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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

horseAlcuni parametri biochimici e la presenza di fibrosi nelle biopsie epatiche sono spesso utilizzati come fattori prognostici nei cavalli con insufficienza epatica. L'obiettivo di questo studio multicentrico retrospettivo era quello di determinare se l’entità dell’aumento di parametri come gli acidi biliari (bile acids, BA), la bilirubina diretta e la gamma-glutamiltransferasi (GGT), o la presenza di fibrosi epatica fossero associati alla prognosi nei cavalli con insufficienza epatica.

Sono stati inclusi nello studio 82 cavalli di età superiore a un anno, afferenti presso quattro ospedali di referenza negli Stati Uniti orientali, con valori di BA maggiori di 30 µmol/L e con un follow-up maggiore o uguale a 6 mesi. Per valutare l’associazione tra i valori massimi di BA, GGT e bilirubina diretta e la sopravvivenza è stata effettuata un’analisi di regressione logistica. La presenza o l'assenza di fibrosi nelle biopsia epatiche è stata confrontata tra sopravvissuti e non sopravvissuti mediante il test del chi-quadrato.

dog knee sx ChrisStein getty 56a26a2c5f9b58b7d0c9f8d1La rottura del legamento crociato craniale (Cranial cruciate ligament, CrCL) è una delle patologie ortopediche più comuni in medicina veterinaria. Il CrCL svolge un ruolo fondamentale nella stabilità e nella biomeccanica dell'articolazione femoro-tibio-rotulea e una sua alterata funzionalità impatta gravemente sulla qualità della vita dei pazienti. Nel cane, l'indebolimento strutturale di questa articolazione dovuto alla progressiva degenerazione del legamento è l'ipotesi eziopatogenetica più accreditata in relazione al segnalamento del cane (razza, sesso ed età) e alla conformazione dell'articolazione del ginocchio. Nell'uomo, questa lesione è spesso traumatica e generalmente si verifica durante le attività sportive. La rottura del CrCL può essere gestita in modo conservativo o chirurgico e le decisioni relative al trattamento dipendono da numerosi fattori: età e salute del paziente, grado di instabilità dell’articolazione e costi. I protocolli di fisioterapia svolgono un ruolo importante nella riabilitazione, con obiettivi simili nell'uomo e nel cane: gestione del dolore, recupero del "range of motion" fisiologico dell’articolazione, rafforzamento dei muscoli periarticolari e del core e correzione dei deficit propriocettivi. La fisioterapia, anche se spesso trascurata in medicina veterinaria, è di fondamentale importanza per il recupero della corretta funzionalità dell'arto lesionato e per il ritorno alle normali attività quotidiane e sportive.

“Cranial Cruciate Ligament Rupture in Dogs: Review on Biomechanics, Etiopathogenetic Factors and Rehabilitation” Giuseppe Spinella, et al. Vet Sci. 2021 Sep 6;8(9):186. doi: 10.3390/vetsci8090186.

Cat throwing up AdobeStock 179093612 1 2000x1216I gatti con malattia renale cronica (chronic kidney disease, CKD) mostrano spesso segni clinici come vomito e diminuzione dell'appetito e ricevono frequentemente omeprazolo o altri farmaci acido-soppressori nonostante la mancanza di prove a sostegno del loro uso. L’obiettivo del presente studio era quello di valutare l'effetto dell'omeprazolo, somministrato per via orale (PO) una volta al giorno, sull'appetito dei gatti con CKD. L’ipotesi degli autori era che l’omeprazolo sarebbe stato in grado di migliorare l'appetito nei gatti con CKD.

Sono stati inclusi nello studio 14 gatti di proprietà con diagnosi di CKD in stadio IRIS (International Renal Interest Society) 2 o 3 e diminuzione dell’appetito. I gatti sono stati inclusi prospetticamente in uno studio multi-istituzionale, in doppio cieco, randomizzato, crossover.  Nel corso dello studio i gatti hanno ricevuto omeprazolo (1 mg/kg) PO una volta al giorno per 14 giorni o placebo (capsula di gel di lattosio). Un registro giornaliero è stato compilato dal proprietario, utilizzando un sistema di punteggio a 5 punti, durante tutti i periodi di trattamento e riposo per valutare l'appetito.

Sabato, 25 Settembre 2021 11:24

Prolasso vaginale pre-partum negli ovini

OvineNegli ovini, il prolasso vaginale pre-partum si verifica nelle settimane che precedono il parto e, se non trattato, sia le pecore che gli agnelli possono andare incontro a morte. Questa condizione patologia non ha una chiara eziologia e costituisce un problema in tutto il mondo. I tassi di prolasso in Nuova Zelanda variano tipicamente dallo 0,1 al 2% ogni anno, variando tra le stagioni e nei diversi allevamenti. L’obiettivo del presente studio era quello di identificare dei possibili marker in grado di predire lo sviluppo di prolasso vaginale negli ovini.

