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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

corynebacteriumUno studio osservazionale retrospettivo ha indagato i segni clinici, i rilievi laboratoristici, i possibili fattori predisponenti, la sensibilità antimicrobica e l’outcome di cani e gatti con infezione delle vie urinarie (UTI, urinary tract infection) sostenuta da Corynebacterium urealyticum.

Sono stati inclusi nello studio 11 cani e 10 gatti. Tutti i gatti erano stati precedentemente sottoposti a cateterismi uretrali e 6 di questi avevano anche subito un intervento chirurgico alle vie urinarie prima della diagnosi di UTI da C. urealyticum. Nell’anamnesi dei cani erano riferiti problemi di incontinenza urinaria ad eziologia neurologica (n=5), cateterismi uretrali (n=4), chirurgie urologiche (n = 4), patologie del tratto urinario inferiore (n = 2) o patologia prostatica (n = 1). In sette animali, l’esame colturale delle urine effettuato prima della diagnosi aveva dato esito negativo. La mediana del pH urinario era 8,6 e 19 animali avevano piuria e cristalluria da struvite. Nove soggetti avevano una diagnosi ecografica di “cistite incrostata” (presenza di placche vescicali). In tutte le colture, ad eccezione di una, i batteri erano resistenti ad almeno 3 classi di antibiotici. Tredici colture erano sensibili alle tetracicline. In 9 cani e 7 gatti è stata osservata una negativizzazione della coltura urinaria e la risoluzione clinica dell’UTI. Due soggetti sono deceduti per setticemia e 2 gatti sono stati sottoposti ad eutanasia a causa del peggioramento delle condizioni cliniche.

Dai risultati dello studio emerge che l’UTI da C. urealyticum deve essere sospettata negli animali con preesistenti patologie del tratto urinario, specialmente in presenza di urine alcaline e cristalluria da struvite, in caso di esiti negativi dell’esame colturale di routine e con un quadro ecografico di cistite incrostata.

 

“Clinical description of Corynebacterium urealyticum urinary tract infections in 11 dogs and 10cats” Maurey C, et al. J Small Anim Pract. 2019 Apr;60(4):239-246. doi: 10.1111/jsap.12973. Epub 2019 Jan 17.

imagesUno studio clinico prospettico, randomizzato, in cieco, ha indagato l’effetto del patche di lidocaina al 5% per la gestione del dolore postoperatorio nei cani sottoposti ad emilaminectomia.

Sono stati inclusi cani di proprietà sottoposti ad intervento di emilaminectomia per estrusione acuta di un singolo disco intervertebrale a livello toraco-lombare. Tutti i soggetti sono stati premedicati con metadone, indotti con propofol e mantenuti in anestesia con isofluorano inalatorio e fentanyl in infusione. Al termine della chirurgia i cani sono stati suddivisi in due gruppi: ai soggetti del Gruppo L (lidocaina), su entrambi i lati della ferita chirurgica, sono stati applicati due patch di lidocaina al 5% di 1,5 cm di larghezza; nel gruppo C (controllo) i 2 patch di lidocaina al 5% sono stati applicati senza però che venisse rimosso il rivestimento trasparente isolante. Dopo l'intervento, tutti i cani hanno ricevuto un farmaco antinfiammatorio non steroideo, gabapentin e diazepam. Infine, nelle 48 ore successive alla chirurgia, i soggetti sono stati valutati ogni 2 ore utilizzando la scala per la valutazione del dolore acuto nel cane (Short Form of the Glasgow Composite Pain Scale, SFGCPS) ed è stato loro somministrato metadone in funzione del punteggio ottenuto.

Trentanove cani hanni completato lo studio. I dati demografici, quelli relativi alla gestione anestesiologica e ai tempi chirurgici erano simili tra i 2 gruppi. Il numero di cani che hanno richiesto la somministrazione di metadone nel postoperatorio e il numero di dosi di metadone somministrate non sono risultati differenti tra i 2 gruppi. Non sono state osservate reazioni cutanee alla rimozione dei patch.

Gli autori concludono che i cerotti di lidocaina al 5% non hanno fornito un'analgesia postoperatoria aggiuntiva nei cani sottoposti a emilaminectomia.

 

“Effect of 5% transdermal lidocaine patches on postoperative analgesia in dogs undergoing hemilaminectomy” Re Bravo V, et al. J Small Anim Pract. 2019 Mar;60(3):161-166. doi: 10.1111/jsap.12925. Epub 2018 Sep 2.

thumb 92413L’obiettivo di questo studio multicentrico era quello di valutare la sicurezza e l’efficacia di una soluzione orale di telmisartan per il trattamento dell'ipertensione arteriosa sistemica nella specie felina.

