Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6638 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

Gaia Carotenuto Med Vet PhDstudent

capraL’Herpervirus caprino di tipo 1 (CpHV-1) causa mortalità neonatale e disturbi riproduttivi nelle capre. Nonostante il suo impatto sulle performance riproduttive, sono stati effettuati solo pochi studi riguardo i fattori di rischio associati all’infezione da CpHV-1.

Uno studio trasversale, condotto su 4.542 capre di 255 allevamenti piemontesi, ha cercato di identificare i potenziali fattori di rischio a livello di mandria e di ospite associati alla prevalenza del CpHV-1 in una popolazione di capre con sieropositività eterogenea al CpHV-1.
Un totale di 630 campioni è risultato positivo al test ELISA (prevalenza=13,9%, intervallo di confidenza 95% (CI), 12,9-14,9). Delle 255 mandrie testate, 85 sono state classificate come positive sulla base della presenza di almeno un animale positivo (prevalenza della mandria 33,3%, CI 95%, 27,5-39,2) con una prevalenza, all’interno della mandria, variabile dallo 0,7% al 100%. I rapporti di prevalenza hanno mostrato un’associazione statistica con i seguenti fattori di rischio: razze diverse dalla Saanen, età avanzata, numerosità delle mandrie, allevamenti estensivi e da carne, coesistenza con animali infetti dal virus dell’artrite encefalite caprina.

C. laceraLa Crepis lacera è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, diffusa nell’area mediterranea. Gli agricoltori ritengono che questa pianta possa essere letale per i piccoli ruminanti nelle aree del Sud Italia. Tuttavia, mancano prove scientifiche che la C. lacera sia tossica per i ruminanti.

Uno studio ha isolato i metaboliti di C. lacera e ne ha valutato l’attività biologica sia in vitro che in vivo. L’analisi fitochimica della parte aerea della pianta ha portato all’isolamento di 5 lattoni sesquiterpenici e 2 composti fenolici.

Martedì, 03 Aprile 2018 14:46

Mucocele della cistifellea nel cane

mucoceleIl mucocele della cistifellea (GBM, gallbladder mucocele) è una malattia del sistema biliare extraepatico sempre più riconosciuta nel cane.

Uno studio retrospettivo multicentrico ha effettuato un’indagine su 219 cani con GBM al fine di identificare le variabili associate alla sopravvivenza e la sensibilità e specificità dell’ecografia nell’identificare la rottura della cistifellea.

emergencyUno studio retrospettivo ha determinato l’associazione tra outcome e concentrazione plasmatica di lattato, valore di pH, deficit di basi (BD, base deficit) e gap anionico (AG, anion gap). È stato inoltre confrontato il significato prognostico dell’iperlattatemia con concomitante acidosi metabolica con quello dell’iperlattatemia associata a un normale equilibrio acido-base.

Sono stati inclusi 566 cani e 185 gatti sui quali era stato eseguito un esame emogasanalitico.

Giovedì, 29 Marzo 2018 16:22

Colangite e colangioepatite nel cane

colangite

La colangite nel cane sembra essere una patologia più comune di quanto si pensasse in precedenza, ma le conoscenze a riguardo sono tuttora incomplete.

Cat PetMapLa malattia renale cronica (CKD, chronic kidney disease) è una causa comune di ipertensione sistemica secondaria nel gatto.

Uno studio ha valutato la relazione tra pressione sanguigna misurata tramite strumenti di monitoraggio indiretto e prevalenza di ipertensione sistemica nei gatti con differenti stadi di CKD.

Sick HorseIl monitoraggio terapeutico e i dati sulla minima concentrazione inibente (MIC, minimum inhibitory concentration) consentono un uso più consapevole della gentamicina.

Uno studio retrospettivo ha valutato il picco e le variazioni della concentrazione plasmatica di gentamicina dopo la somministrazione di 6,6 mg/Kg IV in 339 cavalli ospedalizzati con infezioni sostenute da batteri generalmente sensibili a questo antibiotico. La MIC è stata misurata da 503 campioni provenienti dalla pratica ambulatoriale e da 33 sieri campionati in un contesto ospedaliero.

MMIl mieloma multiplo (MM, multiple myeloma) nel cane viene tipicamente trattato con il melphalan. Un piano terapeutico basato su somministrazioni giornaliere di melphalan è ben tollerato e associato ad un outcome favorevole. In maniera aneddotica, è riportato che anche il regime pulsatile sia efficace, ma in letteratura sono disponibili solo pochi dati riguardo l’outcome a lungo termine e la sicurezza di tale regime farmacologico per i cani con MM.

Gli obiettivi di uno studio retrospettivo di coorte sono stati: confrontare outcome ed effetti avversi tra cani trattati con melphalan con regime pulsatile (n=17) e cani trattati con melphalan con regime giornaliero (n=21); individuare eventuali fattori prognostici in cani con MM in terapia con melphalan .

distressLa fisiopatologia dello scompenso cardiaco comporta l’attivazione di diversi sistemi neuro-ormonali incluso il sistema renina-angiotensia-aldosterone. Lo spironolattone, un mineralcorticoide che agisce come antagonista del recettore dell’aldosterone, è risultato essere di beneficio in persone e cani con scompenso cardiaco.

Uno studio pilota, multicentrico, in doppio-cieco, randomizzato ha valutato l’effetto dello spironolattone sulla sopravvivenza e sui parametri clinici di 20 gatti con scompenso cardiaco secondario a cardiomiopatia in terapia con furosemide e con ACE-inibitore. L’endpoint primario era rappresentato dalla mortalità, definita come morte (spontanea o secondaria all’eutanasia) dovuta a cause cardiache.

cesareoUno studio retrospettivo ha valutato segnalamento, segni clinici, anamnesi riproduttiva, gestione chirurgica e outcome di 173 bovine da carne sottoposte a taglio cesareo per distocia.

Attraverso le cartelle cliniche, sono state raccolte informazioni relative a: segnalamento, anamnesi riproduttiva, causa di distocia, protocollo anestesiologico, e gestione chirurgica delle bovine distociche; inoltre è stato registrato numero, sesso e peso corporeo dei vitelli (sia vivi che morti), oltre che le informazioni riguardanti il trattamento perioperatorio, la durata del ricovero e le condizioni al momento della dimissione. Infine, è stato inviato un questionario a tutti i proprietari riguardo la fertilità postoperatoria delle bovine.

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