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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

zincoLa sindrome da carenza di zinco-simile (ZDL, Zinc deficiency-like) è un difetto ereditario dei vitelli di razza Fleckvieh che mostra profonde analogie con la vera e propria carenza ereditaria di zinco dei bovini (BHZD, bovine hereditary zinc deficiency). Tuttavia, la mutazione genetica interessa il gene codificante per la fosfolipasi D4 (PLD4, phospholipase D4) la quale non riveste alcun ruolo nel metabolismo dello zinco.

Uno studio ha voluto descrivere i segni clinici, le variabili di laboratorio e i riscontri patologici in corso di sindrome ZDL e definire la loro utilità nel differenziarla dalla sindrome BHZD e da altre malattie infettive caratterizzate da una presentazione clinica simile. Sono stati inclusi nello studio 9 vitelli di con dermatite crostosa e la mutazione del gene PLD4, e 25 vitelli con dermatite crostosa o sospetta carenza di zinco.

I 9 vitelli con la mutazione presentavano una dermatite crostosa di grado moderato-grave, localizzata prevalentemente sulla testa, il ventre e le articolazioni; frequentemente erano associate anche infiammazioni del tratto respiratorio e digerente. In 4 vitelli la supplementazione di zinco non ha indotto la remissione dei segni clinici. Gli esami del sangue hanno evidenziato una lieve anemia in 8 vitelli e ipoalbuminemia in 6 vitelli, mentre la concentrazione sierica di zinco era ridotta in soli 3 soggetti. In 7 pazienti sono state riscontrate erosioni/ulcere a carico delle mucose, in 8 soggetti il timo era atrofico o di peso ridotto. Dal punto di vista istologico, le lesioni cutanee non erano distinguibili da quelle presenti in corso di sindrome BHZD. L’analisi dei pedigree ha rivelato la presenza di un antenato in comune tra i vitelli interessati dalla mutazione.

La sindrome ZDL deve essere presa in considerazione come diagnosi differenziale nei vitelli di razza Fleckvieh con dermatite crostosa associata a diarrea o infiammazione delle vie respiratorie, specialmente in assenza di risposta all’integrazione orale di zinco. La diagnosi definitiva richiede la conferma genetica della presenza della mutazione della PLD4.

 

“Zinc Deficiency-Like Syndrome in Fleckvieh Calves: Clinical and Pathological Findings and Differentiation from Bovine Hereditary Zinc Deficiency” Langenmayer MC, et al. J Vet Intern Med. 2018 Mar;32(2):853-859.

progesteroneLa scoperta del progesterone (P4) e la comprensione dei meccanismi d’azione di questo ormone costituiscono un traguardo importante nella storia dell'endocrinologia e della riproduzione. La concentrazione di P4 circolante è determinata dall’equilibrio tra la sua produzione, principalmente da parte del corpo luteo (CL), e il suo metabolismo, operato principalmente dal fegato. Il volume del tessuto luteale e il numero e la funzionalità delle grandi cellule luteiniche sono i principali fattori determinanti la produzione di P4. La velocità del metabolismo del P4 è generalmente determinata dal flusso ematico epatico e può essere di fondamentale importanza nel determinare le concentrazioni di P4 circolanti, in particolare nelle bovine da latte.

Durante i protocolli di inseminazione artificiale (AI, Artificial Insemination) a tempo, le concentrazioni di P4 necessarie all’inseminazione vengono raggiunte aumentando il numero di CL, creando un CL accessorio o mediante integrazione con P4 esogeno. Strategie dietetiche possono anch’esse alterare il P4 circolante, sebbene non siano stati ancora riportati metodi pratici per l’applicazione di queste tecniche. Aumentare le concentrazioni di P4 prima dell'AI a tempo diminuisce generalmente la probabilità di doppia ovulazione e aumenta la fertilità. In prossimità dell'IA, lievi aumenti della concentrazione circolante di P4, in genere a causa di una regressione luteale inadeguata, possono ridurre drasticamente la fertilità. Dopo l'AI, i livelli circolanti di P4 sono fondamentali per garantire la crescita dell'embrione e per l’instaurarsi e il mantenimento della gravidanza.