Sono stati inclusi gatti di proprietà con pressione arteriosa sistolica indiretta (PASI) di 160-200 mmHg, confermata con misurazioni ripetute. Lo studio prevedeva una fase di efficacia, della durata di 28 giorni, condotta in maniera prospettica, randomizzata, in doppio cieco, controllata con placebo, e una fase di utilizzo prolungato del telmisartan della durata di 154 giorni. I gatti ipertesi sono stati suddivisi, in maniera randomizzata, in 2 gruppi: il gruppo test al quale sono stati somministrati 1,5 mg/kg di telmisartan per via orale ogni 12 ore per 14 giorni, seguiti da 2 mg/kg ogni 24 ore per via orale; nel gruppo controllo è stato somministrato un volume equivalente di placebo. La PASI è stata misurata ai giorni 0, 14 e 28. La variazione della PASI rispetto al valore basale è stata calcolata ai giorni 14 e 28. Il telmisartan è stato definito efficace qualora avesse determinato una riduzione significativa della PASI rispetto al valore basale al giorno 14, e qualora questa riduzione fosse stata clinicamente rilevante (> 20 mmHg) al giorno 28.

Sono stati inclusi 221 gatti. Il giorno 14, la riduzione media della PASI è risultata significativamente maggiore nel gruppo trattato con telmisartan (-23,3 mmHg; CI 95% da -28,2 a -18,3) rispetto al gruppo trattato col placebo (-7,5 mmHg; da -13,6 a -1,5) (P = 0,0005). Al giorno 28 il trattamento con telmisartan ha determinato una diminuzione della PASI clinicamente rilevante (-23,9 mmHg; da -27,8 a -20,0), mentre ciò non si è verificato a seguito del trattamento con placebo (-11,6 mmHg; da -17,4 a -5,9). Tale riduzione della PASI osservata nei gatti del gruppo test è persistita per tutta la durata dei 6 mesi di sperimentazione.

Gli autori concludono che il telmisartan orale è efficace nel ridurre significativamente la PASI in misura clinicamente rilevante ed è stato ben tollerato dai gatti ipertesi.

 

“Safety and efficacy of orally administered telmisartan for the treatment of systemic hypertensionin cats: Results of a double-blind, placebo-controlled, randomized clinical trial” Coleman AE, et al. J Vet Intern Med. 2019 Mar;33(2):478-488. doi: 10.1111/jvim.15429. Epub 2019 Mar 9.

laparoQuesto studio retrospettivo ha indagato se la percentuale di complicazioni, sia quelle generali che quelle connesse alla guarigione delle ferite, fosse inferiore nelle cagne sottoposte a ovariectomia laparoscopica rispetto a quelle sottoposte a ovariectomia laparotomica.

Le complicazioni generali sono state descritte e classificate utilizzando il sistema di classificazione di Clavien-Dindo.

Il 44% (46/106) dei cani sottoposti a ovariectomia laparotomica ha sviluppato una complicazione. Nel 28,3% (30/106) dei casi si sono verificate complicazioni nella guarigione delle ferite, la maggiore parte delle quali era di lieve entità e autolimitante. Infezioni superficiali del sito chirurgico sono state riscontrate nel 5% (5/106) dei soggetti, mentre solo un cane (1%) ha sviluppato un’infezione profonda. L'ernia incisionale (laparocele) è stata osservata nel 4% dei casi. Relativamente ai soggetti sottoposti a ovariectomia laparoscopica, solo il 20% (31/154) ha sviluppato una complicazione. L’11% (17/154) ha avuto complicazioni nella guarigione delle ferite ma, nella maggior parte dei casi, di lieve entità. Nel 3% (5/154) dei casi sono state riscontrate infezioni superficiali del sito chirurgico, mentre in nessun soggetto è stata osservata un’infezione profonda del sito chirurgico. Nessun cane sottoposto a ovariectomia laparoscopica ha sviluppato il laparocele.

Nel complesso, il gruppo di cani sottoposti a ovariectomia laparoscopica ha sviluppato complicazioni, sia generali che connesse alla guarigione delle ferite, in percentuale minore. Secondo gli autori, l’approccio laparoscopico potrebbe considerarsi preferibile rispetto a quello laparotomico in corso di intervento di ovariectomia nella cagna; uno studio randomizzato permetterebbe di confermare i risultati ottenuti.

 

“A comparison of the rates of postoperative complications between dogs undergoing laparoscopic and open ovariectomy” Charlesworth TM, et al. J Small Anim Pract. 2019 Apr;60(4):218-222. doi: 10.1111/jsap.12993.

