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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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Venerdì, 05 Settembre 2008 12:31

Errori in ematologia e biochimica

Errori in ematologia e biochimicaCome in altre discipline di laboratorio, anche in ematologia e biochimica è possibile incorrere in errori preanalitici, analitici ed interpretativi. Quali sono e come evitarli sarà l’argomento di due relazioni affidate a Saverio Paltrinieri (Professore associato di Patologia generale veterinaria, Università di Milano) al 60° Congresso SCIVAC che si terrà a Perugia (24-26 ottobre 2008), dedicato appunto a “Decisioni ed errori in medicina veterinaria”. Insieme a Paltrinieri, sei relatori italiani e stranieri (Ian Ramsey, Xavier Roura, Walter Betazzolo, Tommaso Furlanello e Fabia Scarampella) approfondiranno i possibili errori diagnostici e terapeutici in medicina veterinaria, sfatando falsi miti e convinzioni anedottiche, proponendo in particolare un approccio ragionato a comuni condizioni cliniche quali la tosse, la linfoadenomegalia, l’ipertermia, le emorragie, le infezioni.


Vet.journal: Errori preanalitici, analitici e interpretativi. Innanzitutto capiamo cosa sono.
Saverio Paltrinieri: Gli errori preanalitici sono quelli legati al campionamento o alla conservazione del campione (es: emolisi, prelievo non eseguito a digiuno, ecc…) o a caratteristiche del soggetto (stress, ecc…) che possono influire negativamente sul risultato dell’esame di laboratorio. Quelli analitici sono legati ad errori dell’analizzatore, in genere dovuti a difetti nel controllo di qualità. Gli errori interpretativi sono invece legati ad errata interpretazione dei risultati.

VJ: Gli errori interpretativi sono più frequenti in ematologia o biochimica?
SP: Sono più frequenti in biochimica sia perché alcune tecniche analitiche sono più soggette a variabili che possono influenzare il risultato (e quindi trarre in errore in sede di valutazione) sia perché nella gran parte dei profili biochimici vengono generati numerosi dati che devono essere poi integrati tra loro e valutati nell’insieme. Questo da un lato aumenta il rischio che un eventuale errore analitico o preanalitico venga erroneamente interpretato come una reale alterazione di laboratorio e dall’altro richiede un’attenta valutazione dei singoli risultati, del rapporto tra risultati riferiti a fenomeni fisiopatologici diversi e un’accurata analisi della concordanza tra risultati e quadro clinico.

VJ: Quali sono, in breve, i parametri più "a rischio”?
SP: Per alcuni parametri (ormoni o in generale molecole la cui concentrazione nel sangue è molto bassa) la variabilità analitica e quella individuale (quest’ultima a sua volta dipendente da ritmi circadiani, influenza di variabili “esogene” quali esercizio, pasti, ecc…) è maggiore che per altri. In questi casi è quindi più difficile interpretare poi il risultato dell’esame. In ultima analisi però non esistono parametri “più o meno a rischio di errore”. Tutti i parametri possono portare a diagnosi errate se non valutati nell’insieme e in relazione al quadro clinico. E’ quindi necessario conoscere che informazioni può dare ogni singolo test in funzione della malattia sospettata.

VJ: Di fronte a un dubbio interpretativo, qual è l’importanza del confronto con il quadro clinico?
SP: Come emerge anche dalle risposte precedenti, il confronto con il quadro clinico è di importanza assoluta, non solo in sede di interpretazione ma anche di scelta ed esecuzione dell’analisi. L’errore preanalitico più grosso è quello di ricorrere alle analisi di laboratorio quando da un punto di vista clinico non si sa che pesci pigliare. Al contrario si dovrebbe scegliere quali esami eseguire, o, nel caso si eseguano pannelli ampi di test, quali guardare con maggiore attenzione, proprio sulla base di un sospetto diagnostico.






Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Errori in ematologia e biochimicaCome in altre discipline di laboratorio, anche in ematologia e biochimica è possibile incorrere in errori preanalitici, analitici ed interpretativi. Quali sono e come evitarli sarà l’argomento di due relazioni affidate a Saverio Paltrinieri (Professore associato di Patologia generale veterinaria, Università di Milano) al 60° Congresso SCIVAC che si terrà a Perugia (24-26 ottobre 2008), dedicato appunto a “Decisioni ed errori in medicina veterinaria”. Insieme a Paltrinieri, sei relatori italiani e stranieri (Ian Ramsey, Xavier Roura, Walter Betazzolo, Tommaso Furlanello e Fabia Scarampella) approfondiranno i possibili errori diagnostici e terapeutici in medicina veterinaria, sfatando falsi miti e convinzioni anedottiche, proponendo in particolare un approccio ragionato a comuni condizioni cliniche quali la tosse, la linfoadenomegalia, l’ipertermia, le emorragie, le infezioni.


