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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

white för främre grupp för bulldoggar fransk 23305770Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di determinare la frequenza del collasso faringeo in un’ampia popolazione di cani brachicefali sottoposti a valutazione videofluoroscopica della deglutizione o del diametro delle vie aeree.

L’ipotesi degli autori era che i cani brachicefali avessero una maggiore incidenza di collasso faringeo se confrontati con i cani dolicocefali o mesocefali con o senza collasso delle vie aeree.

Il collasso faringeo è risultato significativamente più comune nei cani brachicefali (58/82; 72%) rispetto ai cani non brachicefali con (7/25; 28%) e senza (2/30; 7%) collasso delle vie aeree.

I risultati di questo studio confermano l’ipotesi degli autori dimostrando che il collasso faringeo è più diffuso nei cani brachicefali sottoposti a videofluoroscopia rispetto ai cani dolicocefali e mesocefali con o senza collasso delle vie aeree.

 

“The prevalence of dynamic pharyngeal collapse is high in brachycephalic dogs undergoing videofluoroscopy” Pollard RE, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):529-534. doi: 10.1111/vru.12655. Epub 2018 Jun 21.

medicoLa tracheobroncomalacia viene diagnosticata mediante conferma radiografica o broncoscopica delle variazioni del diametro bronchiale durante l’atto respiratorio. Tuttavia, studi condotti in medicina umana su individui sani suggeriscono che un certo grado di collasso bronchiale possa essere osservato anche durante un normale atto respiratorio.

In questo studio analitico, sono stati impiegati 22 cani sani di razza Beagle nei quali sono stati determinati, tramite esame tomografico e radiografico, i diametri luminali dei bronchi di ciascuno dei sei lobi polmonari e la percentuale media di collasso alla fine di un espirazione normale e durante 2 espirazioni forzate.

L’entità del collasso bronchiale era significativamente maggiore durante l'espirazione forzata rispetto a quanto non lo fosse alla fine di una espirazione normale (P <0,001). Ciò era vero per le immagini sagittali e dorsali sia degli studi tomografici che radiografici (P <0,001). La percentuale di collasso bronchiale valutata mediante tomografia durante un’espirazione forzata pari a 15 ml/kg variava tra il 16,6% e il 45,5% in funzione del lobo polmonare; quando valutata mediante radiografia era pari al 57,8% nel lobo craniale destro e al 62,1% nel lobo caudale destro.

I risultati di questo studio dimostrano che il diametro bronchiale è soggetto a delle variazioni fisiologiche durante l’atto respiratorio e che l’evidenziazione di un certo grado di riduzione del diametro bronchiale può essere un riscontro accidentale in cani sani. Pertanto, gli autori concludono che è necessario stabilire dei criteri più rigorosi per identificare il collasso bronchiale in corso di broncomalacia al fine di evitare le false-positività.

 

“Computed tomographic and radiographic bronchial collapse may be a normal characteristic of forced expiration in dogs” Kim H, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):551-563. doi: 10.1111/vru.12625. Epub 2018 May 22.

beagleIl lavaggio broncoalveolare è un test diagnostico effettuato di frequente nei cani con sospetta patologia polmonare; tuttavia in letteratura non vi sono studi che indaghino l’influenza esercitata da questa procedura sulle caratteristiche di imaging dei polmoni.

Lo scopo di questo studio prospettico sperimentale era quello di descrivere le caratteristiche tomografiche e radiografiche dei polmoni dopo lavaggio broncoalveolare in una popolazione di cani sani.

Lo studio ha impiegato 8 cani sani di razza Beagle, sottoposti a tomografia e radiografia toracica prima e subito dopo il lavaggio broncoalveolare, e a 2, 4, 8, 12 e 24 ore di distanza dal lavaggio broncoalveolare.

Immediatamente dopo la procedura, le immagini tomografiche e radiografiche evidenziavano un consolidamento polmonare o un pattern interstiziale. Le alterazioni radiografiche si sono risolte entro 2 ore dalla procedura, invece quelle tomografiche entro 24 ore. Inoltre, negli studi tomografici, la risoluzione del pattern polmonare nei campi ventrali era più tardiva rispetto a quella dei campi dorsali. Infine, i punteggi medi delle immagini tomografiche differivano nel tempo (P <0,001), mentre quelli delle immagini radiografiche no.

