Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7377 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

ANTONIO MARIA TARDO

ANTONIO MARIA TARDO

DogL'utilizzo del telmisartan per il trattamento della proteinuria nel cane non è stato accuratamente studiato. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare l’efficacia del telmisartan per il trattamento della proteinuria nel cane.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 44 cani di proprietà che presentavano proteinuria. I cani con diagnosi di “proteinuria clinicamente rilevante” (cani normoazotemici con un rapporto proteine/creatinina urinaria [UPC] ≥2 e cani iperazotemici con UPC ≥0,5) sono stati divisi in 3 gruppi di trattamento: 1) telmisartan in monoterapia, telmisartan in associazione a 2) benazepril o 3) micofenolato. L'UPC è stato registrato prima del trattamento e ai successivi follow-up (dopo 1, 3, 6 e 12 mesi, se disponibili). La risposta al trattamento è stata classificata come completa (UPC <0,5), parziale (UPC diminuito di ≥50% ma ancora ≥0,5) o nessuna risposta (UPC diminuito di <50%). Sono state, inoltre, registrati i valori di creatinina sierica, le concentrazioni di potassio e la pressione arteriosa.

OftalmomiasiNel presente studio sono stati descritti quattro gatti con diagnosi di oftalmomiasi esterna causata da larve di Cuterebra. Le cartelle cliniche sono state valutate retrospettivamente per identificare i gatti con oftalmomiiasi esterna afferenti presso il Cornell University Hospital for Animals tra il 2005 e il 2020. Per ogni caso incluso sono stati registrati i dati inerenti: segnalamento, anamnesi, reperti clinici e diagnostici, trattamento e outcome.

I risultati hanno mostrato che tutti i gatti inclusi erano giovani (età <3 anni di età), avevano accesso all'esterno e sono stati inizialmente portati in visita durante i mesi estivi. Tutti i casi avevano una patologia oculare unilaterale e l'occhio destro era quello più colpito. Due gatti presentavano lesioni della membrana nittitante e due avevano una patologia orbitaria. In tre gatti era presente una concomitante ulcerazione corneale superficiale. Due soggetti al momento dell’ammissione presentavano piressia, sospetta secondaria all'infiammazione dovuta all'infestazione larvale. La rimozione delle larve è stata eseguita con successo in tutti i gatti, con conseguente miglioramento del discomfort e dei segni clinici. In un gatto persisteva la presenza di un'ulcera corneale e il follow-up di questo soggetto è stato perso prima della risoluzione dell'ulcera. L'identificazione del parassita ha confermato, in tutti i casi, l'infestazione da Cuterebra spp.

SwineL'aumento delle dimensioni della popolazione mondiale ha determinato un incremento della domanda di cibo ed energia, rendendo inevitabile l'uso di pesticidi nelle industrie agricole e zootecniche. L'esposizione ai pesticidi può essere tossica per le specie non-target, come l'uomo, la fauna selvatica e gli animali da reddito, oltre che per gli organismi target. Varie sostanze chimiche sono utilizzate in zootecnia per controllare gli organismi nocivi, come insetti, erbe infestanti e parassiti. I suini costituiscono una delle fonti di cibo più importanti per l'uomo. Inoltre, i suini possono essere utilizzati come modelli per valutare il rischio di assorbimento di inquinanti ambientali attraverso la cute e la via orale, poiché sono fisiologicamente simili all'uomo. È stato segnalato che l'esposizione a numerosi inquinanti ambientali, come micotossine, inquinanti organici persistenti e metalli pesanti, influisce negativamente sulla crescita, sulla fertilità e sull'omeostasi endocrina dei suini. Vari pesticidi sono stati rilevati nei tessuti, nel sangue, nelle urine dei suini e negli alimenti trasformati; tuttavia, manca una comprensione globale degli effetti dei pesticidi sulla salute di questi animali.

L’obiettivo di questa review era quello di fornire una descrizione completa delle caratteristiche dei pesticidi a cui i suini possono essere esposti e di come queste sostanze possano influenzare la funzione riproduttiva, la salute intestinale e l'omeostasi endocrina dei suini, sia in vivo che in vitro.

