Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7430 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

ANTONIO MARIA TARDO

ANTONIO MARIA TARDO

bulldog bowsL'attività sierica della lipasi 1,2-O-dilauril-rac-glicerolo-3-acido glutarico- (6'-metilresorufin) estere (DGGR) mostra una buona concordanza con la lipasi pancreatica (cPL) nel cane. Sebbene la terapia con prednisolone non sembri influenzare la concentrazione sierica di cPL, la sua influenza sulla lipasi DGGR non è nota. Lo scopo dello studio era quello di valutare l'effetto della terapia con prednisolone sull'attività sierica della lipasi DGGR nel cane.

In questo studio prospettico di coorte sono stati inclusi 34 cani, di cui 17 cani avevano ricevuto prednisolone (gruppo di studio) e 17 cani sani che non hanno ricevuto alcuna terapia. In entrambi i gruppi è stata misurata l'attività sierica della lipasi DGGR in 3 intervalli temporali: T0, T1 e T2, corrispondenti rispettivamente ai giorni 0, 7-10 e 21-30. I cani del gruppo di studio presentavano una condizione medica che richiedeva la terapia con prednisolone per almeno 3 settimane. La dose iniziale di prednisolone era 0,5-2,0 mg/kg/die PO con riduzione della dose a T1 fino a una dose finale che è stata mantenuta fino a T2. Un aumento dell'attività sierica della lipasi DGGR >160 U/L è stata definita come clinicamente rilevante.

FEK gattoLo scopo di questo studio retrospettivo caso-controllo era quello di descrivere l'efficacia del triamcinolone, somministrato per via sottocutanea, per il trattamento della cheratocongiuntivite eosinofila felina (feline eosinophilic keratoconjunctivitis, FEK).

Sono stati inclusi gatti con diagnosi di FEK confermata citologicamente; le cartelle e le immagini cliniche sono state valutate retrospettivamente e le lesioni sono state classificate in modo semiquantitativo. Sono stati confrontati i dati ottenuti tra una popolazione di studio di nove gatti (11 occhi) trattati con una mediana di 0,11 mg/kg (range, 0,10-0,20 mg/kg) di triamcinolone acetonide per via sottocutanea, e una popolazione di riferimento di sette gatti (otto occhi) trattati senza quest’ultimo farmaco.

glucosamine for catsLo scopo del presente studio era quello di determinare se la terapia con amantadina fosse in grado di migliorare le difficoltà motorie identificate dal proprietario e la qualità di vita in corso di all'osteoartrite nel gatto.

Sono stati inclusi nello studio 13 gatti di proprietà con evidenza clinica e radiografica di osteoartrite e difficoltà motorie identificate dal proprietario. I gatti hanno ricevuto 5 mg/kg di amantadina o placebo ogni 24 ore per via orale per 3 settimane ciascuno, senza alcun periodo di washout tra i due trattamenti. L'attività locomotoria è stata continuamente valutata tramite un sistema di monitoraggio dell'attività applicato sul collare del gatto e i proprietari hanno valutato l’attività del gatto tramite l’uso in un apposito questionario settimanale (client-specific outcome measures, CSOM).

Mercoledì, 11 Novembre 2020 11:33

Avvelenamento da rodenticidi nel cane

Bromethalin The invisible killer lying in wait for your dog 1L’obiettivo del presente studio era quello di valutare la frequenza dei segni clinici, la dose ingerita e l’outcome in un ampio gruppo di cani dopo ingestione di brometalina (rodenticida neurotossico).

