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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD student

broiler barn Biofilm È stato ipotizzato che l’utilizzo di preparato fitobiotico contenente olio di cannella e acido citrico aggiunto all'acqua potabile dei polli possa influenzare positivamente la composizione del microbiota e la morfologia dell'intestino tenue, migliorando così l'immunità e le prestazioni di crescita senza indurre alterazioni metaboliche. Lo scopo di questo studio era quello di determinare il dosaggio e il tempo di somministrazione del suddetto preparato fitobiotico e stabilire il suo effetto benefico sull'istologia e sul microbiota intestinale, sulle performance produttive e sullo stato immunitario e metabolico dei polli da carne.

Lo studio è stato condotto su 980 polli maschi a partire da un giorno fino a 42 giorni di età. I polli sono stati suddivisi in sette gruppi sperimentali di 140 soggetti ciascuno. Il gruppo di controllo (G-C) non ha ricevuto il fitobiotico. I gruppi CT-0,05, CT-0,1 e CT-0,25 hanno ricevuto il fitobiotico nell’acqua potabile nella quantità di 0,05, 0,1 e 0,2 mL/L, rispettivamente, nei giorni 1-42 di vita (continuous application, CT). I soggetti dei gruppi PT-0,05, PT-0,5 e PT-0,25 hanno ricevuto il fitobiotico nelle stesse quantità, ma solo nei giorni 1-7, 15-21 e 29-35 di vita (periodic application, PT). In tutti i soggetti sono stati determinati i parametri antiossidanti e biochimici, dello stato immunitario e redox. Sono stati inoltre determinati la morfologia dell'epitelio intestinale, la composizione del microbiota e i parametri produttivi dei polli che ricevevano il fitobiotico nella loro acqua potabile.

SKIN US DogUn sistema di monitoraggio flash del glucosio (flash glucose monitoring system, FGMS) è stato validato per l'utilizzo nei cani diabetici. Tuttavia, non è noto se lo spessore della cute possa influenzare le misurazioni del FGMS. Lo scopo di questo studio era quello di valutare se l'accuratezza del FGMS è influenzata dallo spessore cutaneo in cani diabetici.

Sono stati inclusi nello studio, in modo prospettico, 14 cani diabetici di proprietà in trattamento con insulina. I cani sono stati divisi in due gruppi in base allo spessore della cute misurato ecograficamente: cani con spessore cutaneo <5 mm (Gruppo 1) e cani con spessore cutaneo >5 mm (Gruppo 2). Nei giorni 1, 7 e 14, sono state effettuate delle curve glicemiche, utilizzando simultaneamente il FGMS e un glucometro validato per l’uso nel cane. Le misurazioni in doppio sono state utilizzate per calcolare il bias medio e per determinare l'accuratezza secondo i criteri ISO 15197: 2013. Il bias medio è risultato essere inversamente correlato con lo spessore medio della cute (P = 0,02; r = -0,6). L'accuratezza clinica è stata osservata solo nel Gruppo 2, con il 99% dei risultati nella zona A + B della griglia di errore di Parkes.

CatLo scopo di questo studio era quello di valutare l'aptoglobina sierica come biomarker per differenziare tra linfoma intestinale a piccole cellule e malattia infiammatoria intestinale nel gatto.

Sono stati inclusi nello studio gatti domestici di proprietà con e senza sintomi gastroenterici cronici. I livelli sierici di aptoglobina sono stati misurati in ciascun paziente utilizzando il metodo ELISA. Nei gatti con sintomi gastroenterici, la valutazione istopatologica delle biopsie intestinali, ottenute per via endoscopica, è stata utilizzata per suddividerli nei gruppi: 1) malattia infiammatoria intestinale e 2) linfoma a piccole cellule. I livelli sierici di aptoglobina sono stati confrontati tra i tre gruppi: gatti con malattia infiammatoria intestinale, gatti con linfoma intestinale a piccole cellule e gatti sani.

