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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

Mercoledì, 04 Luglio 2018 19:48

Chiari-like syndrome e siringomielia nel cane

CKCSLa Chiari-like syndrome (CLS) e la siringomielia (SM) sono condizioni che possono verificarsi comunemente nei cani di taglia piccola o toy. La CLS, per la quale esiste una forte predisposizione genetica nei cani di razza Cavalier King Charles spaniel (CKCS), comporta una alterazione della dinamica del liquido cerebrospinale che può portare allo sviluppo di SM. I segni clinici associati a CLS/SM sono spesso confusi con altre problematiche otologiche e dermatologiche, che possono ritardare un trattamento appropriato.

La diagnosi definitiva di CLS/SM richiede indagini di diagnostica per immagini avanzata; tuttavia, a causa dei costi di quest’ultima, molto spesso i casi vengono gestiti in maniera sintomatica sulla base di un sospetto diagnostico.

L'obiettivo principale del trattamento è gestire il dolore neuropatico e i deficit neurologici attraverso approcci medici o chirurgici. Tuttavia, la letteratura attuale, sembra sostenere che, nonostante vengano applicati questi approcci, la patologia progredisca ugualmente e, con essa, anche i segni clinici; nonostante ciò, stando al giudizio dei proprietari, la maggior parte dei cani mantiene una buona qualità di vita.

 

“Understanding and Treating Chiari-like Malformation and Syringomyelia in Dogs” Hechler AC, Moore SA. Top Companion Anim Med. 2018 Mar;33(1):1-11. doi: 10.1053/j.tcam.2018.03.002. Epub 2018 Mar 15.

Mercoledì, 04 Luglio 2018 19:43

Mastocitomi gastrointestinali felini

FGIMCTSulla base della letteratura disponibile, la prognosi dei mastocitomi gastrointestinali felini (FGIMCT, feline gastrointestinal mast cell tumour) è riservata/scadente, il che può influenzare le scelte terapeutiche e l'outcome dei pazienti.

Uno studio ha descritto i riscontri clinici, la risposta al trattamento e l'outcome dei FGIMCT attraverso la revisione retrospettiva delle cartelle cliniche di 31 gatti. I dati raccolti includevano il segnalamento, la tecnica tramite cui è stata effettuata la diagnosi, la posizione del tumore (compresi i siti metastatici), il tipo di trattamento, la causa di morte e il tempo di sopravvivenza.

L'età media era dei soggetti inclusi era di 12,9 anni. La diagnosi è stata effettuata tramite citologia (n = 15), istopatologia (n = 13) o entrambe (n = 3). I siti metastatici includevano i linfonodi addominali (n = 10), i visceri addominali (n = 4) ed entrambi (n = 2). Gli approcci terapeutici includevano solo la chemioterapia (n = 15), la chirurgia e la chemioterapia (n = 7), solo i corticosteroidi (n = 6), la chirurgia e i corticosteroidi (n = 3). I farmaci chemioterapici più comunemente utilizzati erano la lomustina (n = 15) e il clorambucile (n = 12). Il tempo mediano di sopravvivenza complessivo è stato di 531 giorni (intervallo di confidenza al 95%, 334-982). La posizione del tumore, la presenza di metastasi e il tipo di trattamento non hanno influenzato significativamente il tempo di sopravvivenza. Dei 20 gatti deceduti prima della stesura dello studio, 12 erano morti per cause connesse al tumore o per cause sconosciute, mentre gli altri 8 erano deceduti per cause non correlate al tumore.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che la prognosi dei gatti con FGIMCT possa essere migliore di quella riportata in letteratura. I trattamenti chirurgici e medici (compreso il prednisolone da solo) sono risultati entrambi associati a tempi di sopravvivenza prolungati. Trattamenti diversi dal semplice prednisolone potrebbero non essere necessario in alcuni soggetti. Si sottolinea la necessità di ulteriori studi per individuare eventuali fattori prognostici e stabilire quali siano le strategie terapeutiche più efficaci.

