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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Fig 1 A large volume of neoplastic effusion in a catL’ecografia FAST (Focused Assessment with Sonography for Trauma) è una metodica ecografica finalizzata a valutare la presenza di versamenti cavitari secondari a traumi.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di valutare la corrispondenza tra l’esame FAST e la tomografia computerizzata (TC) nel rilevare la presenza di versamento pleurico e peritoneale e la presenza di pneumotorace in animali che hanno subito un trauma.

Lo studio ha incluso 13 cani e 2 gatti; di questi 15 soggetti, 10 avevano subito un trauma contusivo e 5 un trauma penetrante. Ciascun soggetto è stato sottoposto, in ordine, ad un esame FAST addominale (per la valutazione della presenza di versamento pleurico) e toracico (per la presenza di pneumotorace e versamento pleurico) da parte di un medico del pronto soccorso e poi da parte di un radiologo; successivamente il paziente è stato sottoposto ad un esame TC interpretato da un radiologo certificato. Ogni operatore era all’oscuro dell’opinione degli altri due.

Il tempo mediano per eseguire tutti e 3 gli esami è stato di 55 minuti (range 30-150 min). La corrispondenza tra la FAST addominale e la TC era da moderata a eccellente per quanto riguarda il rilevamento di versamento peritoneale, la corrispondenza tra la FAST toracica e la TC era da lieve a moderata per la rilevazione di versamento pleurico mentre era scadente per la rilevazione di pneumotorace.

I risultati di questo studio confermano che l’esame FAST è in grado di identificare in modo affidabile la presenza di fluido libero nelle cavità peritoneale e pleurica post-traumatica; diversamente, però, la FAST toracica non è un metodo affidabile per diagnosticare lo pneumotorace.

 

“Evaluation of the agreement between focused assessment with sonography for trauma(AFAST/TFAST) and computed tomography in dogs and cats with recent trauma” Walters AM, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Sep;28(5):429-435. doi: 10.1111/vec.12732. Epub 2018 Jun 14.

Giovedì, 04 Ottobre 2018 00:17

Sindrome alveolo-interstiziale in cani e gatti

Figure 2A for webLa sindrome alveolo-interstiziale polmonare (SAI) comprende molte condizioni patologiche eterogenee (sia acute che croniche) che hanno in comune un diffuso coinvolgimento dell’interstizio con riduzione della capacità di scambio alveolo-capillare e insufficienza respiratoria più o meno grave.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di confrontare la capacità diagnostica dell’ecografia polmonare (EP) e della radiografia toracica (RT) nel valutare la distribuzione della SAI.

Sono stati inclusi nello studio 76 cani e 24 gatti con distress respiratorio acuto o tachipnea, sottoposti a EP e RT entro 6 ore dal ricovero. Le immagini ecografiche sono state valutate per la presenza e per la quantità di linee B in 4 quadranti polmonari, craniale e caudale destro, craniale e caudale sinistro. Ogni singolo quadrante è stato considerato positivo qualora fossero presenti più di 3 linee B all'interno dello stesso spazio intercostale. Anche la valutazione della RT in proiezione dorsoventrale si basava sugli stessi 4 quadranti e la positività era stabilita nel caso in cui l’infiltrato fosse presente in almeno il 25% del quadrante.

I risultati hanno evidenziato una corrispondenza parziale tra la capacità dell’EP e della RT nell’individuare la presenza della SAI, usando la suddivisione in quadranti. L’EP ha discriminato un numero maggiore di quadranti positivi per paziente (2,65 ± 1,59 rispetto a 2,13 ± 1,48; P = 0,012). I modelli di distribuzione della SAI differivano significativamente in base alla diagnosi finale, responsabile della sindrome. I pazienti con scompenso cardiaco congestizio sinistro avevano maggiori probabilità di avere una SAI diffusa se valutati con EP (P <0,001) o una SAI caudale bilaterale se valutati con RT (P = 0,04); diversamente nei pazienti con malattia non cardiaca era più probabile che entrambe le procedure risultassero negative per la presenza della SAI (P <0,001).

Sia l’EP che la RT sono utili nell’identificare e classificare la distribuzione di una patologia polmonare alveolare o interstiziale. L'accordo tra le due modalità è solo parziale. Nel complesso, l’EP ha mostrato una più alta sensibilità rispetto alla RT. Le due modalità hanno evidenziato una diversa distribuzione della SAI in funzione della diagnosi finale.

