Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7311 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD student

SUBL'ostruzione ureterale (ureteral obstruction, UO) nei gatti può causare un danno renale acuto e richiede in genere un trattamento di tipo chirurgico. L’obiettivo del presente studio era quello di identificare dei possibili fattori di rischio per l’ostruzione ureterale nel gatto al fine di poter attuare delle strategie di prevenzione.

È stato condotto uno studio caso-controllo per valutare i fattori di rischio associati all'UO felina. I casi sono stati definiti come gatti che soddisfavano i seguenti criteri: (1) ostruzione ureterale (ureteroliti: 13/18; non noto: 5/18) confermata tramite pielografia; o (2) una concentrazione sierica di creatinina >140 µmol/l associata a UO (ureteroliti: 6/10; coaguli di sangue: 3/10; pionefrosi: 1/10) e pielectasia ≥5 mm all'ecografia addominale. I controlli sono stati definiti come gatti senza evidenza di UO all'anamnesi, all'esame fisico e all'ecografia addominale. È stata effettuata un’analisi di regressione logistica multivariata per valutare l’associazione tra UO e le seguenti variabili: sesso, razza, dieta (cibo prevalentemente secco, misto o prevalentemente umido), stile di vita (indoor o misto) e calcio totale plasmatico.

Cat trasndermalL'uso del gabapentin è in aumento nella pratica clinica; tuttavia, la somministrazione transdermica non è stata del tutto studiata nel gatto. L’obiettivo del presente studio era quello di valutare se il gabapentin fosse in grado di superare la barriera cutanea felina in vitro e in vivo e di determinare un miglioramento clinico del dolore.

La fase in vitro dello studio ha previsto l’utilizzo di campioni di cute provenienti da gatti deceduti. Lo studio in vivo prevedeva, invece, due fasi. Nella fase 1 dello studio, i soggetti inclusi (8 gatti giovani di proprietà) sono stati assegnati a 4 gruppi di trattamento, i quali ricevevano una dose di 5 mg/kg o 10 mg/kg applicata ogni 8 ore per 5 giorni a livello auricolare o sulla cute cervicale. I campioni di siero sono stati raccolti prima della somministrazione di Gabapentin e dopo 1 e 5 giorni. Nella fase 2, i soggetti inclusi (15 gatti anziani di proprietà) ricevevano una dose di Gabapentin di 10 mg/kg ogni 8 ore per 5 giorni a livello auricolare. I punteggi del dolore sono stati registrati prima della somministrazione e dopo 1,5 e 8 giorni. I campioni di siero sono stati raccolti prima della somministrazione e dopo 1 e 5 giorni. I campioni sono stati analizzati utilizzando una cromatografia liquida ad alta prestazione-spettrometria di massa.

Sabato, 05 Giugno 2021 18:33

Tritrichomonas foetus nei gatti in Italia

bengal catTritrichomonas fetus è un protozoo parassita che causa sintomi gastroenterici nei gatti domestici di tutto il mondo. L'impatto epizooziologico e patogeno di questo parassita deve ancora essere svelato in molte località geografiche. Pertanto, l’obiettivo del presente studio era quello di indagare la presenza di T. fetus nei gatti dell'Italia centrale e valutare i fattori di rischio e i segni clinici di questa patologia.

Sono stati inclusi nello studio 105 gatti afferenti presso l’Ospedale Veterinario Universitario dell'Università di Teramo. I campioni ottenuti sono stati testati con tecniche copromicroscopiche per rilevare i comuni parassiti intestinali ed extraintestinali e tramite una PCR specifica per T. fetus. È stata eseguita un'analisi statistica per valutare i fattori di rischio associati all’infezione da T. fetus.