Red Fox - Vulpes vulpes, sitting up at attention, direct eye contact, a little snow in its face, tree bokeh in backgroundL'urbanizzazione e l'invasione delle aree urbane da parte della fauna selvatica, così come le attività ricreative dell’uomo, creano diverse interfacce fauna selvatica-animale domestico-uomo, aumentando il rischio di spillover di parassiti (zoonotici) dai cicli silvestri a quelli domestici e sinantropici. Questo studio ha valutato la presenza di endo- ed ectoparassiti nei predatori selvatici più comuni della Germania settentrionale, con maggiore enfasi sui parassiti di interesse per la sanità pubblica.

Sono stati inclusi nello studio, tra Novembre 2013 e Gennaio 2016, 80 volpi rosse (Vulpes vulpes), 18 faine (Martes foina) e 9 cani procione (Nyctereutes procyonoides). Complessivamente, 79 (73,8%) dei predatori esaminati (n = 107) presentavano almeno un endoparassita. Gli endoparassiti più frequentemente rilevati nelle volpi rosse sono stati Toxocara canis (43,8%), Capillaria spp. (36,3%), Alaria alata (25,0%), Echinococcus multilocularis (26,3%) e Uncinaria stenocephala (25,0%). Inoltre, sono stati evidenziati: Toxascaris leonina, Trichuris vulpis, Taenia ssp., Mesocestoides spp. e oocisti di coccidi. La varietà di specie di endoparassiti rilevata nei cani procione era paragonabile a quella delle volpi rosse, mentre nelle faine è stata isolata soltanto Capillaria spp. I test per Trichinella spp. e Giardia spp. non hanno mostrato nessun risultato positivo. L’analisi degli ectoparassiti ha messo in evidenza delle infestazioni da parte di zecche del genere Ixodes e Dermacentor reticulatus. Gli acari del genere Demodex spp. sono stati osservati, mediante flottazione fecale, in una volpe rossa. Inoltre, nel pelo delle volpi rosse è stata rilevata la presenza di pulci (Archaeopsylla erinacei e Chaetopsylla globiceps). La frequenza di infestazione da ectoparassiti, nei predatori esaminati (n = 99), era del 19,2%.

labradoodle frankensteinL’obiettivo del presente studio era quello di stimare la frequenza, valutare l’approccio clinico e identificare i fattori di rischio per l’ipoadrenocorticismo canino nel Regno Unito.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, cani con malattia preesistente o nuova diagnosi di ipoadrenocorticismo afferenti presso strutture veterinarie di assistenza primaria del Regno Unito nel 2016. I casi sono stati ulteriormente suddivisi in: 1) soggetti aventi una diagnosi confermata tramite reperti laboratoristici e 2) soggetti con presunta diagnosi di ipoadrenocorticismo sulla base delle informazioni registrate nelle cartelle cliniche. Per identificare i fattori di rischio demografici è stata utilizzata un’analisi di regressione logistica multivariata.

FICLo scopo di questo studio era quello di valutare la frequenza di recidiva a lungo termine e il tasso di mortalità nei gatti con diagnosi di cistite idiopatica felina (feline idiopathic cystitis, FIC), con un periodo minimo di osservazione di 10 anni o fino al decesso dell’animale.

Sono stati registrati, tramite interviste telefoniche con i proprietari, i dati riguardanti la recidiva di segni clinici compatibili con una patologia delle basse vie urinarie (feline lower urinary tract disease, FLUTD) e la mortalità correlata a FLUTD nei gatti con diagnosi di FIC tra il 2003 e il 2009. Le interviste telefoniche sono state effettuate sulla base di un questionario standardizzato. Nel caso di recidive, è stato registrato il numero esatto o stimato (1-3, 4-6 o >6 recidive).

clydesdale horse pictures 850x550La dimetilarginina simmetrica (SDMA) è considerata una stima indiretta della velocità di filtrazione glomerulare (GFR) più sensibile rispetto alla creatinina (Cr). La SDMA, inoltre, non è influenzata dal sesso o dalla massa muscolare nei piccoli animali. L’obiettivo del presente studio era quello di validare un dosaggio immunologico (immunoassay, IA) disponibile in commercio per la misurazione della SDMA nel siero equino; confrontare SDMA e Cr in diverse razze di cavalli da tiro; e valutare gli effetti di età, sesso e razza.