Gli autori suggeriscono, pertanto, che l’esecuzione di uno studio radiografico o tomografico del polmone dovrebbe precedere il lavaggio broncoalveolare quando possibile, oppure essergli successivo di almeno 24 ore.

 

“Bronchoalveolar lavage affects computed tomographic and radiographic characteristics of the lungs in healthy dogs” Lim S, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 Sep;59(5):564-570. doi: 10.1111/vru.12656. Epub 2018 Jun 21.

Fig 1 A large volume of neoplastic effusion in a catL’ecografia FAST (Focused Assessment with Sonography for Trauma) è una metodica ecografica finalizzata a valutare la presenza di versamenti cavitari secondari a traumi.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di valutare la corrispondenza tra l’esame FAST e la tomografia computerizzata (TC) nel rilevare la presenza di versamento pleurico e peritoneale e la presenza di pneumotorace in animali che hanno subito un trauma.

Lo studio ha incluso 13 cani e 2 gatti; di questi 15 soggetti, 10 avevano subito un trauma contusivo e 5 un trauma penetrante. Ciascun soggetto è stato sottoposto, in ordine, ad un esame FAST addominale (per la valutazione della presenza di versamento pleurico) e toracico (per la presenza di pneumotorace e versamento pleurico) da parte di un medico del pronto soccorso e poi da parte di un radiologo; successivamente il paziente è stato sottoposto ad un esame TC interpretato da un radiologo certificato. Ogni operatore era all’oscuro dell’opinione degli altri due.

Il tempo mediano per eseguire tutti e 3 gli esami è stato di 55 minuti (range 30-150 min). La corrispondenza tra la FAST addominale e la TC era da moderata a eccellente per quanto riguarda il rilevamento di versamento peritoneale, la corrispondenza tra la FAST toracica e la TC era da lieve a moderata per la rilevazione di versamento pleurico mentre era scadente per la rilevazione di pneumotorace.

I risultati di questo studio confermano che l’esame FAST è in grado di identificare in modo affidabile la presenza di fluido libero nelle cavità peritoneale e pleurica post-traumatica; diversamente, però, la FAST toracica non è un metodo affidabile per diagnosticare lo pneumotorace.

 

“Evaluation of the agreement between focused assessment with sonography for trauma(AFAST/TFAST) and computed tomography in dogs and cats with recent trauma” Walters AM, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Sep;28(5):429-435. doi: 10.1111/vec.12732. Epub 2018 Jun 14.

Giovedì, 04 Ottobre 2018 00:17

Sindrome alveolo-interstiziale in cani e gatti

Figure 2A for webLa sindrome alveolo-interstiziale polmonare (SAI) comprende molte condizioni patologiche eterogenee (sia acute che croniche) che hanno in comune un diffuso coinvolgimento dell’interstizio con riduzione della capacità di scambio alveolo-capillare e insufficienza respiratoria più o meno grave.

Lo scopo di questo studio prospettico era quello di confrontare la capacità diagnostica dell’ecografia polmonare (EP) e della radiografia toracica (RT) nel valutare la distribuzione della SAI.

Sono stati inclusi nello studio 76 cani e 24 gatti con distress respiratorio acuto o tachipnea, sottoposti a EP e RT entro 6 ore dal ricovero. Le immagini ecografiche sono state valutate per la presenza e per la quantità di linee B in 4 quadranti polmonari, craniale e caudale destro, craniale e caudale sinistro. Ogni singolo quadrante è stato considerato positivo qualora fossero presenti più di 3 linee B all'interno dello stesso spazio intercostale. Anche la valutazione della RT in proiezione dorsoventrale si basava sugli stessi 4 quadranti e la positività era stabilita nel caso in cui l’infiltrato fosse presente in almeno il 25% del quadrante.

