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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

sirs horseL'infiammazione sistemica è una causa riconosciuta di disregolazione dell'insulina in molte specie, ma la letteratura riguardante l’andamento delle concentrazioni di insulina e glucosio nei cavalli adulti con sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS, systemic inflammatory response syndrome) è carente.

Uno studio prospettico ha valutato la relazione esistente tra le concentrazioni ematiche di insulina e glucosio con la probabilità di sopravvivenza in 58 cavalli adulti con diagnosi di SIRS.

Trentasei dei 58 cavalli inclusi (62%) sono sopravvissuti. Al momento del ricovero, 21 cavalli (36%) avevano una aumentata concentrazione sierica di insulina e 44 cavalli (88%) erano iperglicemici; i cavalli sopravvissuti avevano un'insulinemia significativamente più alta e una glicemia significativamente più bassa. I cavalli che, durante il ricovero, avevano sviluppato iperinsulinemia avevano una probabilità 4 volte maggiore di sopravvivere; diversamente, i cavalli che presentavano iperglicemia avevano una probabilità 5 volte minore di sopravvivere. Sia la presenza di iperglicemia che la concentrazione di glucosio sierico erano associate alla gravità della malattia. Il rapporto insulina/glucosio, che riflette la secrezione di insulina, era significativamente più alto nei sopravvissuti, mentre il rapporto glucosio/insulina, che riflette la resistenza dei tessuti periferici all'insulina, era significativamente inferiore nei non-sopravvissuti. Solo nei sopravvissuti c'era una correlazione significativa tra l'insulinemia e la concentrazione di glucosio.

Gli autori concludono che l’aumento delle concentrazioni ematiche di insulina e di glucosio sono caratteristiche comuni in corso di SIRS nel cavallo. I soggetti che presentano un’iperglicemia e un’ipoinsulinemia relativa, aspetti che suggeriscono una disfunzione pancreatica endocrina, hanno una prognosi peggiore.

 

“Insulin dysregulation in horses with systemic inflammatory response syndrome” Bertin FR, et al. J Vet Intern Med. 2018 Jul;32(4):1420-1427. doi: 10.1111/jvim.15138. Epub 2018 May 10.

amfL'attività infiammatoria e degenerativa all'interno delle articolazioni può essere studiata in vivo tramite l'analisi di biomarcatori del liquido sinoviale (LS), coinvolti nei processi infiammatori e di turnover tissutale.

Lo scopo di questo studio era quello di indagare la risposta di specifici biomarcatori del LS dopo trattamento intrarticolare con acido ialuronico non-animale stabilizzato (NASHA, non-animal stabilized hyaluronic acid) ad alto peso molecolare. L’ipotesi degli autori era che le concentrazioni nel LS di prostaglandina E2 (PGE2), di sostanza P, dell’epitopo 846 localizzato nell’area ricca di condroitin solfato della molecola di aggrecano (CS846) e del carbossipeptide del collagene tipo II (CPII) diminuissero maggiormente nei cavalli trattati con NASHA rispetto al gruppo placebo.

Ventotto cavalli con zoppia, responsivi all'anestesia diagnostica intrarticolare metacarpo-falangea o metatarso-falangea, sono stati randomizzati in un gruppo di trattamento (T, n = 15) e in un gruppo di controllo con placebo (C, n = 13). I soggetti sono stati sottoposti, in un primo momento, al prelievo di LS, poi ad anestesia diagnostica intrarticolare e, infine, al trattamento. I cavalli del gruppo T hanno ricevuto 3 ml di NASHA, mentre quelli del gruppo C lo stesso volume di soluzione salina sterile allo 0,9%. A distanza di 2 settimane dal trattamento, i cavalli sono stati rivalutati ed è stato nuovamente campionato il LS.

