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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Eleonora Malerba

Eleonora Malerba

downloadGli autori di questo studio prospettico ipotizzano che il test di stimolazione con ACTH a basse dosi (1 μg/kg) fornisca dei risultati comparabili al test di stimolazione con ACTH a dosi standard (5 μg/kg). Inoltre, gli autori ipotizzano che nel cane esista una carenza parziale di ACTH responsabile di sintomi gastroenterici cronici intermittenti, e che il test di stimolazione a basse dosi abbia una sensibilità maggiore nell’identificazione di questo deficit parziale di ACTH.

Lo studio ha incluso 31 cani con sospetto ipoadrenocorticismo. Ciascun soggetto è stato inizialmente sottoposto al test impiegando la dose di 1 μg/kg di cosintropina IV e, a distanza di 4 ore, allo stesso test somministrando una dose pari a 5 μg/kg. La quantificazione dell’ACTH endogeno è stata effettuata dal primo campione di sangue della giornata.

Le concentrazioni di cortisolo post-stimolazione erano simili per entrambi i dosaggi di cosintropina somministrati (P = 0,04). La carenza parziale di ACTH non è stata identificata in maniera definitiva in nessuno dei cani dello studio.

Nei cani con sospetto ipoadrenocorticismo, l’impiego di una dose di cosintropina pari a 1 μg/kg fornisce risultati analoghi a quelli ottenuti somministrando 5 μg/kg. L'ipotesi degli autori riguardo all’esistenza di un deficit parziale di ACTH nel cane non ha trovato riscontro in questo studio condotto su una piccola corte di cani.

 

“Low-dose ACTH stimulation testing in dogs suspected of hypoadrenocorticism” Botsford A, et al. J Vet Intern Med. 2018 Nov;32(6):1886-1890. doi: 10.1111/jvim.15256. Epub 2018 Sep 19.

Lunedì, 14 Gennaio 2019 10:03

Caratteristiche della pancreatite felina

pancreatiteL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere le caratteristiche cliniche, gli esiti degli esami di imaging e di laboratorio, potenziali marker prognostici e l’outcome di una coorte di 157 gatti ricoverati per pancreatite.

La diagnosi di pancreatite era emessa sulla base di alterazioni ecografiche, una positività al test SNAP dell’immunoreattività della lipasi pancreatica felina, un aumento dell'attività dell'1,2-O-dilauril-rac-glicerol-acido glutarico-(6'-metilresorufina) estere o una combinazione di questi.

Centoventidue gatti (77,7%) sono sopravvissuti alla dimissione. Il tempo mediano intercorso dall'insorgenza dei segni clinici alla presentazione in clinica era maggiore (P = 0,003) nei non sopravvissuti. Le cause di pancreatite identificate erano: recente anestesia generale, trauma, disturbi emodinamici e intossicazione da organofosfati; tuttavia nella maggior parte dei gatti (86,6%) la pancreatite era idiopatica. In 134 gatti sono state documentate alterazioni ecografiche quali pancreatomegalia (81,3%), riduzione (31,3%) o aumento (14,9%) dell’ecogenicità pancreatica, dilatazione delle vie biliari extraepatiche (24%) e aumento dell’ecogenicità peri-pancreatica (13%). Letargia (P = 0,003), versamento pleurico (P = 0,003), ipoglicemia (P = 0,007), ipocalcemia ionizzata (P = 0,016), iperazotemia (P = 0,014), nutrizione parenterale (P = 0,013) e anoressia persistente durante l'ospedalizzazione (P = 0,001) erano aspetti più frequenti nei soggetti non sopravvissuti, mentre la somministrazione di antibiotici era più frequente nei gatti sopravvissuti (P = 0,023). L’analisi multivariata, tuttavia, non ha prodotto esiti statisticamente significativi.

I risultati di questo studio hanno evidenziato, per la prima volta, potenziali fattori prognostici nei gatti con pancreatite, quali ipoglicemia, iperazotemia, nutrizione parenterale e trattamento antibiotico.