 

“Distribution of alveolar-interstitial syndrome in dogs and cats with respiratory distress as assessed by lung ultrasound versus thoracic radiographs” Ward JL, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Sep;28(5):415-428. doi: 10.1111/vec.12750. Epub 2018 Aug 3.

ShmooL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di indagare dei modelli prognostici in una popolazione di cani con danno renale acuto (AKI, Acute Kidney Disease) e con danno renale acuto su una malattia renale cronica (AKI su CKD, Chronic Kidney Disease) gestiti con emodialisi.

Lo studio ha incluso 40 cani con reperti anamnestici, clinici, di diagnostica per immagini ed esami di laboratorio compatibili con AKI o AKI su CKD gestiti con emodialisi intermittente. Su tutti i cani è stato applicato un sistema di punteggio precedentemente descritto e già valutato in cani con AKI.

I modelli A, B e C di tale sistema di punteggio hanno classificato correttamente l’outcome rispettivamente nel 68%, 83% e 85% dei casi. Nella popolazione di cani di questo studio, il modello A ha mostrato una sensibilità del 58% e una specificità dell'86%, il modello B ha mostrato una sensibilità del 79% e una specificità dell'87%, il modello C ha mostrato una sensibilità dell'86% e una specificità dell'84%. Nei cani non sopravvissuti, rispetto ai cani sopravvissuti, erano significativamente più frequenti la presenza di anuria (P <0,0002), le complicanze respiratorie (P <0,0001), la coagulazione intravasale disseminata (P =0,0004), la gravità del AKI (P =0,0023), la pancreatite (P =0,0001) e la sindrome da risposta infiammatoria sistemica (P =0,0001).

Nella popolazione di cani presi in esame in questo studio, il modello C del sistema di punteggio precedentemente descritto ha mostrato la migliore sensibilità e specificità nel predire la prognosi, mentre il modello A ha avuto la sensibilità più bassa. Gli autori concludono che la presenza di complicanze respiratorie, di coagulazione intravasale disseminata, di sindrome da risposta infiammatoria sistemica e di pancreatite sono più spesso associati ad una prognosi infausta.

 

“Evaluation of a prognostic scoring system for dogs managed with hemodialysis” Perondi F, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Jul;28(4):340-345. doi: 10.1111/vec.12736. Epub 2018 Jun 24.

friesian eyeL’obiettivo di questo studio crossover randomizzato era quello di confrontare l'efficacia e la durata d’azione di tre anestetici locali, somministrati nello spazio subcongiuntivale, sulla sensibilità corneale nei cavalli.

Sono stati impiegati 8 cavalli adulti sani, a ciascuno dei quali sono stati somministrati 0,2 ml di bupivacaina (0,5%), di lidocaina (2%), di mepivacaina (2%) o di soluzione salina in uno dei due occhi (l'occhio controlaterale fungeva da controllo). Ciascun trattamento è stato effettuato una volta ed è stato seguito da un periodo di washout di due settimane. La sensibilità corneale (SnC) è stata misurata in entrambi gli occhi con un estesiometro di Cochet-Bonnet prima della sedazione con xilazina, dopo la sedazione e a intervalli di 10 minuti dopo somministrazione subcongiuntivale dell’anestetico fino a quando la sensibilità corneale non fosse tornata normale.

La SnC era ridotta per una durata di 105 minuti nel caso della bupivacaina, di 103,8 minuti per la lidocaina, di 138,8 minuti per la mepivacaina e di 7,5 minuti per la soluzione salina. Tutti gli anestetici locali hanno ridotto la SnC più a lungo della soluzione salina (P <0,001) e la mepivacaina ha ridotto la SnC più a lungo della lidocaina (P = 0,04). Non è stata rilevata alcuna tossicità corneale legata all’utilizzo degli anestetici.

I risultati di questo studio dimostrano che la somministrazione subcongiuntivale di lidocaina, bupivacaina e mepivacaina riducono in modo efficace e sicuro la sensibilità corneale negli occhi di cavalli sani per 1,5-2 ore e possono essere impiegati per ottenere l'analgesia perioperatoria in corso di procedure corneali nei cavalli.

 

“The effects of subconjunctival bupivacaine, lidocaine, and mepivacaine on corneal sensitivity in healthy horses” Jinks MR et al. Vet Ophthalmol. 2018 Sep;21(5):498-506. doi: 10.1111/vop.12537. Epub 2017 Dec 12.