I risultati hanno evidenziato una corrispondenza parziale tra la capacità dell’EP e della RT nell’individuare la presenza della SAI, usando la suddivisione in quadranti. L’EP ha discriminato un numero maggiore di quadranti positivi per paziente (2,65 ± 1,59 rispetto a 2,13 ± 1,48; P = 0,012). I modelli di distribuzione della SAI differivano significativamente in base alla diagnosi finale, responsabile della sindrome. I pazienti con scompenso cardiaco congestizio sinistro avevano maggiori probabilità di avere una SAI diffusa se valutati con EP (P <0,001) o una SAI caudale bilaterale se valutati con RT (P = 0,04); diversamente nei pazienti con malattia non cardiaca era più probabile che entrambe le procedure risultassero negative per la presenza della SAI (P <0,001).

Sia l’EP che la RT sono utili nell’identificare e classificare la distribuzione di una patologia polmonare alveolare o interstiziale. L'accordo tra le due modalità è solo parziale. Nel complesso, l’EP ha mostrato una più alta sensibilità rispetto alla RT. Le due modalità hanno evidenziato una diversa distribuzione della SAI in funzione della diagnosi finale.

 

“Distribution of alveolar-interstitial syndrome in dogs and cats with respiratory distress as assessed by lung ultrasound versus thoracic radiographs” Ward JL, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Sep;28(5):415-428. doi: 10.1111/vec.12750. Epub 2018 Aug 3.

ShmooL’obiettivo di questo studio retrospettivo era quello di indagare dei modelli prognostici in una popolazione di cani con danno renale acuto (AKI, Acute Kidney Disease) e con danno renale acuto su una malattia renale cronica (AKI su CKD, Chronic Kidney Disease) gestiti con emodialisi.

Lo studio ha incluso 40 cani con reperti anamnestici, clinici, di diagnostica per immagini ed esami di laboratorio compatibili con AKI o AKI su CKD gestiti con emodialisi intermittente. Su tutti i cani è stato applicato un sistema di punteggio precedentemente descritto e già valutato in cani con AKI.

I modelli A, B e C di tale sistema di punteggio hanno classificato correttamente l’outcome rispettivamente nel 68%, 83% e 85% dei casi. Nella popolazione di cani di questo studio, il modello A ha mostrato una sensibilità del 58% e una specificità dell'86%, il modello B ha mostrato una sensibilità del 79% e una specificità dell'87%, il modello C ha mostrato una sensibilità dell'86% e una specificità dell'84%. Nei cani non sopravvissuti, rispetto ai cani sopravvissuti, erano significativamente più frequenti la presenza di anuria (P <0,0002), le complicanze respiratorie (P <0,0001), la coagulazione intravasale disseminata (P =0,0004), la gravità del AKI (P =0,0023), la pancreatite (P =0,0001) e la sindrome da risposta infiammatoria sistemica (P =0,0001).

Nella popolazione di cani presi in esame in questo studio, il modello C del sistema di punteggio precedentemente descritto ha mostrato la migliore sensibilità e specificità nel predire la prognosi, mentre il modello A ha avuto la sensibilità più bassa. Gli autori concludono che la presenza di complicanze respiratorie, di coagulazione intravasale disseminata, di sindrome da risposta infiammatoria sistemica e di pancreatite sono più spesso associati ad una prognosi infausta.

 

“Evaluation of a prognostic scoring system for dogs managed with hemodialysis” Perondi F, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 Jul;28(4):340-345. doi: 10.1111/vec.12736. Epub 2018 Jun 24.

friesian eyeL’obiettivo di questo studio crossover randomizzato era quello di confrontare l'efficacia e la durata d’azione di tre anestetici locali, somministrati nello spazio subcongiuntivale, sulla sensibilità corneale nei cavalli.

Sono stati impiegati 8 cavalli adulti sani, a ciascuno dei quali sono stati somministrati 0,2 ml di bupivacaina (0,5%), di lidocaina (2%), di mepivacaina (2%) o di soluzione salina in uno dei due occhi (l'occhio controlaterale fungeva da controllo). Ciascun trattamento è stato effettuato una volta ed è stato seguito da un periodo di washout di due settimane. La sensibilità corneale (SnC) è stata misurata in entrambi gli occhi con un estesiometro di Cochet-Bonnet prima della sedazione con xilazina, dopo la sedazione e a intervalli di 10 minuti dopo somministrazione subcongiuntivale dell’anestetico fino a quando la sensibilità corneale non fosse tornata normale.

