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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

surrenalectomiaUno studio pilota sperimentale ha valutato, per la prima volta, l’eseguibilità della surrenalectomia laparoscopica retroperitoneale a porta singola in 8 cani sani di razza Beagle.

La procedura è stata eseguita in 4 cani dal lato sinistro e negli altri 4 dal lato destro. La resezione della ghiandola surrenale è stata effettuata attraverso una porta SILS utilizzando un approccio retroperitoneale. La durata dell'intervento è stata definita come il tempo intercorso dall'incisione cutanea al completamento della sutura cutanea. Il dolore postoperatorio è stato valutato utilizzando 3 punteggi del dolore. L'integrità della capsula della ghiandola surrenale è stata valutata mediante valutazione istologica.

La durata media dell’intervento è stata di 44,1 minuti (intervallo, 37-51) ed era significativamente più lungo sul lato destro che sul lato sinistro (P <0,05). Non ci sono state complicanze intraoperatorie o durante i 14 giorni di monitoraggio postoperatorio. La capsula della ghiandola surrenale è risultata danneggiata in 3 degli 8 cani.

Questo studio suggerisce che la surrenalectomia laparoscopica retroperitoneale a porta singola è realizzabile e può essere utilizzata per rimuovere piccoli tumori surrenali con rischi minimi per il paziente.

 

“Feasibility of single-port retroperitoneoscopic adrenalectomy in dogs” Ko J, et al. Vet Surg. 2018 Jun;47(S1):O75-O83. doi: 10.1111/vsu.12789. Epub 2018 Apr 26.

Lunedì, 16 Luglio 2018 12:45

Emorragia retinica puntiforme nel cane

emorragie retinicheUno studio si è posto l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche dell’emorragia retinica puntiforme nella specie canina.

Sono stati inclusi 83 cani con emorragia retinica puntiforme dei quali sono stati raccolti i dati relativi al segnalamento e la presentazione clinica, comprese eventuali concomitanti malattie oculari e sistemiche.

L'emorragia retinica puntiforme è stata identificata in 119 occhi di 83 cani. L'età media (± DS) dei cani era di 10 (± 3,8) anni. I cani meticci e di razza Golden Retriever, Jack Russell Terrier e English Springer Spaniel erano statisticamente sovrarappresentati. Le emorragie erano localizzate in diversi punti della retina ed erano presente in numero variabile. Una malattia oculare concomitante, tra cui cheratocongiuntivite secca, uveite e cataratta, era presente in 78 occhi (66%). Cinquanta cani (60%) presentavano, inoltre, malattie sistemiche concomitanti, tra cui le più frequenti erano diabete mellito, mieloma multiplo e ipertensione sistemica; più raramente erano riportati anche casi di trombocitopenia immuno-mediata, leptospirosi, neoplasia metastatica e malattia tromboembolica.

Il rischio di emorragie retiniche puntiformi nei cani è maggiore in corso di alcune malattie oculari e sistemiche. L’associazione a patologie sistemiche rende necessaria l’esecuzione di indagini cliniche e diagnostiche volte a svelare eventuali patologie sottostanti nei soggetti con emorragie retiniche.

 

“Punctate retinal hemorrhage and its relation to ocular and systemic disease in dogs: 83 cases” Violette NP, Ledbetter EC. Vet Ophthalmol. 2018 May;21(3):233-239. doi: 10.1111/vop.12496. Epub 2017 Aug 10.

cerbiattoNei cervidi sono state segnalate alcune anomalie oculari congenite, quali microftalmia, anoftalmia, cataratta congenita, cisti dermoidi e coloboma oculare. Attualmente non è ancora stata stabilita una causa responsabile di queste anomalie, come ad esempio carenze nutrizionali, esposizione a tossine ambientali o mutazioni genetiche.

Uno studio retrospettivo ha preso in esame i casi di sospette anomalie oculari congenite in 15 esemplari di cervo dalla coda bianca (Odocoileus virginianus).

