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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

fistolaLe fistole dei seni oronasali e oromascellari del cavallo sono complicazioni ben documentate conseguenti all’asportazione o alla caduta di un dente mascellare. Attualmente la diagnosi viene effettuata mediante esame orale, videoendoscopia, radiografia e tomografia computerizzata (TC).

L'obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere le caratteristiche tomografiche delle fistole dei seni oronasale e oromascellare.
Sono stati inclusi i casi (n=17) in cui la diagnosi di fistola del seno oronasale (n=3) o oromascellare (n=14) fosse stata effettuata, oltre che tramite esame tomografico, anche con una delle altre tecniche diagnostiche descritte.

Nelle immagini tomografiche, le fistole apparivano come discontinuità lineari, di dimensioni variabili, a carico dell’osso alveolare contenenti materiale eterogeneo frammisto a bolle di gas, compatibile con materiale alimentare. In 16 casi su 17 è stata identificata una concomitante patologia dentale.

Sebbene il gold standard per la diagnosi di fistole consista nell’identificazione di materiale alimentare all’interno dei seni, i risultati di questo studio supportano l’uso della TC come test diagnostico aggiuntivo al fine di valutarne la gravità e per la pianificazione pre-chirurgica.

 

“Computed tomographic description of the highly variable imaging features of equine oromaxillary sinus and oronasal fistulae” Hargreaves L and Dixon JJ. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):571-576. doi: 10.1111/vru.12630. Epub 2018 May 7.

rk linfomaLa leucemia mieloide acuta è un’infrequente neoplasia del sistema ematopoietico che deve essere differenziata dalle neoplasie linfoidi, come il linfoma, in quanto prevede dei protocolli di trattamento diversi ed è caratterizzata da una prognosi peggiore. Attualmente si pensa che il riscontro radiografico di una massa mediastinica deponga più a favore di una diagnosi di linfoma rispetto ad una di leucemia mieloide.

Tuttavia gli autori di questo studio riferiscono di aver rilevato la presenza di una massa mediastinica in diversi cani con leucemia mieloide acuta e, pertanto, ipotizzano che in questi soggetti la presenza di una massa mediastinica sia più frequente rispetto ai cani con neoplasie linfoidi e che le dimensioni di questa massa siano maggiori rispetto a quelle generalmente rilevate nei cani con neoplasie linfoidi.

In questo studio analitico sono stati inclusi 238 cani con neoplasia del sistema ematopoietico, classificata come linfoide (linfoma a grandi cellule, leucemia linfoblastica acuta, n=218) o come mieloide (n=20) sulla base di test di fenotipizzazione.

Una massa mediastinica è stata rilevata mediante radiografia toracica in 73/218 cani con neoplasia linfoide (33%) e in 9/20 con neoplasia mieloide (45%) (P = 0,21). Il rapporto mediano tra le dimensioni della massa e la silhouette cardiaca era di 0,20 nel caso dei tumori linfoidi e di 0,23 nel caso di quelli mieloidi (P = 0,96). Inoltre, le radiografie toraciche erano normali in 111/218 (51%) cani nel gruppo linfoide e in 9/20 (45%) cani nel gruppo mieloide.

I risultati di questo studio dimostrano che le masse mediastiniche sono riscontrate con una simile frequenza nei cani con leucemia mieloide e nei cani con neoplasia linfoide e che le dimensioni della massa non permettono di discernere tra neoplasie mieloidi e linfoidi.

 

“Dogs with acute myeloid leukemia or lymphoid neoplasms (large cell lymphoma or acutelymphoblastic leukemia) may have indistinguishable mediastinal masses on radiographs” Epperly E, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):507-515. doi: 10.1111/vru.12622. Epub 2018 May 3.

cocelbowdysplasia primary 19541 article

La malattia del processo coronoideo mediale è tra le principali cause di zoppia agli arti anteriori nel cane. Nonostante la tomografia computerizzata e l'artroscopia siano gli strumenti diagnostici più adeguati per la diagnosi di questo disturbo, la radiografia rimane, ad oggi, la tecnica di imaging più utilizzata nella pratica clinica.