 

“Outcome following treatment of feline gastrointestinal mast cell tumours” Barrett LE, et al. Vet Comp Oncol. 2018 Jun;16(2):188-193. doi: 10.1111/vco.12326. Epub 2017 May 31.

coxiellaCoxiella burnetii è un patogeno intracellulare obbligato, responsabile della febbre Q in molte specie animali e nell'uomo. Diversi studi hanno riportato l'associazione tra questo batterio e disturbi riproduttivi quali aborto, parto prematuro, natimortalità e debolezza della prole. Tuttavia, non vi è alcuna prova concreta del fatto che C. burnetii provochi endometrite, calo della fertilità e ritenzione degli invogli fetali.

Uno studio ha effettuato esame istopatologico e PCR su 40 biopsie uterine ottenute da bovine da latte con fertilità scadente, e l’esame colturale da tamponi uterini.

In 30 di 40 vacche, le biopsie endometriali non presentavano lesioni significative, e la coltura batterica e la PCR non avevano evidenziato alcun patogeno. Le altre 10 vacche erano PCR-positive per C. burnetii, mentre erano negative per altri patogeni all’esame colturale e alla PCR. Le biopsie di questi 10 soggetti avevano mostrato un quadro di endometrite cronica da lieve a grave associata a fibrosi perivascolare e perighiandolare.

La valutazione immunoistochimica delle biopsie PCR-positive di C. burnetii ha identificato, per la prima volta, la presenza di C. burnetii a livello intracitoplasmatico nei macrofagi dell'endometrio patologico delle bovine da latte.

 

“Coxiella burnetii in Infertile Dairy Cattle With Chronic Endometritis” De Biase D, et al. Vet Pathol. 2018 Jul;55(4):539-542. doi: 10.1177/0300985818760376. Epub 2018 Mar 22.

pericardioUno studio ha indagato la presenza di infezioni sostenute da agenti patogeni trasmessi da vettore in cani con versamento pericardico che vivono in un’area Mediterranea endemica per diverse malattie tramesse da vettori.

Sono stati inclusi 68 campioni di sangue EDTA e 58 campioni di versamento pericardico prelevati da 68 cani con versamento pericardico. Inoltre sono stati inclusi, come gruppo di controllo, 60 cani senza versamento pericardico. Il versamento pericardico è stato classificato come neoplastico in 40 cani, idiopatico in 23 e ad eziologia sconosciuta in 5 cani. È stata eseguita la PCR real-time per Leishmania infantum, Ehrlichia/Anaplasma spp., Hepatozoon canis, Babesia spp., Rickettsia spp. e Bartonella spp. e, sui campioni risultati positivi, è stato effettuato il sequenziamento al fine di confermare la specificità della specie isolata.

Diciotto cani sono risultati positivi per la presenza di agenti patogeni trasmessi da vettore, in particolare in 16 dei 68 cani con versamento pericardico (23,5%) e in 2 dei 60 cani del gruppo di controllo (3,3%). Nei cani positivi è stata dimostrata la presenza del DNA di Leishmania infantum (n=7), Anaplasma platys (n=2, di cui 1 cane aveva una coinfezione da Leishmania infantum), Babesia canis (n=5), Babesia gibsoni (n=3) ed Hepatozoon canis (n=2). La presenza di agenti patogeni trasmessi da vettore è stata riscontrata più comunemente nel gruppo di cani con versamento pericardico rispetto ai cani del gruppo di controllo (p=0,001). Non vi era alcuna correlazione tra l’eziologia del versamento pericardico e l’evidenza di patogeni trasmessi da vettore (p=0,932).

Gli autori concludono che nei cani con versamento pericardico il riscontro di agenti patogeni trasmessi da vettore è relativamente frequente. Questo risultato richiede ulteriori indagini, specialmente nei cani con versamento pericardico idiopatico. La PCR può fornire informazioni aggiuntive sul ruolo potenziale degli agenti patogeni trasmessi da vettore nei cani con versamento pericardico che vivono in aree endemiche.