Martedì, 30 Aprile 2019 19:13

Papillomavirus bovino

BPVI Papillomavirus sono, tra i virus animali, quelli con la più vasta diffusione, considerato che molti ospiti possono albergare anche più specie differenti.

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare il profilo ematologico e immunofenotipico di bovini infetti dal Papillomavirus bovino (BPV, bovine papillomavirus).

A questo scopo, sono stati prelevati campioni di sangue da 10 soggetti con manifestazione clinica cutanea di BPV e da soggetti senza papillomatosi clinica (gruppo di controllo).

Dal confronto tra i profili ematologici di questi 2 gruppi è emerso che gli individui infetti con il BPV presentano una riduzione significativa dell’emoglobina e dell’ematocrito. I risultati hanno, inoltre, evidenziato un aumento delle cellule natural killer nel gruppo di animali infetti rispetto al gruppo di controllo, così come una riduzione delle cellule T γδ+ e del rapporto CD4+/CD8+. Infine, è stato osservato che l’infezione indotta dalla presenza del virus stimola la risposta infiammatoria dei linfociti T CD8+, coinvolti nella produzione di IFN-γ e di IL-17.

Questi risultati, sebbene esclusivamente preliminari, forniscono informazioni per una più completa comprensione dei meccanismi immunitari che si innescano nei bovini infetti dal BPV.

 

“Haematological and immunophenotypic evaluation of peripheral blood cells of cattle naturallyinfected with bovine papillomavirus” Bassi PB, et al. Vet J. 2019 Feb;244:112-115. doi: 10.1016/j.tvjl.2018.12.004. Epub 2018 Dec 21.

Domenica, 28 Aprile 2019 23:37

Efficacia del telmisartan nei gatti ipertesi

Cat PetMapQuesto studio prospettico, multicentrico, controllato con placebo, randomizzato, in doppio cieco aveva l’obiettivo di indagare l'efficacia della soluzione orale di telmisartan nel controllare la pressione arteriosa sistemica (PAS) nei gatti con ipertensione.

Sono stati inclusi 285 gatti di proprietà ipertesi con PAS ≥160 mmHg e ≤200 mmHg e che non presentassero sintomi compatibili con danno agli organi bersaglio. I soggetti sono stati divisi, in maniera randomizzata (rapporto 2:1), in 2 gruppi: al gruppo test venivano somministrati 2 mg/kg di telmisartan per via orale ogni 24 ore; al gruppo controllo veniva somministrato un placebo utilizzando la stessa via e lo stesso intervallo di somministrazione. Lo studio era diviso in due fasi: la prima fase (fase d’efficacia) della durata di 28 giorni; la seconda fase (fase di utilizzo prolungato) della durata di 120 giorni. L'efficacia è stata considerata adeguata qualora, al giorno 14, fosse stata osservata una differenza significativa nella riduzione media della PAS tra gruppo test e gruppo controllo e qualora, al giorno 28, il gruppo test avesse raggiunto una riduzione media della PAS >20 mmHg rispetto al valore basale.

Duecentocinquantadue gatti avevano completato la fase d’efficacia e 144 avevano completato la fase di utilizzo prolungato. La riduzione media della PAS al giorno 14 differiva significativamente tra i 2 gruppi (P <0,001). Nel gruppo test, il telmisartan ha ridotto la PAS media (valore basale di 179 mmHg) di 19,2 mmHg (IC 95%; 15,92-22,52) al giorno 14 e di 24,6 mmHg (IC 95%; 21,11-28,14) al giorno 28. Diversamente, nel gruppo controllo, il placebo ha ridotto la PAS media (valore basale di 177 mmHg) di 9 mmHg (95% CI; 5,3-12,8) al giorno 14 e di 11,4 mmHg (95% CI; 7,94-14,95) al giorno 28. Da notare che, al giorno 28, il 52% dei gatti trattati con telmisartan presentava una PAS <150 mmHg. La riduzione media della PAS osservata nel gruppo trattato con telmisartan nei pazienti con ipertensione grave (≥ 180 mmHg) e moderata (160-179 mmHg) era simile e persistente nel tempo.

Gli autori dello studio concludono che la soluzione orale di telmisartan è efficace nel ridurre la PAS nei gatti ipertesi con pressione compresa tra i 160 e i 200 mmHg.

 

“Efficacy of long-term oral telmisartan treatment in cats with hypertension: Results of a prospective European clinical trial” Glaus TM, et al. J Vet Intern Med. 2019 Mar;33(2):413-422. doi: 10.1111/jvim.15394. Epub 2018 Dec 18.

