Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6423 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

mastIl batterio Escherichia coli causa, in tutto il mondo, un numero significativo di casi di mastite clinica nei bovini da latte. La sensibilità antimicrobica di E. coli è importante per la salute umana e animale. Studi di sorveglianza hanno rilevato che l'efficacia della maggior parte degli antibiotici è sostanzialmente preservata, ma è stata segnalata la presenza di colonie di E. coli isolate da casi di mastite clinica che producono beta-lattamasi in grado di conferire una resistenza multi-farmaco.

Lo scopo di questo studio era quello di stabilire se un terreno di agar MacConkey integrato con 8 mg/L di ceftiofur (MC-CEF) possa essere uno strumento utile per identificare, tra le colonie di E. coli isolate dai casi di mastite bovina, quelle resistenti alle cefalosporine e quelle multiresistenti.

Sono state isolate 773 colonie di E. coli da campioni prelevati da 80 allevamenti da latte del Nord Italia. Sono state selezionate un totale di 105 di queste colonie, di cui 53 scelte in maniera randomizzata e assegnate al gruppo “random”, e le altre 52 selezionate sulla base della resistenza al ceftiofur valutata tramite diffusione su MC-CEF (gruppo “cef-resistente”). La concentrazione minima inibitoria (MIC, minimum inhibitory concentration) è stata utilizzata per testare la sensibilità antimicrobica fenotipica a 16 antibiotici.

I risultati MIC hanno confermato la resistenza al ceftiofur nel 73,1% (38/52) delle colonie del gruppo “cef-resistente”, mentre tutte le colonie del gruppo “random” erano sensibili al ceftiofur. Confrontando i valori di MIC di ciascuno degli antibiotici testati tra i due gruppi oggetto di studio, è emerso che le colonie batteriche resistenti al ceftiofur presentavano frequenze significativamente più elevate di resistenza ad antimicrobici diversi dal ceftiofur rispetto al gruppo “random”. La resistenza multi-farmaco era significativamente più frequente nel gruppo “resistente” (73,1%) rispetto al gruppo “random” (17%).

I risultati hanno mostrato che il terreno MC-CEF può essere un utile strumento per identificare colonie di E. coli resistenti alle cefalosporine e multi-farmaco resistenti nelle aziende lattiero-casearie, senza necessità di ricorrere alla MIC.

 

“Identification of Multidrug-Resistant Escherichia coli from Bovine Clinical Mastitis Using a Ceftiofur-Supplemented Medium” Locatelli C, et al. Foodborne Pathog Dis. 2019 May 17. doi: 10.1089/fpd.2018.2598. [Epub ahead of print]

heartL’obiettivo di questo studio era quello di documentare la prevalenza di anomalie cardiache nei cani con meningite-arterite steroido-responsiva e valutare la risoluzione di queste anomalie dopo la terapia con corticosteroidi.

La meningite-arterite steroido-responsiva è stata diagnosticata sulla base del segnalamento, dell'esame fisico, dell’emocromo completo, dell’analisi biochimica e dell’esame del liquido cerebrospinale. In tutti i soggetti è stata effettuata l'ecocardiografia e sono state misurate le concentrazioni di proteina C-reattiva e di troponina I cardiaca prima dell’inizio della terapia corticosteroidea e dopo 10-14 giorni. Inoltre, in un gruppo di soggetti è stata misurata anche la concentrazione di fibrinogeno.

Quattordici cani sono stati arruolati in modo prospettico. La troponina I cardiaca era aumentata in 5 su 14 cani; anomalie ecocardiografiche sono state rilevate in 12 su 14 cani, tra cui eco-contrasto spontaneo (in 12 su 14), lieve versamento pericardico (in 5 su 14) e lieve riduzione della frazione di accorciamento (in 5 su 14). Tutti i cani presentavano un aumento della proteina C-reattiva; il fibrinogeno era aumentato in 11 dei 12 cani in cui era stata misurata la sua concentrazione. In tutti i cani, il trattamento con corticosteroidi era associato al miglioramento clinico e alla normalizzazione della proteina C-reattiva. Le concentrazioni di troponina I cardiaca si erano normalizzate in 4 dei 5 cani ritestati e il fibrinogeno in tutti i cinque ritestati. L’eco-contrasto spontaneo era migliorato o completamente risolto in tutti i 12 soggetti in cui era presente e il versamento pericardico era risolto in 5 cani su 5. La frazione di accorciamento era rientrata all’interno dei limiti di normalità in 2 su 5 cani.

