Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 6252 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Gaia Carotenuto

Gaia Carotenuto

caniLa dimetilarginina simmetrica (SDMA, symmetric dimethylarginine) è uno strumento di screening per l’identificazione precoce di disfunzione renale e per il monitoraggio terapeutico in corso di malattia renale cronica (CKD, chronic kidney disease). Attualmente non ci sono studi che stabiliscano l'idoneità di questo parametro sulla base di un intervallo di riferimento definito su una popolazione generica.

Uno studio prospettico, osservazionale condotto su cani apparentemente sani ha determinato la variabilità biologica, l’indice di individualità (IOI, index of individuality), la differenza critica tra misurazioni sequenziali (CD, critical difference) ed il numero di misurazioni necessarie per determinare il set point omeostatico (HSP, homeostatic set point) per SDMA e creatinina sierica (sCr, serum creatinine).

Sono stati inclusi nello studio 20 cani adulti apparentemente sani. Campioni di sangue sono stati prelevati da ciascun cane in 9 occasioni e l’SDMA e la sCr sono state misurate in doppio utilizzando metodiche disponibili in commercio.

L’SDMA e la sCr avevano valori di IOI intermedi e bassi, rispettivamente di 0,87 e 0,28. La CD dell’ SDMA e della sCr era rispettivamente di 1,34 µg/dL e 0,89 µmol/L. Il numero di campioni richiesti per la stima dell’HSP individuale (con il 90% e il 95% di intervallo di confidenza) per SDMA e sCr erano rispettivamente di 8 e 45,e di 2 e 12 misurazioni sequenziali.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che l’SDMA sia più idonea all’utilizzo rispetto alla sCr.


“Variability of Symmetric Dimethylarginine in Apparently Healthy Dogs” Kopke MA, et al. J Vet Intern Med. 2018 Mar;32(2):736-742.

cuteUno studio sperimentale condotto su 25 cavalli sani senza segni clinici di malattia cutanea ha determinato l'efficacia e la tolleranza dermica di un innovativo antisettico cutaneo a base di alcool (ABSA, alcohol-based skin antiseptic).

In ciascun cavallo sono state tosate 4 aree dell’addome assegnate in modo casuale a un protocollo di asepsi: con soluzione salina (gruppo di controllo negativo), con clorexidina gluconato seguita da alcol isopropilico (gruppo di controllo positivo), con soluzione salina seguita dall’ABSA (gruppo ABSA A), con uno shampoo commerciale per cavalli seguito dall’ABSA (gruppo ABSA B). I tamponi microbiologici sono stati ottenuti da ciascun sito e coltivati su piastre di agar sale di MacConkey e mannitolo. Le unità formanti colonia sono state contate 18-24 ore dopo. L’insorgenza di reazione cutanea è stata valutata in tutti i siti subito prima, immediatamente dopo, 1 ora dopo e 24 ore dopo l’esecuzione del protocollo antisettico.

Nel gruppo di controllo positivo e nei gruppi ABSA A e B la carica microbica cutanea si è ridotta in maniera significativa rispetto al gruppo di controllo negativo (P <0,001), ma non è stata rilevata alcuna differenza tra i prodotti antisettici. Il tempo di realizzazione del protocollo antisettico non differiva tra i metodi ABSA A e ABSA B (P = 0,108); entrambi erano più rapidi del metodo usato nel gruppo di controllo positivo (P <0,001 per entrambi). Le reazioni cutanee erano più numerose 24 ore dopo (30,5%), ma non c'era un'associazione significativa con l'antisettico usato, e nessun cavallo ha necessitato di cure veterinarie.

I protocolli ABSA testati nei cavalli sani di questo studio erano altrettanto efficaci e ben tollerati rispetto al protocollo con clorexidina gluconato, ma richiedevano tempi più brevi. Queste premesse giustificano la necessità di ulteriori indagini da effettuare su soggetti con segni clinici di malattia cutanea.

