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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

Martedì, 25 Settembre 2018 18:40

Trasudato pleurico ricco di linfociti nei gatti

gatto non chiloI versamenti pleurici “linforragici” non-chilosi sono versamenti trasudatizi caratterizzati dalla presenza predominante di linfociti; tuttavia, non contenendo chilomicroni, non hanno il classico aspetto lattiginoso tipico del versamento chiloso. Nei gatti, questo tipo di versamento è stato associato a patologie cardiache, ma mancano studi sull’argomento.

L’obiettivo di questo studio è quello di indagare l’associazione tra versamento ricco di linfociti non-chiloso e la patologia primaria sottostante.

Sono stati inclusi nello studio i gatti in cui la citologia del versamento pleurico l’avesse classificato come un trasudato ricco di linfociti e che fossero stati sottoposti a imaging toracico, inclusa l’ecocardiografia.
Dei 33 gatti inclusi, 23 (69,7%) avevano una concomitante patologia cardiaca, 8 gatti (24,2%) avevano un concomitante linfoma o carcinoma mediastinico oppure una massa toracica, 1 gatto (3,0%) aveva un timoma e in 1 caso (3,0%) il versamento si è manifestato come sequela di un piotorace.

Gli autori concludono che, poiché non è stato possibile dimostrare una chiara origine linfatica, la definizione più corretta da attribuire a questo tipo di versamento è quella di trasudato ricco di linfociti. Sebbene il numero dei casi in questo studio preliminare sia basso, la presenza di un trasudato pleurico ricco di linfociti in un gatto dovrebbe indurre a supporre la presenza di una patologia cardiaca o di una neoplasia intratoracica.

 

“Pleural lymphocyte-rich transudates in cats” Probo M, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):767-771. doi: 10.1177/1098612X17731045. Epub 2017 Sep 18.

ipotiroidismo ghUna bassa concentrazione plasmatica di tiroxina totale (TT4) associata ad una concentrazione plasmatica di TSH all’interno del range di riferimento non permette di distinguere tra cani con ipotiroidismo e cani con patologie non-tiroidee (NTI, nonthyroidal illness). In corso di ipotiroidismo è stato osservato un aumentato rilascio dell’ormone della crescita (GH, growth hormone), conseguente all’aumentata attività del TRH (Thyrotropin releasing hormone) che, nei soggetti ipotiroidei, viene secreto in maggiore quantità al fine di stimolare la secrezione di TSH.

L’ipotesi degli autori di questo studio caso-controllo è che le concentrazioni di GH basali e post stimolazione con TRH possano essere usate per distinguere i cani con ipotiroidismo da quelli con NTI.

Sono stati inclusi 21 cani con segni clinici compatibili con ipotiroidismo, una bassa concentrazione plasmatica di TT4 e una concentrazione plasmatica di TSH all’interno dell’intervallo di riferimento.
La distinzione tra cani ipotiroidei e non è stata effettuata mediante scintigrafia tiroidea. Tutti i cani sono stati successivamente sottoposti al test di stimolazione con TRH e sono state misurate le concentrazioni plasmatiche di GH e TSH prima e dopo 30 e 45 minuti dalla somministrazione endovenosa di TRH.

Sulla base della scintigrafia 11 cani sono stati classificati come ipotiroidei e 10 come affetti da NTI. La concentrazione plasmatica basale di GH nei cani ipotiroidei (3,2 μg/l; range, 2,0-12,5 μg/l) era significativamente più alta (p<0,001) rispetto a quella dei cani con NTI (0,73 μg/l; range 0,45-2,3 μg/l), con un minimo di sovrapposizione tra i due gruppi. Dopo la somministrazione di TRH la concentrazione plasmatica di GH aumentava in maniera significativa (p=0,009) nei cani ipotiroidei, mentre non subiva variazioni significative nei cani con NTI. A distanza di 45 minuti dalla somministrazione di TRH non era presente più alcuna sovrapposizione tra le concentrazioni plasmatiche di GH nei cani ipotiroidei e e in quelli con NTI. La concentrazione plasmatica di TSH non ha mostrato variazioni significative dopo la somministrazione di TRH nei cani ipotiroidei, mentre è aumentata (p<0,001) nei cani con NTI.

Gli autori concludono che la concentrazione plasmatica basale di GH e le concentrazioni di GH e TSH dopo il test di stimolazione con TRH permettono di distinguere i cani ipotiroidei da quelli con NTI.

