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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Hoof Triming DairySmid Digital Dermatitis Part 7L'obiettivo di questo studio era quello di valutare i benefici della somministrazione di ketoprofene in vacche da latte affette da dermatite digitale (digital dermatitis, DD).

Sono state incluse nello studio 158 vacche con DD attiva (stadio M1, M2 o M4.1), le quali sono state assegnate in modo casuale al gruppo di controllo o al gruppo di trattamento. Tutte le vacche sono state trattate con applicazione topica di ossitetraciclina spray. Il gruppo di trattamento ha ricevuto, inoltre, un'iniezione intramuscolare di ketoprofene. La mobilità delle vacche è stata valutata appena prima di essere trattate e poi di nuovo dopo una settimana. Sono state, infine, registrate informazioni sulla loro produzione giornaliera di latte.

intestinal protein loss dogsL’obiettivo del presente studio prospettico multicentrico era quello di valutare se i parametri clinici, ematochimici, endoscopici e istopatologici fossero associati a mortalità, risposta clinica e recidiva di malattia in cani con enteropatia infiammatoria cronica e follow-up a breve e lungo termine.

Sono stati inclusi nello studio 165 cani con enteropatia infiammatoria cronica, di cui 150 cani avevano una diagnosi di enteropatia responsiva agli immunosoppressori (immunosuppressant responsive enteropathy, IRE) e 15 cani con enteropatia non-responsiva (non-responsive enteropathy, NRE). La gravità clinica (CCECAI) è stata valutata al momento dell’ammissione in clinica (T0) e dopo 18 mesi dalla diagnosi (T18). Al T0 sono stati valutati: ​​BCS, parametri ematologici e punteggi endoscopici e istopatologici. È stata registrata la presenza/assenza di lesioni duodenali istopatologiche. I responder sono stati valutati utilizzando il CCECAI a T1. La recidiva è stata valutata da T3 a T18. I responder a lungo termine includevano i cani responsivi al T1 che non mostravano recidive. I cani sono stati divisi in responder/non-responder, sopravvissuti/non sopravvissuti e recidivati/non recidivati.

Giovedì, 07 Ottobre 2021 21:08

Terapie antivirali per i Coronavirus Felini

cat wearing face maskI coronavirus felini (Feline coronaviruses, FCoV) sono patogeni virali comuni nei gatti. Questi ultimi di solito inducono infezioni asintomatiche, ma alcuni ceppi di FCoV, denominati Feline Infectious Peritonitis Viruses (FIPV) possono determinare l’insorgenza di una malattia sistematica fatale, la peritonite infettiva felina (feline infectious peritonitis, FIP). Numerosi studi hanno indagato la possibilità di sviluppare nuove opzioni terapeutiche, sebbene questi farmaci non siano ancora stati approvati. Negli ultimi anni, due nuove molecole (GS-441524 e GC376) hanno mostrato risultati incoraggianti. Persistono, tuttavia, alcune preoccupazioni sull'utilizzo di queste molecole, come la paura dell'emergere di varianti virali o la difficile distribuzione tissutale di questi antivirali in alcuni degli organi colpiti.

L’obiettivo di questa review era quello di descrivere le conoscenze attuali sulla terapia antivirale contro FCoV sia in vitro che in vivo, con la descrizione dei loro meccanismi d'azione. Evidenziando le molecole che potrebbero avere un effetto più ampio su diversi coronavirus. Nel contesto della pandemia di SARS-CoV-2, lo sviluppo di antivirali è una necessità urgente e la FIP potrebbe costituire un modello utile per aiutare quest'area di ricerca.

Asino endoscopiaL'ostruzione esofagea è una patologia comune negli equidi, solitamente causata dall'ostruzione intraluminale con foraggi e/o altro materiale alimentare. Le ostruzioni esofagee possono anche essere causate da corpi estranei; queste ultime sono raramente riportate in letteratura e mancano informazioni riguardo la diagnosi e la gestione di queste condizioni patologiche. Il presente report descrive il caso di un'ostruzione esofagea in un asino causata da un corpo estraneo metallico rimosso mediante guida endoscopica. Il riconoscimento del corpo estraneo ha facilitato il trattamento e sottolinea l'importanza della diagnostica per immagini in questi casi per prevenire la progressione dell'oggetto in siti in cui l'accesso sarebbe limitato o le lesioni del tratto gastrointestinale potrebbe risultare fatali.