 

“Efficacy and dermal tolerance of a novel alcohol-based skin antiseptic in horses” Tannahill VJ, et al. Vet Surg. 2018 May;47(4):572-577.

miciL’herpesvirus felino di tipo 1 (FHV-1, Feline Herpesvirus type 1) e il calicivirus felino (FCV, Feline Calicivirus) sono i più importanti agenti infettivi responsabili di malattia respiratoria nei gatti. Le coinfezioni da FHV-1 e FCV sono comuni nei gatti con malattia del tratto respiratorio superiore, ma non è noto se tali coinfezioni si verifichino anche nei gatti con polmonite.

Uno studio ha valutato dal punto di vista istopatologico e immunoistochimico la presenza, in campioni di tessuto polmonare, di una coinfezione da FCV nei gattini con polmonite sostenuta da FHV-1.

La presenza del FCV è stata rilevata in 13 dei 21 gatti (61%) con polmonite da FHV-1, dimostrando che la coinfezione è un evento comune. Il FCV è stato evidenziato di frequente all’interno dei macrofagi presenti nel lume delle vie aeree infette dal FHV-1. In 8/13 (62%) gatti con coinfezione, le lesioni tipicamente indotte dal FCV erano localizzate a distanza dalle lesioni indotte dal FHV-1. L'infezione a carico dei pneumociti di tipo II e dei macrofagi alveolari da parte del FCV era evidente nelle aree istologicamente inalterate.

È probabile che il danno alle vie aeree indotto dal FHV-1 (riduzione della clearance muco ciliare e compromissione delle difese immunitarie) faciliti l'infezione secondaria da parte del FCV.

 

“Calicivirus co-infections in herpesvirus pneumonia in kittens” Rodriguez JM, et al. Vet J. 2018 Jun;236:1-3.

Angiostrongylus vasorum larva detected by the Baermann techniqueL'angiostrongilosi è considerata una malattia emergente in alcune aree del nostro continente. La rilevazione di larve di primo stadio nelle feci utilizzando il metodo Baermann ha una sensibilità imperfetta.

Uno studio retrospettivo ha indagato l'efficacia di test diagnostici non invasivi effettuati su campioni di sangue e feci nel diagnosticare l’angiostrongilosi confrontandoli con la PCR eseguita su materiale ottenuto mediante lavaggio broncoalveolare (BAL) in un piccolo gruppo costituito da 7 cani dispnoici con tosse e infezione naturale sostenuta da Angiostrongylus vasorum.

I soggetti inclusi presentavano una storia di tosse, intolleranza all'esercizio e dispnea da 2 a 8 settimane prima della presentazione. I metodi diagnostici utilizzati comprendevano analisi di Baermann, il test rapido AngioDetect, il test ELISA per il rilevamento di antigeni circolanti e anticorpi specifici e la PCR su fluido ottenuto mediante BAL.

L'analisi di Baermann, il test rapido AngioDetect, l'ELISA diretta (rilevazione dell'antigene), l'ELISA indiretta (rilevazione dell'anticorpo) e la PCR sul fluido ottenuto mediante BAL sono risultati positivi rispettivamente in 3/7, 2/7, 3/6, 6/6 e 7/7 cani. L’ELISA indiretta e la PCR sono risultati essenziali per la diagnosi definitiva in 3 cani. Le sensibilità del test rapido AngioDetect, dell'analisi di Baermann e dell'ELISA diretta erano inferiori al 50% rispetto all’ELISA indiretta o alla PCR sul liquido del BAL.

L'analisi di Baermann e il test rapido AngioDetect non hanno permesso di effettuare la diagnosi in parecchi dei cani con angiostrongilosi facenti parte di questa piccola popolazione. Gli autori concludono che, quando i metodi di rilevazione dell'antigene (AngioDetect o ELISA) e l'analisi di Baermann sono negativi ma i pazienti hanno caratteristiche cliniche fortemente suggestive, è necessario effettuare l'ELISA indiretta e la PCR sul fluido del BAL.

 

“Angiostrongylosis in dogs with negative fecal and in-clinic rapid serological tests: 7 Cases (2013-2017)” Canonne AM, et al. J Vet Intern Med. 2018 May;32(3):951-955.

emorragia polmonareL’emorragia polmonare indotta dall’esercizio fisico (EIPH, exercise-induced pulmonary haemorrhage) si verifica di frequente nei cavalli da corsa e può esercitare un notevole impatto sulla loro salute. La somministrazione di furosemide al fine di attenuare l’emorragia è consentita fino a 4 ore prima dell’esercizio fisico in alcuni stati del Nord America, ma informazioni aneddotiche suggeriscono che la somministrazione 24 ore prima di un intenso esercizio fisico possa essere ugualmente efficace nel ridurre la gravità dell'EIPH.