Le condizioni riscontrate erano microftalmia (8/15), cataratta congenita (3/15), anoftalmia (2/15), coloboma oculare (1/15), disgenesia del segmento anteriore (1/15), tessuto ghiandolare lacrimale ectopico (1/15) e cecità congenita con opacità corneale (1/15). La maggior parte (11/15, 73%) dei soggetti erano cerbiatti maschi con un'età media di 4 mesi. La maggior parte degli animali presentava anomalie bilaterali. In alcuni casi i soggetti sono stati sottoposti ad indagini infettive al momento della presentazione e 2 di questi sono risultati positivi per il virus della febbre catarrale.

Questo studio fornisce un riassunto conciso e sistematico dei casi conosciuti di difetti oculari congeniti nei cerbiatti ma non è stato in grado di identificare una causa.

 

“Congenital Ocular Abnormalities in Free-Ranging White-Tailed Deer” Clarke LL, et al. Vet Pathol. 2018 Jul;55(4):584-590. doi: 10.1177/0300985818759771. Epub 2018 Feb 14.

Mercoledì, 04 Luglio 2018 19:53

Tossicità delle avermectine nei vitelli

CalvesUno studio ha valutato i possibili effetti avversi di diversi dosaggi di avermectine (abamectina e una combinazione di ivermectina + abamectina) somministrati per via sottocutanea in vitelli di età inferiore a un mese.

Trentacinque vitelli sono stati divisi in 7 gruppi, ciascuno costituito da cinque soggetti: gruppo 1 (controllo), gruppo 2 (abamectina 200 μg/kg), gruppo 3 (abamectina 400 μg/kg), gruppo 4 (abamectina 600 μg/kg), gruppo 5 (ivermectina 450 μg/kg + abamectina 250 μg/kg), gruppo 6 (ivermectina 900 μg/kg + abamectina 500 μg/kg) e gruppo 7 (ivermectina 1350 μg/kg + abamectina 750 μg/kg). Al giorno zero (giorno del trattamento) e ai giorni 1, 7 e 14 post-trattamento sono stati valutati i parametri clinici, biochimici (proteine totali ed enzimi AST, GGT e fosfatasi alcalina) ed è stato effettuato un esame del liquido cerebrospinale (colore, aspetto, pH, densità, cellularità, proteine totali, glucosio ed enzimi CK, ALT e LDH).

Ai dosaggi testati in questo studio, non sono state osservate tossicità neurologiche o alterazioni biochimiche nel liquido cerebrospinale o nel sangue che potrebbero essere correlate alla somministrazione di avermectine. È possibile che l’espressione e l'attività del gene della resistenza multipla ai farmaci (MDR1 - ABCB1) presente nei vitelli possano aver influenzato i risultati ottenuti in questo studio.

 

“Avermectin toxicity in bovines less than thirty days old” de Castro Rodrigues D, et al. Res Vet Sci. 2018 Jun;118:403-412. doi: 10.1016/j.rvsc.2018.04.003. Epub 2018 Apr 16.

Mercoledì, 04 Luglio 2018 19:48

Chiari-like syndrome e siringomielia nel cane

CKCSLa Chiari-like syndrome (CLS) e la siringomielia (SM) sono condizioni che possono verificarsi comunemente nei cani di taglia piccola o toy. La CLS, per la quale esiste una forte predisposizione genetica nei cani di razza Cavalier King Charles spaniel (CKCS), comporta una alterazione della dinamica del liquido cerebrospinale che può portare allo sviluppo di SM. I segni clinici associati a CLS/SM sono spesso confusi con altre problematiche otologiche e dermatologiche, che possono ritardare un trattamento appropriato.

La diagnosi definitiva di CLS/SM richiede indagini di diagnostica per immagini avanzata; tuttavia, a causa dei costi di quest’ultima, molto spesso i casi vengono gestiti in maniera sintomatica sulla base di un sospetto diagnostico.