Gli autori concludono che le anomalie cardiache sono comuni nei cani con meningite-arterite steroido-responsiva e che la maggior parte di queste si risolve con la terapia. Sono necessarie ulteriori indagini volte ad individuare la causa e il significato di queste anomalie al fine di capire se sia indicata una terapia antitrombotica o una terapia inotropa.

 

“The occurrence of cardiac abnormalities in canine steroid-responsive meningitis arteritis” Spence S, et al. J Small Anim Pract. 2019 Apr;60(4):204-211. doi: 10.1111/jsap.12984. Epub 2019 Feb 11.

Domenica, 19 Maggio 2019 12:19

Posizionamento del sondino esofago-digiunale

fluoroL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere l'impiego clinico di una nuova tecnica mini-invasiva per il posizionamento fluoroscopico filo-guidato di un sondino esofago-digiunale nel cane e nel gatto.

Lo studio è stato condotto su 18 cani e 2 gatti con intolleranza o controindicazioni all'alimentazione gastrica sottoposti a un tentativo di posizionamento fluoroscopico filo-guidato di un sondino esofago-digiunale.

Di ciascun paziente sono state raccolte informazioni relativamente al posizionamento del sondino esofago-digiunale e al suo utilizzo una volta posizionato. Il 61% dei soggetti sottoposti a tale procedura aveva una diagnosi di pancreatite. In 19 casi su 20 (95%) il posizionamento del sondino tramite la tecnica descritta è avvenuto con successo. In questi soggetti, il tempo medio richiesto dalla procedura era di 63,8 minuti; il tempo medio di utilizzo del fluoroscopio era di 19,4 minuti. Due cani hanno sviluppato un’infezione del sito di esofagostomia come complicazione del posizionamento del sondino. Nei cani, il tempo medio di permanenza del sondino in situ è stato di 3,8 giorni e il tempo medio di utilizzo per l’alimentazione era di 3,6 giorni. Il sintomo vomito, presente nell'89% dei pazienti prima del posizionamento del sondino, si era ridotto significativamente dopo il suo posizionamento (24%; P = 0.0001).

Il posizionamento fluoroscopico filo-guidato di un sondino esofago-digiunale è una tecnica valida per fornire una nutrizione post-pilorica nei cani e nei gatti intolleranti all’alimentazione gastrica o in cui quest’ultima sia controindicata.

 

“Clinical experience utilizing a novel fluoroscopic technique for wire-guided esophagojejunal tubeplacement in the dog and cat: Twenty cases (2010-2013)” Carabetta DJ, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2019 Mar;29(2):180-184. doi: 10.1111/vec.12822. Epub 2019 Mar 12.

thin cat 2 hyperthyroidIn molti gatti ipertiroidei, la misurazione della creatinina sierica (sCr) e dell'azoto ureico non consente di svelare una ridotta funzionalità renale a causa della ridotta massa muscolare e della iperfiltrazione glomerulare che caratterizzano i soggetti affetti. La dimetilarginina simmetrica (SDMA, symmetric dimethylarginine) sierica è un biomarker di funzionalità renale più precoce e più sensibile rispetto alla sCr.

L’obiettivo di questo studio prospettico era quello di valutare il ruolo di biomarker renale dell’SDMA sierica nei gatti ipertiroidei confrontando i valori di questo parametro prima del trattamento con iodio radioattivo (T0) e 1 mese dopo (T1).

Lo studio ha arruolato un totale di 47 gatti ipertiroidei normoazotemici ai quali sono state misurate le concentrazioni di sCr e SDMA a T0 e a T1. La velocità di filtrazione glomerulare (GFR, glomerular filtration rate) è stata calcolata ad entrambe le tempistiche in 10 dei 47 gatti utilizzando il test di clearance della creatinina esogena plasmatica.

L’SDMA sierica era elevata (> 14 μg/dL) in 6 su 47 gatti a T0 e, dopo il trattamento, si era normalizzata in 4 di questi. Tutti i gatti sono rimasti normoazotemici dopo il trattamento. Nei 10 gatti in cui è stato calcolato il GFR, la correlazione tra questo e l’SDMA era bassa e non significativa; diversamente, la correlazione tra GFR e sCr era moderata e significativa.

Nei gatti ipertiroidei, un lieve aumento dell’SDMA con sCr nei range deve essere interpretato con estrema cautela, in quanto i valori di SDMA in alcuni gatti potrebbero normalizzarsi dopo la risoluzione dell'ipertiroidismo. Nella popolazione di gatti ipertiroidei arruolata in questo studio, l’SDMA era risultata essere scarsamente correlata con il GFR.

 

“Assessment of symmetric dimethylarginine as a biomarker of renal function in hyperthyroid catstreated with radioiodine” Buresova E, et al. J Vet Intern Med. 2019 Mar;33(2):516-522. doi: 10.1111/jvim.15407. Epub 2019 Jan 11.

