Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7430 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

ANTONIO MARIA TARDO

ANTONIO MARIA TARDO

GDV CaneL’obiettivo del presente studio era quello di valutare l’utilizzo di una tecnica in due fasi di trattamento, decompressivo immediato e chirurgico ritardato, per la dilatazione-torsione gastrica (gastric dilatation-volvulus, GDV) nel cane.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, 41 cani di proprietà con diagnosi di GDV dal 2012 al 2016. In tutti i cani, la decompressione gastrica è stata eseguita mediante intubazione orogastrica e lavanda gastrica effettuate durante la stessa anestesia. Se questa prima fase aveva successo, la successiva chirurgia correttiva (laparotomia e gastropessi) veniva ritardata ed eseguita durante una seconda anestesia.

Mercoledì, 30 Dicembre 2020 18:31

Adenomi ipofisari nel gatto

Ipofisi IstoL’obiettivo del presente studio era quello di descrivere l’esito dell'esame istologico della ghiandola ipofisaria di gatti sottoposti ad esame autoptico o in seguito ad ipofisectomia.

I risultati hanno evidenziato che l'adenoma e l'iperplasia erano le lesioni più comuni. L’adenoma ipofisario era maggiormente associato, rispetto all'iperplasia, all'evidenza clinica di una patologia endocrina o di una massa intracranica (P <0,001). Un esame istochimico e immunoistochimico è stato effettuato su 44 adenomi ipofisari felini derivati ​​da autopsia o ipofisectomia. Gli adenomi venivano differenziati dall'iperplasia per la presenza di fibre di reticolina interrotte. Un gatto aveva un adenoma doppio (somatotropo e melanotropo). In 20 casi erano presenti adenomi somatotropi costituiti da cellule acidofile PAS (periodic acid-Schiff) negative che esprimevano l'ormone della crescita; Tra questi, 16/20 avevano l'ipersomatotropismo e 17/20 avevano il diabete mellito. In 11 casi erano presenti adenomi melanotropi costituiti da cellule basofile o cromofobe PAS positive che esprimevano l’ormone stimolante i melanociti e l’ormone adrenocorticotropo; Tra questi, 5/11 avevano l’ipercortisolismo e 6/11 avevano il diabete mellito. In 11 casi erano presenti adenomi gonadotropi costituiti da cellule cromofobe PAS negative che esprimevano l’ormone follicolo-stimolante e/o l’ormone luteinizzante. Infine, in due casi erano presenti adenomi tireotropi costituiti da cellule basofile o cromofobe PAS negative che esprimevano l'ormone stimolante la tiroide. Nei gatti con adenomi gonadotropi o tireotropi non è stata evidenziata una malattia ipofisi-dipendente. L'indice di proliferazione Ki-67 era inferiore negli adenomi somatotropi rispetto agli adenomi melanotropi. Quattordici gatti con adenoma somatotropo o melanotropo sono stati sottoposti ad ipofisectomia e hanno avuto un tempo mediano di sopravvivenza di 899 giorni contro 173 giorni dei casi non chirurgici (17 gatti). Dopo aver aggiustato per età, dimensione e tipo di adenoma, i gatti ipofisectomizzati hanno avuto un tempo di sopravvivenza complessivamente migliore rispetto ai casi non chirurgici (P = 0,029).

Cane anestesiaL’obiettivo del presente studio era quello di determinare i fattori associati alle variazioni della temperatura rettale (rectal temperature, RT) nei cani sottoposti ad anestesia.

In questo studio osservazionale sono stati inclusi in modo prospettico 507 cani afferenti presso 5 ospedali veterinari; In tutti i soggetti, la RT è stata registrata al momento dell'induzione e del risveglio dall'anestesia (cioè, al momento dell'estubazione). Sono stati registrati anche i dati demografici, il body condition score, la classificazione dell'American Society of Anesthesiologists (ASA), il tipo di procedura eseguita e i farmaci somministrati, la durata dell'anestesia e l'utilizzo del supporto termico. Per determinare i fattori che erano significativamente associati ad una diminuzione o un aumento (o nessun cambiamento) della RT è stata eseguita un'analisi di regressione multipla.