Domenica, 28 Aprile 2019 23:29

Radioterapia in corso di carcinoma tiroideo

radioLa radioterapia è il trattamento di scelta per il carcinoma tiroideo canino non asportabile chirurgicamente. Alti tassi di risposta e tempi di sopravvivenza mediani di 2 anni o più sono stati precedentemente segnalati utilizzando protocolli chemioterapici convenzionali frazionati e ipofrazionati, anche nei soggetti che presentano metastasi a distanza.

L'obiettivo di questo studio retrospettivo e descrittivo è stato quello di valutare l’outcome di cani con carcinoma tiroideo sottoposti a trattamento palliativo con radioterapia ipofrazionata.

Lo studio ha incluso un totale di 20 cani che presentavano tumori primari macroscopici e segni clinici compatibili con la presenza del tumore. Il valore mediano del diametro più lungo era di 10 cm. Diciannove cani (95%) presentavano metastasi (7/19 ai linfonodi, 16/19 metastasi a distanza). La maggior parte dei cani sono stati trattati con quattro sedute a frequenza settimanale ipofrazionate (6,5-8 Gy).

La radioterapia è stata ben tollerata in 17 cani; gli altri 3 sono morti per compromissione respiratoria prima di completare la radioterapia. Undici cani hanno ricevuto la chemioterapia adiuvante. Cinque cani hanno avuto una risposta locale, in 2 casi totale e in 3 casi parziale. Il tempo mediano di sopravvivenza è stato di 170 giorni (intervallo, 1-824 giorni). Delle potenziali variabili esaminate (sistema di trasmissione delle radiazioni e protocollo, dimensione e posizione del tumore, invasione vascolare/linfatica, malattia metastatica, impiego della chemioterapia, risposta del tumore), solo il raggiungimento della risposta completa o parziale era predittivo della sopravvivenza globale.

In contrasto con le popolazioni precedentemente descritte, in questo studio predominano i cani con segni clinici e malattia al IV stadio. Gli autori suppongono che precedenti studi possano aver sopravvalutato la sopravvivenza dopo radioterapia ipofrazionata in cani con carcinoma tiroideo avanzato.

 

“Short survival time following palliative-intent hypofractionated radiotherapy for non-resectablecanine thyroid carcinoma: A retrospective analysis of 20 dogs” Tsimbas K, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2019 Jan;60(1):93-99. doi: 10.1111/vru.12680. Epub 2018 Sep 4.

Domenica, 28 Aprile 2019 23:14

Endotossine nei vitelli diarroici

CalfDiarrheaUno studio prospettico osservazionale ha indagato se il lipopolisaccaride (LPS) fosse presente nel plasma dei vitelli con diarrea. Il secondo obiettivo consisteva nel determinare se la concentrazione plasmatica di LPS fosse correlata con le variabili cliniche, ematologiche, biochimiche e con l’assetto acido-base e, infine, se la concentrazione di LPS diferisse tra i vitelli diarroici sopravvissuti e quelli non sopravvissuti.

Sono stati inclusi 34 vitelli di età inferiore a 28 giorni, ricoverati e trattati per la diarrea, e 30 vitelli sani come gruppo di controllo. Sono stati raccolti i dati demografici, i riscontri dell’esame fisico, i parametri emogasanalitici e biochimici e l’outcome. La concentrazione plasmatica di LPS è stata determinata, sia nei vitelli diarroici sia nel gruppo di controllo, usando un saggio ELISA specifico per il bovino.

La concentrazione plasmatica di LPS era significativamente più alta nei vitelli diarroici rispetto ai sani (mediana 0,99 ng/ml vs 0,88 ng/ml; P <0,001) e nei non sopravvissuti rispetto ai sopravvissuti (mediana 1,04 ng/ml vs 0,98 ng/ml; P<0,001). La concentrazione plasmatica di LPS era più alta nei vitelli diarroici di razze da carne rispetto a quelli di razze da latte (1,07 ng/ml vs 0,99 ng/ml; P<0,001). Nei vitelli con diarrea, la concentrazione plasmatica di LPS è risultata essere correlata con: la concentrazione di l-lattato, l’ipoglicemia, gli ioni forti non misurati, la concentrazione di Mg2+ e di fosfato e con l’attvità dell’aspartato aminotransferasi.

Questo studio evidenzia un ruolo potenziale del LPS nella patogenesi delle alterazione metaboliche, quali l'iperlattatemia, l'ipoglicemia e l'aumento della concentrazione di anioni forti non misurati, nei vitelli diarroici. Sono necessari ulteriori studi che indaghino l'effetto del LPS sul metabolismo del lattato e del glucosio nei vitelli diarroici.

