Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7741 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

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biteSono numerose le indagini in letteratura sulle lesioni da morsicature di cani e sulla loro epidemiologia, tuttavia non risultano in Italia valutazioni a conoscenza degli autori sui ricoveri ospedalieri provocati da morsicature di cani. Uno studio ha descritto l'incidenza e le caratteristiche dei ricoveri ospedalieri in Sicilia determinati da morsicature di cani nel quadriennio 2012 - 2015.

L'indagine è stata condotta sui dati del Dipartimento per le Attività Sanitarie e dell'Osservatorio Epidemiologico della Regione Sicilia. Da 214 casi di ospedalizzazione per lesioni causate da animali, ne sono stati estrapolati 140 registrati col codice E906.0 (altro traumatismo causato da animale: morso di cane).

Schermata 2018 01 12 alle 11.59.48In uno studio, il contenuto di arsenico è stato determinato mediante la spettroscopia di assorbimento atomico con fornetto di grafite (Z-ETA-AA) dopo digestione umida; il metodo è stato applicato per l'analisi di 200 campioni di cibo per cani e per gatti importato o commercializzato in Italia dal 2007 al 2012.

La massima concentrazione di arsenico totale è risultata essere pari a 12,5 mg/kg. Alcuni dei campioni analizzati hanno dato origine a delle allerte - Rapid Alert System for Food and Feed (RASFF) - e sono stati respinti alle dogane o ritirati dal mercato italiano, poiché i tenori di arsenico totale eccedevano i limiti massimi al tempo in vigore (2002/32/EC).

codaUno studio ha valutato gli effetti di una tecnica di stabilizzazione primaria della coda nell’alleviare il dolore e nel favorire la guarigione neurologica nei gatti con perdita della funzione motoria volontaria e dolore coccigeo senza recisione dei nervi coccigei. Si rivedevano le cartelle cliniche dei gatti con avulsione della coda e perdita della percezione del dolore coccigeo. Si escludevano i gatti con fratture aperte della coda, con ferite della coda che necessitavano di amputazione o con recisione delle radici dei nervi coccigei. Si effettuava la ricostruzione della coda, dopo esplorazione chirurgica, con due suture in nylon.

Si includevano 15 gatti con perdita della funzione motoria volontaria della coda, di cui 8 con incontinenza urinaria. Dopo la chirurgia, 11 gatti recuperavano la funzione volontaria della coda e la sensibilità al dolore entro 14-90 giorni (media, 39 giorni). Cinque degli 8 gatti precedentemente affetti da incontinenza urinaria recuperavano la continenza entro un mese dall’intervento.

Il metodo descritto di stabilizzazione primaria della coda determinava il ripristino della funzione motoria nella maggior parte dei gatti con avulsione della coda e perdita della sensibilità dolorifica della coda ma senza recisione delle radici dei nervi coccigei. È necessario uno studio comparativo per determinare se questi risultati siano superiori al trattamento conservativo.

Schermata 2018 01 11 alle 11.14.48Uno studio retrospettivo ha valutato l’utilità dell’ecografia addominale nell’iter diagnostico dei cani con diarrea. Si rivedevano le cartelle cliniche di 269 cani con diarrea, 149 (55%) dei quali erano stati sottoposti a ecografia addominale. Il risultato più frequente era l’assenza di alterazioni ecografiche intestinali in 65 (44%) cani.

I risultati dell’ecografia erano associati all’iter successivo come segue: (1) assenza di anomalie identificabili seguita da prova alimentare; (2) ispessimento focale della parete intestinale, perdita della stratificazione della parete intestinale o aumento di volume dei linfonodi addominali seguti da aghi aspirati ecoguidati; (3) ispessimento diffuso della parete intestinale o striature iperecogene della mucosa del piccolo intestino seguiti da endoscopia; (4) corpo estraneo del piccolo intestino seguito da celiotomia.

L’ecografia addominale era considerata diagnostica in assenza di ulteriori esami solo in 4 (3%) cani; 2 erano affetti da shunt portosistemico identificato ecograficamente, 1 aveva un corpo estraneo lineare e 1 aveva un’ulcera pilorica perforata. L’ecografia addominale aveva un’utilità moderata in 56 (38%) cani e nessuna utilità in 79 (53%) cani. L’indagine veniva considerata controproducente in 10 (7%) perché i risultati erano falsamente negativi o falsamente positivi.