 

“PCR evaluation of selected vector-borne pathogens in dogs with pericardial effusion” Tabar MD et al. J Small Anim Pract. 2018 Apr;59(4):248-252.

BSVDUno studio prospettico randomizzato, condotto su 30 gatte intere, ha descritto una tecnica di ovariectomia laparoscopica assistita (LAO, laparoscopically assisted ovariectomy) in cui la chiusura dei vasi viene effettuata o tramite un dispositivo bipolare per la sigillatura dei vasi (BVSD, bipolar vessel sealing device) o tramite legatura. Inoltre è stato confrontato l’outcome tra le gatte sottoposte a questa procedura e quelle sottoposte ad ovarioisterectomia a cielo aperto (OHE, ovariohysterectomy).

Le 30 gatte sono state suddivise in 3 gruppi: LAO con BVSD (gruppo A), LAO con legatura (gruppo B) e OHE con legatura (gruppo C). Sono stati confrontati tra loro le durate delle procedure, le complicazioni chirurgiche, la glicemia e la cortisolemia (prima dell'intervento e a 1, 2, 4, 6, 12 e 24 ore dopo l'intervento) e, infine, il grado di algia post-chirurgica tramite una scala del dolore (fino a 48 ore dopo l'intervento).

La durata della chirurgia era inferiore nel gruppo C (19,1 ± 5,2 minuti; P <0,002); mentre non c'era alcuna differenza significativa tra i gruppi A (27,7 ± 6,6 minuti) e B (33,2 ± 8,2 minuti). Tutte le procedure sono state portate a termine con successo. Non è stata trovata alcuna differenza significativa tra i 3 gruppi per quanto riguarda il grado di algia e la concentrazione sierica del glucosio e del cortisolo.

La tecnica di LAO è stata portata a termine con successo e non ha determinato complicazioni postoperatorie in nessuna delle gatte. I punteggi della scala del dolore non erano diversi rispetto a quelli delle gatte sottoposte ad OHE.

 

“Evaluation of a laparoscopically assisted ovariectomy technique in cats” Sakals SA, et al. Vet Surg. 2018 Jun;47(S1):O32-O38. doi: 10.1111/vsu.12762. Epub 2018 Jan 27.

diuresi cavalloLa terapia diuretica rappresenta il cardine per la gestione dell'insufficienza cardiaca congestizia nei cavalli, ma il suo utilizzo è limitato a farmaci iniettabili poiché attualmente nessun dato supporta l'uso di diuretici d’ansa per via orale (PO, per os).

Uno studio prospettico ha analizzato le proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche della torsemide somministrata per via orale e ha valutato se possa essere utilizzata in alternativa ai diuretici iniettabili nel cavallo.
A questo scopo è stato delineato il profilo farmacocinetico di una singola dose (6 mg/kg PO) di torasemide e sono stati analizzati gli effetti farmacodinamici della somministrazione di torsemide a lungo termine (2 mg/kg PO q12h) per 6 giorni in 6 fattrici adulte sane.

L'analisi farmacocinetica ha identificato un picco di massima concentrazione (Cmax) di 10,14 μg/mL (intervallo, 6,79-14,69 μg/mL) e un tempo di emivita (T1/2) di 9,2 ore (intervallo, 8,4-10,4 ore). È stato dimostrato un aumento statisticamente significativo del volume delle urine e una diminuzione del peso specifico dal giorno 0 al giorno 6 (P <0,0001). Alterazioni significative nelle variabili biochimiche includevano iponatriemia, ipokaliemia, ipocloremia e aumento della concentrazione di creatinina sierica. La pressione arteriosa media è diminuita significativamente al giorno 6 (57,7 ± 8,8 mm Hg, P = 0,001) rispetto al giorno 0 (78 ± 6,1 mm Hg). Le concentrazioni sieriche di aldosterone sono aumentate significativamente dopo 6 giorni di somministrazione di torsemide (P =0,0006).

