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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Tardo Antonio Maria

Tardo Antonio Maria

Red Fox - Vulpes vulpes, sitting up at attention, direct eye contact, a little snow in its face, tree bokeh in backgroundL'urbanizzazione e l'invasione delle aree urbane da parte della fauna selvatica, così come le attività ricreative dell’uomo, creano diverse interfacce fauna selvatica-animale domestico-uomo, aumentando il rischio di spillover di parassiti (zoonotici) dai cicli silvestri a quelli domestici e sinantropici. Questo studio ha valutato la presenza di endo- ed ectoparassiti nei predatori selvatici più comuni della Germania settentrionale, con maggiore enfasi sui parassiti di interesse per la sanità pubblica.

Sono stati inclusi nello studio, tra Novembre 2013 e Gennaio 2016, 80 volpi rosse (Vulpes vulpes), 18 faine (Martes foina) e 9 cani procione (Nyctereutes procyonoides). Complessivamente, 79 (73,8%) dei predatori esaminati (n = 107) presentavano almeno un endoparassita. Gli endoparassiti più frequentemente rilevati nelle volpi rosse sono stati Toxocara canis (43,8%), Capillaria spp. (36,3%), Alaria alata (25,0%), Echinococcus multilocularis (26,3%) e Uncinaria stenocephala (25,0%). Inoltre, sono stati evidenziati: Toxascaris leonina, Trichuris vulpis, Taenia ssp., Mesocestoides spp. e oocisti di coccidi. La varietà di specie di endoparassiti rilevata nei cani procione era paragonabile a quella delle volpi rosse, mentre nelle faine è stata isolata soltanto Capillaria spp. I test per Trichinella spp. e Giardia spp. non hanno mostrato nessun risultato positivo. L’analisi degli ectoparassiti ha messo in evidenza delle infestazioni da parte di zecche del genere Ixodes e Dermacentor reticulatus. Gli acari del genere Demodex spp. sono stati osservati, mediante flottazione fecale, in una volpe rossa. Inoltre, nel pelo delle volpi rosse è stata rilevata la presenza di pulci (Archaeopsylla erinacei e Chaetopsylla globiceps). La frequenza di infestazione da ectoparassiti, nei predatori esaminati (n = 99), era del 19,2%.

labradoodle frankensteinL’obiettivo del presente studio era quello di stimare la frequenza, valutare l’approccio clinico e identificare i fattori di rischio per l’ipoadrenocorticismo canino nel Regno Unito.

Sono stati inclusi, in modo retrospettivo, cani con malattia preesistente o nuova diagnosi di ipoadrenocorticismo afferenti presso strutture veterinarie di assistenza primaria del Regno Unito nel 2016. I casi sono stati ulteriormente suddivisi in: 1) soggetti aventi una diagnosi confermata tramite reperti laboratoristici e 2) soggetti con presunta diagnosi di ipoadrenocorticismo sulla base delle informazioni registrate nelle cartelle cliniche. Per identificare i fattori di rischio demografici è stata utilizzata un’analisi di regressione logistica multivariata.

FICLo scopo di questo studio era quello di valutare la frequenza di recidiva a lungo termine e il tasso di mortalità nei gatti con diagnosi di cistite idiopatica felina (feline idiopathic cystitis, FIC), con un periodo minimo di osservazione di 10 anni o fino al decesso dell’animale.

Sono stati registrati, tramite interviste telefoniche con i proprietari, i dati riguardanti la recidiva di segni clinici compatibili con una patologia delle basse vie urinarie (feline lower urinary tract disease, FLUTD) e la mortalità correlata a FLUTD nei gatti con diagnosi di FIC tra il 2003 e il 2009. Le interviste telefoniche sono state effettuate sulla base di un questionario standardizzato. Nel caso di recidive, è stato registrato il numero esatto o stimato (1-3, 4-6 o >6 recidive).

clydesdale horse pictures 850x550La dimetilarginina simmetrica (SDMA) è considerata una stima indiretta della velocità di filtrazione glomerulare (GFR) più sensibile rispetto alla creatinina (Cr). La SDMA, inoltre, non è influenzata dal sesso o dalla massa muscolare nei piccoli animali. L’obiettivo del presente studio era quello di validare un dosaggio immunologico (immunoassay, IA) disponibile in commercio per la misurazione della SDMA nel siero equino; confrontare SDMA e Cr in diverse razze di cavalli da tiro; e valutare gli effetti di età, sesso e razza.

In questo studio trasversale sono stati inclusi 165 cavalli da tiro sani (eta compresa tra 0,5 e 16 anni), inclusi 63 Percheron, 52 Clydesdale e 50 Belga da tiro. La SDMA IA è stata validata per il siero equino confrontandola con i risultati della cromatografia liquida-spettroscopia di massa (LC-MS) e di altri metodi. SDMA e Cr sono stati confrontati mediante analisi della varianza e correlazione.

MucoceleLa proteinuria è un fattore di rischio indipendente per morbilità e mortalità nel cane. Non è noto, attualmente, se esiste un'associazione tra proteinuria e la formazione di mucocele della colecisti nel cane. L’obiettivo del presente studio era quello di determinare l’associazione tra la formazione di mucocele della colecisti o le alterazioni clinico-patologiche e la proteinuria nel cane.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 25 cani con mucocele e 25 cani di controllo appaiati per razza ed età. La proteinuria è stata definita calcolando il rapporto tra la concentrazione proteica del dipstick urinario (mg/mL) e il peso specifico urinario (urine specific gravity, USG). Sono stati registrati i dati clinico-patologici, la concentrazione di cortisolo post-ACTH, il profilo tiroideo e il punteggio di gravità della malattia.

doctor veterinarian at clinic 879798260 5c6d7fee46e0fb00011fa0b0L’obiettivo del presente studio era quello di valutare la concentrazione di insulin-like growth factor 1 (IGF-1) in gatti non diabetici con ipertrofia ventricolare sinistra (left ventricular hypertrophy, LVH) e diagnosi di cardiomiopatia ipertrofica (hypertrophic cardiomyopathy, HCM).