Sono stati inclusi nello studio 192 cani afferenti presso 3 ospedali universitari veterinari e una clinica privata; di questi, 25 cani hanno sviluppato segni clinici. Cinque soggetti hanno sviluppato segni neurologici gravi e sono stati sottoposti a eutanasia. In totale 187 cani sono sopravvissuti e sono stati dimessi. La dose totale ingerita è stata registrata in 59 cani con una mediana (intervallo interquartile) di 0,2 mg/kg (0,28 mg/kg). Nei restanti 133 soggetti l’ingestione è stata segnalata dai proprietari, ma non è stato possibile calcolare la dose totale ingerita. Il tempo mediano tra l’ingestione e la presentazione presso la struttura veterinaria è stato di 2 ore (4,8 ore). La maggior parte dei pazienti sono stati trattati in regime ambulatoriale (121/192) e 71 su 192 sono stati ospedalizzati; di questi, 58 su 71 hanno ricevuto una terapia fluida endovenosa. La decontaminazione gastrointestinale è stata eseguita in 179 cani tramite l’induzione dell'emesi (14), la somministrazione di carbone attivo (42) o entrambi (123). L'induzione dell’emesi ha avuto successo in 128 cani e l'apomorfina era il farmaco più comunemente utilizzato (121). Al momento del ricovero sono stati riportati segni clinici da lievi a gravi in 19 casi; questi includevano vomito (6), tremori (5), letargia (4), atassia (3), debolezza (2), diarrea (2), collasso (2) e anoressia (2). Un soggetto ha sviluppato atassia e tremori entro 72 ore dall’ospedalizzazione.

Mercoledì, 11 Novembre 2020 11:30

Biopsia epatica percutanea ecoguidata nel cane

intestinal biopsyLa biopsia epatica è spesso necessaria per ottenere una diagnosi nei cani con patologie epatobiliari. L’obiettivo del presente studio era quello di descrivere l'entità del sanguinamento e l'incidenza di complicanze dopo l’esecuzione di una biopsia epatica percutanea ecoguidata (percutaneous ultrasound guided liver biopsy, PUGLB) nel cane; un ulteriore obiettivo era quello di valutare i fattori di rischio per il sanguinamento o altre complicanze.

Sono stati inclusi, in maniera retrospettiva, 102 cani di proprietà con sospette patologie epatobiliari sottoposti a PUGLB. In base alle linee guida presenti in medicina umana, un sanguinamento maggiore è stato definito come una diminuzione assoluta del PCV (ΔPCV) ≥ 6%. Le complicanze sono state definite separatamente come una compromissione clinicamente rilevante che necessitava di intervento medico o causava il decesso del soggetto. Sono state confrontate la correlazione tra il ΔPCV e l'insorgenza di complicanze con il PCV iniziale, i parametri della coagulazione, l'attività sierica degli enzimi epatici, la concentrazione sierica di bilirubina, il numero di biopsie effettuate, il diametro dell'ago utilizzato per la biopsia, l'esperienza del radiologo, la diagnosi istologica e le variabili ecografiche.

Mercoledì, 11 Novembre 2020 11:28

Ipercobalaminemia nel cane e nel gatto

Natural Remedies Diarrhea Dogs CatsL'ipocobalaminaemia è comune nei cani e nei gatti con insufficienza pancreatica esocrina e/o enteropatia cronica. Sebbene l'ipocobalaminemia sia stata ampiamente studiata, l'ipercobalaminaemia sierica (in assenza di integrazione esogena) potrebbe essere un dato sottovalutato nell’ambito della medicina dei piccoli animali. Studi in medicina umana hanno rilevato un’associazione tra l'ipercobalaminemia e malattie neoplastiche, epatiche e renali.

Nel presente studio sono state analizzate, in maniera retrospettiva, le cartelle cliniche di tutti i cani e gatti con misurazioni della concentrazione sierica di cobalamina tra il 2007 e il 2019; i soggetti che avevano ricevuto una supplementazione di cobalamina sono stati esclusi.

TH LEGACY IMAGE ID 306 horse drinking water 1280x640 1Attualmente esistono opzioni limitate per diagnosticare un danno renale acuto (AKI) nei cavalli. La dimetilarginina simmetrica (SDMA) viene abitualmente utilizzata nella medicina umana e nei piccoli animali. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare le concentrazioni sieriche di SDMA in cavalli sani e cavalli con AKI. Un ulteriore obiettivo era quello di valutare l'associazione tra: 1) età, 2) sesso, 3) peso corporeo o 4) livelli sierici di creatinina/urea e le concentrazioni sieriche di SDMA.