Vet.journal: Errori preanalitici, analitici e interpretativi. Innanzitutto capiamo cosa sono.
Saverio Paltrinieri: Gli errori preanalitici sono quelli legati al campionamento o alla conservazione del campione (es: emolisi, prelievo non eseguito a digiuno, ecc…) o a caratteristiche del soggetto (stress, ecc…) che possono influire negativamente sul risultato dell’esame di laboratorio. Quelli analitici sono legati ad errori dell’analizzatore, in genere dovuti a difetti nel controllo di qualità. Gli errori interpretativi sono invece legati ad errata interpretazione dei risultati.

VJ: Gli errori interpretativi sono più frequenti in ematologia o biochimica?
SP: Sono più frequenti in biochimica sia perché alcune tecniche analitiche sono più soggette a variabili che possono influenzare il risultato (e quindi trarre in errore in sede di valutazione) sia perché nella gran parte dei profili biochimici vengono generati numerosi dati che devono essere poi integrati tra loro e valutati nell’insieme. Questo da un lato aumenta il rischio che un eventuale errore analitico o preanalitico venga erroneamente interpretato come una reale alterazione di laboratorio e dall’altro richiede un’attenta valutazione dei singoli risultati, del rapporto tra risultati riferiti a fenomeni fisiopatologici diversi e un’accurata analisi della concordanza tra risultati e quadro clinico.

VJ: Quali sono, in breve, i parametri più "a rischio”?
SP: Per alcuni parametri (ormoni o in generale molecole la cui concentrazione nel sangue è molto bassa) la variabilità analitica e quella individuale (quest’ultima a sua volta dipendente da ritmi circadiani, influenza di variabili “esogene” quali esercizio, pasti, ecc…) è maggiore che per altri. In questi casi è quindi più difficile interpretare poi il risultato dell’esame. In ultima analisi però non esistono parametri “più o meno a rischio di errore”. Tutti i parametri possono portare a diagnosi errate se non valutati nell’insieme e in relazione al quadro clinico. E’ quindi necessario conoscere che informazioni può dare ogni singolo test in funzione della malattia sospettata.

VJ: Di fronte a un dubbio interpretativo, qual è l’importanza del confronto con il quadro clinico?
SP: Come emerge anche dalle risposte precedenti, il confronto con il quadro clinico è di importanza assoluta, non solo in sede di interpretazione ma anche di scelta ed esecuzione dell’analisi. L’errore preanalitico più grosso è quello di ricorrere alle analisi di laboratorio quando da un punto di vista clinico non si sa che pesci pigliare. Al contrario si dovrebbe scegliere quali esami eseguire, o, nel caso si eseguano pannelli ampi di test, quali guardare con maggiore attenzione, proprio sulla base di un sospetto diagnostico.






Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Medicine non convenzionali: situazione in ItaliaUn articolo in via di pubblicazione sullo European Journal of Integrative Medicine delinea l'attuale situazione delle medicine non convenzionali (MNC) in Italia, in particolare la loro diffusione e regolamentazione, in medicina sia umana sia veterinaria.

Il ricorso alle MNC si sta diffondendo nella popolazione italiana così come nel resto d'Europa. La vendita di rimedi alternativi è in crescita così come il numero di medici che praticano le MNC.

Tuttavia, nel nostro paese, a differenza di altri Stati dell'Unione Europea, attualmente lo status giuridico/legale delle MNC non è ben definito, soprattutto a causa della mancanza di leggi nazionali che regolino la formazione professionale, la pratica e l’accesso pubblico alle MNC, oltre all'assenza di ricerca scientifica statale in questo campo.

Dopo aver procrastinato per vent'anni, concludono gli autori, il Parlamento italiano deve urgentemente legiferare senza ulteriori ritardi e approvare una legge nazionale sulle medicine non convenzionali per proteggere la sicurezza e la libertà di scelta dei cittadini.


pdf articolo in press allegato:
“Non-conventional medicine in Italy: The present situation.” Paolo Roberti di Sarsina, Ilaria Iseppato. 2009, European Journal of Integrative Medicine. doi:10.1016/j.eujim.2009.04.002. In press



Per approfondire:

TheSocial Demand for a Medicine Focused on the Person: The Contribution of CAM to Healthcare and Healthgenesis Paolo Roberti di Sarsina. eCAM 2007 4(Supplement 1):45-51; doi:10.1093/ecam/nem094


href=http://ecam.oxfordjournals.org/cgi/content/full/nep048v1> Looking for a Person-centered Medicine: Non Conventional Medicine in the Conventional European and Italian Setting Paolo Roberti di Sarsina and Ilaria Iseppato. eCAM Advance Access published online on June 8, 2009




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Medicine non convenzionali: situazione in ItaliaUn articolo in via di pubblicazione sullo European Journal of Integrative Medicine delinea l'attuale situazione delle medicine non convenzionali (MNC) in Italia, in particolare la loro diffusione e regolamentazione, in medicina sia umana sia veterinaria.

Il ricorso alle MNC si sta diffondendo nella popolazione italiana così come nel resto d'Europa. La vendita di rimedi alternativi è in crescita così come il numero di medici che praticano le MNC.