 

“A retrospective study of 157 hospitalized cats with pancreatitis in a tertiary care center: Clinical, imaging and laboratory findings, potential prognostic markers and outcome” Nivy R. et al. J Vet Intern Med. 2018 Nov;32(6):1874-1885. doi: 10.1111/jvim.15317. Epub 2018 Oct 13.

CBIl test di stimolazione con ACTH per la diagnosi di iperadrenocorticismo prevede anche la misurazione del cortisolo basale (CB) ma, attualmente, non esistono indicazioni sull'interpretazione di tale parametro.

L’obiettivo di questo studio era quello di definire se la concentrazione del CB, nell’ambito del test di stimolazione, rivesta un ruolo nella diagnosi di iperadrenocorticismo.

A questo scopo sono state esaminate le cartelle di 54 cani con sospetto iperadrenocorticismo sottoposti a test di stimolazione con ACTH. Le performance delle concentrazioni del CB, del cortisolo post-stimolazione (CPS), della differenza tra CPS e CB (DeltaC) e del loro rapporto (RatioC) per la diagnosi di iperadrenocorticismo sono state valutate tramite l’analisi delle curve ROC comparando l’area sotto la curva (AUC, Area Under the Curve) del CPS con quella degli altri parametri.

L'AUC del CPS (0,92) era significativamente più alta delle AUC del CB (0,70; P = 0,01) e del RatioC (0,55; P < 0,001), e non era significativamente differente dall'AUC del DeltaC (0,86; P = 0,09). Un valore di cutoff del CPS pari a 24,8 μg/dL è risultato associato ad una sensibilità dell'86% e una specificità del 94%; un valore di cutoff di 26 μg/dL ha prodotto, invece, una specificità del 100% e una sensibilità dell'81% per la diagnosi di iperadrenocorticismo ipofisario.

Se il DeltaC presenta delle performance paragonabili a quelle del CPS per la diagnosi di iperadrenocorticismo, questo non è vero per il CB e il RatioC.

 

“The interpretive contribution of the baseline serum cortisol concentration of the ACTHstimulation test in the diagnosis of pituitary dependent hyperadrenocorticism in dogs” Nivy R, et al. J Vet Intern Med. 2018 Nov;32(6):1897-1902. doi: 10.1111/jvim.15330. Epub 2018 Oct 18.

PRPIl processo di guarigione delle ferite localizzate nelle estremità distali degli arti del cavallo è difficile.

Lo scopo di questo studio era quello di valutare l'effetto dell'applicazione del plasma ricco di proteine (PRP) autologo, del PRP omologo e del PRP gel autologo sul processo di cicatrizzazione delle ferite localizzate nella parte distale degli arti del cavallo.

In 8 cavalli adulti sani, sono state realizzate chirurgicamente 4 ferite cutanee di 4 cm2 sulla faccia dorsolaterale del terzo metacarpo al fine di indagare una possibile correlazione tra conta piastrinica e tempo di guarigione delle ferite. Ogni ferita cutanea è stata trattata in modo casuale con: iniezione di PRP autologo sui bordi della ferita (terapia A); applicazione topica del PRP gel autologo (terapia B), iniezione di PRP omologo sui bordi della ferita (terapia C) e iniezione di soluzione salina sui bordi della ferita (terapia controllo). I soggetti sono stati monitorati ogni 15 giorni durante il processo di guarigione della ferita. Le biopsie cutanee sono state effettuate il 15° e il 30° giorno dopo il primo trattamento.

Il trattamento con PRP gel autologo ha ridotto il tempo di guarigione delle ferite di 15 giorni rispetto alla terapia controllo. A livello istologico, il gruppo B presentava più frequentemente una lieve infiammazione e una lieve/moderata neovascolarizzazione in entrambe le biopsie.

Sia dal punto di vista clinico che istopatologico, il PRP gel è risultato superiore rispetto agli altri trattamenti nel favorire il processo di guarigione delle ferite localizzate nelle estremità distali degli arti del cavallo. Il PRP omologo è raccomandato nei soggetti con condizioni emodinamiche compromesse.