TigreI parametri ematologici e biochimici svolgono un ruolo importante nella salvaguardia della salute degli animali e nella prevenzione delle malattie, ma i valori di riferimento dei parametri ematochimici di molti animali selvatici sono ancora sconosciuti. Recentemente, sono state riportate delle valutazioni di alcuni parametri del sangue nelle tigri siberiane (Panthera tigris altaica) perché queste tigri costituiscono una specie in via di estinzione; tuttavia, è estremamente difficile ottenere campioni di sangue necessari per queste analisi.

Questo studio presenta la valutazione di 14 parametri ematologici e 16 parametri biochimici in 133 tigri siberiane, di cui 112 e 21 provenivano rispettivamente dal Parco della Tigre Siberiana di Heilongjiang (HB) e dal Parco della Tigre Siberiana di Hailin (HD), Cina. Il presente studio è il primo a determinare i seguenti parametri nelle tigri siberiane: ampiezza di distribuzione eritrocitaria, conta piastrinica, volume piastrinico medio, amilasi, rapporto sodio/potassio, globulina e rapporto albumina/globulina. Poiché i dati per la bilirubina totale e l'amilasi non erano statisticamente significativi, non è stata condotta alcuna analisi statistica per questi parametri. Pochi parametri erano significativamente differenti a seconda del sesso e della regione di provenienza (P <0,05). La concentrazione di fosfatasi alcalina è diminuita, mentre la creatinina è aumentata con il progredire dell’età. La concentrazione di creatinina delle tigri allevate in HB era molto inferiore a quella delle tigri allevate in HD.

tabby cat vetL’obiettivo del presente studio era quello di determinare l'incidenza e la prevalenza del linfoma felino nel Regno Unito e identificare i fattori di rischio ambientali e del singolo paziente.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, gatti con diagnosi di linfoma nel 2016 afferenti presso strutture veterinarie di assistenza primaria del Regno Unito. I casi dovevano avere una diagnosi confermata da un laboratorio esterno basata su citologia e/o istopatologia. Per identificare i fattori di rischio per il linfoma è stata utilizzata una regressione logistica multivariata.

vertebral disc inflammationLa proteina C-reattiva (C-reactive protein, CRP) è una proteina di fase acuta positiva che aumenta in molte condizioni infiammatorie del cane. La concentrazione sierica di CRP ha un'importante utilità diagnostica e prognostica negli esseri umani con osteomielite vertebrale. L’obiettivo del presente studio era quello di determinare se esiste una correlazione tra la concentrazione sierica di CRP e i reperti clinici e di risonanza magnetica (magnetic resonance imaging, MRI) in cani con discospondilite; un ulteriore obiettivo era quello di valutare il valore prognostico della CRP.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, 18 cani di proprietà con diagnosi di discospondilite ottenuta tramite MRI. In ogni soggetto sono stati registrati i seguenti dati: segnalamento, segni clinici, esame neurologico, conta dei globuli bianchi, conta dei neutrofili, concentrazione sierica di globulina, concentrazione sierica di CRP, reperti radiografici e di MRI, risultati della coltura batterica e outcome.

Mercoledì, 30 Dicembre 2020 18:15

Infezione da Toxoplasma gondii nel bovino

BovineLe infezioni da Toxoplasma gondii sono comuni negli esseri umani e negli animali in tutto il mondo. Le due principali modalità di trasmissione del parassita sono rappresentate dall’ingestione di cibo o acqua contaminati da oocisti escrete da gatti infetti o dall'ingestione di carne cruda o poco cotta contenente cisti tissutali di T. gondii. La prevalenza di T. gondii vitale è maggiore nel suino e nell'agnello piuttosto che nel bovino. Nell'ultimo decennio, sono stati pubblicati molti studi sull'elevata sieroprevalenza nei bovini, in particolare dalla Cina. È stato, inoltre, segnalato un focolaio di toxoplasmosi acuta negli esseri umani sospettato di essere stato causato dall'ingestione di formaggio fresco artigianale di latte vaccino. Esistono studi contrastanti riguardo al tasso di trasmissione congenita di T. gondii nei bovini, soprattutto dal Brasile. In un report condotto in Brasile, T. gondii vitale è stato isolato nel sangue di 1 su 60 vacche gravide sottoposte a macellazione e da 1 feto. Il ruolo della carne bovina nell'epidemiologia delle infezioni da T. gondii non è ancora chiaro. L’obiettivo del presente studio era quello di descrivere la prevalenza, la persistenza dell'infezione, la malattia clinica, l'epidemiologia e i rischi per la sanità pubblica delle infezioni da T. gondii nei bovini di tutto il mondo negli ultimi dieci anni.

