due gatti.

Lo scopo di questo studio è quello di documentare i risultati della risonanza magnetica in gatti con CVA.

Sono state esaminate retrospettivamente le cartelle cliniche di 9 gatti con segni intracranici ad insorgenza acuta, non progressivi (dopo 24 ore) compatibili con una CVA, ai quali è stata eseguita una risonanza magnetica entro 72 ore dalla presentazione.

Tutti i gatti avevano una CVA ischemica. Quattro gatti presentavano infarti territoriali che erano confinati alle regioni delle arterie cerebellari rostrali o caudali (n = 4). Infarti lacunari sono stati identificati in cinque gatti, localizzati a livello di cervello (n = 1), di talamo/mesencefalo (n = 2) e di midollo allungato (n = 2). In 8 gatti su 9 è stata individuata la patologia sistemica concomitante. In questo studio la prognosi a breve termine era favorevole e 8 gatti su 9 erano ancora vivi 48 ore dopo l'ammissione.

Le CVA nei gatti si verificano negli stessi territori vascolari dei cani e presentano caratteristiche di risonanza magnetica simili. Questo studio evidenzia che la presenza di una malattia concomitante è frequente, e che la prognosi a breve termine è favorevole quando sia la presentazione clinica che la malattia concomitante non sono gravi.

 

“MRI and clinical characteristics of suspected cerebrovascular accident in nine cats” Whittaker DE, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):674-684. doi: 10.1177/1098612X17723775. Epub 2017 Aug 18.

ahernperincL'ernia perineale consiste in uno sfiancamento dei muscoli che costituiscono il diaframma pelvico, deputati a sostenere la parete del retto, con conseguente ernia dei visceri pelvici e, occasionalmente, di quelli addominali nel sottocute della regione perineale. Le cause ipotizzate sono: tenesmo associato a malattia prostatica cronica o costipazione, miopatia, anomalie del retto e squilibri ormonali gonadici.

La presentazione più comune di ernia perineale nei cani è un gonfiore unilaterale o bilaterale del perineo. I segni clinici, a volte assenti, possono includere costipazione, stitichezza, dischezia, tenesmo, prolasso rettale, stranguria o anuria.

La diagnosi definitiva di ernia perineale si basa sui segni clinici e sulla percezione di una debolezza muscolare del diaframma pelvico durante l’esplorazione rettale.

Nei cani, le ernie perineali sono per lo più trattate mediante intervento chirurgico. L'erniorrafia apposizionale è a volte difficile da eseguire poiché i muscoli dell'ano e del coccige sono atrofizzati e inadatti all'uso. La trasposizione del muscolo otturatore interno è la tecnica più comunemente usata. Altre tecniche includono la trasposizione del muscolo gluteo superficiale e del semitendinoso, oltre all'uso di protesi e biomateriali. Le tecniche di pessi possono essere utilizzate per prevenire il prolasso rettale e la dislocazione della vescica e della ghiandola prostatica.

Le terapie postoperatorie prevedono l’uso di analgesici, antibiotici, una dieta a basso residuo e emollienti delle feci.

 

“A Review of the Surgical Management of Perineal Hernias in Dogs” Gill SS e Barstad RD. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Jul/Aug;54(4):179-187. doi: 10.5326/JAAHA-MS-6490. Epub 2018 May 14.

keeshonda sNei cani, l'alopecia si associa secondariamente ad una varietà di condizioni, sia infiammatorie che non. L’alopecia X è una alopecia non infiammatoria, frustrante da diagnosticare e trattare a causa della mancata comprensione della sua patogenesi. Sono state descritte diverse terapie per il suo trattamento, le quali hanno spesso mostrato una efficacia incostante in cani di diversa razza e sesso; una terapia definitiva non è ancora stata stabilita.

In questo studio è stato descritto l’uso dell’impianto di deslorelina in due cani maschi interi, adulti, di razza Keeshonden, con diagnosi di alopecia X.
I 2 cani avevano sviluppato una alopecia progressiva del tronco (la testa e la parte distale degli arti non erano coinvolte) da almeno 2 anni. La diagnosi di arresto del ciclo del pelo era stata effettuata sulla base di caratteristiche cliniche, istologia della cute e assenza di anomalie sistemiche.

Il trattamento con un singolo impianto sottocutaneo di deslorelina acetato da 4,7 mg ha provocato un'abbondante ricrescita del pelo entro 3,5 mesi che è perdurata per almeno 14 mesi. L'impianto di deslorelina è un'opzione terapeutica sicura, economica e apparentemente efficace nei cani maschi interi di razza Keeshonden con diagnosi di alopecia X.

 

“Deslorelin Implant Treatment for Hair Cycle Arrest (Alopecia X) in Two Intact Male Keeshonden” Layne EA e Richmond RV. J Am Anim Hosp Assoc. 2018 Jul/Aug;54(4):231-234. doi: 10.5326/JAAHA-MS-6646. Epub 2018 May 14.

geriatric catUno studio crossover randomizzato in cieco con placebo ha valutato gli effetti del gabapentin sui livelli di attività e la qualità della vita (quality of life, QOL) dei gatti geriatrici con osteoartrosi, e ha indagato la percezione del proprietario relativa ai cambiamenti della mobilità del suo animale in corso di trattamento.

Venti gatti con osteoartrosi, di età superiore ai 10 anni, hanno ricevuto gabapentin (10 mg/kg) o il trattamento con placebo per bocca, ogni 12 ore per 2 settimane, seguito dal trattamento alternativo (senza periodo di washout). Il grado di attività è stato valutato con un accelerometro montato sul collare. Settimanalmente il proprietario compilava un questionario per esprimere una valutazione su 3 attività in cui il suo animale aveva una mobilità ridotta. La QOL (peggiorata, invariata o migliorata) è stata valutata alla fine di ciascun trattamento e, complessivamente, alla fine dello studio.

La somministrazione di gabapentin è risultata associata a un numero medio di attività giornaliere significativamente più basso (48.333 vs 39.038 conteggi/giorno) e ad una probabilità circa 3 volte maggiore che il proprietario, nel questionario, esprimesse un giudizio positivo sul miglioramento della mobilità del suo gatto. Una percentuale maggiore di gatti mostrava un deterioramento delle attività compromesse dopo il passaggio da gabapentin a placebo rispetto a quando avveniva il contrario. Durante il trattamento con gabapentin sono stati osservati eventi avversi in 10 gatti (sedazione, atassia, debolezza e tremori muscolari), mentre durante il trattamento con placebo solo in 1 gatto (letargia).

Durante il trattamento con gabapentin, il proprietario del gatto con osteoartrosi percepisce un miglioramento delle attività compromesse. I livelli di attività erano inferiori durante il trattamento con gabapentin rispetto a durante il trattamento con placebo e la sedazione era l'effetto avverso più comune.

 

“Assessment of the effects of gabapentin on activity levels and owner-perceived mobilityimpairment and quality of life in osteoarthritic geriatric cats” Guedes AGP, et al. J Am Vet Med Assoc. 2018 Sep 1;253(5):579-585. doi: 10.2460/javma.253.5.579.

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