La torsemide somministrata per via orale (4 mg/kg/giorno) ha raggiunto con successo concentrazioni ematiche terapeutiche, ha indotto una diuresi clinicamente rilevante e ha comportato una moderata azotemia pre-renale e disturbi elettrolitici.

 

“Pharmacokinetic and pharmacodynamic properties of orally administered torsemide in healthy horses” Agne GF, et al. J Vet Intern Med. 2018 May 17. doi: 10.1111/jvim.15213. [Epub ahead of print]

diarreaUno studio prospettico, randomizzato, in cieco ha valutato se la supplementazione con metronidazolo apportasse dei benefici alla terapia con amoxicillina-acido clavulanico in cani con diarrea emorragica.

Sono stati inclusi 34 cani con diarrea emorragica, presente da meno di 3 giorni, che necessitassero di fluidoterapia per via endovenosa. I cani sono stati suddivisi, in modo randomizzato, per ricevere metronidazolo (gruppo metronidazolo) o soluzione salina (gruppo di controllo) in aggiunta alla terapia di supporto standard (amoxicillina-acido clavulanico, fluidoterapia endovenosa, buprenorfina e omeprazolo). L’efficacia del trattamento è stata valutata in base alla durata del ricovero e al punteggio di uno score clinico valutato giornalmente.

Non sono state evidenziate differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda il tempo di ospedalizzazione (29,6 ore per i cani che avevano ricevuto il metronidazolo e 26,3 ore per il gruppo controllo) e lo score clinico giornaliero.

I risultati dello studio suggeriscono che l’aggiunta di metronidazolo alla terapia con amoxicillina-acido clavulanico non è fondamentale nel trattamento di cani con grave diarrea emorragica.

 

“Evaluating the effect of metronidazole plus amoxicillin‐clavulanate versus amoxicillin‐clavulanate alone in canine haemorrhagic diarrhoea: a randomised controlled trial in primary care practice” Ortiz V et al. J Small Anim Pract. 2018 Jun 7. doi: 10.1111/jsap.12862. [Epub ahead of print]

cuore gattoÈ stato riportato che i livelli plasmatici di peptide natriuretico atriale (ANP, atrial natriuretic peptide) sono elevati nei gatti con cardiomiopatia.

Uno studio prospettico di tipo multicentrico ha indagato l'accuratezza diagnostica della concentrazione di ANP nel plasma come indicatore della gravità delle cardiomiopatie.

Sono stati inclusi 78 gatti senza cardiopatia (gruppo controllo) e 83 gatti con diversi tipi di cardiomiopatia diagnosticata mediante esame ecocardiografico. A loro volta, i gatti cardiopatici sono stati ulteriormente suddivisi in gatti asintomatici senza dilatazione atriale sinistra (LAD, left atrial dilation), gatti asintomatici con LAD e gatti con insufficienza cardiaca. Le concentrazioni di ANP plasmatico sono state misurate tramite chemiluminescenza.

La concentrazione media di ANP plasmatico nel gruppo di controllo era 43,3 (range interquartile, 33,0-56,3) pg/mL. I valori di ANP erano significativamente più alti nei gatti cardiopatici con LAD e insufficienza cardiaca, mentre nei gatti senza LAD erano paragonabili a quelli del gruppo controllo. Una concentrazione plasmatica di ANP > 77,5 pg/mL ha mostrato una sensibilità del 66,3% e una specificità dell'84,6% nel distinguere i gatti con cardiomiopatia dai controlli. Per identificare i gatti con LAD, aumentando il cutoff ad un valore > 110,9 pg/mL, si otteneva una sensibilità del 73,6% e una specificità del 93,5%.

I risultati di questo studio dimostrano che le concentrazioni plasmatiche di ANP sono più elevate nei gatti con cardiomiopatia in fase più avanzata. Sebbene la concentrazione di ANP da sola non possa aiutare a diagnosticare la malattia cardiaca, la sua misurazione fornisce comunque informazioni aggiuntive sulla gravità della cardiomiopatia.