FILE - In this May 26, 2020, file photo, a grizzly bear roams an exhibit at the Woodland Park Zoo, closed for nearly three months because of the coronavirus outbreak in Seattle. Grizzly bears once roamed the rugged landscape of the North Cascades in Washington state but few have been sighted in recent decades. The federal government is scrapping plans to reintroduce grizzly bears to the North Cascades ecosystem. (AP Photo/Elaine Thompson, File)La concentrazione di cortisolo nel pelo (hair cortisol concentration, HCC) viene sempre più utilizzata per valutare lo stress a lungo termine in molte specie di mammiferi. Si presume che la maggior parte del cortisolo diffonda passivamente dal circolo ematico ai follicoli piliferi e si accumuli gradualmente nei peli in crescita. Tuttavia, alcuni studi sugli orsi grizzly (Ursus arctos) suggeriscono che l'HCC aumenta significativamente entro diverse ore dopo la cattura, un tempo troppo breve per essere spiegato soltanto dal suddetto meccanismo. L’obiettivo del presente studio, condotto su orsi grizzly in cattività, era quello di determinare se un breve e rapido aumento nella concentrazione di cortisolo nel sangue, imitando così un singolo evento stressante, avrebbe causato un corrispettivo aumento dell'HCC in un periodo di 7 giorni.

Per fare questo, è stata somministrata una singola dose endovenosa (5 μg/kg) di cosintropina (ACTH sintetico) a tre femmine adulte di orso grizzly non anestetizzate, in cattività, in due occasioni: aprile (quando la crescita dei peli si era interrotta) e agosto (quando i peli apparivano in crescita). In entrambe le occasioni, la somministrazione di ACTH ha causato, entro 1 ora, un aumento di due o più volte dei livelli sierici di cortisolo, ma non sembrava influenzare l'HCC dopo 1, 48 e 168 ore.

22 07 20 linfoma canino 676x451Il linfoma a cellule T (T cell lymphoma, TCL) comprende un gruppo eterogeneo di neoplasie linfoidi che rappresentano circa il 30-40% di tutti i linfomi del cane e spesso presentano un comportamento molto aggressivo. La classificazione dell'OMS identifica la maggior parte dei TCL come TCL periferici, ma sono stati riconosciuti altri sottotipi con presentazione e outcome peculiari. L’obiettivo di questa review è quello di indagare l'uso della citofluorimetria per affinare la diagnosi di TCL nel cane, ponendo particolare enfasi sull’identificazione di alcuni immunotipi caratteristici (come il linfoma della zona T), sullo studio di presunti marker prognostici e sulla valutazione dello stadio del linfoma e della malattia minima residua.

“Flow Cytometry in the Diagnosis of Canine T-Cell Lymphoma” Stefano Comazzi, et al. Review Front Vet Sci. 2021 Apr 21;8:600963. doi: 10.3389/fvets.2021.600963.

sick cat 590x400L’obiettivo del presente studio era quello di valutare le cause, la gestione e l'outcome dei gatti con peritonite settica e determinare, nella popolazione di studio, l’associazione tra i fattori prognostici identificati in studi pregressi e la sopravvivenza.

Sono state valutate, in modo retrospettivo, le cartelle cliniche di 10 ospedali di referenza nel Regno Unito (dal 2008 al 2018). I dati raccolti includevano segnalamento, reperti clinico-patologici e protocolli di gestione del caso. È stata utilizzata un’analisi di regressione logistica per valutare l’associazione tra la sopravvivenza e le seguenti variabili: concentrazione sierica di albumine, glucosio, lattato e calcio ionizzato, presenza di ipotensione intraoperatoria e corretta antibioticoterapia empirica.

Equine Health Cover PhotoI farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono causare colite dorsale destra, ma mancano ad oggi studi clinici longitudinali. L’obiettivo di questo studio era quello di indagare se i cavalli trattati con FANS in un contesto clinico possano sviluppare una patologia del colon dorsale destro.

Sono stati inclusi nello studio: 1) cavalli ospedalizzati con patologie non-gastrointestinali trattati con FANS per più di 4 giorni, 2) cavalli di proprietà ospedaliera (utilizzati per le attività didattiche) e cavalli ospedalizzati di proprietà del cliente con patologie non-gastrointestinali, non trattati con FANS (gruppo di controllo). Tutti i cavalli sono stati monitorati nel tempo tramite valutazioni cliniche (focalizzando l’attenzione sulla presenza di coliche, depressione, appetito ridotto, feci non formate), misurazioni ecografiche della parete intestinale, esame delle feci per valutare la presenza di sangue occulto e analisi del sangue (concentrazione di proteine ​​totali e albumine, globuli bianchi e conta dei neutrofili). Gli outcome sono stati registrati come: "ispessimento ecografico delle pareti del colon dorsale destro (right dorsal colon, RDC)", "colite" e "colite dorsale destra". I risultati nel tempo sono stati confrontati con i valori basali e con i cavalli del gruppo di controllo.