La concentrazione di CS846 è diminuita solo nel gruppo T (P = 0,010). In entrambi i gruppi è stato registrato un calo significativo delle concentrazioni di PGE2 e CPII. Il trattamento non ha determinato differenze significative tra i due gruppi in nessuno dei biomarcatori valutati. Il trattamento con NASHA ha indotto un aumento della conta dei globuli bianchi, significativo rispetto al basale (P = 0,021) e al gruppo di controllo (P = 0,045).

Sebbene la concentrazione del biomarcatore CS846 nel LS diminuisse nel gruppo T, non è emersa alcuna differenza significativa indotta dal trattamento tra il gruppo che ha ricevuto NASHA e il gruppo di controllo.L’aumento significativo della conta dei globuli bianchi osservata nei cavalli che hanno subito il trattamento intrarticolare con NASHA potrebbe riflettere una lieve risposta infiammatoria. Tuttavia, non essendo stati documentati effetti avversi, gli autori concludono che il trattamento intrarticolare con NASHA è stato ben tollerato.

 

 

“Changes in biomarkers in equine synovial fluid two weeks after intra-articular hyaluronan treatment: a randomised double-blind clinical trial” Niemelä TM, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 15;14(1):186. doi: 10.1186/s12917-018-1512-2.

estr discUno studio retrospettivo si è posto l’obiettivo di quantificare il tempo necessario per riacquisire la funzione deambulatoria e la minzione in cani sottoposti a intervento chirurgico per estrusione del disco intervertebrale di tipo I di Hansen a livello toraco-lombare e ha valutato se queste tempistiche fossero correlate al punteggio preoperatorio ottenuto utilizzando la scala di Frankel modificata (SdFM).

A questo scopo sono state esaminate le cartelle cliniche di 54 cani di peso <20 kg dei quali sono stati raccolti i dati relativi ai referti di TC e RM, il segnalamento, i segni clinici e la loro durata, il punteggio preoperatorio della SdFM, il grado di compressione del midollo spinale, il tipo di trattamento medico e chirurgico effettuati e il tempo necessario (dalla chirurgia) per riacquisire la funzione deambulatoria e la minzione.

Il tempo medio ± DS dall'intervento chirurgico per il recupero della minzione era di 4,1 ± 4,4 giorni e quello per il recupero della deambulazione era di 13,8 ± 25,1 giorni. Sono state identificate delle correlazioni negative significative con il punteggio della SdFM per il recupero della minzione (r = -0,63) e della deambulazione (r = -0,64). Nessuna delle altre variabili prese in esame ha mostrato una correlazione con le tempistiche di recupero di queste funzioni.

La quantità di tempo necessario ai cani per riacquisire la minzione e la funzione deambulatoria dopo l'intervento di ernia del disco toraco-lombare è stata correlata alla gravità preoperatoria dei segni clinici (punteggio della SdFM). Questa informazione potrebbe essere utile quando è necessario fare delle scelte pre- e post-operatorie e per fornire delle informazioni prognostiche ai proprietari e ai medici curanti.

 

“Relationship of preoperative neurologic score with intervals to regaining micturition and ambulation following surgical treatment of thoracolumbar disk herniation in dogs” Skytte D e Schmökel H. J Am Vet Med Assoc. 2018 Jul 15;253(2):196-200. doi: 10.2460/javma.253.2.196.

sdmIl grasso, nei polli da carne, è un effetto collaterale indesiderato, indotto dalla selezione genetica.

In questo studio, è stata introdotta la polvere di sedano di montagna come integratore alimentare al fine di sopprimere la lipogenesi e migliorare lo stato antiossidante.

Polli da carne maschi (Ross 308) sono stati alimentati, per 42 giorni, con una dieta di controllo oppure con una dieta supplementata con 7,5 g/kg di sedano di montagna (SdM).