I risultati dello studio dovrebbero indurre il clinico a riconsiderare l’eventuale utilizzo abituale dell’ecografia addominale nei cani affetti da diarrea, concludono gli autori.

insecrEvidenze genetiche ed epidemiologiche suggeriscono che nel cavallo, così come in altre specie, manifestazioni differenti di ipersensibilità possano verificarsi contemporaneamente. I cavalli affetti da ipersensibilità al morso di insetto (IBH) mostrano una iperreattività delle vie respiratorie (AH) all’istamina inalatoria anche in assenza di segni clinici conclamati di asma equina (EA).

Uno studio ha incluso 22 cavalli sani di controllo (gruppo C), 24 cavalli affetti da IBH (gruppo IBH) e 23 cavalli affetti da IBH ed EA (gruppo IBH/EA). Le anamnesi cliniche venivano valutate utilizzando due questionari standardizzati: l’Horse Owner Assessed Respiratory Signs Index (HOARSI) e il punteggio IBH. Un cavallo veniva classificato come affetto da EA se l’HOARSI era > 1 e come affetto da IBH se il punteggio IBH era > 0. I disordini confondenti venivano esclusi mediante esame clinico. Si misurava la pressione parziale di ossigeno arteriosa (PaO2) e si effettuava la pletismografia flussimetrica per valutare la reattività delle vie aeree a dosi crescenti di istamina inalatoria.

La concentrazione mediana di provocazione dell’istamina (PC) quando i valori ∆flow aumentavano del 35% (PC35) era significativamente maggiore nel gruppo C (5,94 [1,11–26,33] mg/mL) rispetto al gruppo IBH (2,95 [0,23–10,13] mg/mL) e al gruppo IBH/EA (2,03 [0,43–10,94] mg/mL; P < 0,01).

PC50 e PC75 mostravano differenze molto simili tra i gruppi. Inoltre, la PaO2 era significativamente inferiore nel gruppo IBH (84 ± 8 mmHg) e nel gruppo IBH/EA (78 ± 11 mmHg) rispetto al gruppo C (89 ± 6 mmHg; P < 0,01).

L’IBH è associata a AH e a una ridotta PaO2, anche in assenza di segni clinici respiratori manifesti, concludono gli autori.

Schermata 2018 01 11 alle 09.07.20La malformazione di chiari (CM) e la siringomielia (SM) sono ampiamente descritte nel Cavalier King Charles Spaniel e nel Griffon Bruxellois. Evidenze crescenti indicano che queste condizioni si verificano anche in altri cani di taglia piccola e toy, come i Chihuahua. Uno studio prospettico ha descritto la presenza di SM e anomalie della giunzione craniocervicale (CCJ) nel Chihuahua e ha valutato la possibile associazione di queste ultime con la SM. Inoltre ha descritto i segni clinici e i deficit neurologici correlati a CM/SM e ha indagato l’associazione dei segni clinici con il segnalamento e le anomalie SM o CCJ.

Schermata 2018 01 11 alle 09.08.29Si includevano 53 Chihuahua di proprietà. Si analizzava un questionario e si effettuava l’esame clinico e neurologico prima della risonanza magnetica e della tomografia computerizzata.Il segno clinico correlato a CM/SM più comune era il grattamento e il deficit neurologico più comune era la ridotta reazione posturale, rispettivamente nel 73 e nell’87% dei cani.

La malformazione di Chiari e la SM erano presenti rispettivamente nel 100 e nel 38% dei cani. Le siringomielia era associata alla presenza di segni clinici correlati a CM/SM (P = 0,034) e il kinking midollare e la somma degli indici erano maggiori nei cani con segni clinici (rispettivamente P = 0,016 e P = 0,007,).

La siringomielia e le anomalie CCJ sono prevalenti nel Chihuahua. La siringomielia era un fattore importante per la presenza di segni clinici correlati a CM/SM ma molti cani presentavano segni clinici simili senza essere affetti da SM, sottolineando l’importanza clinica delle anomalie CCJ nel Chihuahua.

Mercoledì, 10 Gennaio 2018 08:53

Artroscopia del ginocchio del coniglio

Schermata 2018 01 10 alle 08.55.37Uno studio ha descritto una tecnica per l’esame artroscopico del ginocchio del coniglio e i rilievi normali in 20 ginocchia di cadavere di conigli bianchi di Nuova Zelanda. L’artroscopio veniva introdotto attraverso una porta mediale mentre le porte per gli strumenti venivano ricavate sulla superficie laterale dell’articolazione. Le stesse porte venivano utilizzate per l’esame dell’intera articolazione e per la palpazione delle strutture con una sonda.

Le strutture identificate nella porzione prossimale del ginocchio includevano: tasca sovrapatellare, sovrapatella, patella, recesso mediale e laterale prossimale, cresta trocleare mediale e laterale, solco trocleare.