DogL'utilizzo del telmisartan per il trattamento della proteinuria nel cane non è stato accuratamente studiato. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare l’efficacia del telmisartan per il trattamento della proteinuria nel cane.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 44 cani di proprietà che presentavano proteinuria. I cani con diagnosi di “proteinuria clinicamente rilevante” (cani normoazotemici con un rapporto proteine/creatinina urinaria [UPC] ≥2 e cani iperazotemici con UPC ≥0,5) sono stati divisi in 3 gruppi di trattamento: 1) telmisartan in monoterapia, telmisartan in associazione a 2) benazepril o 3) micofenolato. L'UPC è stato registrato prima del trattamento e ai successivi follow-up (dopo 1, 3, 6 e 12 mesi, se disponibili). La risposta al trattamento è stata classificata come completa (UPC <0,5), parziale (UPC diminuito di ≥50% ma ancora ≥0,5) o nessuna risposta (UPC diminuito di <50%). Sono state, inoltre, registrati i valori di creatinina sierica, le concentrazioni di potassio e la pressione arteriosa.

OftalmomiasiNel presente studio sono stati descritti quattro gatti con diagnosi di oftalmomiasi esterna causata da larve di Cuterebra. Le cartelle cliniche sono state valutate retrospettivamente per identificare i gatti con oftalmomiiasi esterna afferenti presso il Cornell University Hospital for Animals tra il 2005 e il 2020. Per ogni caso incluso sono stati registrati i dati inerenti: segnalamento, anamnesi, reperti clinici e diagnostici, trattamento e outcome.

I risultati hanno mostrato che tutti i gatti inclusi erano giovani (età <3 anni di età), avevano accesso all'esterno e sono stati inizialmente portati in visita durante i mesi estivi. Tutti i casi avevano una patologia oculare unilaterale e l'occhio destro era quello più colpito. Due gatti presentavano lesioni della membrana nittitante e due avevano una patologia orbitaria. In tre gatti era presente una concomitante ulcerazione corneale superficiale. Due soggetti al momento dell’ammissione presentavano piressia, sospetta secondaria all'infiammazione dovuta all'infestazione larvale. La rimozione delle larve è stata eseguita con successo in tutti i gatti, con conseguente miglioramento del discomfort e dei segni clinici. In un gatto persisteva la presenza di un'ulcera corneale e il follow-up di questo soggetto è stato perso prima della risoluzione dell'ulcera. L'identificazione del parassita ha confermato, in tutti i casi, l'infestazione da Cuterebra spp.

SwineL'aumento delle dimensioni della popolazione mondiale ha determinato un incremento della domanda di cibo ed energia, rendendo inevitabile l'uso di pesticidi nelle industrie agricole e zootecniche. L'esposizione ai pesticidi può essere tossica per le specie non-target, come l'uomo, la fauna selvatica e gli animali da reddito, oltre che per gli organismi target. Varie sostanze chimiche sono utilizzate in zootecnia per controllare gli organismi nocivi, come insetti, erbe infestanti e parassiti. I suini costituiscono una delle fonti di cibo più importanti per l'uomo. Inoltre, i suini possono essere utilizzati come modelli per valutare il rischio di assorbimento di inquinanti ambientali attraverso la cute e la via orale, poiché sono fisiologicamente simili all'uomo. È stato segnalato che l'esposizione a numerosi inquinanti ambientali, come micotossine, inquinanti organici persistenti e metalli pesanti, influisce negativamente sulla crescita, sulla fertilità e sull'omeostasi endocrina dei suini. Vari pesticidi sono stati rilevati nei tessuti, nel sangue, nelle urine dei suini e negli alimenti trasformati; tuttavia, manca una comprensione globale degli effetti dei pesticidi sulla salute di questi animali.

L’obiettivo di questa review era quello di fornire una descrizione completa delle caratteristiche dei pesticidi a cui i suini possono essere esposti e di come queste sostanze possano influenzare la funzione riproduttiva, la salute intestinale e l'omeostasi endocrina dei suini, sia in vivo che in vitro.

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