 

“Evaluation of Three Methods of Platelet-Rich Plasma for Treatment of Equine Distal Limb Skin Wounds” Roberta Carneiro da FontouraPereira, et al. Journal of Equine Veterinary Science
Volume 72, January 2019, Pages 1-7

chubbyL'importanza di associare l'esercizio fisico alla terapia dietetica per la gestione degli equidi obesi non è chiaramente compresa.

L’obiettivo di questo studio era quello di indagare l'effetto ottenuto associando un esercizio fisico di bassa intensità alla restrizione dietetica sulla sensibilità all'insulina (SI) e sulle concentrazioni di adipochina nel plasma in 24 tra cavalli e poni con body condition score (BCS) ≥ 7.

Per un periodo di 12 settimane, gli animali hanno ricevuto la sola restrizione dietetica (DIET) oppure la restrizione dietetica insieme ad un esercizio a bassa intensità (DIET + EX). Tutti gli animali sono stati alimentati con fieno d’erba in quantità pari all'1,25% (sostanza secca) del loro peso corporeo (PC), fornendo l'82,5% dei fabbisogni di energia digeribile. Il gruppo DIET + EX ha, inoltre, svolto esercizi a bassa intensità 5 giorni alla settimana su un deambulatore automatico. Prima e dopo la perdita di peso, è stata determinata la massa grassa corporea totale (MGCT) e sono state misurate la SI, e le concentrazioni di adipochine e dei marker infiammatori.

Le riduzioni del BCS, PC e MGCT erano simili tra i gruppi (P > 0,05). Dopo la perdita di peso, tutti i soggetti di entrambi i gruppi avevano diminuito le concentrazioni di insulina basale e leptina e aumentato le concentrazioni di adiponectina (P < 0,001). Inoltre, gli animali nel gruppo DIET + EX avevano una SI significativamente migliorata e una diminuzione delle concentrazioni di amiloide sierica rispetto agli animali del gruppo DIET (P = 0,01).

Gli autori concludono affermando che un esercizio fisico regolare a bassa intensità ha apportato ulteriori benefici per la salute rispetto alla sola restrizione dietetica in questa popolazione di equidi obesi.

 

“Influence of dietary restriction and low-intensity exercise on weight loss and insulin sensitivity in obese equids” Bamford NJ, et al. J Vet Intern Med. 2018 Dec 5. doi: 10.1111/jvim.15374. [Epub ahead of print]

vaxSecondo studi pubblicati, una percentuale variabile tra il 25,0% e il 92,8% dei gatti adulti hanno anticorpi contro il virus della panleucopenia felina (FPV, feline panleukopenia virus), presupponendo una loro probabile protezione contro l'infezione sostenuta da questo virus. Tuttavia, non è noto come gatti adulti sani, con diversi titoli anticorpali, reagiscano alla vaccinazione anti-FPV.

Gli scopi dello studio erano quello di misurare i titoli anticorpali in gatti adulti sani entro un periodo di 28 giorni dalla vaccinazione contro il FPV e quello di indagare eventuali fattori associati ad una risposta inadeguata alla vaccinazione.

Centododici gatti adulti sani sono stati vaccinati con un vaccino trivalente contro FPV, herpesvirus felino e calicivirus felino. Gli anticorpi contro il FPV sono stati determinati prima della vaccinazione (giorno 0), dopo 7 giorni e dopo 28 giorni, mediante il test di inibizione dell'emoagglutinazione (IE). Affinchè il titolo anticorpale fosse considerato protettivo era necessario che l’IE fosse presente a diluizioni ⩾1: 40. La risposta alla vaccinazione era considerata adeguata qualora si assistesse ad un aumento del titolo anticorpale di 4 volte rispetto al basale.

I titoli anticorpali pre-vaccinazione erano protettivi nel 64,3% (72 di 112). Solo il 47,3% dei gatti (53 di 112) ha avuto una risposta adeguata alla vaccinazione. Fattori associati a una risposta adeguata erano l’assenza di precedenti vaccinazioni (odds ratio [OR] 15,58; P = 0,035), un basso titolo anticorpale pre-vaccinazione (OR 23,10; P <0.001) e la razza (i gatti domestici a pelo corto avevano un OR di 7,40; P = 0.017).