Lo studio ha incluso un totale di 143 cani di razza Labrador e Golden Retriever (206 gomiti) senza e con malattia del processo coronoideo mediale. Le radiografie mediolaterali e craniocaudali dei gomiti sono state analizzate per valutare la lunghezza e la morfologia del processo coronoideo mediale e la larghezza dell’area subtrocleare-ulnare.Gli obiettivi di questo studio retrospettivo osservazionale erano quelli di indagare la prevalenza della malattia del processo coronoideo mediale nei cani di taglia grande con zoppia e di valutare l’applicabilità di un nuovo metodo per quantificare le alterazioni radiografiche a carico del processo coronoideo mediale e della regione subtrocleare-ulnare in cani Labrador e Golden Retriever con diagnosi confermata della malattia.

La prevalenza della malattia del processo coronoideo mediale nei cani di taglia grande era del 20,8%. Labrador e Golden Retriever erano le razze più colpite (29,6%). I gomiti coinvolti dalla patologia mostravano un processo coronoideo mediale più corto (P <0,0001) e deformato, con presenza di osteofitosi associata (7,5%). Una sclerosi a carico della regione subtrocleare-ulnare è stata evidenziata in circa il 96% dei gomiti malati, con un aumento significativo (P <0,0001) dell’ampiezza di quest’area. L'osteofitosi periarticolare è stata identificata nel 51,4% dei gomiti malati. La lunghezza e la morfologia del processo coronoideo mediale e l'ampiezza subtrocleare-ulnare variavano significativamente nei cani affetti rispetto ai controlli.

I risultati di questo studio dimostrano che la malattia del processo coronoideo mediale ha un'alta prevalenza nei cani di grossa taglia con zoppia e che le valutazioni radiografiche quantitative possono contribuire alla diagnosi.

 

“The prevalence of is high in lame large breed dogs and quantitative radiographic assessments contribute to the diagnosis” Mostafa A, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):516-528. doi: 10.1111/vru.12632. Epub 2018 Jun 5.

white för främre grupp för bulldoggar fransk 23305770Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di determinare la frequenza del collasso faringeo in un’ampia popolazione di cani brachicefali sottoposti a valutazione videofluoroscopica della deglutizione o del diametro delle vie aeree.

L’ipotesi degli autori era che i cani brachicefali avessero una maggiore incidenza di collasso faringeo se confrontati con i cani dolicocefali o mesocefali con o senza collasso delle vie aeree.

Il collasso faringeo è risultato significativamente più comune nei cani brachicefali (58/82; 72%) rispetto ai cani non brachicefali con (7/25; 28%) e senza (2/30; 7%) collasso delle vie aeree.

I risultati di questo studio confermano l’ipotesi degli autori dimostrando che il collasso faringeo è più diffuso nei cani brachicefali sottoposti a videofluoroscopia rispetto ai cani dolicocefali e mesocefali con o senza collasso delle vie aeree.

 

“The prevalence of dynamic pharyngeal collapse is high in brachycephalic dogs undergoing videofluoroscopy” Pollard RE, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):529-534. doi: 10.1111/vru.12655. Epub 2018 Jun 21.

medicoLa tracheobroncomalacia viene diagnosticata mediante conferma radiografica o broncoscopica delle variazioni del diametro bronchiale durante l’atto respiratorio. Tuttavia, studi condotti in medicina umana su individui sani suggeriscono che un certo grado di collasso bronchiale possa essere osservato anche durante un normale atto respiratorio.

In questo studio analitico, sono stati impiegati 22 cani sani di razza Beagle nei quali sono stati determinati, tramite esame tomografico e radiografico, i diametri luminali dei bronchi di ciascuno dei sei lobi polmonari e la percentuale media di collasso alla fine di un espirazione normale e durante 2 espirazioni forzate.