 

“Use of basal and TRH-stimulated plasma growth hormone concentrations to differentiate between primary hypothyroidism and nonthyroidal illness in dogs” Pijnacker T, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1319-1324. doi: 10.1111/jvim.15139. Epub 2018 May 7.

Martedì, 25 Settembre 2018 18:22

Castrazione scrotale o prescrotale nel coniglio

rabbit castrationLa castrazione dei conigli può essere ottenuta con diverse tecniche chirurgiche. Attualmente, la scelta della tecnica da utilizzare dipende dalle preferenze del chirurgo poiché manca un confronto oggettivo che induca a sceglierne una piuttosto che un’altra.

Lo scopo di questo studio era quello di confrontare gli approcci scrotale e prescrotale nei conigli da compagnia.Per permettere il confronto, sono stati comparati tra loro la durata della chirurgia e dell'anestesia, come fosse l'appetito e la produzione di feci nel periodo postoperatorio e quali fossero le complicanze postoperatorie.

Sono stati inclusi 13 conigli, assegnati in modo casuale al gruppo castrazione scrotale (CS) o al gruppo castrazione prescrotale (CPS). L'appetito, la produzione fecale, le incisioni chirurgiche e l’aspetto dello scroto sono stati valutati a 8 ore, 24 ore, 32 ore e 7 giorni dopo l'intervento.

L'edema scrotale a 8, 24 e 32 ore dopo la chirurgia e la durata dell'anestesia erano significativamente maggiori nel gruppo CS rispetto al gruppo CPS (rispettivamente P = 0,008, P = 0,013, P = 0,021 e P = 0,034). Una maggiore tendenza, seppur non significativa, al leccamento e alle mutilazioni è stata osservata nel gruppo CS 24 ore dopo la chirurgia. Non sono state osservate altre complicazioni in entrambi i gruppi.

Tutti i conigli hanno recuperato rapidamente un normale appetito e una produzione fecale e tutte le incisioni chirurgiche sono guarite senza problemi. Sebbene la tecnica prescrotale fosse associata a meno complicanze, secondo i risultati di questo studio, entrambe le tecniche possono essere considerate opzioni sicure per i conigli da compagnia.

 

“Comparative study of scrotal and prescrotal castration in pet rabbits (Oryctolagus cuniculus)” Duhamelle A, et al. Journal of Exotic Pet Medicine. 2018;27(3):15-21.

sirs horseL'infiammazione sistemica è una causa riconosciuta di disregolazione dell'insulina in molte specie, ma la letteratura riguardante l’andamento delle concentrazioni di insulina e glucosio nei cavalli adulti con sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS, systemic inflammatory response syndrome) è carente.

Uno studio prospettico ha valutato la relazione esistente tra le concentrazioni ematiche di insulina e glucosio con la probabilità di sopravvivenza in 58 cavalli adulti con diagnosi di SIRS.

Trentasei dei 58 cavalli inclusi (62%) sono sopravvissuti. Al momento del ricovero, 21 cavalli (36%) avevano una aumentata concentrazione sierica di insulina e 44 cavalli (88%) erano iperglicemici; i cavalli sopravvissuti avevano un'insulinemia significativamente più alta e una glicemia significativamente più bassa. I cavalli che, durante il ricovero, avevano sviluppato iperinsulinemia avevano una probabilità 4 volte maggiore di sopravvivere; diversamente, i cavalli che presentavano iperglicemia avevano una probabilità 5 volte minore di sopravvivere. Sia la presenza di iperglicemia che la concentrazione di glucosio sierico erano associate alla gravità della malattia. Il rapporto insulina/glucosio, che riflette la secrezione di insulina, era significativamente più alto nei sopravvissuti, mentre il rapporto glucosio/insulina, che riflette la resistenza dei tessuti periferici all'insulina, era significativamente inferiore nei non-sopravvissuti. Solo nei sopravvissuti c'era una correlazione significativa tra l'insulinemia e la concentrazione di glucosio.

Gli autori concludono che l’aumento delle concentrazioni ematiche di insulina e di glucosio sono caratteristiche comuni in corso di SIRS nel cavallo. I soggetti che presentano un’iperglicemia e un’ipoinsulinemia relativa, aspetti che suggeriscono una disfunzione pancreatica endocrina, hanno una prognosi peggiore.