La SnC era ridotta per una durata di 105 minuti nel caso della bupivacaina, di 103,8 minuti per la lidocaina, di 138,8 minuti per la mepivacaina e di 7,5 minuti per la soluzione salina. Tutti gli anestetici locali hanno ridotto la SnC più a lungo della soluzione salina (P <0,001) e la mepivacaina ha ridotto la SnC più a lungo della lidocaina (P = 0,04). Non è stata rilevata alcuna tossicità corneale legata all’utilizzo degli anestetici.

I risultati di questo studio dimostrano che la somministrazione subcongiuntivale di lidocaina, bupivacaina e mepivacaina riducono in modo efficace e sicuro la sensibilità corneale negli occhi di cavalli sani per 1,5-2 ore e possono essere impiegati per ottenere l'analgesia perioperatoria in corso di procedure corneali nei cavalli.

 

“The effects of subconjunctival bupivacaine, lidocaine, and mepivacaine on corneal sensitivity in healthy horses” Jinks MR et al. Vet Ophthalmol. 2018 Sep;21(5):498-506. doi: 10.1111/vop.12537. Epub 2017 Dec 12.

Martedì, 25 Settembre 2018 18:40

Trasudato pleurico ricco di linfociti nei gatti

gatto non chiloI versamenti pleurici “linforragici” non-chilosi sono versamenti trasudatizi caratterizzati dalla presenza predominante di linfociti; tuttavia, non contenendo chilomicroni, non hanno il classico aspetto lattiginoso tipico del versamento chiloso. Nei gatti, questo tipo di versamento è stato associato a patologie cardiache, ma mancano studi sull’argomento.

L’obiettivo di questo studio è quello di indagare l’associazione tra versamento ricco di linfociti non-chiloso e la patologia primaria sottostante.

Sono stati inclusi nello studio i gatti in cui la citologia del versamento pleurico l’avesse classificato come un trasudato ricco di linfociti e che fossero stati sottoposti a imaging toracico, inclusa l’ecocardiografia.
Dei 33 gatti inclusi, 23 (69,7%) avevano una concomitante patologia cardiaca, 8 gatti (24,2%) avevano un concomitante linfoma o carcinoma mediastinico oppure una massa toracica, 1 gatto (3,0%) aveva un timoma e in 1 caso (3,0%) il versamento si è manifestato come sequela di un piotorace.

Gli autori concludono che, poiché non è stato possibile dimostrare una chiara origine linfatica, la definizione più corretta da attribuire a questo tipo di versamento è quella di trasudato ricco di linfociti. Sebbene il numero dei casi in questo studio preliminare sia basso, la presenza di un trasudato pleurico ricco di linfociti in un gatto dovrebbe indurre a supporre la presenza di una patologia cardiaca o di una neoplasia intratoracica.

 

“Pleural lymphocyte-rich transudates in cats” Probo M, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):767-771. doi: 10.1177/1098612X17731045. Epub 2017 Sep 18.

ipotiroidismo ghUna bassa concentrazione plasmatica di tiroxina totale (TT4) associata ad una concentrazione plasmatica di TSH all’interno del range di riferimento non permette di distinguere tra cani con ipotiroidismo e cani con patologie non-tiroidee (NTI, nonthyroidal illness). In corso di ipotiroidismo è stato osservato un aumentato rilascio dell’ormone della crescita (GH, growth hormone), conseguente all’aumentata attività del TRH (Thyrotropin releasing hormone) che, nei soggetti ipotiroidei, viene secreto in maggiore quantità al fine di stimolare la secrezione di TSH.

L’ipotesi degli autori di questo studio caso-controllo è che le concentrazioni di GH basali e post stimolazione con TRH possano essere usate per distinguere i cani con ipotiroidismo da quelli con NTI.