“Endoscopic-guided Esophageal Foreign Body Removal in a Donkey” Gemma Cock, et al. J Equine Vet Sci. 2021 Oct;105:103696. doi: 10.1016/j.jevs.2021.103696.

dog with snailL'infezione da Angiostrongylus vasorum è stata associata a coagulopatie inclusa l'iperfibrinolisi. L’obiettivo del presente studio era quello di confrontare i parametri della coagulazione, compresi i parametri di tromboelastometria (ROTEM), in cani con infezione naturale da A. vasorum rispetto ai cani sani.

Nei cani inclusi sono state registrate le seguenti variabili: segni clinici, conta leucocitaria, conta piastrinica, ematocrito, test di coagulazione plasmatica (PT, aPTT, concentrazione di fibrinogeno), D-dimero e parametri ROTEM S (Ex-tem, In-tem, Fib-tem, Ap-tem). I dati ottenuti sono stati analizzati e confrontati tra cani con sanguinamenti, cani senza sanguinamenti e cani del gruppo di controllo; E’ stato, inoltre, effettuato un confronto tra animali ipocoagulabili e normocoagulabili.

Giovedì, 07 Ottobre 2021 20:57

Leishmaniosi nel gatto

Leish CatLa leishmaniosi è la terza più importante malattia trasmessa da vettori nell'uomo, preceduta dalla malaria e dalla filariosi linfatica. La malattia è considerata endemica nelle aree tropicali e subtropicali, dove le temperature più elevate favoriscono lo sviluppo del suo vettore, i flebotomi. Questa zoonosi è causata dall'infezione di protozoi Leishmania spp. e la forma più grave, mucocutanea e viscerale, è determinata da Leishmania infantum, che predomina nell’area mediterranea. Gli ospiti abituali di questo parassita sono i cani e l'uomo, ma negli ultimi anni è stato osservato un aumento dei casi di infezione da L. infantum nei gatti. Questo aumento potrebbe essere dovuto all'uso di repellenti per i flebotomi nei cani, i quali obbligano il parassita a cercare altri ospiti. Il ruolo dei gatti nell'epidemiologia di questa malattia non è noto, sebbene negli ultimi anni sia stato osservato un aumento della prevalenza della leishmaniosi felina nelle aree endemiche. Le tecniche diagnostiche e il trattamento non sono standardizzati nel gatto, il che rende difficile stabilire la prevalenza e l'epidemiologia della leishmaniosi felina. Inoltre, i segni clinici e la risposta immunitaria contro la Leishmania nel gatto sono diversi rispetto al cane, con un maggiore resistenza ai farmaci. È necessario migliorare le nostre conoscenze sull'infezione da L. infantum nei gatti, compresi i segni clinici, la trasmissione, il trattamento e il ruolo dei gatti nell'epidemiologia di questa zoonosi. Infine, sono necessari nuovi trattamenti alternativi per controllare la diffusione di questa malattia in tutte le specie di mammiferi.

“Feline Leishmaniosis: An Emerging Public Health Problem” Ana Elena Ahuir-Baraja, et al. Vet Sci. 2021 Aug 30;8(9):173. doi: 10.3390/vetsci8090173.

horseAlcuni parametri biochimici e la presenza di fibrosi nelle biopsie epatiche sono spesso utilizzati come fattori prognostici nei cavalli con insufficienza epatica. L'obiettivo di questo studio multicentrico retrospettivo era quello di determinare se l’entità dell’aumento di parametri come gli acidi biliari (bile acids, BA), la bilirubina diretta e la gamma-glutamiltransferasi (GGT), o la presenza di fibrosi epatica fossero associati alla prognosi nei cavalli con insufficienza epatica.