“Public Health Significance of Toxoplasma gondii Infections in Cattle: 2009-2020” J P Dubey, et al. J Parasitol. 2020 Nov 12;106(6):772-788. doi: 10.1645/20-82.

Mercoledì, 30 Dicembre 2020 18:10

Polmonite ab ingestis e broncopolmonite nel gatto

Cat fonendoLa polmonite ab ingestis (aspiration pneumonia, AP) e la broncopolmonite (bronchopneumonia, BP) sono patologie poco caratterizzate nel gatto che condividono somiglianze cliniche con la malattia infiammatoria delle vie aeree (inflammatory airway disease, IAD). L’obiettivo del presente studio era quello di descrivere le caratteristiche clinico-patologiche, radiografiche e microbiologiche nei gatti con AP e BP e confrontare i risultati con quelli dei gatti con IAD.

In questo studio caso-controllo sono stati inclusi, in modo retrospettivo, 33 gatti con AP, 26 con BP e 44 soggetti con IAD. I risultati hanno mostrato che i gatti con AP avevano una minore probabilità di essere portati in visita per la presenza di tosse (P <0,001) e una maggiore probabilità di essere ipotermici (P = 0,01) rispetto ai gatti con IAD o BP. La durata mediana dei segni clinici era significativamente più breve nei gatti con AP (12 giorni) rispetto ai gatti con BP o IAD (270 e 180 giorni rispettivamente; P = 0,01). Radiograficamente, i gatti con AP avevano maggiori probabilità di avere un pattern alveolare e uno score totale di gravità più alto rispetto ai gatti con BP o IAD. Mycoplasma spp. erano i microrganismi più comunemente isolati nel fluido broncoalveolare dei gatti con BP, ma non sono stati rilevati in nessun gatto con AP.

Dogs and humansLe infezioni da endoparassiti sono comuni nel cane. Alcuni di questi parassiti sono potenzialmente zoonotici e costituiscono quindi un problema di sanità pubblica. Nel presente studio è stata condotta un'indagine su 26 strutture veterinarie di Belgio e Paesi Bassi per valutare la prevalenza di endoparassiti nei cani di proprietà di età superiore ai 6 mesi; un ulteriore obiettivo era quello di indagare i fattori di rischio associati all'infezione da endoparassiti.

Sono stati analizzati 239 campioni fecali (168 in Belgio e 71 nei Paesi Bassi); 18 cani sono risultati positivi per almeno un tipo di endoparassita e tre cani positivi per due specie di parassiti. Toxocara sp. era l'endoparassita rilevato più frequentemente (4,6%). Tre cani sono risultati positivi per Angiostrongylus vasorum (1,4%) utilizzando il metodo Baermann e in un cane la positività è stata confermata tramite un test rapido antigenico. L'età e il comportamento predatorio sono stati identificati come due fattori di rischio associati all'infezione da endoparassiti. In questo studio, sebbene la maggioranza (77%) dei proprietari abbia riferito di somministrare almeno un trattamento antiparassitario all'anno, solo una minoranza di loro (24,3%) era consapevole del rischio per la salute umana.

Mercoledì, 30 Dicembre 2020 18:01

Carcinoma squamocellulare nel cavallo e nel gatto

SCC cavalloIl carcinoma a cellule squamose (Squamous cell carcinoma, SCC) è il più comune tumore sinonasale equino e orale felino. L’obiettivo di questo studio era quello di descrivere le caratteristiche tomografiche e istopatologiche del SCC equino e felino.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, 13 cavalli e 10 gatti a cui era stato diagnosticato tramite istopatologia un SCC orale o sinonasale e che erano stati sottoposti a tomografia computerizzata (TC). Sono state annotate le caratteristiche TC della massa e delle strutture coinvolte. Gli esami istologici sono stati valutati secondo un sistema di classificazione utilizzato in medicina umana per SCC orale; quest’ultimo considerava quattro gradi crescenti di aggressività del processo neoplastico.

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