Mercoledì, 15 Maggio 2019 01:39

Misurazione dell’angolo del piatto tibiale

maxresdefaultLo scopo di questo studio ex vivo era quello di determinare l'influenza esercitata dalla rotazione tibiale sulla misurazione radiografica dell'angolo del piatto tibiale (TPA, tibial plateau angle) sia nell’articolazione normale che in condizioni di rottura del legamento crociato craniale (LCCr).

A questo fine, sono stati impiegati 5 paia di arti posteriori di cadaveri esenti da osteoartrosi. Le radiografie mediolaterali delle articolazioni del ginocchio sono state effettuate a 0°, 10°, 20° e 30° di rotazione interna ed esterna della tibia, sia con il LCCr ancora integro che dopo resezione dello stesso. Due fili di Kirschner sono stati posizionati nei punti di repere craniale e caudale del piatto tibiale, e le immagini a 0° sono state nuovamente scattate, in modo da ottenere il TPA anatomico. Cinque osservatori hanno misurato il TPA due volte per ciascuna immagine.

Con una rotazione di 0°, l'angolo del piatto tibiale non differiva tra l’aspetto anatomico, quello in cui il LCCr era intatto e quello in cui il LCCr era reciso; anche per tutti gli altri gradi di rotazione tibiale non sono state evidenziate differenze significative nel TPA tra le immagini realizzate con in LCC integro e quelle scattate dopo averlo reciso. Né la rotazione tibiale, né la rottura del LCCr, né la loro combinazione hanno influenzato significativamente la variabilità intraosservatore e interosservatore.

Nelle articolazioni del ginocchio che hanno subito la rottura del LCCr ma in assenza di alterazioni osteoartrosiche, il TPA può essere valutato radiograficamente con successo senza che la rotazione tibiale fino a 30°, sia internamente che esternamente, causi un errore di misurazione clinicamente rilevante.

 

“Effect of tibial rotation on the tibial plateau angle measurement in dogs: An ex vivo study” Buirkle CL, et al. Vet Surg. 2019 Jan 31. doi: 10.1111/vsu.13172. [Epub ahead of print]

Mercoledì, 15 Maggio 2019 01:35

Valutazione del dolore addominale acuto

colicPer valutare la gravità del dolore addominale acuto nei cavalli è necessaria una scala che sia valida, affidabile e applicabile.

Lo scopo di questo studio era quello di confrontare 3 diverse scale: (1) la scala del dolore addominale acuto equino (EAAPS, equine acute abdominal pain scale); (2) la scala descritta da Mair e Smith (2005; M&S); e (3) la scala di valutazione numerica (SVN).

A 46 veterinari equini di diversi paesi sono stati mostrati, in modo randomizzato, 40 video di cavalli (35 casi di colica e 5 cavalli di controllo). I partecipanti sono stati divisi in modo casuale in tre gruppi, ciascuno dei quali ha giudicato il dolore addominale servendosi di una delle 3 scale. Cinque video selezionati in modo casuale sono stati mostrati due volte in modo da determinare l'affidabilità intra-osservatore. Gli esperti hanno espresso un’opinione sulla rapidità, facilità d'uso e validità delle misure di giudizio di ciascuna scala.

Il tasso di risposta è stato eccellente: dell’89% per l'EAAPS (16/18) e del 100% per i gruppi M&S (18/18) e SVN (10/10). La EAAPS, con un valore di correlazione intraclasse (CIC) di 0,86, si è dimostrata la scala con l’affidabilità inter-osservatore significativamente migliore rispetto a M&S (0,68) e a SVN (0,71). Inoltre, l'affidabilità intra-osservatore di EAAPS (κ 0,95) era superiore a quella delle altre scale (M&S 0,78; SVN 0,77). Le altre misure di rapidità, facilità d'uso e validità delle misure di giudizio non erano significativamente differenti.

L’opinione degli esperti era migliore per la scala M&S che per la scala EAAPS, la quale, però, ha mostrato un'affidabilità superiore. La scala M&S ha ottenuto una maggiore validità delle misure di giudizio, con applicabilità e altri test di validità paragonabili.

 

“Comparison of three acute colic pain scales: Reliability, validity and usability” Sutton GA, et al. Vet J. 2019 Apr;246:71-77. doi: 10.1016/j.tvjl.2019.01.004. Epub 2019 Jan 21.