Tuttavia, nel nostro paese, a differenza di altri Stati dell'Unione Europea, attualmente lo status giuridico/legale delle MNC non è ben definito, soprattutto a causa della mancanza di leggi nazionali che regolino la formazione professionale, la pratica e l’accesso pubblico alle MNC, oltre all'assenza di ricerca scientifica statale in questo campo.

Dopo aver procrastinato per vent'anni, concludono gli autori, il Parlamento italiano deve urgentemente legiferare senza ulteriori ritardi e approvare una legge nazionale sulle medicine non convenzionali per proteggere la sicurezza e la libertà di scelta dei cittadini.


pdf articolo in press allegato:
“Non-conventional medicine in Italy: The present situation.” Paolo Roberti di Sarsina, Ilaria Iseppato. 2009, European Journal of Integrative Medicine. doi:10.1016/j.eujim.2009.04.002. In press



Per approfondire:

TheSocial Demand for a Medicine Focused on the Person: The Contribution of CAM to Healthcare and Healthgenesis Paolo Roberti di Sarsina. eCAM 2007 4(Supplement 1):45-51; doi:10.1093/ecam/nem094


href=http://ecam.oxfordjournals.org/cgi/content/full/nep048v1> Looking for a Person-centered Medicine: Non Conventional Medicine in the Conventional European and Italian Setting Paolo Roberti di Sarsina and Ilaria Iseppato. eCAM Advance Access published online on June 8, 2009




Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Lunedì, 01 Marzo 2004 09:17

Il comportamento del cane che invecchia

Citologia della bile canina e felina e dati clinicopatologici associati La colecistocentesi può far parte dell’iter diagnostico delle malattie epatobiliari dei piccoli animali, tuttavia la letteratura sulla valutazione citologica della bile è scarsa. Uno studio ha valutato l’utilità diagnostica dell’esame citologico degli aspirati di bile.

Si includevano rispettivamente 56 e 78 cani e gatti di proprietà ai quali era stata prelevata la bile mediante colecistocentesi e sottoposta a indagini di laboratorio.

Si riscontravano agenti infettivi nel 30% degli aspirati di bile canini e nel 23% di quelli felini e infiammazione rispettivamente nel 5% e nel 19%. La presenza di microrganismi era più spesso rilevata con l’esame citologico (24%) che con la coltura batterica (21%).
Gli isolati batterici più comuni erano Escherichia coli ed Enterococcus spp., rispettivamente nel 14,8% e 6,7% dei campioni sottoposti a coltura. Soltanto l’aumento dell’immunoreattività della lipasi pancreatica (cPLI) era significativamente associato alla presenza nella bile di microrganismi, cellule infiammatorie o entrambi.

Si verificavano complicazioni della colecistocentesi clinicamente rilevanti in due cani. La maggior parte dei soggetti sottoposti a colecistocentesi era affetta da patologie epatiche, pancreatiche, gastrointestinali o da una combinazione di queste.

L’esame citologico della bile è un’indagine economica e semplice che apporta informazioni diagnostiche rilevanti che precedono e completano la coltura batterica, concludono gli autori.


“Cytological Findings of 140 Bile Samples from Dogs and Cats and Associated Clinical Pathological Data.” Peters LM, Glanemann B, Garden OA, Szladovits B. J Vet Intern Med. 2015 Nov 14.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Citologia della bile canina e felina e dati clinicopatologici associati La colecistocentesi può far parte dell’iter diagnostico delle malattie epatobiliari dei piccoli animali, tuttavia la letteratura sulla valutazione citologica della bile è scarsa. Uno studio ha valutato l’utilità diagnostica dell’esame citologico degli aspirati di bile.

Si includevano rispettivamente 56 e 78 cani e gatti di proprietà ai quali era stata prelevata la bile mediante colecistocentesi e sottoposta a indagini di laboratorio.

Si riscontravano agenti infettivi nel 30% degli aspirati di bile canini e nel 23% di quelli felini e infiammazione rispettivamente nel 5% e nel 19%. La presenza di microrganismi era più spesso rilevata con l’esame citologico (24%) che con la coltura batterica (21%).
Gli isolati batterici più comuni erano Escherichia coli ed Enterococcus spp., rispettivamente nel 14,8% e 6,7% dei campioni sottoposti a coltura. Soltanto l’aumento dell’immunoreattività della lipasi pancreatica (cPLI) era significativamente associato alla presenza nella bile di microrganismi, cellule infiammatorie o entrambi.

Si verificavano complicazioni della colecistocentesi clinicamente rilevanti in due cani. La maggior parte dei soggetti sottoposti a colecistocentesi era affetta da patologie epatiche, pancreatiche, gastrointestinali o da una combinazione di queste.

L’esame citologico della bile è un’indagine economica e semplice che apporta informazioni diagnostiche rilevanti che precedono e completano la coltura batterica, concludono gli autori.


“Cytological Findings of 140 Bile Samples from Dogs and Cats and Associated Clinical Pathological Data.” Peters LM, Glanemann B, Garden OA, Szladovits B. J Vet Intern Med. 2015 Nov 14.


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Lunedì, 04 Dicembre 2006 13:40

Dosaggio della nimesulide nel cavallo

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