L'aumento di peso corporeo e l’indice di conversione alimentare sono migliorati significativamente (P <0,05) nei pulcini alimentati con SdM. Inoltre, nel fegato dei polli alimentati con SdM, è stata osservata una significativa down-regulation dei geni coinvolti nella lipogenesi epatica, inclusi acetil CoA carbossilasi, acido grasso sintasi, enzima malico e lipoproteina lipasi. Dall’altro lato, questi soggetti hanno avuto anche una maggiore up-regulation compensatoria dei geni antiossidanti SOD1 e catalasi rispetto a quelli che hanno assunto la dieta di controllo. Il gruppo di polli trattati con SdM presentavano un livello significativamente più basso di perossidazione lipidica rispetto al gruppo di controllo (P = 0,0024), concentrazioni ematiche significativamente più basse di triacilgliceroli, colesterolo e LDL, ma concentrazioni più elevate di HDL. Il peso relativo del fegato e il deposito di grasso addominale erano ridotti significativamente durante la somministrazione di SdM.

Gli autori concludono che l’aggiunta di SdM alla dieta dei polli sopprime significativamente la lipogenesi epatica e aumenta la capacità antiossidante.

 

“Evaluation of hepatic lipogenesis and antioxidant status of broiler chickens fed mountain celery” Ahmadipour B, et al. BMC Vet Res. 2018 Aug 13;14(1):234. doi: 10.1186/s12917-018-1561-6.

downloadLa concentrazione e la qualità delle proteine nei cibi per gatti possono variare considerevolmente, condizionando la composizione delle urine e l'approvvigionamento di nutrienti.

Nel presente studio, 6 diete in scatola con diverse concentrazioni e qualità di proteine sono state somministrate ciascuna per 6 settimane, usando un disegno randomizzato incrociato, a 10 gatti sani adulti. Nelle ultime 2 settimane di somministrazione di ciascun alimento, sono state raccolte le urine e le feci dei gatti. Le concentrazioni di idrossiprolina erano di 2,56-4,45 g/kg di sostanza secca nell'alta qualità e 3,76-9,44 g/kg di sostanza secca nelle diete di bassa qualità. I livelli di proteine erano 36,2%, 43,3% e 54,9% negli alimenti di alta qualità e 36,7%, 45,0% e 56,1% negli alimenti di bassa qualità.

Le escrezioni renali di calcio (Ca), di ossalato (Ox) e di citrato non sono state influenzate dalla concentrazione proteica nella dieta, probabilmente a causa dell’elevata produzione urinaria riscontrata in tutti i gruppi (24,2-34,2 ml/kg/giorno). Tuttavia, l'escrezione renale di Ox era più bassa quando venivano somministrate diete di alta qualità (P = 0,013). La supersaturazione relativa urinaria con ossalato di calcio (CaOx) era bassa in generale, ma minore quando somministrate dieta di alta qualità (P = 0,031). I valori di supersaturazione urinaria per l’ammonio fosfato di magnesio (MAP, magnesium ammonium phosphate) erano elevati in tutti i gruppi (2,64-5,00). La digeribilità apparente delle proteine grezze e della maggior parte dei minerali non è stata influenzata dalle diverse diete. L'assunzione di cibo era maggiore per le diete di bassa qualità (P = 0,026), ma il peso corporeo dei gatti non differiva in base alla qualità delle proteine alimentari. È stato osservato un aumento del peso corporeo dei gatti con l'aumentare delle concentrazioni di proteine nella dieta (P = 0,003).

In conclusione, una dieta in scatola ad alto contenuto proteico potrebbe non essere un fattore di rischio specifico per la formazione di uroliti di CaOx nei gatti. Al contrario, tutte le diete hanno portato ad alti valori di supersaturazione relativa urinaria di MAP, che potrebbero predisporre alla cristallizzazione. La qualità delle proteine ha avuto un impatto minore, ma significativo, sulla composizione dell'urina, richiedendo ulteriori approfondimenti. È presumibile che la somministrazione di diete di bassa qualità apporti una minore quantità di energia. Le variazioni del peso corporeo dei gatti di questo studio erano molto lievi e vanno interpretate con cautela.