Mercoledì, 08 Maggio 2019 10:35

Grasso d’insetto nelle diete per conigli

htIl presente studio aveva lo scopo di valutare l'effetto della sostituzione dietetica dell'olio di semi di soia (S) con due tipi di grassi d’insetto estratti dalle larve della mosca soldato nera (grassi H, Hermetia illucens L.) e dalle larve gialle della tarma della farina (grassi T, Tenebrio molitor L.) sulle prestazioni di crescita, sulla digeribilità dei nutrienti, sui parametri del sangue, sulla morfologia intestinale e sulla salute dei conigli in accrescimento.

Appena ultimato lo svezzamento (36 giorni d’età), 200 conigli sono stati assegnati a cinque trattamenti dietetici (40 conigli per ciascun gruppo): una dieta di controllo (C) contenente l'1,5% di olio di soia, e quattro diete sperimentali in cui l'olio di soia era parzialmente (50%) o totalmente (100%) sostituito da grassi H (H50 e H100) o grassi T (T50 e T100). La digeribilità è stata valutata su 12 conigli per gruppo di trattamento. Il test di crescita è durato 41 giorni e, alla macellazione (78 giorni), sono stati prelevati campioni di sangue da 15 conigli per gruppo di trattamento, sono state eseguite analisi morfometriche sulla mucosa di duodeno, digiuno e ileo e campioni di fegato, milza e rene sono stati sottoposti a esame istologico.

Nessuna differenza è stata osservata tra il gruppo di controllo e i gruppi sperimentali alimentati con grassi d’insetto in termini di prestazioni, morbilità, mortalità e variabili del sangue. L'aggiunta di grassi H e T non ha influenzato i coefficienti di digeribilità apparenti di sostanza secca, proteine, estratto di etere, frazioni di fibre e energia grossolana. Gli indici morfometrici dell'intestino e l'istopatologia degli organi non sono stati influenzati dall'assunzione di grassi H e T.

I grassi H e T costituiscono una fonte di lipidi idonea per sostituire l'olio di soia nelle diete per conigli in quanto non determinano alcun effetto negativo sulle prestazioni di crescita, sulla digeribilità, sulla mucosa intestinale e sulla salute.

 

“Effect of dietary supplementation with insect fats on growth performance, digestive efficiency and health of rabbits” Gasco L, et al. J Anim Sci Biotechnol. 2019 Jan 17;10:4. doi: 10.1186/s40104-018-0309-2. eCollection 2019.

cat ARDSUno studio retrospettivo ha indagato i segni clinici, i fattori di rischio e l’outcome della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS, acute respiratory distress syndrome) nel cane e nel gatto.

Sono state revisionate le cartelle cliniche di 46 cani e 8 gatti con diagnosi di ARDS effettuata basandosi su criteri clinici pubblicati in precedenza o attraverso l’esame necroscopico. Sono stati registrati i dati relativi al segnalamento, ai segni clinici e all’outcome.

Gli animali sono stati raggruppati a seconda che la diagnosi di ARDS fosse stata clinica (gruppo 1, 43/54 [80%]) o necroscopica (gruppo 2, 11/54 [20%]). In 22/43 (51%) soggetti del gruppo 1 era stato effettuato l’esame necroscopico e in 12 di questi soggetti (54%) aveva confermato l’ARDS. Nel cane, le cause dirette (polmonari) di ARDS erano più comuni di quelle indirette, mentre nel gatto le cause dirette e indirette avevano circa la stessa frequenza. Il fattore di rischio più comune nel cane era la polmonite ab ingestis (42%), la sindrome della risposta infiammatoria sistemica (SIRS, systemic inflammatory response syndrome) (29%) e lo shock (29%). Tutti i gatti con una diagnosi clinica di ARDS avevano SIRS, associata o meno a sepsi. Degli animali con una diagnosi clinica di ARDS, il 49% era stato ventilato meccanicamente e il 58% aveva ricevuto un trattamento (con o senza ventilazione meccanica) per 24 ore o più. Il tasso di mortalità per tutte le cause era dell’84% nel cane e del 100% nel gatto.

In accordo con quanto descritto in medicina umana, anche nel cane la polmonite rappresenta il fattore di rischio più comune nei soggetti con ARDS, mentre nel gatto il fattore di rischio più frequente è la SIRS. L’elevato tasso di mortalità e la discrepanza tra diagnosi clinica e necroscopica potrebbero indicare l’esistenza di un limite nei criteri clinici usati attualmente per la diagnosi di ARDS nel cane e nel gatto.

 

“Risk factors, characteristics, and outcomes of acute respiratory distress syndrome in dogs and cats: 54 cases” Boiron L, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2019 Mar;29(2):173-179. doi: 10.1111/vec.12819. Epub 2019 Mar 12.