Martedì, 25 Settembre 2018 18:40

Trasudato pleurico ricco di linfociti nei gatti

gatto non chiloI versamenti pleurici “linforragici” non-chilosi sono versamenti trasudatizi caratterizzati dalla presenza predominante di linfociti; tuttavia, non contenendo chilomicroni, non hanno il classico aspetto lattiginoso tipico del versamento chiloso. Nei gatti, questo tipo di versamento è stato associato a patologie cardiache, ma mancano studi sull’argomento.

L’obiettivo di questo studio è quello di indagare l’associazione tra versamento ricco di linfociti non-chiloso e la patologia primaria sottostante.

Sono stati inclusi nello studio i gatti in cui la citologia del versamento pleurico l’avesse classificato come un trasudato ricco di linfociti e che fossero stati sottoposti a imaging toracico, inclusa l’ecocardiografia.
Dei 33 gatti inclusi, 23 (69,7%) avevano una concomitante patologia cardiaca, 8 gatti (24,2%) avevano un concomitante linfoma o carcinoma mediastinico oppure una massa toracica, 1 gatto (3,0%) aveva un timoma e in 1 caso (3,0%) il versamento si è manifestato come sequela di un piotorace.

Gli autori concludono che, poiché non è stato possibile dimostrare una chiara origine linfatica, la definizione più corretta da attribuire a questo tipo di versamento è quella di trasudato ricco di linfociti. Sebbene il numero dei casi in questo studio preliminare sia basso, la presenza di un trasudato pleurico ricco di linfociti in un gatto dovrebbe indurre a supporre la presenza di una patologia cardiaca o di una neoplasia intratoracica.

 

“Pleural lymphocyte-rich transudates in cats” Probo M, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):767-771. doi: 10.1177/1098612X17731045. Epub 2017 Sep 18.

ipotiroidismo ghUna bassa concentrazione plasmatica di tiroxina totale (TT4) associata ad una concentrazione plasmatica di TSH all’interno del range di riferimento non permette di distinguere tra cani con ipotiroidismo e cani con patologie non-tiroidee (NTI, nonthyroidal illness). In corso di ipotiroidismo è stato osservato un aumentato rilascio dell’ormone della crescita (GH, growth hormone), conseguente all’aumentata attività del TRH (Thyrotropin releasing hormone) che, nei soggetti ipotiroidei, viene secreto in maggiore quantità al fine di stimolare la secrezione di TSH.

L’ipotesi degli autori di questo studio caso-controllo è che le concentrazioni di GH basali e post stimolazione con TRH possano essere usate per distinguere i cani con ipotiroidismo da quelli con NTI.

Sono stati inclusi 21 cani con segni clinici compatibili con ipotiroidismo, una bassa concentrazione plasmatica di TT4 e una concentrazione plasmatica di TSH all’interno dell’intervallo di riferimento.
La distinzione tra cani ipotiroidei e non è stata effettuata mediante scintigrafia tiroidea. Tutti i cani sono stati successivamente sottoposti al test di stimolazione con TRH e sono state misurate le concentrazioni plasmatiche di GH e TSH prima e dopo 30 e 45 minuti dalla somministrazione endovenosa di TRH.

Sulla base della scintigrafia 11 cani sono stati classificati come ipotiroidei e 10 come affetti da NTI. La concentrazione plasmatica basale di GH nei cani ipotiroidei (3,2 μg/l; range, 2,0-12,5 μg/l) era significativamente più alta (p<0,001) rispetto a quella dei cani con NTI (0,73 μg/l; range 0,45-2,3 μg/l), con un minimo di sovrapposizione tra i due gruppi. Dopo la somministrazione di TRH la concentrazione plasmatica di GH aumentava in maniera significativa (p=0,009) nei cani ipotiroidei, mentre non subiva variazioni significative nei cani con NTI. A distanza di 45 minuti dalla somministrazione di TRH non era presente più alcuna sovrapposizione tra le concentrazioni plasmatiche di GH nei cani ipotiroidei e e in quelli con NTI. La concentrazione plasmatica di TSH non ha mostrato variazioni significative dopo la somministrazione di TRH nei cani ipotiroidei, mentre è aumentata (p<0,001) nei cani con NTI.

Gli autori concludono che la concentrazione plasmatica basale di GH e le concentrazioni di GH e TSH dopo il test di stimolazione con TRH permettono di distinguere i cani ipotiroidei da quelli con NTI.

 

“Use of basal and TRH-stimulated plasma growth hormone concentrations to differentiate between primary hypothyroidism and nonthyroidal illness in dogs” Pijnacker T, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1319-1324. doi: 10.1111/jvim.15139. Epub 2018 May 7.