L'obiettivo principale del trattamento è gestire il dolore neuropatico e i deficit neurologici attraverso approcci medici o chirurgici. Tuttavia, la letteratura attuale, sembra sostenere che, nonostante vengano applicati questi approcci, la patologia progredisca ugualmente e, con essa, anche i segni clinici; nonostante ciò, stando al giudizio dei proprietari, la maggior parte dei cani mantiene una buona qualità di vita.

 

“Understanding and Treating Chiari-like Malformation and Syringomyelia in Dogs” Hechler AC, Moore SA. Top Companion Anim Med. 2018 Mar;33(1):1-11. doi: 10.1053/j.tcam.2018.03.002. Epub 2018 Mar 15.

Mercoledì, 04 Luglio 2018 19:43

Mastocitomi gastrointestinali felini

FGIMCTSulla base della letteratura disponibile, la prognosi dei mastocitomi gastrointestinali felini (FGIMCT, feline gastrointestinal mast cell tumour) è riservata/scadente, il che può influenzare le scelte terapeutiche e l'outcome dei pazienti.

Uno studio ha descritto i riscontri clinici, la risposta al trattamento e l'outcome dei FGIMCT attraverso la revisione retrospettiva delle cartelle cliniche di 31 gatti. I dati raccolti includevano il segnalamento, la tecnica tramite cui è stata effettuata la diagnosi, la posizione del tumore (compresi i siti metastatici), il tipo di trattamento, la causa di morte e il tempo di sopravvivenza.

L'età media era dei soggetti inclusi era di 12,9 anni. La diagnosi è stata effettuata tramite citologia (n = 15), istopatologia (n = 13) o entrambe (n = 3). I siti metastatici includevano i linfonodi addominali (n = 10), i visceri addominali (n = 4) ed entrambi (n = 2). Gli approcci terapeutici includevano solo la chemioterapia (n = 15), la chirurgia e la chemioterapia (n = 7), solo i corticosteroidi (n = 6), la chirurgia e i corticosteroidi (n = 3). I farmaci chemioterapici più comunemente utilizzati erano la lomustina (n = 15) e il clorambucile (n = 12). Il tempo mediano di sopravvivenza complessivo è stato di 531 giorni (intervallo di confidenza al 95%, 334-982). La posizione del tumore, la presenza di metastasi e il tipo di trattamento non hanno influenzato significativamente il tempo di sopravvivenza. Dei 20 gatti deceduti prima della stesura dello studio, 12 erano morti per cause connesse al tumore o per cause sconosciute, mentre gli altri 8 erano deceduti per cause non correlate al tumore.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che la prognosi dei gatti con FGIMCT possa essere migliore di quella riportata in letteratura. I trattamenti chirurgici e medici (compreso il prednisolone da solo) sono risultati entrambi associati a tempi di sopravvivenza prolungati. Trattamenti diversi dal semplice prednisolone potrebbero non essere necessario in alcuni soggetti. Si sottolinea la necessità di ulteriori studi per individuare eventuali fattori prognostici e stabilire quali siano le strategie terapeutiche più efficaci.

 

“Outcome following treatment of feline gastrointestinal mast cell tumours” Barrett LE, et al. Vet Comp Oncol. 2018 Jun;16(2):188-193. doi: 10.1111/vco.12326. Epub 2017 May 31.

coxiellaCoxiella burnetii è un patogeno intracellulare obbligato, responsabile della febbre Q in molte specie animali e nell'uomo. Diversi studi hanno riportato l'associazione tra questo batterio e disturbi riproduttivi quali aborto, parto prematuro, natimortalità e debolezza della prole. Tuttavia, non vi è alcuna prova concreta del fatto che C. burnetii provochi endometrite, calo della fertilità e ritenzione degli invogli fetali.