Uno studio ha confrontato l’efficacia della furosemide nel ridurre la presenza e la gravità dell'EIPH quando somministrata 4 o 24 ore prima di un esercizio intenso e ha valutato le variazioni dei parametri elettrolitici ed ematici in entrambe le situazioni.

Si è trattato di uno studio crossover a 3 vie in cui 15 cavalli da corsa purosangue hanno ricevuto 5 ml di NaCl 0,9% o 250 mg di furosemide 4 o 24 ore prima di una gara. I campioni di sangue sono stati raccolti prima e dopo la corsa per la determinazione delle concentrazioni di furosemide, lattato, emoglobina e degli elettroliti. Un’ora dopo la gara sono stati effettuati un esame endoscopico e un lavaggio broncoalveolare (BAL). Ai cavalli è stato assegnato un punteggio EIPH basato su criteri predeterminati ed è stato determinato il numero di globuli rossi nel BAL.

I punteggi endoscopici dell’EIPH erano più bassi nel gruppo trattato con furosemide 4 ore prima della gara rispetto al gruppo che aveva ricevuto la furosemide 24 ore prima della gara (P = 0,03). Il conteggio dei globuli rossi nel BAL era inferiore nel gruppo trattato con furosemide 4 ore prima della gara rispetto al gruppo trattato con NaCl 0,9% (P = 0,01), ma non è stata rilevata alcuna differenza tra il gruppo che ha ricevuto furosemide 24 ore prima e il gruppo trattato con NaCl 0,9% (P = 0,3), né tra i gruppi trattati con furosemide 4 e 24 ore prima della gara (P = 0,5).

Anche se nessuno dei trattamenti ha impedito l'EIPH, i punteggi endoscopici e il conteggio dei globuli rossi nel BAL supportano l'efficacia della furosemide nel ridurre la gravità dell'EIPH. I punteggi endoscopici e la conta dei globuli rossi erano più bassi nel gruppo che ha ricevuto furosemide 4 ore prima della gara.

 

“Effectiveness of furosemide in attenuating exercise-induced pulmonary haemorrhage in horseswhen administered at 4- and 24-h prior to high-speed training” Knych HK et al. Equine Vet J. 2018 May;50(3):350-355.

otiteUno studio retrospettivo ha descritto le caratteristiche cliniche associate a complicazioni intracraniche secondarie ad otite media/interna (OMI) in 19 gatti, ha analizzato i risultati delle colture batteriologiche al fine di fornire delle indicazioni sulla selezione della terapia antibiotica empirica e, infine, ha riportato i dati relativi all’outcome sia in caso di gestione medica che in caso di gestione chirurgica.

Nel 61% dei gatti non erano riferiti precedenti problemi di otite e nel 47% dei casi l'esame otoscopico era nella norma. Il batterio più comunemente isolato era Pasteurella multocida, identificato nel 24% dei casi. L’outcome è stato positivo nell'83% dei gatti gestiti con osteotomia ventrale della bolla timpanica e nel 66% dei gatti sottoposti alla sola terapia medica.

Nei gatti con malattia vestibolare centrale il sospetto clinico di una possibile complicazione intracranica secondaria ad otite medio/interna dovrebbe rimanere elevato anche quando l'esame otoscopico è nella norma. La scelta della terapia antibiotica dovrebbe sempre essere basata sui risultati dell’esame colturale e dell’antibiogramma; in caso di impossibilità o prima di avere tali esiti è consigliabile intraprendere un trattamento antibiotico ad ampio spettro che sia efficace nei confronti di Pasteurella multocida. Sia la gestione chirurgica che quella medica garantiscono degli outcome favorevoli nei gatti con complicazioni intracraniche secondarie ad otite media/interna; sono necessari studi prospettici che indaghino il ruolo dell’osteotomia ventrale della bolla timpanica nell’ottimizzare il processo di guarigione.