Martedì, 25 Settembre 2018 18:22

Castrazione scrotale o prescrotale nel coniglio

rabbit castrationLa castrazione dei conigli può essere ottenuta con diverse tecniche chirurgiche. Attualmente, la scelta della tecnica da utilizzare dipende dalle preferenze del chirurgo poiché manca un confronto oggettivo che induca a sceglierne una piuttosto che un’altra.

Lo scopo di questo studio era quello di confrontare gli approcci scrotale e prescrotale nei conigli da compagnia.Per permettere il confronto, sono stati comparati tra loro la durata della chirurgia e dell'anestesia, come fosse l'appetito e la produzione di feci nel periodo postoperatorio e quali fossero le complicanze postoperatorie.

Sono stati inclusi 13 conigli, assegnati in modo casuale al gruppo castrazione scrotale (CS) o al gruppo castrazione prescrotale (CPS). L'appetito, la produzione fecale, le incisioni chirurgiche e l’aspetto dello scroto sono stati valutati a 8 ore, 24 ore, 32 ore e 7 giorni dopo l'intervento.

L'edema scrotale a 8, 24 e 32 ore dopo la chirurgia e la durata dell'anestesia erano significativamente maggiori nel gruppo CS rispetto al gruppo CPS (rispettivamente P = 0,008, P = 0,013, P = 0,021 e P = 0,034). Una maggiore tendenza, seppur non significativa, al leccamento e alle mutilazioni è stata osservata nel gruppo CS 24 ore dopo la chirurgia. Non sono state osservate altre complicazioni in entrambi i gruppi.

Tutti i conigli hanno recuperato rapidamente un normale appetito e una produzione fecale e tutte le incisioni chirurgiche sono guarite senza problemi. Sebbene la tecnica prescrotale fosse associata a meno complicanze, secondo i risultati di questo studio, entrambe le tecniche possono essere considerate opzioni sicure per i conigli da compagnia.

 

“Comparative study of scrotal and prescrotal castration in pet rabbits (Oryctolagus cuniculus)” Duhamelle A, et al. Journal of Exotic Pet Medicine. 2018;27(3):15-21.

sirs horseL'infiammazione sistemica è una causa riconosciuta di disregolazione dell'insulina in molte specie, ma la letteratura riguardante l’andamento delle concentrazioni di insulina e glucosio nei cavalli adulti con sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS, systemic inflammatory response syndrome) è carente.

Uno studio prospettico ha valutato la relazione esistente tra le concentrazioni ematiche di insulina e glucosio con la probabilità di sopravvivenza in 58 cavalli adulti con diagnosi di SIRS.

Trentasei dei 58 cavalli inclusi (62%) sono sopravvissuti. Al momento del ricovero, 21 cavalli (36%) avevano una aumentata concentrazione sierica di insulina e 44 cavalli (88%) erano iperglicemici; i cavalli sopravvissuti avevano un'insulinemia significativamente più alta e una glicemia significativamente più bassa. I cavalli che, durante il ricovero, avevano sviluppato iperinsulinemia avevano una probabilità 4 volte maggiore di sopravvivere; diversamente, i cavalli che presentavano iperglicemia avevano una probabilità 5 volte minore di sopravvivere. Sia la presenza di iperglicemia che la concentrazione di glucosio sierico erano associate alla gravità della malattia. Il rapporto insulina/glucosio, che riflette la secrezione di insulina, era significativamente più alto nei sopravvissuti, mentre il rapporto glucosio/insulina, che riflette la resistenza dei tessuti periferici all'insulina, era significativamente inferiore nei non-sopravvissuti. Solo nei sopravvissuti c'era una correlazione significativa tra l'insulinemia e la concentrazione di glucosio.

Gli autori concludono che l’aumento delle concentrazioni ematiche di insulina e di glucosio sono caratteristiche comuni in corso di SIRS nel cavallo. I soggetti che presentano un’iperglicemia e un’ipoinsulinemia relativa, aspetti che suggeriscono una disfunzione pancreatica endocrina, hanno una prognosi peggiore.