Le strutture identificate nella porzione distale dell’articolazione includevano: legamento crociato craniale e caudale, menisco mediale e laterale, condili femorali mediale e laterale, tendine estensore lungo digitale e legamenti meniscali craniali.

Schermata 2018 01 08 alle 11.07.29L'importante ruolo ricoperto in medicina veterinaria dagli ectoparassiti, in particolare dalle pulci, è indagato e riconosciuto. Le pulci, infatti, sono i parassiti che si rilevano più frequentemente sugli animali da compagnia e possono infestare anche gli uomini. I cani e i gatti possono quindi giocare un ruolo fondamentale nel ciclo di alcune malattie trasmesse da pulci, sia come ospiti, sia come veicoli che le trasportano in luoghi abitati dall'uomo.

Un articolo analizza la letteratura sulla morfologia, la classificazione, la specificità, la distribuzione geografica e la stagionalità delle pulci che infestano cani e gatti, al fine di ridurre i tempi di identificazione e migliorare le misure di prevenzione e di controllo.

mastUno studio ha esaminato il valore della real-time PCR multipla quantitativa (qPCR) sul latte di massa per individuare i patogeni legati alla mastite per la diagnosi a livello di stalla. Mediante regressione logistica lo studio ha calcolato la soglia di prevalenza apparente della mandria determinata esaminando i campioni di latte di quarto di tutte le bovine in lattazione, consentendo di identificare le stalle positive per uno specifico patogeno entro livelli di probabilità certi.

Lo studio ha esaminato 6335 campioni di latte di quarto provenienti da 1615 vacche di 51 allevamenti tedeschi. Un campione del latte di massa di ogni stalla è stato sottoposto ad esame microbiologico e a PCR con kit PCR Mastit 4A, che identifica S. aureus, S. dysgalactiae, S. agalactiae e S. uberis. Inoltre, si effettuava la PCR anche su campioni di pool contenenti aliquote di latte provenienti da tutte le vacche in lattazione dei 51 allevamenti.

Solo uno dei 51 allevamenti era PCR-positivo per S. agalactiae nel latte di massa e nei campioni di pool. Si evidenziava una correlazione significativa tra il ciclo-soglia della qPCR sul latte di massa e la prevalenza apparente all’interno della mandria per S. aureus, S. dysgalactiae e S. uberis. Quando si analizzava un campione di latte di massa, la soglia di prevalenza di mandria stimata era 27,6% per S. aureus, 9,2% per S. dysgalactiae e 13,8% per S. uberis a livello di animale. A livello di latte di quarto, le soglie erano 32,6% per S. aureus, 1,7% per S. dysgalactiae e 4,3% per S. uberis.

I risultati dello studio indicano che i patogeni della mastite possono essere identificati nel latte di massa con la qPCR analizzata. L’esame del latte di massa non è uno strumento affidabile per l’identificazione dei patogeni considerati attraverso analisi singole mentre può essere un sistema valido di monitoraggio quando usato di frequente con analisi ripetute. Inoltre, questo approccio può permettere di identificare l’ingresso di nuovi patogeni nella mandria.

“Within-herd prevalence thresholds for herd-level detection of mastitis pathogens using multiplex real-time PCR in bulk tank milk samples”. Soltau, J.B. et al. Journal of Dairy Scienc , Volume 10 , Issue 10, 8287 - 8295

Schermata 2018 01 08 alle 09.07.06I vitelli da latte sono vulnerabili alle malattie infettive, in particolare alla diarrea e alla malattia respiratoria bovina (BRD), responsabili di mortalità e riduzione del benessere e dell’accrescimento. Uno studio prospettico di coorte ha determinato le cause sottostanti alle malattie dei vitelli in 11 allevamenti da latte britannici. L’articolo descrive l’incidenza, la tempistica, la durata delle malattie infettive, il tasso di mortalità, il trasferimento dell’immunità passiva e i fattori chiave del management che possono contribuire all’incidenza delle malattie.

Si includevano i vitelli nella prima settimana di vita (n= 492) e si prelevava un campione ematico per determinare le IgG e le proteine totali (PT). Ciascun animale veniva esaminato settimanalmente per 9 settimane utilizzando un sistema di classificazione della salute standardizzato. Il reclutamento dei vitelli veniva effettuato tra agosto e febbraio. Quattro allevamenti fornivano colostro supplementare a più del 75% dei vitelli, mentre nei restanti allevamenti il colostro veniva integrato solo allo 0-19% dei vitelli.

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