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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

downloadUno studio prospettico osservazionale condotto su cavalli con la sindrome dell’addome acuto si è posto l’obiettivo di valutare l’alfa-amilasi salivare (sAA, salivary alpha-amylase), considerata un biomarker non invasivo dell'attività del sistema nervoso simpatico (SNS), e il cortisolo salivare, come possibile biomarker dello stress indotto dal dolore, comparandoli a quelli di un gruppo di cavalli sani. Inoltre, gli autori hanno indagato l’esistenza di una possibile correlazione tra questi due biomarker, il punteggio dell’Equine Acute Abdominal Pain scales - versione 1 (EAAPS-1), la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, il lattato plasmatico, il punteggio della sindrome da risposta infiammatoria sistemica e la concentrazione di amiloide sierica A.

Nello studio sono stati inclusi un totale di 30 cavalli, di cui 19 con addome acuto e 11 sani. L’attività della sAA e del cortisolo salivare erano significativamente più elevati nei cavalli con addome acuto rispetto ai cavalli sani, rispettivamente di 24,5 volte la prima (P <0,0001) e di 1,7 volte il secondo (P <0,01). Inoltre, l'attività della sAA era significativamente correlata con il punteggio EAAPS-1 (r = 0,78, intervallo di confidenza al 95% [IC] 0,38-0,89, P <0,001) e con il punteggio della SIRS (r = 0,49, IC 95% 0,03-0,78, P <0,05). Infine, invece, né la sAA né il cortisolo salivare sono risultati correlati con la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, il lattato plasmatico e l’amiloide sierica A.

FelineVAS300A causa della sua crescita altamente infiltrativa, il sarcoma da inoculo del gatto (FISS, feline injection-site sarcoma) comporta un rischio significativo di recidiva locale del tumore.

Uno studio ha esaminato i parametri di possibile significato prognostico (ad es. dimensioni e localizzazione del tumore, resezione di tumori de novo rispetto a tumori recidivanti e margini chirurgici privi di cellule neoplastiche) in relazione alla loro influenza sul tasso di recidiva (TR), sull’intervallo di tempo libero da malattia (TLM) e sul tempo di sopravvivenza (TS).

cat mammary tumorUno studio retrospettivo multicentrico ha analizzato le potenziali associazioni tra il tipo di approccio chirurgico e il tasso di complicazioni, il tempo di sopravvivenza libero da progressione e il tempo di sopravvivenza malattia-specifico in 107 gatti con adenocarcinoma mammario sottoposti a escissione chirurgica mediante mastectomia unilaterale o bilaterale, effettuata in singola seduta o in più sedute.

Complicazioni si sono verificate in 12 su 61 (19,7%) gatti trattati con mastectomia unilaterale, in 5 su 14 (35,7%) gatti trattati con mastectomia bilaterale in più sedute e in 13 su 32 (40,6%) gatti trattati con mastectomia bilaterale in singola seduta. Le complicanze erano significativamente più probabili nei gatti sottoposti a mastectomia bilaterale rispetto a quella unilaterale. Il tempo mediano di sopravvivenza libera da progressione era più lungo per i gatti trattati con mastectomia bilaterale (542 giorni) rispetto ai gatti trattati con mastectomia unilaterale (289 giorni). Fattori di rischio significativi per la progressione della malattia comprendevano mastectomia unilaterale, ulcerazione del tumore, metastasi linfonodali e tumori a carico della quarta ghiandola mammaria. Fattori di rischio significativi per la mortalità legata alla malattia includevano la presenza di metastasi linfonodali e sviluppo di metastasi regionali o a distanza. Tra i gatti che non hanno sviluppato metastasi, la mastectomia unilaterale è stato un fattore di rischio significativo per la mortalità legata alla malattia. Il trattamento con chemioterapia era associato a un rischio significativamente ridotto di morte legata alla malattia.

laserUno studio prospettico, mascherato, controllato con placebo ha determinato gli effetti della terapia laser a basso livello (LLLT, low-level laser therapy) sulle ferite chirurgiche nella specie canina.

Lo studio è stato condotto su 10 cagne femmine intere sane sottoposte ad intervento di ovariectomia bilaterale dal fianco in cui le brecce chirurgiche sono stati realizzate mediante un punch da biopsia.
Le incisioni su ciascun fianco sono state assegnate in modo casuale al gruppo di trattamento (TX) o al gruppo di controllo (CN). Il gruppo TX ha ricevuto una LLLT una volta al giorno per 5 giorni con un laser a 980 nm e una densità di energia totale di 5 J/cm2. Il gruppo CN ha ricevuto un trattamento placebo (laser disattivato) con le stesse tempistiche del gruppo TX. A 3, 7, 11 e 14 giorni dall’intervento chirurgico, le ferite sono state valutate dal punto di vista visivo, sono state misurate e fotografate; infine, al settimo giorno postoperatorio e al quattordicesimo sono state effettuate delle biopsie in corrispondenza del sito chirurgico.

ernia cavalloLa riparazione delle ernie della parete addominale dei cavalli viene spesso rinforzata inserendo una rete protesica.