 

“Clinical features and short-term outcome of presumptive intracranial complications associated with otitis media/interna: a multi-center retrospective study of 19 cats (2009-2017)” Moore SA, et al. J Feline Med Surg. 2018 Apr 1. [Epub ahead of print]

colonNel cane la torsione del colon è una condizione pericolosa per la vita del paziente.

Lo scopo di uno studio condotto su una serie di casi retrospettivi era quello di descrivere i reperti radiografici e i segni clinici in un gruppo di cani con torsione del colon.

Lo studio ha incluso un totale di 14 cani. In 9 di questi la torsione del colon è stata confermata chirurgicamente, in 5 l’intervento ha evidenziato la congestione del colon o la torsione del mesentere.
I reperti radiografici comprendevano distensione segmentale del colon (14/14), restringimento focale del colon (11/14), dislocazione del cieco (11/14), dislocazione del colon discendente (14/14) e distensione da assente a lieve del piccolo intestino (14/14). Nei casi in cui è stato eseguito il clisma di bario, sono stati identificati il restringimento focale del colon ed è stato evidenziato un andamento elicoidale delle striature longitudinali, definito "segno di torsione". Il vomito è stato il segno clinico più comunemente osservato (12/14), seguito da dolore addominale (8/14). Nei pazienti di questo studio il dolore addominale grave e lo shock ipovolemico erano rari (3/14).

La torsione del colon dovrebbe essere considerata come una diagnosi differenziale nei soggetti in cui la radiografia mette in evidenza una distensione segmentale del colon e la dislocazione del colon discendente e del cieco. Per una diagnosi definitiva è sempre raccomandato eseguire un clistere di bario.

 

“Radiographic findings and clinical factors in dogs with surgically confirmed or presumed colonictorsion” Gremillion CL, et al. Vet Radiol Ultrasound. 2018 May;59(3):272-278.

fattriceUno studio retrospettivo condotto su 156 fattrici purosangue ha descritto una tecnica di colopessi tramite un’incisione paramediana ventrale sinistra e ha riportato i dati relativi alle complicazioni postoperatorie, alla sopravvivenza alla dimissione e alla carriera riproduttiva successiva all’intervento di colopessi.

Il tasso di recidiva postoperatoria del volvolo del grosso colon era dell’1,2% e quello di rottura del colon era del 3%. Il 93% delle fattrici sottoposte all’intervento di colopessi sono state dimesse dall’ospedale e il 78% erano vive ad 1 anno di distanza dall'intervento. L’insorgenza di complicazioni postoperatorie, quali la sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS, systemic inflammatory response syndrome) e la diarrea e/o tromboflebite, aumentava il rischio di morte entro 1 anno (odds ratio [OR] 4,76). Il 66% delle fattrici che erano gravide al momento della colopessi e dimesse dall'ospedale hanno partorito un puledro vivo. Negli anni successivi alla colopessi la percentuale di puledri nati vivi è stata del 67%.

Nelle fattrici purosangue, la tecnica di colopessi tramite incisione paramediana sinistra si è dimostrata una valida alternativa alle altre tecniche che richiedono una seconda incisione o la realizzazione di una aderenza tra il colon e la linea alba. Questa procedura, infatti, ha dimostrato delle buone percentuali di sopravvivenza e consente alle fattrici di continuare a svolgere la loro carriera come riproduttrici. Complicazioni quali SIRS, diarrea o tromboflebite giugulare hanno influenzato la sopravvivenza a lungo termine.

 

“Clinical outcomes after colopexy through left ventral paramedian incision in 156 thoroughbred broodmares with large colon disorders (1999-2015)” Broyles AH, et al. Vet Surg. 2018 May;47(4):490-498.

Giovedì, 14 Giugno 2018 16:03

Citometria a flusso nel linfoma felino

FCLa citometria a flusso (FC, flow cytometry) è una tecnica precisa, veloce e minimamente invasiva per la diagnosi di linfoma o leucemia che sta diventando sempre più popolare tra gli oncologi veterinari. Sulla specie canina sono stati condotti parecchi studi riguardo la FC che ne hanno dimostrato un ottimo campo di applicabilità; diversamente le conoscenze relative a questa tecnica e la sua applicabilità nella specie felina sono ancora molto limitate. Ciò è dovuto principalmente all'elevata prevalenza di linfomi intraaddominali in questa specie e alla difficoltà associata alle procedure diagnostiche necessarie per ottenere il campione.