 

“Insulin dysregulation in horses with systemic inflammatory response syndrome” Bertin FR, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1420-1427. doi: 10.1111/jvim.15138. Epub 2018 May 10.

amfL'attività infiammatoria e degenerativa all'interno delle articolazioni può essere studiata in vivo tramite l'analisi di biomarcatori del liquido sinoviale (LS), coinvolti nei processi infiammatori e di turnover tissutale.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare la risposta di specifici biomarcatori del LS dopo trattamento intrarticolare con acido ialuronico non-animale stabilizzato (NASHA, non-animal stabilized hyaluronic acid) ad alto peso molecolare. L’ipotesi degli autori era che le concentrazioni nel LS di prostaglandina E2 (PGE2), di sostanza P, dell’epitopo 846 localizzato nell’area ricca di condroitin solfato della molecola di aggrecano (CS846) e del carbossipeptide del collagene tipo II (CPII) diminuissero maggiormente nei cavalli trattati con NASHA rispetto al gruppo placebo.

Ventotto cavalli con zoppia, responsivi all'anestesia diagnostica intrarticolare metacarpo-falangea o metatarso-falangea, sono stati randomizzati in un gruppo di trattamento (T, n = 15) e in un gruppo di controllo con placebo (C, n = 13). I soggetti sono stati sottoposti, in un primo momento, al prelievo di LS, poi ad anestesia diagnostica intrarticolare e, infine, al trattamento. I cavalli del gruppo T hanno ricevuto 3 ml di NASHA, mentre quelli del gruppo C lo stesso volume di soluzione salina sterile allo 0,9%. A distanza di 2 settimane dal trattamento, i cavalli sono stati rivalutati ed è stato nuovamente campionato il LS.

La concentrazione di CS846 è diminuita solo nel gruppo T (P = 0,010). In entrambi i gruppi è stato registrato un calo significativo delle concentrazioni di PGE2 e CPII. Il trattamento non ha determinato differenze significative tra i due gruppi in nessuno dei biomarcatori valutati. Il trattamento con NASHA ha indotto un aumento della conta dei globuli bianchi, significativo rispetto al basale (P = 0,021) e al gruppo di controllo (P = 0,045).

Sebbene la concentrazione del biomarcatore CS846 nel LS diminuisse nel gruppo T, non è emersa alcuna differenza significativa indotta dal trattamento tra il gruppo che ha ricevuto NASHA e il gruppo di controllo.L’aumento significativo della conta dei globuli bianchi osservata nei cavalli che hanno subito il trattamento intrarticolare con NASHA potrebbe riflettere una lieve risposta infiammatoria. Tuttavia, non essendo stati documentati effetti avversi, gli autori concludono che il trattamento intrarticolare con NASHA è stato ben tollerato.

 

 

“Changes in biomarkers in equine synovial fluid two weeks after intra-articular hyaluronan treatment: a randomised double-blind clinical trial” Niemelä TM, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 15;14(1):186. doi: 10.1186/s12917-018-1512-2.

estr discUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di quantificare il tempo necessario per riacquisire la funzione deambulatoria e la minzione in cani sottoposti a intervento chirurgico per estrusione del disco intervertebrale di tipo I di Hansen a livello toraco-lombare e ha valutato se queste tempistiche fossero correlate al punteggio preoperatorio ottenuto utilizzando la scala di Frankel modificata (SdFM).

A questo scopo sono state esaminate le cartelle cliniche di 54 cani di peso <20 kg dei quali sono stati raccolti i dati relativi ai referti di TC e RM, il segnalamento, i segni clinici e la loro durata, il punteggio preoperatorio della SdFM, il grado di compressione del midollo spinale, il tipo di trattamento medico e chirurgico effettuati e il tempo necessario (dalla chirurgia) per riacquisire la funzione deambulatoria e la minzione.

Il tempo medio ± DS dall'intervento chirurgico per il recupero della minzione era di 4,1 ± 4,4 giorni e quello per il recupero della deambulazione era di 13,8 ± 25,1 giorni. Sono state identificate delle correlazioni negative significative con il punteggio della SdFM per il recupero della minzione (r = -0,63) e della deambulazione (r = -0,64). Nessuna delle altre variabili prese in esame ha mostrato una correlazione con le tempistiche di recupero di queste funzioni.

La quantità di tempo necessario ai cani per riacquisire la minzione e la funzione deambulatoria dopo l'intervento di ernia del disco toraco-lombare è stata correlata alla gravità preoperatoria dei segni clinici (punteggio della SdFM). Questa informazione potrebbe essere utile quando è necessario fare delle scelte pre- e post-operatorie e per fornire delle informazioni prognostiche ai proprietari e ai medici curanti.

