Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6270 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

Mercoledì, 07 Marzo 2018 13:02

Coronavirus enterico nei cavalli adulti

coronavirusRecentemente è stato individuato un nuovo virus enterico dei cavalli adulti, il coronavirus equino (ECoV). L’infezione da ECoV è associata a febbre, letargia, anoressia e, meno frequentemente, coliche e diarrea. Questo virus enterico si trasmette attraverso la via oro-fecale e i cavalli si infettano tramite l'ingestione di cibo e acqua contaminati da materiale fecale.

A partire dal 2010, sono stati segnalati diversi focolai in Giappone, Europa e Stati Uniti. Sebbene i segni clinici siano piuttosto aspecifici, si osservano spesso linfopenia e neutropenia.

La diagnosi specifica viene effettuata mediante la rilevazione di ECoV nelle feci mediante real-time PCR (PCR quantitativa), microscopia elettronica o antigene-capture ELISA.

Di solito è richiesta solo una terapia di supporto, poiché la maggior parte delle infezioni sono auto-limitanti. Tuttavia, sono state segnalate rare complicanze correlate alla perdita della funzione di barriera esercitata dalla mucosa intestinale, quali l'endotossiemia, la setticemia e l'encefalopatia associata all’iperammonemia.

Una review ha raccolto le ultime informazioni relative al virus, agli aspetti epidemiologici, clinici, diagnostici, patologici, e ha riportato le modalità di trattamento e prevenzione dell'infezione da ECoV nei cavalli adulti.

 

“Enteric coronavirus infection in adult horses” Pusterla N et al. Vet J.2018 Jan; 231:13-18.

cardiomiopatiaGli obiettivi di uno studio retrospettivo condotto in Italia erano quelli di descrivere le caratteristiche epidemiologiche e di analizzare i fattori prognostici che influenzano la sopravvivenza dei gatti con cardiomiopatia restrittiva (CMR).

Sono stati inclusi nello studio 90 gatti (53 maschi e 37 femmine) con diagnosi ecocardiografica di CMR. La maggior parte erano gatti domestici a pelo corto (n=60) con un’età media ± DS di 10.0 ± 4.3 anni e un peso medio di 3.8 kg (range interquartile 3.2-5 kg). La maggior parte dei soggetti era sintomatica (n=87). Il segno clinico più comune era il distress respiratorio (n=75). Il tempo di sopravvivenza mediano (TSM), nei 60 gatti di cui era disponibile il follow-up, era di 69 giorni (intervallo di confidenza [IC] al 95% 0-175 giorni). In 50 gatti la morte è stata attribuita a cause cardiache.

Nell’analisi multivariata solo il distress respiratorio ha mostrato una influenza statisticamente significativa sulla sopravvivenza: i gatti senza distress respiratorio hanno avuto un TSM di 466 giorni (95% IC 0-1208); i gatti con distress respiratorio hanno avuto un TSM di 64 giorni (95% IC 8-120; P = 0.011).

 

“Survival and prognostic factors in cats with restrictive cardiomyopathy: a review of 90 cases” Locatelli C et al. J Feline Med Surg. 2018 Feb; in press.

Martedì, 06 Marzo 2018 17:16

Linfoma gastrointestinale nel cane

linfomaUno studio ha descritto la presentazione clinica, il trattamento e la prognosi dei cani con linfoma gastrointestinale a basso grado.

A questo scopo sono state incluse le cartelle cliniche di cani in cui la diagnosi di linfoma gastrointestinale a basso grado è stata effettuata tramite una combinazione tra istologia e immunoistochimica associata o meno all’analisi della PCR per il riarrangiamento del recettore per l’antigene.

Venti cani soddisfacevano i criteri di inclusione. I cani maschi e di piccola taglia erano sovrarappresentati. I segni clinici più frequenti includevano perdita di peso, vomito e diarrea. La maggior parte dei linfomi era di fenotipo a cellule T (95%) e l’epiteliotropismo è stato riscontrato nel 60% dei casi. Per ottenere una diagnosi definitiva, in molti casi sono state effettuate l’immunoistochimica, la PCR per il riarrangiamento del recettore per l’antigene, o entrambe. Due cani sono stati sottoposti a resezione chirurgica di una massa intestinale. Tutti i cani sono stati trattati con chemioterapia; i farmaci più comunemente prescritti sono stati il clorambucile e il prednisone. Il tasso di risposta complessivo è stato del 70% e il tempo mediano di sopravvivenza è stato di 424 giorni (intervallo di confidenza al 95%: da 105 a 1206 giorni).

Il linfoma gastrointestinale a basso grado sembra essere una condizione rara nel cane; il trattamento con chemioterapia si associa ad un tasso di risposta elevato e tempi di sopravvivenza favorevoli. Sono necessari ulteriori studi per determinare la sua prevalenza nei cani con enteropatia cronica.

 

“Low-grade gastrointestinal lymphoma in dogs: 20 cases (2010 to 2016)” Lane J et al. J Small Anim Pract. 2018 Mar; 59(3): 147-153.

Pagina 17 di 17

Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti. Se chiudi il banner ne accetti l'utilizzo.