Uno studio ha effettuato esame istopatologico e PCR su 40 biopsie uterine ottenute da bovine da latte con fertilità scadente, e l’esame colturale da tamponi uterini.

In 30 di 40 vacche, le biopsie endometriali non presentavano lesioni significative, e la coltura batterica e la PCR non avevano evidenziato alcun patogeno. Le altre 10 vacche erano PCR-positive per C. burnetii, mentre erano negative per altri patogeni all’esame colturale e alla PCR. Le biopsie di questi 10 soggetti avevano mostrato un quadro di endometrite cronica da lieve a grave associata a fibrosi perivascolare e perighiandolare.

La valutazione immunoistochimica delle biopsie PCR-positive di C. burnetii ha identificato, per la prima volta, la presenza di C. burnetii a livello intracitoplasmatico nei macrofagi dell'endometrio patologico delle bovine da latte.

 

“Coxiella burnetii in Infertile Dairy Cattle With Chronic Endometritis” De Biase D, et al. Vet Pathol. 2018 Jul;55(4):539-542. doi: 10.1177/0300985818760376. Epub 2018 Mar 22.

pericardioUno studio ha indagato la presenza di infezioni sostenute da agenti patogeni trasmessi da vettore in cani con versamento pericardico che vivono in un’area Mediterranea endemica per diverse malattie tramesse da vettori.

Sono stati inclusi 68 campioni di sangue EDTA e 58 campioni di versamento pericardico prelevati da 68 cani con versamento pericardico. Inoltre sono stati inclusi, come gruppo di controllo, 60 cani senza versamento pericardico. Il versamento pericardico è stato classificato come neoplastico in 40 cani, idiopatico in 23 e ad eziologia sconosciuta in 5 cani. È stata eseguita la PCR real-time per Leishmania infantum, Ehrlichia/Anaplasma spp., Hepatozoon canis, Babesia spp., Rickettsia spp. e Bartonella spp. e, sui campioni risultati positivi, è stato effettuato il sequenziamento al fine di confermare la specificità della specie isolata.

Diciotto cani sono risultati positivi per la presenza di agenti patogeni trasmessi da vettore, in particolare in 16 dei 68 cani con versamento pericardico (23,5%) e in 2 dei 60 cani del gruppo di controllo (3,3%). Nei cani positivi è stata dimostrata la presenza del DNA di Leishmania infantum (n=7), Anaplasma platys (n=2, di cui 1 cane aveva una coinfezione da Leishmania infantum), Babesia canis (n=5), Babesia gibsoni (n=3) ed Hepatozoon canis (n=2). La presenza di agenti patogeni trasmessi da vettore è stata riscontrata più comunemente nel gruppo di cani con versamento pericardico rispetto ai cani del gruppo di controllo (p=0,001). Non vi era alcuna correlazione tra l’eziologia del versamento pericardico e l’evidenza di patogeni trasmessi da vettore (p=0,932).

Gli autori concludono che nei cani con versamento pericardico il riscontro di agenti patogeni trasmessi da vettore è relativamente frequente. Questo risultato richiede ulteriori indagini, specialmente nei cani con versamento pericardico idiopatico. La PCR può fornire informazioni aggiuntive sul ruolo potenziale degli agenti patogeni trasmessi da vettore nei cani con versamento pericardico che vivono in aree endemiche.

 

“PCR evaluation of selected vector-borne pathogens in dogs with pericardial effusion” Tabar MD et al. J Small Anim Pract. 2018 Apr;59(4):248-252.

BSVDUno studio prospettico randomizzato, condotto su 30 gatte intere, ha descritto una tecnica di ovariectomia laparoscopica assistita (LAO, laparoscopically assisted ovariectomy) in cui la chiusura dei vasi viene effettuata o tramite un dispositivo bipolare per la sigillatura dei vasi (BVSD, bipolar vessel sealing device) o tramite legatura. Inoltre è stato confrontato l’outcome tra le gatte sottoposte a questa procedura e quelle sottoposte ad ovarioisterectomia a cielo aperto (OHE, ovariohysterectomy).