Poiché nessuno dei gatti con titoli anticorpali pre-vaccinazione elevati (⩾1: 160) ha avuto un aumento degli anticorpi anti-FPV di almeno 4 volte, gli autori suggeriscono che sarebbe più opportuno eseguire la misurazione degli anticorpi piuttosto che le vaccinazioni regolari. Pertanto, nei gatti che sono stati precedentementi sottoposti a vaccinazione contro il FPV, raccomandano la valutazione del titolo anticorpale prima di procedere con la rivaccinazione.

 

“Antibody response to feline panleukopenia virus vaccination in healthy adult cats” Bergmann M, et al. J Feline Med Surg. 2018 Dec;20(12):1087-1093. doi: 10.1177/1098612X17747740. Epub 2017 Dec 19.

Domenica, 16 Dicembre 2018 22:09

Trombocitopenia immunomediata primaria nel cane

pltL’obiettivo dello studio era quello di determinare l'incidenza di recidiva dopo la dimissione nei cani con diagnosi di trombocitopenia immunomediata presunta primaria, individuare eventuali fattori di rischio associati alla recidiva e valutare se l'uso indefinito di farmaci immunosoppressivi influenzasse il rischio di recidiva.

Sono stati identificati un totale di 45 cani con diagnosi di trombocitopenia immunomediata sospetta primaria che sono stati trattati e monitorati per almeno un anno. L’89,6% dei pazienti è sopravvissuto alla dimissione, di cui il 31% ha avuto una recidiva dopo la dimissione. Il tempo mediano dalla diagnosi alla recidiva è stato di 79 giorni. Dei cani che hanno avuto una recidiva, il 50% ha avuto almeno un'ulteriore recidiva. Non c'era alcuna differenza in età, peso corporeo, sesso, razza, conta piastrinica al momento dell’ammissione, nadir del PCV (packed cell volume) durante l'ospedalizzazione, incidenza della melena o trattamento iniziale tra il gruppo di soggetti in cui la trombocitopenia immunomediata ha recidivato e quello in cui ciò non è avvenuto. Nel gruppo in cui la patologia ha recidivato, il tempo necessario per il ripristino della conta piastrinica era significativamente più lungo e questi pazienti avevano una maggiore probabilità di essere sottoposti ad una trasfusione di sangue.

I risultati di questo studio non supportano l'uso di farmaci immunosoppressivi a lungo termine per prevenire le recidive. Tuttavia, i dati suggeriscono che i pazienti con una malattia più grave al momento della diagnosi o che hanno già avuto una recidiva dovrebbero essere monitorati più strettamente.

 

“Long-term outcome of primary immune-mediated thrombocytopenia in dogs” Simpson K, et al. J Small Anim Pract. 2018 Nov;59(11):674-680. doi: 10.1111/jsap.12912. Epub 2018 Aug 13.

Giovedì, 13 Dicembre 2018 16:27

Restrizione dietetica nei cani sovrappeso

dogscale 300x214Gli obiettivi di questo studio consistevano nell’indagare quale tipo di raccomandazioni i veterinari che si occupano di medicina generale dessero ai proprietari di cani che devono perdere peso e nello stabilire se tali raccomandazioni determinassero l’insorgenza di carenze nutrizionali.

L’indagine ha previsto che i veterinari venissero sottoposti ad un questionario riguardo le raccomandazioni fornite ai clienti. Sulla base di tali informazioni, sono state stimate le possibili conseguenze nutrizionali sia su diete commerciali non medicali di mantenimento, che su diete per la gestione del peso.

Dall’analisi dei dati ottenuti, è emerso che sono diverse le sostanze nutritive a rischio di carenza sia nelle diete di mantenimento che nelle diete per la gestione del peso. Tra queste sostanze vanno menzionate colina, metionina, cisteina, selenio, acido eicosapentanoico, acido docosaesanoico, riboflavina, acido pantotenico e cobalamina.

Gli autori concludono consigliando cautela nel formulare raccomandazioni sulla perdita di peso utilizzando diete commerciali, almeno fino a quando non saranno intraprese ulteriori ricerche sui fabbisogni nutrizionali dei cani obesi sottoposti a diete dimagranti. La restrizione delle diete commerciali, infatti, può causare carenze nutrizionali.