 

“Detection of endotoxin in plasma of hospitalized diarrheic calves” Gomez DE, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2019 Mar;29(2):166-172. doi: 10.1111/vec.12815. Epub 2019 Feb 27.

Lunedì, 08 Aprile 2019 19:28

Chemioterapia in corso di linfoma equino

imagesIn letteratura, le informazioni prognostiche relative al linfoma equino sono scadenti e il trattamento è spesso palliativo.

Questo case series retrospettivo ha lo scopo di fornire informazioni riguardo l’outcome a lungo termine di 15 cavalli con linfoma sottoposti a chemioterapia.

La remissione completa è stata raggiunta in 5 cavalli (33,3%), una risposta parziale è stata ottenuta in 9 soggetti (60%), infine, in un soggetto la malattia si è stabilizzata. Il tasso di risposta generale è stato del 93,3% (14/15). Il tempo mediano di sopravvivenza complessivo era di 8 mesi (range, 1-46 mesi). Nove cavalli hanno presentato un totale di 14 effetti avversi attribuibili alla chemioterapia. Gli effetti avversi sono stati classificati secondo i criteri stabiliti dal Veterinary Cooperative Oncology Group (alopecia di grado 1, n = 2; neutropenia di grado 1, n = 2; linfopenia di grado 1, n = 3; letargia di grado 1, n = 1; neurotossicità di grado 2, n = 1; colica di grado 2, n = 1; ipersensibilità di grado 1, n = 1; ipersensibilità di grado 2, n = 2; ipersensibilità di grado 5, n = 1). Gli effetti avversi di grado più elevato sno stati più comunemente osservati a seguito della somministrazione di doxorubicina (n = 4); un cavallo è deceduto 18 ore dopo la somministrazione di questo chemioterapico.

La chemioterapia può essere utilizzata con successo per il trattamento di cavalli con linfoma. Gli effetti avversi si verificano in circa i due terzi dei cavalli trattati, ma sono generalmente di lieve entità.

 

“Retrospective evaluation of clinical outcome after chemotherapy for lymphoma in 15 equids(1991-2017)” Luethy D, et al. J Vet Intern Med. 2019 Mar;33(2):953-960. doi: 10.1111/jvim.15411. Epub 2019 Jan 12.

downloadLo scopo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere la posizione e la distribuzione delle fratture craniomaxillofacciali (CMF) in 45 gatti che avevano subito un trauma cranico a seguito del quale avevano riportato una o più fratture CMF diagnosticate tramite esame di tomografia computerizzata (TC).

Ai fini dello studio, lo scheletro CMF è stato suddiviso in 15 regioni anatomiche funzionali e, sulla base delle immagini TC, i siti di frattura sono stati assegnati a una di queste regioni anatomiche.

Le fratture craniche erano evidenti nell'80% dei gatti e le fratture mandibolari nell'86,7% dei gatti. Il numero mediano di regioni anatomiche interessate era 8, ed è stata evidenziata una correlazione moderata o forte tra le fratture di diverse regioni. Nello specifico, nei casi in cui le fratture sono state osservate nel rinofaringe, esse erano bilaterali nel 93,5% dei soggetti, e quando a carico della regione orbitale erano bilaterali nell’89,7% dei soggetti. Il 57,8% dei gatti (26/45) avevano fratture che interessavano una o entrambe le articolazioni temporo-mandibolari, il 64,4% (29/45) avevano subito fratture ai denti e il 15,6% presentavano lesioni significative a carico degli occhi.

È probabile che i gatti che presentano una singola diastasi sinfisaria o una frattura parasinfisaria abbiano ulteriori fratture in altre sedi. È opportuno considerare che le fratture del rinofaringe, della regione orbitale, del naso, della mascella, della sinfisi intermascellare e delle regioni dell’arcata zigomatica possono, talvolta, verificarsi contemporaneamente nello stesso soggetto. Inoltre, il modello di distribuzione delle fratture mandibolari non è prevedibile come quello delle fratture mascellari. L'imaging TC è necessario per ottenere una diagnosi completa della posizione e della distribuzione delle fratture del cranio nei gatti che hanno subito un trauma cranico.

 

“Location and distribution of craniomaxillofacial fractures in 45 cats presented for the treatment of head trauma” Tundo I, et al. J Feline Med Surg. 2019 Apr;21(4):322-328. doi: 10.1177/1098612X18776149. Epub 2018 May 24.

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