L’entità del collasso bronchiale era significativamente maggiore durante l'espirazione forzata rispetto a quanto non lo fosse alla fine di una espirazione normale (P <0,001). Ciò era vero per le immagini sagittali e dorsali sia degli studi tomografici che radiografici (P <0,001). La percentuale di collasso bronchiale valutata mediante tomografia durante un’espirazione forzata pari a 15 ml/kg variava tra il 16,6% e il 45,5% in funzione del lobo polmonare; quando valutata mediante radiografia era pari al 57,8% nel lobo craniale destro e al 62,1% nel lobo caudale destro.

I risultati di questo studio dimostrano che il diametro bronchiale è soggetto a delle variazioni fisiologiche durante l’atto respiratorio e che l’evidenziazione di un certo grado di riduzione del diametro bronchiale può essere un riscontro accidentale in cani sani. Pertanto, gli autori concludono che è necessario stabilire dei criteri più rigorosi per identificare il collasso bronchiale in corso di broncomalacia al fine di evitare le false-positività.

 

“Computed tomographic and radiographic bronchial collapse may be a normal characteristic of forced expiration in dogs” Kim H, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):551-563. doi: 10.1111/vru.12625. Epub 2018 May 22.

beagleIl lavaggio broncoalveolare è un test diagnostico effettuato di frequente nei cani con sospetta patologia polmonare; tuttavia in letteratura non vi sono studi che indaghino l’influenza esercitata da questa procedura sulle caratteristiche di imaging dei polmoni.

Lo scopo di questo studio prospettico sperimentale era quello di descrivere le caratteristiche tomografiche e radiografiche dei polmoni dopo lavaggio broncoalveolare in una popolazione di cani sani.

Lo studio ha impiegato 8 cani sani di razza Beagle, sottoposti a tomografia e radiografia toracica prima e subito dopo il lavaggio broncoalveolare, e a 2, 4, 8, 12 e 24 ore di distanza dal lavaggio broncoalveolare.

Immediatamente dopo la procedura, le immagini tomografiche e radiografiche evidenziavano un consolidamento polmonare o un pattern interstiziale. Le alterazioni radiografiche si sono risolte entro 2 ore dalla procedura, invece quelle tomografiche entro 24 ore. Inoltre, negli studi tomografici, la risoluzione del pattern polmonare nei campi ventrali era più tardiva rispetto a quella dei campi dorsali. Infine, i punteggi medi delle immagini tomografiche differivano nel tempo (P <0,001), mentre quelli delle immagini radiografiche no.

Gli autori suggeriscono, pertanto, che l’esecuzione di uno studio radiografico o tomografico del polmone dovrebbe precedere il lavaggio broncoalveolare quando possibile, oppure essergli successivo di almeno 24 ore.

 

“Bronchoalveolar lavage affects computed tomographic and radiographic characteristics of the lungs in healthy dogs” Lim S, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):564-570. doi: 10.1111/vru.12656. Epub 2018 Jun 21.

Fig 1 A large volume of neoplastic effusion in a catL’ecografia FAST (Focused Assessment with Sonography for Trauma) è una metodica ecografica finalizzata a valutare la presenza di versamenti cavitari secondari a traumi.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di valutare la corrispondenza tra l’esame FAST e la tomografia computerizzata (TC) nel rilevare la presenza di versamento pleurico e peritoneale e la presenza di pneumotorace in animali che hanno subito un trauma.

Lo studio ha incluso 13 cani e 2 gatti; di questi 15 soggetti, 10 avevano subito un trauma contusivo e 5 un trauma penetrante. Ciascun soggetto è stato sottoposto, in ordine, ad un esame FAST addominale (per la valutazione della presenza di versamento pleurico) e toracico (per la presenza di pneumotorace e versamento pleurico) da parte di un medico del pronto soccorso e poi da parte di un radiologo; successivamente il paziente è stato sottoposto ad un esame TC interpretato da un radiologo certificato. Ogni operatore era all’oscuro dell’opinione degli altri due.