In questo studio gli autori descrivono le caratteristiche delle reti protesiche utilizzate per la riparazione delle ernie e presentano 2 sistemi di classificazione delle tecniche di erniorrafia con reti protesiche utilizzati dai chirurghi nel campo medico umano. In base alla posizione in cui è inserita la rete protesica all'interno della parete addominale, entrambi i sistemi di classificazione distinguono tra onlay, inlay, sublay e underlay.

somministrare la pillola ad un gattoLa somministrazione, più volte al giorno, di farmaci antiepilettici ai gatti rappresenta una sfida per i proprietari. La formulazione a rilascio prolungato di levetiracetam (XRL, extended release levetiracetam) ha il vantaggio di richiedere una singola somministrazione giornaliera, tuttavia gli effetti di una terapia prolungata con XRL nella specie felina non sono ancora stati indagati.

Uno studio si è posto l’obiettivo di misurare le concentrazioni sieriche di levetiracetam e di valutare gli effetti avversi del XRL nei gatti sani dopo 11 giorni di somministrazione.

piastrineUno studio clinico controllato randomizzato in doppio cieco ha confrontato la funzionalità emostatica in 16 cani sani dopo il trattamento con basse dosi di aspirina, con olio di pesce o con una combinazione di entrambe le terapie.

A questo scopo sono stati eseguiti su tutti i cani test emostatici completi al tempo zero e dopo 7 giorni di terapia con aspirina a basso dosaggio. Dopo un periodo di washout di 14 giorni, a sei cani è stato somministrato olio di pesce e a nove cani è stata somministrata una terapia combinata di aspirina e olio di pesce; i test emostatici sono stati eseguiti prima e dopo 7 e 28 giorni dall'inizio del trattamento.

furettoUno studio prospettico ha indagato le variabili che influenzano la concentrazione di aldosterone sierico in una popolazione di furetti sani e malati, ha determinato l’intervallo di riferimento dell’aldosterone sierico nei furetti sani e ha stabilito un valore limite di aldosterone per differenziare i furetti sani da quelli malati.

Il limite superiore di riferimento per le concentrazioni di aldosterone sierico è stato definito da campioni di sangue prelevati da 78 furetti (56 sani e 22 malati). La sensibilità e la specificità dei valori di cutoff dell’aldosterone per differenziare i furetti sani dai malati sono state stimate tramite l’analisi della curva ROC.

Giovedì, 24 Maggio 2018 20:41

Urolitiasi ostruttiva nei piccoli ruminanti

becchiUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di descrivere gli aspetti clinici e le procedure diagnostiche in un’ampia popolazione costituita da 270 piccoli ruminanti di sesso maschile (158 arieti e 112 becchi) affetti da urolitiasi ostruttiva.

L’81,2% dei becchi con urolitiasi erano castrati e il 91,7% degli arieti erano maschi interi; il 65,5% dei soggetti era sintomatico da meno di 2 giorni prima della presentazione. Segni clinici comuni erano disuria (93,6%), indigestione (84,4%), peggioramento delle condizioni di salute (79,5%), dolore (73%), aumento della frequenza cardiaca (53,6%) e respiratoria (39,1%), iperazotemia (89,4%). L'azoto ureico nel sangue (BUN) e le concentrazioni di creatinina erano fortemente correlate (r2 = 0,81). Gli squilibri elettrolitici più comunemente riscontrati erano ipocloremia (52,2%), iponatremia (43,3%), ipofosfatemia (52,4%), ipokaliemia (26,2%) e iperkaliemia (24,5%). Il PCV, le proteine plasmatiche, il potassio, la BUN e le concentrazioni di creatinina erano significativamente aumentati negli animali con uroperitoneo. L'ecografia ha permesso di confermare la diagnosi nell'83,9% dei casi (135/161 con sufficienti informazioni disponibili), gli uroliti erano visibili su 34 di 56 radiografie standard.

linfomatosiLa diffusione metastatica del linfoma felino al peritoneo ("linfomatosi") è stata raramente riportata in letteratura. Riconoscere questa condizione ha delle importanti implicazioni dal punto di vista diagnostico, terapeutico e prognostico.

Uno studio ha descritto le caratteristiche ecografiche specifiche della linfomatosi peritoneale felina in 4 gatti con linfoma alimentare e metastasi peritoneali confermate mediante citologia, istologia o entrambe.

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