Lo scopo del presente studio era quello di indagare se eventuali fattori preanalitici potessero influenzare la qualità dei campioni ottenuti da gatti con sospetto linfoma sottoposti all’analisi di FC.
Sono stati presi in esame 97 campioni di sospetto linfoma. I veterinari referenti sono stati contattati e intervistati su diverse variabili, tra cui segnalamento, aspetto della lesione, caratteristiche della procedura di campionamento ed esperienza dei veterinari che avevano effettuato il campionamento. Sono state eseguite analisi statistiche per valutare la possibile influenza di queste variabili sulla cellularità dei campioni e sulla probabilità che tali campioni fossero elaborati dalla FC.

La cellularità del campione si è rivelata essere un fattore importante nel determinare la probabilità che il campione venga elaborato. Inoltre, la cellularità del campione è stata significativamente influenzata dalla dimensione dell'ago (aghi da 21 G forniscono la cellularità più alta). La cellularità del campione e la probabilità di essere processate non variano tra le lesioni periferiche e intra-addominali. Circa la metà dei gatti ha richiesto il contenimento farmacologico. Gli effetti collaterali sono stati riportati solo in un caso (gonfiore transitorio dopo campionamento linfonodale periferico).

La FC può essere tranquillamente applicata a casi di sospetto linfoma felino, incluse le lesioni intraaddominali. Un ago da 21 G dovrebbe essere preferito per il campionamento. Questo studio supporta un maggiore uso di questa tecnica minimamente invasiva, veloce ed economica nella specie felina.

 

Flow cytometry for feline lymphoma: a retrospective study regarding pre-analytical factors possibly affecting the quality of samples” Martini V, et al. J Feline Med Surg. 2018 Jun;20(6):494-501.

fecal transplantsLa diarrea associata all’infezione da parvovirus è comune nei cani. La terapia di supporto rappresenta il cardine del trattamento, ma la guarigione può essere lenta e il tasso di mortalità elevato. La modificazione del microbiota batterico intestinale ha dato risultati promettenti in medicina umana e veterinaria come trattamento aggiuntivo in corso di diverse patologie enteriche.

Uno studio clinico randomizzato ha indagato la sicurezza e l’efficacia del trapianto di microbiota fecale (FMT, fecal microbiota transplantation) sulla guarigione clinica di 66 cuccioli con infezione da parvovirus e sindrome della diarrea emorragica acuta.

I cuccioli sono stati suddivisi, in maniera randomizzata, in due gruppi di trattamento. Il gruppo STD (terapia standard, n=33) ha ricevuto unicamente terapia fluida IV e terapia antibatterica, mentre il gruppo STD+FMT (n=33) ha ricevuto il FMT in aggiunta alla terapia standard. Per il FMT sono stati somministrati 10 grammi di feci, provenienti da un donatore sano, diluite in 10 mL di soluzione salina e somministrate per via rettale 6-12 ore dopo l’ammissione.

Tra i cuccioli sopravvissuti, il trattamento con FMT era associato a una più rapida risoluzione della diarrea (P< 0,001) e a tempi di ospedalizzazione più brevi (P= 0,001; mediana di 3 giorni nel gruppo STD+FMT, mediana di 6 giorni nel gruppo STD) rispetto al trattamento standard. La mortalità nel gruppo STD era del 36,4% (12/33) rispetto al 21,2% (7/33) del gruppo STD+FMT, ma non è stata evidenziata una differenza significativa tra i 2 gruppi (P= 0,174).

Gli autori concludono che il FMT nei cuccioli infetti da parvovirus sia associato ad una più rapida risoluzione della diarrea.

 

“Fecal microbiota transplantation in puppies with canine parvovirus infection” Pereira GQ et al. J Vet Intern Med. 2018 Mar;32(2):707-711.

Pagina 10 di 16

Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti. Se chiudi il banner ne accetti l'utilizzo.