Sono stati analizzati, in modo retrospettivo, i campioni di sangue ottenuti al momento della diagnosi ecocardiografica di HCM da una popolazione di 60 gatti non diabetici. In questi ultimi è stata misurata la concentrazione di IGF-1 utilizzando un metodo radioimmunologico validato. I valori ottenuti sono stati confrontati con quelli di un gruppo di controllo costituito da 16 gatti apparentemente sani senza LVH. I dati clinici ed ecocardiografici dei gatti con IGF-1 >1000 ng/ml sono stati confrontati con i soggetti che presentavano una concentrazione di IGF-1 <800 ng/ml.

dog surgeryL’obiettivo del presente studio era quello di valutare il tasso di complicanze in seguito a vari tipi di procedure di mastectomia, identificare i fattori associati ad un aumentato rischio di complicanze e determinare le conseguenze di queste ultime.

Sono state valutate le cartelle cliniche di 140 cagne sottoposte a 154 procedure di mastectomia, per la presenza di neoplasie mammarie, da luglio 2009 a marzo 2015. Sono stati registrati i dati relativi a: segnalamento, caratteristiche del tumore (numero e dimensione, benigno o maligno, bilaterale o unilaterale), tipo di mastectomia, durata dell’anestesia, ovarioisterectomia o ovariectomia concomitante, qualifica dei chirurghi, somministrazione di antimicrobici dopo l'intervento chirurgico, posizionamento postoperatorio di drenaggi chirurgici e complicanze (sieroma, ascesso, deiscenza o infezione). Sono state registrate eventuali complicanze che hanno richiesto il ricovero in ospedale. Il test esatto di Fisher è stato utilizzato per valutare l'associazione tra le variabili di interesse e le complicanze. L'analisi multivariata è stata utilizzata per identificare fattori indipendentemente associati ad un aumentato rischio di complicanze.

SheepLa febbre catarrale degli ovini è una malattia trasmessa da vettori con potenziale epidemico. Recentemente, sono stati segnalati alcuni focolai di febbre catarrale degli ovini in Grecia, causati dal sierotipo 4 del Bluetongue virus (BTV). Per quanto riguarda la sua patogenesi, l'infezione da BTV coinvolge vari organi bersaglio, ma sono disponibili informazioni limitate riguardo al coinvolgimento renale. L'obiettivo di questo studio era quello di identificare il possibile impatto dell'infezione da BTV sui reni tramite la misurazione di comuni biomarkers renali.

Sono stati raccolti campioni di sangue e urine da 30 pecore con segni clinici di febbre catarrale degli ovini (pecore BTV) e 30 pecore clinicamente sane (pecore sane) provenienti dagli stessi allevamenti. In tutti i soggetti è stata eseguita un esame delle urine completo e sono stati determinati il ​​rapporto proteine/creatinina urinario (UPC) e il rapporto tra gamma-glutamil transferasi e creatinina (UGGTC). Nei campioni di siero sono stati determinati i seguenti parametri: urea, creatinina, proteine ​​totali, albumine e fosforo.

Fondo OculareL’obiettivo del presente studio era quello di determinare la prevalenza di alterazioni del fondo oculare nei gatti con diagnosi di ipertensione sistemica (systemic hypertension, SHP), caratterizzare le alterazioni osservate e valutare l'evoluzione oftalmoscopica durante il trattamento con amlodipina.

Sono stati inclusi nello studio gatti con SHP in un periodo di 2 anni. L'ipertensione sistemica è stata valutata mediante misurazione della pressione arteriosa con metodo oscillometrico ed è stata stabilita la sua eziologia. Tutti i gatti sono stati sottoposti ad un esame oftalmologico e le lesioni oculari sono state classificate con un punteggio da 0 (nessuna alterazione) a 4 (alterazioni gravi). Tutti i gatti hanno ricevuto un trattemento con amlodipina per via orale e quelli che mostravano alterazioni del fondo oculare sono stati sottoposti a controlli regolari da 7 a 365 giorni dopo la diagnosi. I dati sono stati analizzati statisticamente per confrontare la pressione sistolica (Psys) e diastolica (Pdia) con tutte le variabili e per correlare Psys e Pdia con il punteggio del fondo oculare.

Domenica, 07 Febbraio 2021 18:24

Sindrome vestibolare paradossa in un coniglio

black and white rabbit on examination table at vet s 504980166 5c4a0abdc9e77c000171b646Il presente studio descrive il caso clinico di un coniglio (Oryctolagus cuniculus) femmina sterilizzata di 6 anni con segni vestibolari paradossi di destra. Il paziente è stato sottoposto ad una risonanza magnetica (MRI) e i risultati erano compatibili con un infarto ischemico del cervelletto. La condizione clinica del paziente è migliorata gradualmente e l’animale non presentava segni clinici nel momento in cui questo articolo è stato scritto.

A conoscenza degli autori questo studio descrive il primo caso clinico di una sindrome vestibolare paradossa in un coniglio secondaria a un presunto infarto ischemico. Gli autori concludono affermando che gli infarti ischemici dovrebbero essere inclusi nella lista delle diagnosi differenziali della sindrome vestibolare centrale nel coniglio.

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