 

“Influence of protein concentration and quality in a canned diet on urine composition, apparent nutrient digestibility and energy supply in adult cats” Paßlack N, et al. BMC Vet Res. 2018 Jul 25;14(1):225. doi: 10.1186/s12917-018-1517-x.

Lepto Puddle puppyI cani con leptospirosi acuta possono presentare alterazioni cliniche e di laboratorio non specifiche. La diagnosi definitiva può richiedere ulteriori test di conferma, inclusa la coltura batterica, per l'identificazione diretta o indiretta del patogeno.

Il presente studio descrive la diagnosi di leptospirosi basata sull'uso di test diagnostici multipli, compresi test sierologici, molecolari e batteriologici, oltre che la caratterizzazione dei ceppi isolati.

Sono stati raccolti campioni di urina, siero e sangue di 33 cani con sospetta leptospirosi che presentassero segni clinici compatibili e livelli elevati di azoto ureico e creatinina. Tali campioni sono stati sottoposti a coltura, PCR e sierologia (test di microagglutinazione - MAT). L'infezione è stata identificata mediante PCR in 10 cani (30,3%), tramite MAT in quattro cani (12,1%) e mediante entrambi i test in altri quattro cani, per un totale di 18 cani (54,5%). Sei degli otto casi confermati dal MAT, presentavano i titoli anticorpali più elevati nei confronti del sierogruppo icterohaemorrhagiae. In 2 dei cani positivi alla PCR, le leptospire sono state isolate da campioni di urina e appartenevano ai sierogruppi interrogans e icterohaemorrhagiae.

Nei cani con un sospetto clinico di leptospirosi, l’impiego sia del MAT che della PCR aumenta la sensibilità diagnostica.

 

“Diagnosis of acute canine leptospirosis using multiple laboratory tests and characterization of the isolated strains” Miotto BA, et al. BMC Vet Res. 2018 Jul 17;14(1):222. doi: 10.1186/s12917-018-1547-4.

meniscal tearsNel cane, l’artroscopia del ginocchio ha un'elevata sensibilità e specificità nella valutazione dei menischi, in particolare di quello mediale. Tuttavia, la visualizzazione dei menischi può essere difficile. In medicina umana, è stato descritto l'uso di distrattori femorali allo scopo di semplificare le procedure chirurgiche complesse, come il trapianto di menisco. In medicina veterinaria, è stato riportato che la distrazione del ginocchio facilita l'accesso all'articolazione e la visualizzazione delle strutture intrarticolari, ma non ci sono studi che descrivano il suo impiego in corso di procedure chirurgiche complesse, come la sutura meniscale.

Questo studio si è posto l'obiettivo di valutare l’attuabilità, l'efficacia e la sicurezza della distrazione del ginocchio per ottenere una visualizzazione ottimale dei menischi e per semplificare l'esecuzione di procedure artroscopiche nei pazienti affetti da patologie del ginocchio.

Sono stati inclusi 13 cani con patologie del ginocchio nei quali la prima valutazione artroscopia del ginocchio è stata eseguita senza distrazione e non ha permesso di emettere una diagnosi o trattare la patologia senza rischiare di danneggiare la cartilagine articolare a causa delle manovre richieste. Dopo questa prima valutazione, è stata applicata la distrazione per ottenere una visualizzazione completa dei menischi. Questa manovra ha facilitato l'accesso all’area dell’articolazione coinvolta e ha consentito di intervenire terapeuticamente (meniscectomia parziale o riparazione meniscale, se necessario, mantenendo la distrazione) con successo e senza danneggiare la cartilagine articolare. Durante il periodo di follow-up, non è stata osservata alcuna complicazione postoperatoria correlata alla distrazione o alla procedura artroscopica.