7 6449Questo studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di indagare se i cani con fibrillazione atriale (AF, atrial fibrillation) avessero maggiori probabilità di sviluppare manifestazioni cliniche di insufficienza cardiaca congestizia destra (R-CHF, right-sided congestive heart failure) rispetto ai cani senza AF.

Le cartelle cliniche di 220 cani con diagnosi di insufficienza cardiaca congestizia (CHF) secondaria a malattia degenerativa della valvola mitralica (DMVD, degenerative mitral valve disease, n = 155) o cardiomiopatia dilatativa (DCM, dilated cardiomyopathy, n = 65) sono state revisionate per estrarre dati clinici ed ecocardiografici.

Al momento della diagnosi di CHF, 50 cani su 155 presentavano AF; in 17 di questi soggetti (11%) la CHF era secondaria a DMVD e in 33 (50,8%) a DCM. Sessanta cani avevano R-CHF, evidenziata tramite la presenza di versamenti cavitari. Tra i cani con DMVD, la R-CHF si è manifestata in 13/17 (76,5%) soggetti che avevano FA e solo in 10/138 (7,2%) soggetti che non avevano AF. Tra i cani con DCM, la R-CHF si è manifestata in 24/33 (72,7%) soggetti che avevano AF e solo in 13/32 (40,6%) soggetti che non avevano AF. I cani con AF hanno più probabilità di sviluppare segni di R-CHF rispetto ai cani senza AF. Nell'analisi multivariata, la presenza di AF, la diagnosi di DCM e il rigurgito tricuspidale da moderato a grave sono stati associati a R-CHF. La AF era il più forte fattore predittivo di R-CHF (odds ratio, 14,44).

Gli autori concludono che i cani con AF hanno più probabilità di manifestare R-CHF rispetto ai cani senza AF. La presenza di versamenti cavitari è un reperto presente in circa tre quarti dei cani con AF e CHF secondari a DCM o DMVD.

 

“Association between atrial fibrillation and right-sided manifestations of congestive heart failure in dogs with degenerative mitral valve disease or dilated cardiomyopathy” Ward J, et al. J Vet Cardiol. 2019 Feb;21:18-27. doi: 10.1016/j.jvc.2018.10.006. Epub 2018 Dec 11.

Lunedì, 06 Maggio 2019 10:50

Morfina e suoi metaboliti nel cavallo

horse head L'obiettivo di questo studio era quello di descrivere e caratterizzare la farmacocinetica e farmacodinamica della morfina e dei suoi due principali metaboliti nella specie equina.

A un totale di dieci cavalli è stata somministrata una singola dose endovenosa di morfina (a 0,05, 0,1, 0,2, o 0,5 mg/kg) oppure una soluzione salina di controllo. Sono stati raccolti campioni di sangue fino a 72 ore dopo la somministrazione, analizzati per quantificare la presenza della morfina e dei suoi metaboliti mediante LC/MS/MS e, infine, sono stati determinati i parametri farmacocinetici. Dal punto di vista clinico, sono stati anche valutati il conteggio dei passi, la frequenza cardiaca e il ritmo, i borborigmi gastrointestinali, la produzione fecale, il packed cell volume (PCV) e le proteine totali.

La morfina-3-glucuronide (M3G) era il metabolita predominante, raggiungendo concentrazioni superiori a quelle della morfina-6-glucuronide (M6G) in tutti i tempi esaminati. Le concentrazioni massime di M3G variavano da 55,1 a 504 ng/ml e quelle della M6G da 6,2 a 28,4 ng/ml, in base alla dose endovenosa di morfina somministrata. La valutazione iniziale della farmacocinetica della morfina è stata effettuata utilizzando l'analisi non-compartimentale. Il volume di distribuzione allo steady-state variava da 9,40 a 16,9 l/kg e la clearance sistemica da 23,3 a 32,4 ml/kg/min. Gli effetti avversi includevano diminuzione della motilità gastrointestinale e aumento dell'eccitazione nervosa centrale. È stata dimostrata una correlazione tra dosi crescenti di morfina, concentrazioni maggiori di M3G e comparsa di effetti avversi.

I risultati di questo studio supportano la somministrazione diretta di M3G e M6G purificati al fine di caratterizzare al meglio la farmacocinetica della morfina e dei suoi metaboliti e per valutare l'attività farmacodinamica di tali metaboliti.

 

“Pharmacokinetics and selected pharmacodynamics of morphine and its active metabolites in horses after intravenous administration of four doses” Hamamoto-Hardman BD, et al. J Vet Pharmacol Ther. 2019 Mar 27. doi: 10.1111/jvp.12759. [Epub ahead of print]

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