Molti studi hanno tentato di migliorare la fertilità elevando la concentrazione ematica di P4 dopo l'AI programmata. Una recente meta-analisi ha individuato piccoli benefici di fertilità (dal 3% al 3,5%) soprattutto nelle vacche primipare. Pertanto, la ricerca precedente ha fornito informazioni sostanziali sui meccanismi che regolano le concentrazioni circolanti di P4 e i suoi effetti. Comprendere i risultati degli studi precedenti può spiegare il motivo per cui risulti fondamentale indirizzare la ricerca futura sulla manipolazione del P4 al fine di migliorare il successo riproduttivo.

 

“Physiological and practical effects of progesterone on reproduction in dairy cattle” Wiltbank MC, et al. Animal. 2014 May;8 Suppl 1:70-81.

monitorLo scopo di questo studio prospettico, randomizzato, in cieco, controllato era quello di valutare gli effetti di un’infusione continua (CRI, Constant Rate Infusion) di basse dosi di dexmedetomidina sulla funzione cardiopolmonare, sulla concentrazione di anestetico inalatorio e sul risveglio in gatti anestetizzati con isoflurano.

Lo studio è stato condotto su 12 gatti sottoposti ad anestesia per ovarioisterectomia ai quali sono stati somministrati idromorfone (0,1 mg/kg) e propofol (4,3-7,8 mg/kg) per via endovenosa e poi mantenuti in anestesia con isoflurano. Durante l'anestesia, ai gatti è stata somministrata una dose di carico di dexmedetomidina (0,5 μg/kg) seguita da un CRI di dexmedetomidina (0,5 μg/kg/ora) (gruppo LDD), oppure una dose di carico di soluzione salina seguita da un CRI della stessa soluzione (gruppo SAL). Di ciascun soggetto e in nove tempi diversi (T0-T8) sono stati registrati i dati relativi a: frequenza cardiaca (HR, Heart Rate), frequenza respiratoria, pressione sanguigna, temperatura, saturazione di ossigeno (SpO2), concentrazione di anidride carbonica a fine espirazione (ETCO2, End Tidal CO2), concentrazione di isoflurano a fine espirazione (ETISO) e profondità anestetica.
Non ci sono state differenze significative tra i 2 gruppi nelle variabili di base (T0) relativamente a età, peso, dose di propofol, durata dell’anestesia e della chirurgia, tempo di estubazione o punteggio di risveglio. Relativamente alle variabili oggetto di studio, sono state osservate differenze significative tra i due gruppi, in alcuni dei tempi prestabiliti, per quanto concerne frequenza respiratoria, ETCO2 e pressione arteriosa media e diastolica. Diversamente, pressione arteriosa sistolica, HR, SpO2, ETISO e temperatura non erano significativamente differenti tra i 2 gruppi. Complessivamente, la ETCO2 e la ETISO erano significativamente più basse e la frequenza respiratoria era significativamente più alta nel gruppo LDD rispetto al gruppo SAL.

Alle dosi utilizzate in questo studio, la CRI di dexmedetomidina riduceva le richieste di isoflurano nei gatti anestetizzati sottoposti a ovarioisterectomia. L'utilità di un’infusione continua di basse dosi di dexmedetomidina in un contesto perioperatorio richiede ulteriori indagini poiché, dai risultati emersi, i valori cardiopolmonari intraoperatori durante l'infusione di dexmedetomidina non erano diversi da quelli dei gatti che ricevevano la soluzione salina.

 

“The clinical effects of a low dose dexmedetomidine constant rate infusion in isoflurane anesthetized cats” Simon BT, et al. Vet J. 2018 Apr;234:55-60.

caviaUno studio prospettico sperimentale ha valutato l'efficacia e gli effetti collaterali dell’alfaxalone somministrato per via intramuscolare (IM) come agente sedativo in 30 porcellini d'India sottoposti a radiografie diagnostiche.

Dopo un attento esame di base, ad ogni soggetto sono stati somministrati 5 mg/kg di alfaxalone IM. In particolare, prima e dopo la sedazione a intervalli di 5 minuti, sono stati valutati: frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno, frequenza respiratoria, temperatura corporea rettale, alcuni riflessi e reazioni alle manipolazioni. Infine, sono stati osservati e registrati il tempo trascorso dall'inizio della sedazione al ritorno della locomozione e movimenti coordinati degli arti, la qualità del recupero e il verificarsi di effetti indesiderati.