Il tempo mediano per eseguire tutti e 3 gli esami è stato di 55 minuti (range 30-150 min). La corrispondenza tra la FAST addominale e la TC era da moderata a eccellente per quanto riguarda il rilevamento di versamento peritoneale, la corrispondenza tra la FAST toracica e la TC era da lieve a moderata per la rilevazione di versamento pleurico mentre era scadente per la rilevazione di pneumotorace.

I risultati di questo studio confermano che l’esame FAST è in grado di identificare in modo affidabile la presenza di fluido libero nelle cavità peritoneale e pleurica post-traumatica; diversamente, però, la FAST toracica non è un metodo affidabile per diagnosticare lo pneumotorace.

 

“Evaluation of the agreement between focused assessment with sonography for trauma(AFAST/TFAST) and computed tomography in dogs and cats with recent trauma” Walters AM, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Sep;28(5):429-435. doi: 10.1111/vec.12732. Epub 2018 Jun 14.

Giovedì, 04 Ottobre 2018 00:17

Sindrome alveolo-interstiziale in cani e gatti

Figure 2A for webLa sindrome alveolo-interstiziale polmonare (SAI) comprende molte condizioni patologiche eterogenee (sia acute che croniche) che hanno in comune un diffuso coinvolgimento dell’interstizio con riduzione della capacità di scambio alveolo-capillare e insufficienza respiratoria più o meno grave.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di confrontare la capacità diagnostica dell’ecografia polmonare (EP) e della radiografia toracica (RT) nel valutare la distribuzione della SAI.

Sono stati inclusi nello studio 76 cani e 24 gatti con distress respiratorio acuto o tachipnea, sottoposti a EP e RT entro 6 ore dal ricovero. Le immagini ecografiche sono state valutate per la presenza e per la quantità di linee B in 4 quadranti polmonari, craniale e caudale destro, craniale e caudale sinistro. Ogni singolo quadrante è stato considerato positivo qualora fossero presenti più di 3 linee B all'interno dello stesso spazio intercostale. Anche la valutazione della RT in proiezione dorsoventrale si basava sugli stessi 4 quadranti e la positività era stabilita nel caso in cui l’infiltrato fosse presente in almeno il 25% del quadrante.

I risultati hanno evidenziato una corrispondenza parziale tra la capacità dell’EP e della RT nell’individuare la presenza della SAI, usando la suddivisione in quadranti. L’EP ha discriminato un numero maggiore di quadranti positivi per paziente (2,65 ± 1,59 rispetto a 2,13 ± 1,48; P = 0,012). I modelli di distribuzione della SAI differivano significativamente in base alla diagnosi finale, responsabile della sindrome. I pazienti con scompenso cardiaco congestizio sinistro avevano maggiori probabilità di avere una SAI diffusa se valutati con EP (P <0,001) o una SAI caudale bilaterale se valutati con RT (P = 0,04); diversamente nei pazienti con malattia non cardiaca era più probabile che entrambe le procedure risultassero negative per la presenza della SAI (P <0,001).

Sia l’EP che la RT sono utili nell’identificare e classificare la distribuzione di una patologia polmonare alveolare o interstiziale. L'accordo tra le due modalità è solo parziale. Nel complesso, l’EP ha mostrato una più alta sensibilità rispetto alla RT. Le due modalità hanno evidenziato una diversa distribuzione della SAI in funzione della diagnosi finale.

 

“Distribution of alveolar-interstitial syndrome in dogs and cats with respiratory distress as assessed by lung ultrasound versus thoracic radiographs” Ward JL, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Sep;28(5):415-428. doi: 10.1111/vec.12750. Epub 2018 Aug 3.

ShmooL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di indagare dei modelli prognostici in una popolazione di cani con danno renale acuto (AKI, Acute Kidney Disease) e con danno renale acuto su una malattia renale cronica (AKI su CKD, Chronic Kidney Disease) gestiti con emodialisi.