In questo studio trasversale sono stati inclusi 165 cavalli da tiro sani (eta compresa tra 0,5 e 16 anni), inclusi 63 Percheron, 52 Clydesdale e 50 Belga da tiro. La SDMA IA è stata validata per il siero equino confrontandola con i risultati della cromatografia liquida-spettroscopia di massa (LC-MS) e di altri metodi. SDMA e Cr sono stati confrontati mediante analisi della varianza e correlazione.

MucoceleLa proteinuria è un fattore di rischio indipendente per morbilità e mortalità nel cane. Non è noto, attualmente, se esiste un'associazione tra proteinuria e la formazione di mucocele della colecisti nel cane. L’obiettivo del presente studio era quello di determinare l’associazione tra la formazione di mucocele della colecisti o le alterazioni clinico-patologiche e la proteinuria nel cane.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 25 cani con mucocele e 25 cani di controllo appaiati per razza ed età. La proteinuria è stata definita calcolando il rapporto tra la concentrazione proteica del dipstick urinario (mg/mL) e il peso specifico urinario (urine specific gravity, USG). Sono stati registrati i dati clinico-patologici, la concentrazione di cortisolo post-ACTH, il profilo tiroideo e il punteggio di gravità della malattia.

doctor veterinarian at clinic 879798260 5c6d7fee46e0fb00011fa0b0L’obiettivo del presente studio era quello di valutare la concentrazione di insulin-like growth factor 1 (IGF-1) in gatti non diabetici con ipertrofia ventricolare sinistra (left ventricular hypertrophy, LVH) e diagnosi di cardiomiopatia ipertrofica (hypertrophic cardiomyopathy, HCM).

Sono stati analizzati, in modo retrospettivo, i campioni di sangue ottenuti al momento della diagnosi ecocardiografica di HCM da una popolazione di 60 gatti non diabetici. In questi ultimi è stata misurata la concentrazione di IGF-1 utilizzando un metodo radioimmunologico validato. I valori ottenuti sono stati confrontati con quelli di un gruppo di controllo costituito da 16 gatti apparentemente sani senza LVH. I dati clinici ed ecocardiografici dei gatti con IGF-1 >1000 ng/ml sono stati confrontati con i soggetti che presentavano una concentrazione di IGF-1 <800 ng/ml.

dog surgeryL’obiettivo del presente studio era quello di valutare il tasso di complicanze in seguito a vari tipi di procedure di mastectomia, identificare i fattori associati ad un aumentato rischio di complicanze e determinare le conseguenze di queste ultime.

Sono state valutate le cartelle cliniche di 140 cagne sottoposte a 154 procedure di mastectomia, per la presenza di neoplasie mammarie, da luglio 2009 a marzo 2015. Sono stati registrati i dati relativi a: segnalamento, caratteristiche del tumore (numero e dimensione, benigno o maligno, bilaterale o unilaterale), tipo di mastectomia, durata dell’anestesia, ovarioisterectomia o ovariectomia concomitante, qualifica dei chirurghi, somministrazione di antimicrobici dopo l'intervento chirurgico, posizionamento postoperatorio di drenaggi chirurgici e complicanze (sieroma, ascesso, deiscenza o infezione). Sono state registrate eventuali complicanze che hanno richiesto il ricovero in ospedale. Il test esatto di Fisher è stato utilizzato per valutare l'associazione tra le variabili di interesse e le complicanze. L'analisi multivariata è stata utilizzata per identificare fattori indipendentemente associati ad un aumentato rischio di complicanze.

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