Sono stati inclusi 21 cani con segni clinici compatibili con ipotiroidismo, una bassa concentrazione plasmatica di TT4 e una concentrazione plasmatica di TSH all’interno dell’intervallo di riferimento.
La distinzione tra cani ipotiroidei e non è stata effettuata mediante scintigrafia tiroidea. Tutti i cani sono stati successivamente sottoposti al test di stimolazione con TRH e sono state misurate le concentrazioni plasmatiche di GH e TSH prima e dopo 30 e 45 minuti dalla somministrazione endovenosa di TRH.

Sulla base della scintigrafia 11 cani sono stati classificati come ipotiroidei e 10 come affetti da NTI. La concentrazione plasmatica basale di GH nei cani ipotiroidei (3,2 μg/l; range, 2,0-12,5 μg/l) era significativamente più alta (p<0,001) rispetto a quella dei cani con NTI (0,73 μg/l; range 0,45-2,3 μg/l), con un minimo di sovrapposizione tra i due gruppi. Dopo la somministrazione di TRH la concentrazione plasmatica di GH aumentava in maniera significativa (p=0,009) nei cani ipotiroidei, mentre non subiva variazioni significative nei cani con NTI. A distanza di 45 minuti dalla somministrazione di TRH non era presente più alcuna sovrapposizione tra le concentrazioni plasmatiche di GH nei cani ipotiroidei e e in quelli con NTI. La concentrazione plasmatica di TSH non ha mostrato variazioni significative dopo la somministrazione di TRH nei cani ipotiroidei, mentre è aumentata (p<0,001) nei cani con NTI.

Gli autori concludono che la concentrazione plasmatica basale di GH e le concentrazioni di GH e TSH dopo il test di stimolazione con TRH permettono di distinguere i cani ipotiroidei da quelli con NTI.

 

“Use of basal and TRH-stimulated plasma growth hormone concentrations to differentiate between primary hypothyroidism and nonthyroidal illness in dogs” Pijnacker T, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1319-1324. doi: 10.1111/jvim.15139. Epub 2018 May 7.

Martedì, 25 Settembre 2018 18:22

Castrazione scrotale o prescrotale nel coniglio

rabbit castrationLa castrazione dei conigli può essere ottenuta con diverse tecniche chirurgiche. Attualmente, la scelta della tecnica da utilizzare dipende dalle preferenze del chirurgo poiché manca un confronto oggettivo che induca a sceglierne una piuttosto che un’altra.

Lo scopo di questo studio era quello di confrontare gli approcci scrotale e prescrotale nei conigli da compagnia.Per permettere il confronto, sono stati comparati tra loro la durata della chirurgia e dell'anestesia, come fosse l'appetito e la produzione di feci nel periodo postoperatorio e quali fossero le complicanze postoperatorie.

Sono stati inclusi 13 conigli, assegnati in modo casuale al gruppo castrazione scrotale (CS) o al gruppo castrazione prescrotale (CPS). L'appetito, la produzione fecale, le incisioni chirurgiche e l’aspetto dello scroto sono stati valutati a 8 ore, 24 ore, 32 ore e 7 giorni dopo l'intervento.

L'edema scrotale a 8, 24 e 32 ore dopo la chirurgia e la durata dell'anestesia erano significativamente maggiori nel gruppo CS rispetto al gruppo CPS (rispettivamente P = 0,008, P = 0,013, P = 0,021 e P = 0,034). Una maggiore tendenza, seppur non significativa, al leccamento e alle mutilazioni è stata osservata nel gruppo CS 24 ore dopo la chirurgia. Non sono state osservate altre complicazioni in entrambi i gruppi.

Tutti i conigli hanno recuperato rapidamente un normale appetito e una produzione fecale e tutte le incisioni chirurgiche sono guarite senza problemi. Sebbene la tecnica prescrotale fosse associata a meno complicanze, secondo i risultati di questo studio, entrambe le tecniche possono essere considerate opzioni sicure per i conigli da compagnia.

 

“Comparative study of scrotal and prescrotal castration in pet rabbits (Oryctolagus cuniculus)” Duhamelle A, et al. Journal of Exotic Pet Medicine. 2018;27(3):15-21.

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