Sono stati inclusi nello studio 53 cavalli sani, inclusi 17 puledri (2-6 mesi di età) e 36 cavalli adulti (3-29 anni di età); in aggiunta sono stati inclusi 23 cavalli con AKI sulla base di anamnesi, esame fisico, analisi del sangue, analisi delle urine ed esame ecografico delle vie urinarie. Le concentrazioni sieriche di SDMA sono state misurate utilizzando un test ELISA commerciale non specifico per la specie.

dog vaccine 1A Partire dal 2003 è stato osservato un marcato aumento della leptospirosi del sierogruppo Australis nei cani in Svizzera. Nel 2013 è stato introdotto un nuovo vaccino quadrivalente contro la leptospirosi (L4), aggiungendo i sierogruppi Australis e Grippotyphosa a Canicola e Icterohaemorrhagiae dei precedenti vaccini bivalenti (L2).

L’obiettivo del presente studio era quello di valutare se l'introduzione di L4 fosse associata a una diminuzione dell'incidenza di leptospirosi e ad una diminuzione delle probabilità che i cani con danno renale acuto (AKI) venissero diagnosticati con leptospirosi.

shutterstock 614545889 2Istologia, immunoistochimica (IHC) e reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa (RT-PCR) sono state utilizzate per diagnosticare la peritonite infettiva felina (FIP); non sono tuttavia disponibili informazioni sul confronto delle loro performance diagnostiche in uno stesso organo. Lo scopo di questo studio era quello di determinare la concordanza tra questi test e valutare quale combinazione di test e organi possa essere utilizzata in vivo.

Istologia, IHC e nested RT-PCR (RT-nPCR) per il coronavirus felino (FCoV) sono stati eseguiti su milza, fegato, linfonodo mesenterico, rene, intestino tenue e crasso e polmone da 14 gatti FIP e 12 non FIP. Sono quindi stati calcolati sensibilità, specificità, valori predittivi, rapporti di verosimiglianza e concordanza.

Giovedì, 29 Ottobre 2020 12:33

Trattamento della malattia respiratoria bovina

beefcattle705La malattia respiratoria bovina (BRD) è una delle principali indicazioni per la terapia antibiotica nei bovini in tutto il mondo. Alcuni dei farmaci antibiotici utilizzati appartengono a classi di massima priorità tra quelle elencate dall'OMS, poiché di fondamentale importanza per la medicina umana. Per preservare l'efficacia dei "nuovi" antibiotici, è stato suggerito che i farmaci "più vecchi" dovrebbero essere rivisitati e utilizzati quando possibile. In questo studio pilota, è stata valutata l'efficacia della benzilpenicillina (PEN), ossitetraciclina (OTC) e florfenicolo (FLO) per il trattamento della BRD insorta in modo naturale in vitelli destinati alla macellazione provenienti da due allevamenti. Il personale dell'allevamento ha selezionato i vitelli per l'arruolamento, li ha assegnati in modo casuale a uno dei tre regimi di trattamento, ha trattato i vitelli e ha registrato i risultati.

Sono stati inclusi nello studio 117 vitelli. Diciannove vitelli hanno mostrato una recidiva della BRD prima della macellazione e sono stati trattati una seconda volta (16,2%) e tre sono morti (2,6%). Per la PEN, i tassi di risposta al trattamento dopo 30 giorni, 60 giorni e fino alla macellazione erano, rispettivamente, del 90,2%, 87,8% e 80,5%; per l’OTC, rispettivamente 90,0%, 85,0% e 85,0%; e per il FLO, rispettivamente 86,1%, 83,3% e 77,8%. Non sono state evidenziate differenze statisticamente significative in termini di recidiva, mortalità o tasso di risposta tra i tre regimi di trattamento.

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