 

“Relationship of preoperative neurologic score with intervals to regaining micturition and ambulation following surgical treatment of thoracolumbar disk herniation in dogs” Skytte D e Schmökel H. J Am Vet Med Assoc. 2018 Jul 15;253(2):196-200. doi: 10.2460/javma.253.2.196.

sdmIl grasso, nei polli da carne, è un effetto collaterale indesiderato, indotto dalla selezione genetica.

In questo studio, è stata introdotta la polvere di sedano di montagna come integratore alimentare al fine di sopprimere la lipogenesi e migliorare lo stato antiossidante.

Polli da carne maschi (Ross 308) sono stati alimentati, per 42 giorni, con una dieta di controllo oppure con una dieta supplementata con 7,5 g/kg di sedano di montagna (SdM).

L'aumento di peso corporeo e l’indice di conversione alimentare sono migliorati significativamente (P <0,05) nei pulcini alimentati con SdM. Inoltre, nel fegato dei polli alimentati con SdM, è stata osservata una significativa down-regulation dei geni coinvolti nella lipogenesi epatica, inclusi acetil CoA carbossilasi, acido grasso sintasi, enzima malico e lipoproteina lipasi. Dall’altro lato, questi soggetti hanno avuto anche una maggiore up-regulation compensatoria dei geni antiossidanti SOD1 e catalasi rispetto a quelli che hanno assunto la dieta di controllo. Il gruppo di polli trattati con SdM presentavano un livello significativamente più basso di perossidazione lipidica rispetto al gruppo di controllo (P = 0,0024), concentrazioni ematiche significativamente più basse di triacilgliceroli, colesterolo e LDL, ma concentrazioni più elevate di HDL. Il peso relativo del fegato e il deposito di grasso addominale erano ridotti significativamente durante la somministrazione di SdM.

Gli autori concludono che l’aggiunta di SdM alla dieta dei polli sopprime significativamente la lipogenesi epatica e aumenta la capacità antiossidante.

 

“Evaluation of hepatic lipogenesis and antioxidant status of broiler chickens fed mountain celery” Ahmadipour B, et al. BMC Vet Res. 2018 Aug 13;14(1):234. doi: 10.1186/s12917-018-1561-6.

downloadLa concentrazione e la qualità delle proteine nei cibi per gatti possono variare considerevolmente, condizionando la composizione delle urine e l'approvvigionamento di nutrienti.

Nel presente studio, 6 diete in scatola con diverse concentrazioni e qualità di proteine sono state somministrate ciascuna per 6 settimane, usando un disegno randomizzato incrociato, a 10 gatti sani adulti. Nelle ultime 2 settimane di somministrazione di ciascun alimento, sono state raccolte le urine e le feci dei gatti. Le concentrazioni di idrossiprolina erano di 2,56-4,45 g/kg di sostanza secca nell'alta qualità e 3,76-9,44 g/kg di sostanza secca nelle diete di bassa qualità. I livelli di proteine erano 36,2%, 43,3% e 54,9% negli alimenti di alta qualità e 36,7%, 45,0% e 56,1% negli alimenti di bassa qualità.

Le escrezioni renali di calcio (Ca), di ossalato (Ox) e di citrato non sono state influenzate dalla concentrazione proteica nella dieta, probabilmente a causa dell’elevata produzione urinaria riscontrata in tutti i gruppi (24,2-34,2 ml/kg/giorno). Tuttavia, l'escrezione renale di Ox era più bassa quando venivano somministrate diete di alta qualità (P = 0,013). La supersaturazione relativa urinaria con ossalato di calcio (CaOx) era bassa in generale, ma minore quando somministrate dieta di alta qualità (P = 0,031). I valori di supersaturazione urinaria per l’ammonio fosfato di magnesio (MAP, magnesium ammonium phosphate) erano elevati in tutti i gruppi (2,64-5,00). La digeribilità apparente delle proteine grezze e della maggior parte dei minerali non è stata influenzata dalle diverse diete. L'assunzione di cibo era maggiore per le diete di bassa qualità (P = 0,026), ma il peso corporeo dei gatti non differiva in base alla qualità delle proteine alimentari. È stato osservato un aumento del peso corporeo dei gatti con l'aumentare delle concentrazioni di proteine nella dieta (P = 0,003).

In conclusione, una dieta in scatola ad alto contenuto proteico potrebbe non essere un fattore di rischio specifico per la formazione di uroliti di CaOx nei gatti. Al contrario, tutte le diete hanno portato ad alti valori di supersaturazione relativa urinaria di MAP, che potrebbero predisporre alla cristallizzazione. La qualità delle proteine ha avuto un impatto minore, ma significativo, sulla composizione dell'urina, richiedendo ulteriori approfondimenti. È presumibile che la somministrazione di diete di bassa qualità apporti una minore quantità di energia. Le variazioni del peso corporeo dei gatti di questo studio erano molto lievi e vanno interpretate con cautela.