Il tempo medio ± deviazione standard di insorgenza della sedazione è stato di 2,7 ± 0,6 minuti. Le variabili fisiologiche sono rimaste entro gli intervalli normali fino al completamento della procedura. Durante la sedazione sono stati mantenuti il riflesso palpebrale e la reattività sia al pizzico delle dita che delle orecchie. Non è stata osservata né ipossiemia né ipotermia. La durata della sedazione era di 29,3 ± 3,2 minuti. La sedazione e il recupero non hanno avuto conseguenze e non sono stati osservati effetti avversi.

Gli autori concludono che 5 mg/kg di alfaxalone IM rappresentano un protocollo di sedazione efficace e sicuro per cavie sane sottoposte a procedure non invasive minori. Sono necessari ulteriori studi che indaghino gli effetti cardiovascolari, l'utilità clinica in pazienti non sani e il suo uso combinato con analgesici per le procedure associate alla nocicezione.

 

“Sedative effects of intramuscular alfaxalone in pet guinea pigs (Cavia porcellus)” D’Ovidio D, et al. Vet Anaesth Analg. 2018 Mar;45(2):183-189.

uti catUno studio retrospettivo, che ha raccolto i dati in un periodo della durata di 5 anni, ha documentato la prevalenza delle specie batteriche nei gatti con infezione delle vie urinarie e ne ha valutato la sensibilità agli antibiotici.

Lo studio ha incluso 169 urinocolture positive campionate da 150 gatti.

Il 55% dei soggetti mostrava segni clinici di cistite, mentre il 40% aveva una batteriuria subclinica. Escherichia coli, Staphylococcus spp., Enterococcus spp., Streptococcus spp. e Proteus mirabilis rappresentavano rispettivamente il 50,5%, il 22,9%, il 15,1%, il 3,6% e il 2,6% dei batteri isolati. Enterococcus spp. era significativamente più comune nei gatti con batteriuria subclinica. Le specie Enterococcus e Proteus mirabilis erano resistenti a un numero significativamente più elevato di antibiotici rispetto agli altri patogeni isolati. Applicando la formula per scegliere razionalmente la terapia antimicrobica (FRAT, Formula for Rational Antimicrobial therapy), i batteri isolati avevano maggiori probabilità di essere suscettibili a imipenem, nitrofurantoina, gentamicina e amoxicillina-acido clavulanico. Durante il periodo di studio sono state notate solo minime differenze relative ai fattori di impatto (IF, impact factor) antimicrobico tra i vari anni e tra gatti con e senza segni clinici. Tuttavia, l'IF era aumentato significativamente rispetto ai 10 anni precedenti.

Il trattamento empirico della cistite batterica deve essere evitato quando possibile e, quando necessario, la scelta dell’antibiotico deve basarsi sullo spettro batterico e sulla sensibilità antibiotica determinati mediante urinocoltura.

 

“Prevalence of feline urinary tract pathogens and antimicrobial resistance over five years” Teichmann-Knorn S et al. Vet Rec. 2018 Apr (Epub ahead of print)

sedazioneI farmaci oppioidi possono essere combinati con agonisti degli alfa-2-adrenocettori per sedare i cani in corso di studi radiografici.

Uno studio prospettico, in cieco, randomizzato ha confrontato gli effetti sedativi di metadone o butorfanolo in associazione alla dexmedetomidina in 52 cani sani sottoposti a radiografie del ginocchio.

Di ciascun soggetto sono stati valutati: condizioni corporee (BCS, Body Condition Score), temperamento e dolore utilizzando la versione breve della scala del dolore (CMPS-SF, Short-Form Composite Measure Pain Scale). I cani sono stati randomizzati in due gruppi: al gruppo M venivano somministrati 0,2 mg/kg di metadone in associazione a 2 mcg/kg di dexmedetomidina per via endovenosa; nel gruppo B, invece, ai 2 mcg/kg di dexmedetomidina, venivano associati 0,2 mg/kg di butorfanolo, sempre per via endovenosa. Il grado di sedazione è stato giudicato da un osservatore in cieco utilizzando un punteggio descrittivo numerico da 0 (senza sedazione) a -11 (massima sedazione), prima della somministrazione dei farmaci e a 5, 10, 15 e 20 minuti. Il posizionamento per la radiografia è stato tentato dopo 5 minuti dalla sedazione ma se, a distanza di 10 minuti, il posizionamento non era ancora possibile, la sedazione veniva considerata fallita e il soggetto veniva escluso dalle analisi.