Lo studio ha incluso 40 cani con reperti anamnestici, clinici, di diagnostica per immagini ed esami di laboratorio compatibili con AKI o AKI su CKD gestiti con emodialisi intermittente. Su tutti i cani è stato applicato un sistema di punteggio precedentemente descritto e già valutato in cani con AKI.

I modelli A, B e C di tale sistema di punteggio hanno classificato correttamente l’outcome rispettivamente nel 68%, 83% e 85% dei casi. Nella popolazione di cani di questo studio, il modello A ha mostrato una sensibilità del 58% e una specificità dell'86%, il modello B ha mostrato una sensibilità del 79% e una specificità dell'87%, il modello C ha mostrato una sensibilità dell'86% e una specificità dell'84%. Nei cani non sopravvissuti, rispetto ai cani sopravvissuti, erano significativamente più frequenti la presenza di anuria (P <0,0002), le complicanze respiratorie (P <0,0001), la coagulazione intravasale disseminata (P =0,0004), la gravità del AKI (P =0,0023), la pancreatite (P =0,0001) e la sindrome da risposta infiammatoria sistemica (P =0,0001).

Nella popolazione di cani presi in esame in questo studio, il modello C del sistema di punteggio precedentemente descritto ha mostrato la migliore sensibilità e specificità nel predire la prognosi, mentre il modello A ha avuto la sensibilità più bassa. Gli autori concludono che la presenza di complicanze respiratorie, di coagulazione intravasale disseminata, di sindrome da risposta infiammatoria sistemica e di pancreatite sono più spesso associati ad una prognosi infausta.

 

“Evaluation of a prognostic scoring system for dogs managed with hemodialysis” Perondi F, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Jul;28(4):340-345. doi: 10.1111/vec.12736. Epub 2018 Jun 24.

friesian eyeL’obiettivo di questo studio crossover randomizzato era quello di confrontare l'efficacia e la durata d’azione di tre anestetici locali, somministrati nello spazio subcongiuntivale, sulla sensibilità corneale nei cavalli.

Sono stati impiegati 8 cavalli adulti sani, a ciascuno dei quali sono stati somministrati 0,2 ml di bupivacaina (0,5%), di lidocaina (2%), di mepivacaina (2%) o di soluzione salina in uno dei due occhi (l'occhio controlaterale fungeva da controllo). Ciascun trattamento è stato effettuato una volta ed è stato seguito da un periodo di washout di due settimane. La sensibilità corneale (SnC) è stata misurata in entrambi gli occhi con un estesiometro di Cochet-Bonnet prima della sedazione con xilazina, dopo la sedazione e a intervalli di 10 minuti dopo somministrazione subcongiuntivale dell’anestetico fino a quando la sensibilità corneale non fosse tornata normale.

La SnC era ridotta per una durata di 105 minuti nel caso della bupivacaina, di 103,8 minuti per la lidocaina, di 138,8 minuti per la mepivacaina e di 7,5 minuti per la soluzione salina. Tutti gli anestetici locali hanno ridotto la SnC più a lungo della soluzione salina (P <0,001) e la mepivacaina ha ridotto la SnC più a lungo della lidocaina (P = 0,04). Non è stata rilevata alcuna tossicità corneale legata all’utilizzo degli anestetici.

I risultati di questo studio dimostrano che la somministrazione subcongiuntivale di lidocaina, bupivacaina e mepivacaina riducono in modo efficace e sicuro la sensibilità corneale negli occhi di cavalli sani per 1,5-2 ore e possono essere impiegati per ottenere l'analgesia perioperatoria in corso di procedure corneali nei cavalli.

 

“The effects of subconjunctival bupivacaine, lidocaine, and mepivacaine on corneal sensitivity in healthy horses” Jinks MR et al. Vet Ophthalmol. 2018 Sep;21(5):498-506. doi: 10.1111/vop.12537. Epub 2017 Dec 12.

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