 

“Influence of protein concentration and quality in a canned diet on urine composition, apparent nutrient digestibility and energy supply in adult cats” Paßlack N, et al. BMC Vet Res. 2018 Jul 25;14(1):225. doi: 10.1186/s12917-018-1517-x.

Lepto Puddle puppyI cani con leptospirosi acuta possono presentare alterazioni cliniche e di laboratorio non specifiche. La diagnosi definitiva può richiedere ulteriori test di conferma, inclusa la coltura batterica, per l'identificazione diretta o indiretta del patogeno.

Il presente studio descrive la diagnosi di leptospirosi basata sull'uso di test diagnostici multipli, compresi test sierologici, molecolari e batteriologici, oltre che la caratterizzazione dei ceppi isolati.

Sono stati raccolti campioni di urina, siero e sangue di 33 cani con sospetta leptospirosi che presentassero segni clinici compatibili e livelli elevati di azoto ureico e creatinina. Tali campioni sono stati sottoposti a coltura, PCR e sierologia (test di microagglutinazione - MAT). L'infezione è stata identificata mediante PCR in 10 cani (30,3%), tramite MAT in quattro cani (12,1%) e mediante entrambi i test in altri quattro cani, per un totale di 18 cani (54,5%). Sei degli otto casi confermati dal MAT, presentavano i titoli anticorpali più elevati nei confronti del sierogruppo icterohaemorrhagiae. In 2 dei cani positivi alla PCR, le leptospire sono state isolate da campioni di urina e appartenevano ai sierogruppi interrogans e icterohaemorrhagiae.

Nei cani con un sospetto clinico di leptospirosi, l’impiego sia del MAT che della PCR aumenta la sensibilità diagnostica.

 

“Diagnosis of acute canine leptospirosis using multiple laboratory tests and characterization of the isolated strains” Miotto BA, et al. BMC Vet Res. 2018 Jul 17;14(1):222. doi: 10.1186/s12917-018-1547-4.

meniscal tearsNel cane, l’artroscopia del ginocchio ha un'elevata sensibilità e specificità nella valutazione dei menischi, in particolare di quello mediale. Tuttavia, la visualizzazione dei menischi può essere difficile. In medicina umana, è stato descritto l'uso di distrattori femorali allo scopo di semplificare le procedure chirurgiche complesse, come il trapianto di menisco. In medicina veterinaria, è stato riportato che la distrazione del ginocchio facilita l'accesso all'articolazione e la visualizzazione delle strutture intrarticolari, ma non ci sono studi che descrivano il suo impiego in corso di procedure chirurgiche complesse, come la sutura meniscale.

Questo studio si è posto l'obiettivo di valutare l’attuabilità, l'efficacia e la sicurezza della distrazione del ginocchio per ottenere una visualizzazione ottimale dei menischi e per semplificare l'esecuzione di procedure artroscopiche nei pazienti affetti da patologie del ginocchio.

Sono stati inclusi 13 cani con patologie del ginocchio nei quali la prima valutazione artroscopia del ginocchio è stata eseguita senza distrazione e non ha permesso di emettere una diagnosi o trattare la patologia senza rischiare di danneggiare la cartilagine articolare a causa delle manovre richieste. Dopo questa prima valutazione, è stata applicata la distrazione per ottenere una visualizzazione completa dei menischi. Questa manovra ha facilitato l'accesso all’area dell’articolazione coinvolta e ha consentito di intervenire terapeuticamente (meniscectomia parziale o riparazione meniscale, se necessario, mantenendo la distrazione) con successo e senza danneggiare la cartilagine articolare. Durante il periodo di follow-up, non è stata osservata alcuna complicazione postoperatoria correlata alla distrazione o alla procedura artroscopica.

Nel cane, la distrazione dell’articolazione del ginocchio in corso di artroscopia migliora la visualizzazione di entrambi i menischi, e in particolare del corno caudale del menisco mediale. L’opinione personale degli autori è che questa tecnica semplifichi l’esecuzione di procedure complesse come la sutura meniscale, poiché amplia lo spazio disponibile per ottenere le giuste angolazioni di lavoro.

 

“Facilitation of arthroscopic visualization and treatment of meniscal tears using a stifle joint distractor in the dog” Rovesti GL, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 28;14(1):212. doi: 10.1186/s12917-018-1534-9.

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