L'inizio della sedazione è stato più veloce nel gruppo B rispetto al gruppo M (p = 0,048). I punteggi di sedazione a 10 minuti dalla somministrazione dei farmaci erano migliori nel gruppo B rispetto al gruppo M (p = 0,003). La sedazione è stata considerata fallita in 12 cani nel gruppo M e 2 nel gruppo B (p = 0,002). La frequenza del polso a 5 e 10 minuti dall’inizio della sedazione era più bassa nel gruppo B (p = 0,002).

Il butorfanolo, somministrato per via endovenosa in associazione alla dexmedetomidina, fornisce una sedazione più efficace dopo 10 minuti rispetto al metadone.

 

“Comparison of Sedation in Dogs: Methadone or Butorphanol in Combination with Dexmedetomidine Intravenously” TobyTrimble R, et al. Vet Anaesth Analg. 2018 Apr (Epub ahead of print)

respiroLa frequenza respiratoria è una voce essenziale dell’esame fisico diretto. Tuttavia, gli intervalli di riferimento utilizzati nel gatto sono quelli relativi alle frequenze respiratorie prese a riposo e durante il sonno in condizioni casalinghe.

Uno studio osservazionale si è posto l’obiettivo di stabilire gli intervalli di riferimento della frequenza respiratoria in gatti adulti clinicamente sani in corso di visita presso cliniche veterinarie di assistenza primaria.

Le frequenze respiratorie sono state registrate da un campione costituito da 131 gatti, in 6 cliniche veterinarie di assistenza primaria, in quattro diverse circostanze: da un osservatore in clinica prima e durante un esame fisico, dal proprietario a casa in condizioni di riposo o sonno, e dall'osservatore durante la visione di un video del gatto registrato dal proprietario a casa.

La frequenza respiratoria degli 88 gatti clinicamente sani adulti (età ≥12 mesi) in clinica variava da 28 a 176 atti respiratori/min (mediana 64) con un intervallo di riferimento calcolato di 32-135 atti respiratori/min. Sulla base delle registrazioni video effettuate dai proprietari di alcuni di questi gatti in casa, le frequenze respiratorie calcolate erano significativamente inferiori rispetto a quelle prese in clinica, sia in condizioni di riposo (n=32, respiro mediano 27, range 16-60 respiri/min) che durante il sonno (n=38, respiro mediano 20, range 9-28 respiri/min) (in entrambi i casi P <0,0001).

Gli autori concludono che gli intervalli di riferimento proposti per i gatti nei libri di testo andrebbero bene se la frequenza respiratoria fosse presa a riposo e a casa; diversamente sono inappropriati per l'utilizzo in corso di visita clinica perché, sulla base di tali intervalli di riferimento, molti gatti sarebbero erroneamente classificati come tachipnoici. Per queste motivazioni, suggeriscono di incoraggiare i proprietari a filmare i loro animali domestici prima di portarli in visita dal veterinario.

 

“Respiratory rate of clinically healthy cats measured in veterinary consultation rooms” Dijkstra E, et al. Vet J. 2018 Apr; 234:96-101.

Immagine1L'antiemetico maropitant, nella formulazione che ha il metacresolo come conservante (Cerenia, Zoetis), è stato associato a dolore dopo iniezione sottocutanea sia nei cani che nei gatti. Recentemente è stata autorizzata una formulazione generica contenente alcol benzilico come conservante, al posto del metacresolo (Prevomax, Le Vet). È stato riportato che l'alcol benzilico abbia proprietà anestetiche locali e riduca il dolore da iniezione.

Uno studio in cieco, randomizzato, cross-over, condotto sulla specie canina, ha confrontato il dolore locale indotto dall’iniezione sottocutanea di queste due formulazioni di maropitant, somministrate ad una temperatura di circa 4°C e 25°C.

