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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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 Mastite stafilococcica della coniglia: risposta immunitaria dell’ospiteLe infezioni da stafilococchi causano sostanziali perdite economiche nel sistema produttivo commerciale del coniglio e si associano a una varietà di lesioni, inclusa la mastite cronica suppurativa che colpisce soprattutto le femmine da riproduzione.

La maggior parte delle infezioni stafilococciche croniche del coniglio sono causate dal ceppo ST121 di Staphylococcus aureus ma possono esser coinvolti anche altri ceppi meno comuni come ST96.

Uno studio ha caratterizzato la risposta immunitaria dell’ospite nei casi naturali di mastite del coniglio causati da S. aureus ST121, ha valutato le relazioni tra immunità periferica e locale e indagato l’effetto dei diversi genotipi di S. aureus ST121 su tale risposta immunitaria.

Si includevano coniglie adulte (n=204) multipare affette da mastite stafilococcica cronica. Si riscontravano differenze nel numero di cellule infiltranti in base al tipo di mastite, con le lesioni più immature che dimostravano maggiore cellularità,
caratterizzata da un elevato numero di linfociti T, macrofagi e plasmacellule.

Si notava una relazione tra le cellule ematiche e del tessuto mammario, la più notevole delle quali era la correlazione positiva tra monociti ematici e macrofagi tissutali. Quando le cellule erano infettate dai ceppi ST96 si identificavano meno granulociti e un numero maggiore di linfociti B, linfociti T, linfociti T CD4+ e linfociti T CD8+.


“Host responses associated with chronic staphylococcal mastitis in rabbits” Irene Guerreroa, et al. The Veterinary Journal. Volume 204, Issue 3, June 2015, Pages 338–344


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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 Mastite stafilococcica della coniglia: risposta immunitaria dell’ospiteLe infezioni da stafilococchi causano sostanziali perdite economiche nel sistema produttivo commerciale del coniglio e si associano a una varietà di lesioni, inclusa la mastite cronica suppurativa che colpisce soprattutto le femmine da riproduzione. La maggior parte delle infezioni stafilococciche croniche del coniglio sono causate dal ceppo ST121 di Staphylococcus aureus ma possono esser coinvolti anche altri ceppi meno comuni come ST96.

Uno studio ha caratterizzato la risposta immunitaria dell’ospite nei casi naturali di mastite del coniglio causati da S. aureus ST121, ha valutato le relazioni tra immunità periferica e locale e indagato l’effetto dei diversi genotipi di S. aureus ST121 su tale risposta immunitaria.

Si includevano coniglie adulte (n=204) multipare affette da mastite stafilococcica cronica. Si riscontravano differenze nel numero di cellule infiltranti in base al tipo di mastite, con le lesioni più immature che dimostravano maggiore cellularità,
caratterizzata da un elevato numero di linfociti T, macrofagi e plasmacellule.

Si notava una relazione tra le cellule ematiche e del tessuto mammario, la più notevole delle quali era la correlazione positiva tra monociti ematici e macrofagi tissutali. Quando le cellule erano infettate dai ceppi ST96 si identificavano meno granulociti e un numero maggiore di linfociti B, linfociti T, linfociti T CD4+ e linfociti T CD8+.


“Host responses associated with chronic staphylococcal mastitis in rabbits” Irene Guerreroa, et al. The Veterinary Journal. Volume 204, Issue 3, June 2015, Pages 338–344


Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Possibili effetti di  BTV-8 sulla fertilità e l’embrione bovino In Germania è stato osservato un aumento notevole di aborti, natimortalità, debolezza del vitello e infertilità bovina a partire dall'autunno 2007. E’ stato ipotizzato un ruolo di BTV-8 sulla fertilità, lo sviluppo e/o la patologia embrionale nei bovini.

L'infezione da BTV-8 è stata confermata per la prima volta in Germania in agosto 2006. Durante il primo anno la malattia ha coinvolto soprattutto i bovini, specie dominante rispetto agli ovini. La sieroprevalenza in questo periodo è stata stimata intorno al 3-60%. Non si osservavano tutavia casi eccezionali di aborto, malformazioni embrionali o natimortalità nei vitelli.

La bluetongue è ricomparsa nel giugno del 2007 nelle stesse regioni tedesche, in scala molto superiore rispetto al 2006, con una sieroprevalenza variabile tra il 70 e il 100%. Dall'autunno 2007 è stato osservato un aumento massiccio dei casi di aborto, natimortalità del vitello e problemi di fertilità nella bovina.

Ad oggi non sono state effettuate ricerche da parte delle autorità nazionali per stabilire la ragione dell'aumento dei problemi di fertilità e aborto nei bovini delle zone colpite da bluetongue, e ulteriori studi sono necessari per determinare il probabile nesso tra il virus BTV-8 e le suddette condizioni patologiche.








Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Possibili effetti di  BTV-8 sulla fertilità e l’embrione bovino In Germania è stato osservato un aumento notevole di aborti, natimortalità, debolezza del vitello e infertilità bovina a partire dall'autunno 2007. E’ stato ipotizzato un ruolo di BTV-8 sulla fertilità, lo sviluppo e/o la patologia embrionale nei bovini.

L'infezione da BTV-8 è stata confermata per la prima volta in Germania in agosto 2006. Durante il primo anno la malattia ha coinvolto soprattutto i bovini, specie dominante rispetto agli ovini. La sieroprevalenza in questo periodo è stata stimata intorno al 3-60%. Non si osservavano tutavia casi eccezionali di aborto, malformazioni embrionali o natimortalità nei vitelli.

La bluetongue è ricomparsa nel giugno del 2007 nelle stesse regioni tedesche, in scala molto superiore rispetto al 2006, con una sieroprevalenza variabile tra il 70 e il 100%. Dall'autunno 2007 è stato osservato un aumento massiccio dei casi di aborto, natimortalità del vitello e problemi di fertilità nella bovina.

Ad oggi non sono state effettuate ricerche da parte delle autorità nazionali per stabilire la ragione dell'aumento dei problemi di fertilità e aborto nei bovini delle zone colpite da bluetongue, e ulteriori studi sono necessari per determinare il probabile nesso tra il virus BTV-8 e le suddette condizioni patologiche.








Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Lunedì, 26 Novembre 2007 11:42

Malattia di Lyme: diverse specie serbatoio

Malattia di Lyme: diverse specie serbatoioIn Europa sono stati identificati numerosi ospiti serbatoio dell’agente della malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi sensu stricto), tra cui una dozzina di roditori e alcuni ucceli. Negli Stati Uniti la specie serbatoio dominante è considerata il topo. Secondo un nuovo studio tutavia, anche negli USA importanza assimilabile quali serbatoi di B. burgdoferi hanno altre specie animali, in particolare due specie di toporagno. Il tamia (scoiattolo nordamericano, chipmunk) gioca poi un ruolo di supporto. La lotta alla malattia di Lyme dovrebbe quindi tenere conto anche di queste possibili specie serbatoio della malattia.

La Borrelia è trasmessa all’uomo dalla zecca che, nella maggioranza dei casi, si infetta allo stadio di larva quando compie il pasto di sangue sul topo. Tuttavia altri animali che trasmettono meno efficacemente il batterio alla zecca possono comunque diffondere la malattia quando sono numerosi o se morsi da un elevato numero di zecche.

Lo studio condotto negli Stati Uniti ha riscontrato che il topo dai piedi bianchi è responsabile solo di un quarto del numero totale delle zecche infette. Il toporagno a coda corta e mascherato erano responsabili di un altro quarto ciascuno e i tamia del 13%. Ciò significa, secondo gli autori, che il topo non è l’ospite dominante della malattia di Lyme e che le strategie vaccinali mirate soltanto a quest’ultima specie non possono ottenere il controllo della malattia.



“Conspicuous impacts of inconspicuous hosts on the Lyme disease epidemic” Dustin Brisson, Daniel E. Dykhuizen, Richard S. Ostfeld Proc. Royal Ac Scie, November 20, 2007. Articolo full text disponibile nel pdf allegato





Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
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Malattia di Lyme: diverse specie serbatoioIn Europa sono stati identificati numerosi ospiti serbatoio dell’agente della malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi sensu stricto), tra cui una dozzina di roditori e alcuni ucceli. Negli Stati Uniti la specie serbatoio dominante è considerata il topo. Secondo un nuovo studio tutavia, anche negli USA importanza assimilabile quali serbatoi di B. burgdoferi hanno altre specie animali, in particolare due specie di toporagno. Il tamia (scoiattolo nordamericano, chipmunk) gioca poi un ruolo di supporto. La lotta alla malattia di Lyme dovrebbe quindi tenere conto anche di queste possibili specie serbatoio della malattia.

La Borrelia è trasmessa all’uomo dalla zecca che, nella maggioranza dei casi, si infetta allo stadio di larva quando compie il pasto di sangue sul topo. Tuttavia altri animali che trasmettono meno efficacemente il batterio alla zecca possono comunque diffondere la malattia quando sono numerosi o se morsi da un elevato numero di zecche.

Lo studio condotto negli Stati Uniti ha riscontrato che il topo dai piedi bianchi è responsabile solo di un quarto del numero totale delle zecche infette. Il toporagno a coda corta e mascherato erano responsabili di un altro quarto ciascuno e i tamia del 13%. Ciò significa, secondo gli autori, che il topo non è l’ospite dominante della malattia di Lyme e che le strategie vaccinali mirate soltanto a quest’ultima specie non possono ottenere il controllo della malattia.



“Conspicuous impacts of inconspicuous hosts on the Lyme disease epidemic” Dustin Brisson, Daniel E. Dykhuizen, Richard S. Ostfeld Proc. Royal Ac Scie, November 20, 2007. Articolo full text disponibile nel pdf allegato





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