Sono stati inclusi nello studio 82 cavalli di età superiore a un anno, afferenti presso quattro ospedali di referenza negli Stati Uniti orientali, con valori di BA maggiori di 30 µmol/L e con un follow-up maggiore o uguale a 6 mesi. Per valutare l’associazione tra i valori massimi di BA, GGT e bilirubina diretta e la sopravvivenza è stata effettuata un’analisi di regressione logistica. La presenza o l'assenza di fibrosi nelle biopsia epatiche è stata confrontata tra sopravvissuti e non sopravvissuti mediante il test del chi-quadrato.

dog knee sx ChrisStein getty 56a26a2c5f9b58b7d0c9f8d1La rottura del legamento crociato craniale (Cranial cruciate ligament, CrCL) è una delle patologie ortopediche più comuni in medicina veterinaria. Il CrCL svolge un ruolo fondamentale nella stabilità e nella biomeccanica dell'articolazione femoro-tibio-rotulea e una sua alterata funzionalità impatta gravemente sulla qualità della vita dei pazienti. Nel cane, l'indebolimento strutturale di questa articolazione dovuto alla progressiva degenerazione del legamento è l'ipotesi eziopatogenetica più accreditata in relazione al segnalamento del cane (razza, sesso ed età) e alla conformazione dell'articolazione del ginocchio. Nell'uomo, questa lesione è spesso traumatica e generalmente si verifica durante le attività sportive. La rottura del CrCL può essere gestita in modo conservativo o chirurgico e le decisioni relative al trattamento dipendono da numerosi fattori: età e salute del paziente, grado di instabilità dell’articolazione e costi. I protocolli di fisioterapia svolgono un ruolo importante nella riabilitazione, con obiettivi simili nell'uomo e nel cane: gestione del dolore, recupero del "range of motion" fisiologico dell’articolazione, rafforzamento dei muscoli periarticolari e del core e correzione dei deficit propriocettivi. La fisioterapia, anche se spesso trascurata in medicina veterinaria, è di fondamentale importanza per il recupero della corretta funzionalità dell'arto lesionato e per il ritorno alle normali attività quotidiane e sportive.

“Cranial Cruciate Ligament Rupture in Dogs: Review on Biomechanics, Etiopathogenetic Factors and Rehabilitation” Giuseppe Spinella, et al. Vet Sci. 2021 Sep 6;8(9):186. doi: 10.3390/vetsci8090186.

Cat throwing up AdobeStock 179093612 1 2000x1216I gatti con malattia renale cronica (chronic kidney disease, CKD) mostrano spesso segni clinici come vomito e diminuzione dell'appetito e ricevono frequentemente omeprazolo o altri farmaci acido-soppressori nonostante la mancanza di prove a sostegno del loro uso. L’obiettivo del presente studio era quello di valutare l'effetto dell'omeprazolo, somministrato per via orale (PO) una volta al giorno, sull'appetito dei gatti con CKD. L’ipotesi degli autori era che l’omeprazolo sarebbe stato in grado di migliorare l'appetito nei gatti con CKD.

Sono stati inclusi nello studio 14 gatti di proprietà con diagnosi di CKD in stadio IRIS (International Renal Interest Society) 2 o 3 e diminuzione dell’appetito. I gatti sono stati inclusi prospetticamente in uno studio multi-istituzionale, in doppio cieco, randomizzato, crossover.  Nel corso dello studio i gatti hanno ricevuto omeprazolo (1 mg/kg) PO una volta al giorno per 14 giorni o placebo (capsula di gel di lattosio). Un registro giornaliero è stato compilato dal proprietario, utilizzando un sistema di punteggio a 5 punti, durante tutti i periodi di trattamento e riposo per valutare l'appetito.

Sabato, 25 Settembre 2021 11:24

Prolasso vaginale pre-partum negli ovini

OvineNegli ovini, il prolasso vaginale pre-partum si verifica nelle settimane che precedono il parto e, se non trattato, sia le pecore che gli agnelli possono andare incontro a morte. Questa condizione patologia non ha una chiara eziologia e costituisce un problema in tutto il mondo. I tassi di prolasso in Nuova Zelanda variano tipicamente dallo 0,1 al 2% ogni anno, variando tra le stagioni e nei diversi allevamenti. L’obiettivo del presente studio era quello di identificare dei possibili marker in grado di predire lo sviluppo di prolasso vaginale negli ovini.

Sono stati inclusi nello studio 650 pecore, tutti gli animali sono stati identificati e sono stati prelevati dei campioni di sangue un mese prima dell'inizio del parto; tra questi, in 28 soggetti si è verificato il prolasso vaginale. I campioni di plasma sono stati sottoposti a elettroforesi bidimensionale 2D DIGE (two dimensional differential in gel electrophoresis) per determinare se vi fossero differenze tra i soggetti con e senza prolasso.

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