 

“Diagnostic accuracy of plasma atrial natriuretic peptide concentrations in cats with and without cardiomyopathies” Heishima Y, et al. J Vet Cardiol. 2018 May 25. doi: 10.1016/j.jvc.2018.04.008. [Epub ahead of print]

riminiLa sterilizzazione chirurgica rappresenta tutt’oggi l’unico metodo definitivo di contraccezione nel cane e nel gatto. Per quanto si tratti di una procedura semplice e rapida, non è priva di rischi chirurgici, anestesiologici e di possibili complicazioni.

Maria Carmela Pisu conduce un dibattito sui pro e contro della sterilizzazione. Al fine di affrontare l’argomento da tutti i punti di vista, sono stati invitati a partecipare alla tavola rotonda specialisti nel campo della riproduzione, del comportamento, della chirurgia e dell’anestesia: Michela Beccaglia (DVM, Dr Ric, Dipl ECAR, Milano), Maria Chiara Catalani (DVM esperto in comportamento, PhD, Ancona), Federico Massari (DVM, Dipl ECVS, Milano) e Luca Zilberstein (DVM, PhD, Dipl ECVAA, Francia).

 

“Focus on – Sterilizzazione sì, sterilizzazione no: vecchie certezze, nuovi dubbi”
Maria Carmela Pisu DVM, Dipl ECAR, Torino
Congresso internazionale SCIVAC 2018 (Rimini 25-27 Maggio 2018)

catetere centraleUno studio osservazionale prospettico ha descritto le problematiche rilevate durante il posizionamento del catetere venoso centrale, le condizioni associate al fallimento del cateterismo e le complicazioni connesse alla gestione del catetere venoso centrale.

Sono stati inclusi 27 cani e 20 gatti ricoverati nel reparto di terapia intensiva di un ospedale veterinario universitario.

Il 91% dei cateteri venosi centrali (43/47) è stato posizionato con successo. Le difficoltà relative alla procedura che hanno determinato l'impossibilità di posizionare il catetere venoso centrale sono state l'incapacità di individuare la vena giugulare (10), la formazione di un ematoma (6), il malposizionamento (1) e la dislocazione (1). Complicanze procedurali si sono verificate in 24/47 pazienti (51%) e includevano aritmie cardiache (13), ematoma (6), fallimento dell’inserimento del catetere (4) e malposizionamento (1). I fattori di rischio associati a tentativi ripetuti di cateterizzazione includevano un'età più avanzata (7,5 anni [± 4,2] vs 10,6 anni [± 4,1], P = 0,04), taglia più piccola (8,0 kg [0,6-51,9 kg] vs 4,4 kg [2,6-6,8 kg] , P <0,01) e un body condition score più basso (mediana 5/9 [2/9-9/9] vs 4/9 [2/9-7/9], P = 0,04). Il fattore di rischio associato all’insorgenza di aritmie era la taglia piccola (6,8 kg [2,6-51,9 kg] vs 4,8 kg [0,6-29,5 kg], P = 0,04). In 14 pazienti sono insorte 18 complicazioni dopo il posizionamento del catetere e comprendevano ostruzione meccanica (7), irritazione cutanea (6), malposizionamento (4) e infiammazione (1). I fattori di rischio che avevano predisposto a queste complicazioni includevano un tempo di permanenza più lungo (5 giorni [2-30] vs 3 giorni [1-10], P <0,01) e la somministrazione di un farmaco irritante (P = 0,02).

Il posizionamento e il mantenimento di un catetere venoso centrale non sono privi di complicazioni, ma le sequele potenzialmente letali hanno una bassa incidenza. L’età avanzata, la piccola taglia e un body condition score più scadente sono stati identificati come i fattori di rischio associati al cateterismo venoso centrale.

 

“Evaluation of the placement and maintenance of central venous jugular catheters in critically ill dogs and cats” Reminga CL, et al. J Vet Emerg Crit Care (San Antonio). 2018 May;28(3):232-243.

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