Le 30 gatte sono state suddivise in 3 gruppi: LAO con BVSD (gruppo A), LAO con legatura (gruppo B) e OHE con legatura (gruppo C). Sono stati confrontati tra loro le durate delle procedure, le complicazioni chirurgiche, la glicemia e la cortisolemia (prima dell'intervento e a 1, 2, 4, 6, 12 e 24 ore dopo l'intervento) e, infine, il grado di algia post-chirurgica tramite una scala del dolore (fino a 48 ore dopo l'intervento).

La durata della chirurgia era inferiore nel gruppo C (19,1 ± 5,2 minuti; P <0,002); mentre non c'era alcuna differenza significativa tra i gruppi A (27,7 ± 6,6 minuti) e B (33,2 ± 8,2 minuti). Tutte le procedure sono state portate a termine con successo. Non è stata trovata alcuna differenza significativa tra i 3 gruppi per quanto riguarda il grado di algia e la concentrazione sierica del glucosio e del cortisolo.

La tecnica di LAO è stata portata a termine con successo e non ha determinato complicazioni postoperatorie in nessuna delle gatte. I punteggi della scala del dolore non erano diversi rispetto a quelli delle gatte sottoposte ad OHE.

 

“Evaluation of a laparoscopically assisted ovariectomy technique in cats” Sakals SA, et al. Vet Surg. 2018 Jun;47(S1):O32-O38. doi: 10.1111/vsu.12762. Epub 2018 Jan 27.

diuresi cavalloLa terapia diuretica rappresenta il cardine per la gestione dell'insufficienza cardiaca congestizia nei cavalli, ma il suo utilizzo è limitato a farmaci iniettabili poiché attualmente nessun dato supporta l'uso di diuretici d’ansa per via orale (PO, per os).

Uno studio prospettico ha analizzato le proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche della torsemide somministrata per via orale e ha valutato se possa essere utilizzata in alternativa ai diuretici iniettabili nel cavallo.
A questo scopo è stato delineato il profilo farmacocinetico di una singola dose (6 mg/kg PO) di torasemide e sono stati analizzati gli effetti farmacodinamici della somministrazione di torsemide a lungo termine (2 mg/kg PO q12h) per 6 giorni in 6 fattrici adulte sane.

L'analisi farmacocinetica ha identificato un picco di massima concentrazione (Cmax) di 10,14 μg/mL (intervallo, 6,79-14,69 μg/mL) e un tempo di emivita (T1/2) di 9,2 ore (intervallo, 8,4-10,4 ore). È stato dimostrato un aumento statisticamente significativo del volume delle urine e una diminuzione del peso specifico dal giorno 0 al giorno 6 (P <0,0001). Alterazioni significative nelle variabili biochimiche includevano iponatriemia, ipokaliemia, ipocloremia e aumento della concentrazione di creatinina sierica. La pressione arteriosa media è diminuita significativamente al giorno 6 (57,7 ± 8,8 mm Hg, P = 0,001) rispetto al giorno 0 (78 ± 6,1 mm Hg). Le concentrazioni sieriche di aldosterone sono aumentate significativamente dopo 6 giorni di somministrazione di torsemide (P =0,0006).

La torsemide somministrata per via orale (4 mg/kg/giorno) ha raggiunto con successo concentrazioni ematiche terapeutiche, ha indotto una diuresi clinicamente rilevante e ha comportato una moderata azotemia pre-renale e disturbi elettrolitici.

 

“Pharmacokinetic and pharmacodynamic properties of orally administered torsemide in healthy horses” Agne GF, et al. J Vet Intern Med. 2018 May 17. doi: 10.1111/jvim.15213. [Epub ahead of print]

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