Hunting dogsAcanthocheilonema reconditum è un parassita trasmesso da artropodi (pulci, pidocchi e zecche) che infetta il cane. Ad oggi, sono disponibili in letteratura pochi dati sulle potenziali alterazioni ematologiche e biochimiche causate da A. reconditum nel cane. Gli obiettivi di questo studio erano quelli di: (1) fornire una panoramica sulla presenza di A. reconditum in Europa, (2) definire la prevalenza dell’infezione da A. reconditum e i fattori di rischio ad essa associati in una specifica popolazione di cani (da caccia) residenti nel Sud Italia e (3) valutare la frequenza delle alterazioni ematochimiche associate all'infezione.

Sono stati collezionati dei campioni di sangue da 3020 cani. I campioni sono stati analizzati con tecnica di Knott modificata per contare e identificare le microfilarie.

dog and catLe ferite da morso sono una causa comune di trauma nei gatti; tuttavia, mancano studi su larga scala che abbiano valutato questo tipo di trauma nel gatto. Gli obiettivi del presente studio erano quelli di: 1) descrivere i reperti clinici e clinicopatologici in gatti con ferite da morso di cane; 2) valutare l'associazione tra queste variabili, le misure terapeutiche e la sopravvivenza; 3) valutare l'associazione tra "animal trauma triage" (ATT) e "severity of injuries score" (SS) al momento della presentazione con la sopravvivenza.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 72 gatti con diagnosi di ferite da morso di cane portati in visita presso un ospedale veterinario universitario e due cliniche di referenza.

CavieIn letteratura, le informazioni scientifiche sul diabete mellito (DM) di tipo I e sulle modalità di trattamento nelle cavie domestiche sono limitate. Poiché la maggior parte delle cavie diabetiche è in sovrappeso e risponde al cambio di dieta, in questa specie sembra essere più diffusa una condizione simile al DM di tipo II che si riscontra nell’uomo.

Nel presente studio, è stato descritto il caso di una cavia domestica femmina intera di nove mesi (guinea pig, GP1) portata in visita per la presenza di cataratta e polifagia. L’esame fisico di GP1 e di un'altra cavia della stessa cucciolata (GP2) non hanno mostrato alterazioni significative. Le analisi di laboratorio hanno evidenziato in entrambi (GP1 e GP2): iperglicemia, iperlipidemia, un aumento della concentrazione di fruttosamine e glicosuria. La mancata risposta al cambio di dieta ha fatto sospettare, in entrambi gli animali, un diabete mellito insulino-dipendente. È stato quindi iniziato il trattamento con 0,5 UI di insulina glargine per via sottocutanea una volta al giorno. Il monitoraggio comprendeva delle valutazioni cliniche ripetute e la misurazione della concentrazione di glucosio e fruttosamine. Il glucosio capillare è stato misurato tramite utilizzo di un glucometro e la glicosuria è stata monitorata mediante dei dipstick urinari. Le concentrazioni di glucosio nel sangue sono diminuite rapidamente in entrambi gli animali e la glicosuria si è risolta. Diversi aggiustamenti della dose insulinica hanno permesso di tenere il DM sotto controllo per oltre 1,5 anni. In GP1, la cataratta bilaterale e l'uveite cristallino-indotta sono state gestite dal punto di vista medico e hanno mostrato solo una lieve progressione.

Sondino CaneL'effetto della nutrizione enterale assistita sull'outcome del trattamento nei cani con enteropatia proteino-disperdente ​​(protein-losing enteropathy, PLE) non è noto. L’obiettivo del presente studio era quello di determinare se il posizionamento di un sondino per la nutrizione enterale nei cani con PLE fosse in grado di determinare un outcome migliore rispetto ai cani con PLE senza sondino.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, 57 cani con PLE afferenti presso un singolo ospedale veterinario del Regno Unito. L'outcome positivo è stato definito come una sopravvivenza maggiore di 6 mesi o decesso non correlato alla PLE; l’outcome negativo, invece, è stato definito come decesso correlato alla PLE entro 6 mesi dalla diagnosi. Sono state valutate diverse variabili ed è stata utilizzata un’analisi di regressione logistica per identificare i fattori associati ad un outcome positivo.