 

“Insulin dysregulation in horses with systemic inflammatory response syndrome” Bertin FR, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1420-1427. doi: 10.1111/jvim.15138. Epub 2018 May 10.

amfL'attività infiammatoria e degenerativa all'interno delle articolazioni può essere studiata in vivo tramite l'analisi di biomarcatori del liquido sinoviale (LS), coinvolti nei processi infiammatori e di turnover tissutale.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare la risposta di specifici biomarcatori del LS dopo trattamento intrarticolare con acido ialuronico non-animale stabilizzato (NASHA, non-animal stabilized hyaluronic acid) ad alto peso molecolare. L’ipotesi degli autori era che le concentrazioni nel LS di prostaglandina E2 (PGE2), di sostanza P, dell’epitopo 846 localizzato nell’area ricca di condroitin solfato della molecola di aggrecano (CS846) e del carbossipeptide del collagene tipo II (CPII) diminuissero maggiormente nei cavalli trattati con NASHA rispetto al gruppo placebo.

Ventotto cavalli con zoppia, responsivi all'anestesia diagnostica intrarticolare metacarpo-falangea o metatarso-falangea, sono stati randomizzati in un gruppo di trattamento (T, n = 15) e in un gruppo di controllo con placebo (C, n = 13). I soggetti sono stati sottoposti, in un primo momento, al prelievo di LS, poi ad anestesia diagnostica intrarticolare e, infine, al trattamento. I cavalli del gruppo T hanno ricevuto 3 ml di NASHA, mentre quelli del gruppo C lo stesso volume di soluzione salina sterile allo 0,9%. A distanza di 2 settimane dal trattamento, i cavalli sono stati rivalutati ed è stato nuovamente campionato il LS.

La concentrazione di CS846 è diminuita solo nel gruppo T (P = 0,010). In entrambi i gruppi è stato registrato un calo significativo delle concentrazioni di PGE2 e CPII. Il trattamento non ha determinato differenze significative tra i due gruppi in nessuno dei biomarcatori valutati. Il trattamento con NASHA ha indotto un aumento della conta dei globuli bianchi, significativo rispetto al basale (P = 0,021) e al gruppo di controllo (P = 0,045).

Sebbene la concentrazione del biomarcatore CS846 nel LS diminuisse nel gruppo T, non è emersa alcuna differenza significativa indotta dal trattamento tra il gruppo che ha ricevuto NASHA e il gruppo di controllo.L’aumento significativo della conta dei globuli bianchi osservata nei cavalli che hanno subito il trattamento intrarticolare con NASHA potrebbe riflettere una lieve risposta infiammatoria. Tuttavia, non essendo stati documentati effetti avversi, gli autori concludono che il trattamento intrarticolare con NASHA è stato ben tollerato.

 

 

“Changes in biomarkers in equine synovial fluid two weeks after intra-articular hyaluronan treatment: a randomised double-blind clinical trial” Niemelä TM, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 15;14(1):186. doi: 10.1186/s12917-018-1512-2.

estr discUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di quantificare il tempo necessario per riacquisire la funzione deambulatoria e la minzione in cani sottoposti a intervento chirurgico per estrusione del disco intervertebrale di tipo I di Hansen a livello toraco-lombare e ha valutato se queste tempistiche fossero correlate al punteggio preoperatorio ottenuto utilizzando la scala di Frankel modificata (SdFM).

A questo scopo sono state esaminate le cartelle cliniche di 54 cani di peso <20 kg dei quali sono stati raccolti i dati relativi ai referti di TC e RM, il segnalamento, i segni clinici e la loro durata, il punteggio preoperatorio della SdFM, il grado di compressione del midollo spinale, il tipo di trattamento medico e chirurgico effettuati e il tempo necessario (dalla chirurgia) per riacquisire la funzione deambulatoria e la minzione.

Il tempo medio ± DS dall'intervento chirurgico per il recupero della minzione era di 4,1 ± 4,4 giorni e quello per il recupero della deambulazione era di 13,8 ± 25,1 giorni. Sono state identificate delle correlazioni negative significative con il punteggio della SdFM per il recupero della minzione (r = -0,63) e della deambulazione (r = -0,64). Nessuna delle altre variabili prese in esame ha mostrato una correlazione con le tempistiche di recupero di queste funzioni.

La quantità di tempo necessario ai cani per riacquisire la minzione e la funzione deambulatoria dopo l'intervento di ernia del disco toraco-lombare è stata correlata alla gravità preoperatoria dei segni clinici (punteggio della SdFM). Questa informazione potrebbe essere utile quando è necessario fare delle scelte pre- e post-operatorie e per fornire delle informazioni prognostiche ai proprietari e ai medici curanti.

 

“Relationship of preoperative neurologic score with intervals to regaining micturition and ambulation following surgical treatment of thoracolumbar disk herniation in dogs” Skytte D e Schmökel H. J Am Vet Med Assoc. 2018 Jul 15;253(2):196-200. doi: 10.2460/javma.253.2.196.

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