Nel cane, la distrazione dell’articolazione del ginocchio in corso di artroscopia migliora la visualizzazione di entrambi i menischi, e in particolare del corno caudale del menisco mediale. L’opinione personale degli autori è che questa tecnica semplifichi l’esecuzione di procedure complesse come la sutura meniscale, poiché amplia lo spazio disponibile per ottenere le giuste angolazioni di lavoro.

 

“Facilitation of arthroscopic visualization and treatment of meniscal tears using a stifle joint distractor in the dog” Rovesti GL, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 28;14(1):212. doi: 10.1186/s12917-018-1534-9.

amido di mais coverIl mais sembra essere una infrequente fonte alimentare di allergeni nelle specie canina e felina. Le informazioni relative alla natura di tali allergeni e la loro presenza all’interno delle diete commerciali per animali domestici sono limitate sebbene, sia la farina che l’amido di mais, siano fonti comuni di carboidrati in molti di questi alimenti.

Uno studio si è posto l’obiettivo di determinare se le IgE sieriche ottenute da cani e gatti sensibilizzati al mais riconoscessero le proteine presenti nella farina e nell’amido di mais.

A questo scopo, sono stati utilizzati i sieri di 40 cani e 40 gatti con diagnosi sospetta di allergia con livelli sierici di IgE specifiche per il mais non rilevabili, bassi, medi o alti.

Le IgE che hanno riconosciuto gli allergeni della farina di mais erano quelle ottenute dai sieri di cani e gatti con livelli di IgE specifici del mais moderati e alti (cani: 20/30 sieri, 67% - gatti: 20/29, 69%). Al contrario, nessuno dei sieri testati aveva IgE misurabili contro l'amido di mais. I risultati di questo studio hanno dimostrato che la presenza di allergeni di mais è maggiore nell'estratto dei chicchi di mais, meno in quello della farina di mais, mentre tali allergeni non erano rilevabili nell’amido di mais.

Gli autori concludono che le IgE dei cani sensibilizzati al mais hanno meno probabilità di riconoscere gli allergeni dell'amido di mais che degli estratti di farina e dei chicchi. Essendo il mais una fonte infrequente di allergeni per cani e gatti, ed essendo il suo amido meno allergizzante della farina, gli alimenti commerciali per animali domestici contenenti amido di mais come fonte di carboidrati sono da preferire nei soggetti con un sospetto diagnostico di allergia alimentare.

 

“Cornstarch is less allergenic than corn flour in dogs and cats previously sensitized to corn” Olivry T e Bexley J. BMC Vet Res. 2018 Jun 27;14(1):207. doi: 10.1186/s12917-018-1538-5.

miciTrovare un metodo contraccettivo non-chirurgico che consenta di controllare le nascite tra i gatti randagi è un obiettivo globale per la salute pubblica e per ragioni umane.

Gli scopi di questo studio erano quelli di calcolare la durata dell’effetto contraccettivo a seguito di una singola somministrazione intramuscolare di un vaccino a base di ormoni che rilascia gonadotropina (GonaCon) e di confermarne la sicurezza d’impiego nelle gatte che vivono in condizioni di colonia.

A questo scopo, 20 gatte femmine intere sono state sottoposte alla somministrazione per via intramuscolare di GonaCon (0,5 ml/gatto) e altre 10 gatte (gruppo di controllo) hanno ricevuto una iniezione di soluzione salina. A distanza di 4 mesi dal trattamento, tutte le gatte sono state inserite in un ambiente di colonia simulato, in compagnia di gatti maschi fertili. In questo contesto è stato calcolato quante gatte sono rimaste gravide e dopo quanto tempo, la numerosità dei feti e le reazioni provocate dal vaccino nel sito di iniezione.