Gatto Lesioni cutaneeLa leishmaniosi felina (Feline leishmaniosis, FeL) è sempre più segnalata in tutto il mondo e le lesioni cutanee sono predominanti nel quadro clinico di questa patologia. I dati in letteratura sulla leishmaniosi cutanea felina sono tuttavia carenti e si rendono necessarie delle indicazioni per una migliore gestione della patologia. L’obiettivo di questo studio era quello di riportare ciò che è attualmente noto sulla presentazione clinica dermatologica della FeL attraverso l'analisi degli studi presenti in letteratura e, inoltre, aggiungendo dei casi di FeL gestiti da dermatologi veterinari italiani.

In totale, 66 casi di leishmaniosi cutanea felina pubblicati in 33 articoli tra il 1990 e il 2020 hanno soddisfatto i criteri di inclusione e sono stati analizzati. Inoltre, sono stati inclusi 6 casi non pubblicati di FeL cutanea gestiti da dermatologi italiani. La maggior parte dei casi inclusi proveniva dal Sud America, seguito da Europa e Nord America. La presenza di noduli era il segno clinico più frequentemente descritto e la presenza di Leishmania nelle lesioni cutanee era stata valutata principalmente mediante esame citologico. Un totale di 6 specie di Leishmania sono state identificate come responsabili delle lesioni cutanee. Le coinfezioni da FIV o FeLV sono state riportate, rispettivamente, nel 12,1% e nel 9,1% dei casi.

istock 153497448 groomee pony with laminitisDiverse ricerche hanno dimostrato il ruolo dell'insulina nella laminite endocrinopatica e questo ha notevolmente migliorato la comprensione della laminite nel cavallo. Tuttavia, non è noto se queste conoscenze sono state tradotte nella pratica clinica quotidiana. Gli obiettivi di studio erano: 1) indagare l'attuale approccio diagnostico dei medici veterinari alla laminite e se questo sia cambiato nel tempo; 2) valutare l'impatto della diagnosi di un'endocrinopatia sottostante sulla gestione e sull'outcome del cavallo con laminite.

Sono stati condotti due sondaggi online intervistando medici veterinari equini che lavorano nel Regno Unito. Il primo sondaggio ha ottenuto la partecipazione di 141 medici veterinari, laureati da un tempo mediano di 8 anni prima dell’inizio dello studio. Complessivamente, l'83,6% degli intervistati (n = 117/140) ha affermato di aver cambiato il proprio approccio diagnostico alla laminite da quando si è laureato, principalmente attraverso un uso maggiore dei test endocrini (88,7%; n = 86/97). Il 99% (n = 140/141) dei medici veterinari affermava di avere eseguito dei test endocrini per alcuni o tutti i casi di laminite come indagine diagnostica iniziale e/o successiva. Il secondo sondaggio ha ottenuto la partecipazione di 120 medici veterinari; tra questi, più del 76% degli intervistati ha affermato che la diagnosi di patologie endocrine sottostanti ha fortemente influenzato la loro gestione dei casi di laminite. Laddove è stata identificata un'endocrinopatia, il 75% (n = 90/120) ha ritenuto che la comunicazione con il cliente riguardo alla laminite fosse facilitata e più del 67% ha affermato che il trattamento dell'endocrinopatia fosse efficace nel ridurre il rischio di recidiva della laminite.

How to Take Care Dog After SurgeryL'infezione del sito chirurgico (surgical site infection, SSI) è risultata essere associata ad un aumento della morbilità, dei costi e della mortalità in medicina umana e ad un aumento della morbilità e dei costi in medicina veterinaria. Lo scopo di questo studio era quello di valutare i fattori di rischio per lo sviluppo di SSI dopo procedure chirurgiche pulite nei cani, trattati sia presso cliniche non specialistiche che ospedali di referenza.

Sono stati inclusi nello studio 1550 cani, classe ASA (American Society of Anesthesiologists) 1 o 2, che sono stati sottoposti a procedure chirurgiche pulite in 103 cliniche situate nell'Europa settentrionale e centrale. Sono stati registrati i dati riguardanti la procedura chirurgica, l'uso della profilassi antimicrobica perioperatoria (antimicrobial prophylaxis, AMP), il tipo di intervento chirurgico, l'ipotermia intraoperatoria e l'uso di impianti chirurgici. È stata eseguita una sorveglianza attiva di 30 giorni per valutare la presenza di SSI. L’analisi di regressione logistica è stata utilizzata per valutare l'associazione tra le variabili perioperatorie e lo sviluppo di SSI.

Pagina 5 di 20

VET Channel

eveditoria Editoria Scientifica

0
Shares
0
Shares