Trentadue cani sani di razza Beagle sono stati sottoposti ad iniezioni sottocutanee di entrambe le due formulazioni di maropitant, sia quella contenente metacresolo come conservante che quella contenente alcol benzilico, alle temperature di circa 4°C e 25°C, facendo trascorrere un intervallo di almeno tre giorni tra un trattamento e l'altro. Il dolore conseguente all’iniezione è stato valutato da due osservatori in cieco, utilizzando una scala analogica visiva immediatamente dopo l'iniezione e una scala descrittiva semplice a due minuti di distanza dall'iniezione.

Questo studio ha dimostrato che, nei cani sani di razza Beagle, l'iniezione sottocutanea di maropitant con alcol benzilico come conservante è significativamente meno dolorosa dell'iniezione di maropitant con metacresolo.

 

“Comparison of pain response after subcutaneous injection of two maropitant formulations to beagle dogs” Deckers N, et al. Vet Rec Open. 2018 Feb 17;5(1):e000262.

Adenite

Un recente Consensus Statement riporta le attuali conoscenze e opinioni pubblicate relativamente ai segni clinici, alla patogenesi, all’epidemiologia, al trattamento, alle complicanze e alle strategie di controllo dell’adenite equina.

Questo aggiornamento si concentra sulla descrizione delle diverse presentazioni cliniche in funzione della presenza di una immunità sottostante e il ruolo di vettore nella trasmissione della malattia.

La dichiarazione di consenso ridefinisce il metodo "gold standard" per l’identificazione di possibili infezioni, descrive le nuove tecnologie disponibili nella diagnosi diretta (PCR) e sierologica e il loro impiego nel controllo e nella prevenzione delle epidemie. Viene, inoltre, ribadita l'importanza di un utilizzo giudizioso degli antibiotici nei cavalli con adenite equina.

Nel Consensus viene affrontata la questione relativa alle attuali tecnologie vaccinali e sottolinea l'importanza di associare la vaccinazione ai programmi di prevenzione e controllo della malattia attualmente promossi per facilitare l'eradicazione delle infezioni endemiche preservando, al contempo, l'immunità della mandria.

Viene, infine, descritta la differente risposta immunitaria in soggetti infetti ma in maniera subclinica in corso di esposizione primaria e in corso di esposizioni ripetute, e la risposta immunitaria indotta, invece, dalla vaccinazione.

 

“Streptococcus equi infections in horses: guidelines for treatment, control, and prevention of strangles-revised Consensus Statement” Boyle AG, et al. J Vet Intern Med. 2018 Mar;32(2):633-647.

Giovedì, 26 Aprile 2018 20:03

Malattia di Lyme nei cavalli

borrelliosiL'infezione da Borrelia burgdorferi è comune nei cavalli che vivono nelle aree in cui la malattia di Lyme è endemica e l’estensione geografica di esposizione è in continuo aumento.

La morbilità conseguente all'infezione da B. burgdorferi nei cavalli è sconosciuta. Sindromi documentate attribuite all'infezione naturale da B. burgdorferi nei cavalli comprendono neuroborreliosi, uveite e pseudolinfoma cutaneo. Sebbene altri segni clinici come zoppia e rigidità siano riportati nei cavalli, spesso questi non sono ben documentati.

La diagnosi della malattia di Lyme si basa sull'esposizione a B. burgdorferi, sull’analisi citologica o istopatologica di liquidi o tessuti infetti e sulla rilevazione dell’antigene.

Il trattamento della malattia di Lyme nei cavalli è simile al trattamento che si attua negli esseri umani o nei piccoli animali, ma il successo della terapia potrebbe non essere lo stesso a causa delle differenze di specie nella biodisponibilità degli antimicrobici e a causa del tempo intercorso dall’instaurarsi dell'infezione alla diagnosi e all’'inizio del trattamento.

Non sono ancora stati approvati vaccini ad uso equino per la malattia di Lyme, ma esiste una forte evidenza che una vaccinazione adeguata potrebbe prevenire l'infezione nei cavalli.

 

Borrelia burgdorferi Infection and Lyme Disease in North American Horses: A Consensus Statement” Divers TJ, et al. J Vet Intern Med. 2018 Mar;32(2):617-632

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