Tutte le gatte del gruppo di controllo (n = 10/10) e il 60% (n = 12/20) delle gatte vaccinate sono rimaste gravide entro 4 mesi dall'inserimento in colonia. Altre 2 gatte vaccinate sono rimaste gravide (70%; n = 14/20) entro 1 anno dal trattamento. La numerosità fetale media era significativamente inferiore nelle gatte vaccinate rispetto alle gatte del gruppo di controllo. Nelle gatte vaccinate il tempo mediano di concepimento era significativamente più lungo (212 giorni) rispetto alle gatte del gruppo di controllo (127,5 giorni) (P = 0,0120). Le reazioni nel sito di iniezione, che vanno dal gonfiore alle masse granulomatose transitorie, sono state osservate nel 45% (n = 9/20) dei gatti vaccinati.

I risultati di questo studio mostrano che l’effetto contraccettivo di una singola dose di GonaCon ha una durata di 1 anno solo nel 30% delle gatte. Gli autori concludono che l’effetto contraccettivo indotto da questa dose di GonaCon non è sufficientemente efficace da essere raccomandato per l’uso nelle gatte randagie.

 

“Effectiveness of GonaCon as an immunocontraceptive in colony-housed cats” Fischer A, et al. J Feline Med Surg. 2018 Aug;20(8):786-792. doi: 10.1177/1098612X18758549. Epub 2018 Feb 21.

pppL’Actinobacillus pleuropneumoniae è l'agente eziologico responsabile della pleuropolmonite suina. Per garantire il controllo della malattia, l'identificazione dei suini con infezione subclinica è di fondamentale importanza per evitarne la trasmissione. Un metodo raccomandato consiste nell’esecuzione della PCR da campioni tonsillari; tuttavia questa tecnica, oltre che non essere infallibile, non permette di monitorare lo sviluppo di antibiotico-resistenze.

Per questi motivi, uno studio si è posto l’obiettivo di indagare la qualità delle informazioni fornite dalla coltura batteriologica di campioni tonsillari.
A questo scopo, 163 suini Landrace sono stati sperimentalmente esposti, via aerosol, ad A. pleuropneumoniae sierotipo 7 e sono stati studiati il tasso di isolamento dal tessuto polmonare e dalle tonsille e la corrispondente gravità delle lesioni polmonari.

Nel complesso è stata rilevata una correlazione significativa (p <0,001) tra il grado di malattia clinica, la gravità delle alterazioni polmonari e l’entità di isolamento di A. pleuropneumoniae dai tessuti tonsillare e polmonare. Il 74,8% dei soggetti è risultato positivo sia nel campione tonsillare che nel polmonare e il 7,4% è risultato negativo in entrambi i tessuti. Il restante 17,8%, invece, ha mostrato una positività in solo uno dei due tessuti (il 4,3% dei soggetti solo sul tessuto tonsillare e il 13,5% solo sul tessuto polmonare). Nel 36,4% di questi animali è stata dimostrata una imponente colonizzazione a carico dei polmoni e nel 40,9% delle alterazioni polmonari da moderate a gravi. Quindi, la sensibilità diagnostica per l'individuazione di uno stato di colonizzazione positiva dei suini mediante esame colturale di campioni tonsillari era dell'84,7%, la specificità era del 66,7%; il valore predittivo positivo era 94,6% e il negativo 35,3%. La sensibilità complessiva per l'esposizione ad A. pleuropneumoniae è stata del 78,2% da campioni tonsillari e dell'88,0% da campioni polmonari.

Gli autori concludono che l'esame delle tonsille da solo può dar luogo a risultati falsi negativi in quanto i risultati di questo studio dimostrano che i polmoni potrebbero essere fortemente coinvolti nonostante la negatività all’isolamento tonsillare. Pertanto, la coltura di campioni tonsillari dovrebbe essere usata in combinazione con metodi che valutano anche l’interessamento del tratto respiratorio inferiore.

 

“Evaluation of the predictive value of tonsil examination by bacteriological culture for detectingpositive lung colonization status of nursery pigs exposed to Actinobacillus pleuropneumoniae by experimental aerosol infection” Hoeltig D, et al. BMC Vet Res. 2018 Jun 28;14(1):211. doi: 10.1186/s12917-018-1542-9.

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