 

“Risk of nutritional deficiencies for dogs on a weight loss plan” Gaylord L, et al. J Small Anim Pract. 2018 Nov;59(11):695-703. doi: 10.1111/jsap.12913. Epub 2018 Aug 16.

pulciniLe infezioni sistemiche sostenute da Escherichia coli sono causa di mortalità precoce nei broiler. Sebbene l'enrofloxacina sia da tempo impiegata in questa specie aviare, non è ad oggi ancora chiara quale sia la relazione farmacocinetica/farmacodinamica (PK/PD) in vivo di tale antibiotico nei confronti di E. coli.

L’obiettivo di questo studio era quello di stabilire un modello di PK/PD in vivo dell’enrofloxacina contro E. coli in pulcini di sette giorni e di accertare se tale modello fosse influenzato dalla scelta dell’organo bersaglio.

I risultati di questa indagine hanno dimostrato che l’efficacia in vivo dell’enrofloxacina nei confronti di E. coli è diversa in funzione dell’organo bersaglio. Il rapporto tra l’area sottesa alla curva nelle 24 ore e la minima concentrazione inibente (AUC0-24/MIC), sia nel caso dell’enrofloxacina da sola sia nel caso dell’associazione tra enrofloxacina e ciprofloxacina, si correlava con l’efficacia in ciascun organo. Nello specifico, il rapporto AUC0-24/MIC dell’associazione di enrofloxacina e ciprofloxacina in grado di espletare la funzione battericida era rispettivamente di 21,29 e 32,13 nel sangue; 41,68 e 58,52 nel fegato e 27,65 e 46,22 nel polmone.

Gli autori concludono che l'efficacia in vivo dell’enrofloxacina nei confronti di E. coli, a parità di dosaggio, era differente in funzione dell’organo bersaglio considerato. Questo concetto deve essere tenuto in considerazione per la scelta della dose di antibiotico da somministrare al fine di garantire l’efficacia della terapia.

 

“In vivo pharmacokinetic/Pharmacodynamic modeling of Enrofloxacin against Escherichia coli in broiler chickens” Xiao X, et al. BMC Vet Res. 2018 Nov 29;14(1):374. doi: 10.1186/s12917-018-1698-3.

Giovedì, 13 Dicembre 2018 16:13

Cataratta nei gatti blu di Russia

gatto blu di russia copertinaLo scopo di questo studio era quello di indagare la prevalenza della cataratta nei gatti di razza blu di Russia e di descrivere l'aspetto clinico di questa sospetta forma ereditaria di cataratta.

Lo studio ha incluso un totale di 66 gatti blu di Russia di età compresa tra i 3 mesi e i 14 anni.

In 22 di 66 gatti, appartenenti ad entrambi i sessi, sono state osservate forme da lievi a gravi di cataratta, per lo più bilaterale. Due di questi gatti avevano un’età inferiore a 1 anno. La cataratta si manifestava più frequentemente sottoforma di una piccola opacità di forma triangolare, circolare oppure a "Y" localizzata sul bordo del nucleo posteriore e nella parte anteriore della corteccia posteriore, in assenza di un’alterazione della funzione visiva rilevabile all’esame fisico. In 6 dei 22 gatti blu di Russia affetti, sono state osservate forme più gravi che coinvolgevano sia il nucleo sia l'intera corteccia o parti della corteccia posteriore e/o anteriore. In questi soggetti era stata riscontrata una compromissione della funzione visiva o cecità. Dall’analisi dei pedigree è stata sospettata una modalità di trasmissione autosomica recessiva, sebbene non si potesse escludere una modalità dominante con penetranza incompleta.

Questo studio supporta l’ipotesi che la razza blu di Russia è affetta da cataratta ereditaria. L'elevata prevalenza nei gatti giovani e la posizione caratteristica suggeriscono un tipo di cataratta a esordio precoce.

 

“Hereditary cataracts in Russian Blue cats” Nygren K, et al. J Feline Med Surg. 2018 Dec;20(12):1105-1109. doi: 10.1177/1098612X17752197. Epub 2018 Jan 24.

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