Sono stati inclusi nello studio 650 pecore, tutti gli animali sono stati identificati e sono stati prelevati dei campioni di sangue un mese prima dell'inizio del parto; tra questi, in 28 soggetti si è verificato il prolasso vaginale. I campioni di plasma sono stati sottoposti a elettroforesi bidimensionale 2D DIGE (two dimensional differential in gel electrophoresis) per determinare se vi fossero differenze tra i soggetti con e senza prolasso.

eco sciaticoL’obiettivo del presente studio era quello di descrivere la tecnica ecografica e analizzare i reperti ecografici del nervo sciatico prossimale e dei muscoli glutei profondi nei cani con sospetta neurite del nervo sciatico.

Sono stati valutati retrospettivamente i dati di 29 cani sottoposti ad ecografia muscoloscheletrica del nervo sciatico e dei muscoli glutei profondi. Sono stati valutati entrambi i lati destro e sinistro. In 28/29 (97%) cani le alterazioni erano unilaterali. I muscoli esaminati includevano il muscolo piriforme, i muscoli gemelli, il muscolo otturatore interno e il muscolo gluteo mediale. I dati includevano il segnalamento, l’attività del cane, i risultati dell'esame ortopedico, i reperti ecografici e altri reperti di diagnostica per immagini.

treatment cat ticks fleas parasites 260nw 1714301992I parassiti che possono infettare i gatti includono protozoi, elminti e artropodi, molti dei quali sono trasmissibili all'uomo. Un controllo efficace si basa su una buona conoscenza della distribuzione dei parassiti e dei fattori di rischio per l'infezione. L’obiettivo del presente studio era quello valutare la prevalenza dei principali parassiti felini in Italia e i fattori di rischio ad essi associati.

In un periodo di studio di 12 mesi, campioni di feci, peli ed ectoparassiti di gatti naturalmente infetti provenienti da colonie, gattili e abitazioni private sono stati analizzati in 13 centri di studio in tutta Italia. I campioni (n = 987) sono stati analizzati in tutti i centri utilizzando gli stessi metodi diagnostici. La prevalenza e i fattori di rischio sono stati valutati statisticamente per l'identificazione dei predittori di rischio.

Sabato, 25 Settembre 2021 11:18

Infezione da Toxoplasma gondii nei pipistrelli

BatToxoplasma gondii è in grado di infettare praticamente tutti gli animali a sangue caldo, compresi i pipistrelli. A seconda della dieta, i pipistrelli sono classificati come frugivori, insettivori, onnivori, ematofagi, nettarivori e carnivori. La sieroprevalenza di T. gondii è maggiore nei pipistrelli insettivori rispetto ai pipistrelli frugivori. Gufi, aquile e gatti possono essere predatori di pipistrelli. I pipistrelli possono avere un ruolo importante nell'epidemiologia di T. gondii perché possono agire da sentinelle e possono diffondere l'infezione. T. gondii è stato isolato nell’encefalo, nel cuore e nei muscoli pettorali dei pipistrelli. I genotipi ToxoDB #9, #10, #6, #19, #69, #162 sono stati identificati nei tessuti dei pipistrelli. Il genotipo #9 è prevalente in Asia. Il genotipo #6 è ampiamente distribuito in Africa e Brasile. Questi dati sono stati confrontati con la distribuzione dei genotipi di T. gondii in altri ospiti.

L’obiettivo della presente review è quello di riportare le informazioni mondiali sulla sieroprevalenza, l'epidemiologia molecolare, l'isolamento, i genotipi e i casi clinici di infezione da T. gondii nei pipistrelli. Sono necessari ulteriori studi per valutare l’accuratezza dei test sierologici e molecolari e le possibili vie di trasmissione dell'infezione da T. gondii nei pipistrelli.

Sabato, 25 Settembre 2021 11:17

Dermoidi oculari nel gatto

Dermoide gattoLo scopo di questo studio retrospettivo multicentrico era quello di descrivere i reperti clinici, l’outcome e le caratteristiche istopatologiche dei gatti che erano stati trattati per la presenza di dermoidi della superficie oculare.

Sono stati inclusi nello studio 13 gatti (9 maschi e 4 femmine) con una diagnosi clinica di dermoide della superficie oculare. L'età media dei gatti al momento della diagnosi era di 5 mesi. I gatti appartenevano a tre diverse razze, tra cui: domestico a pelo corto (n = 7), Birmano (n = 4) e Havana Brown (n = 2). Due dei quattro Birmani e due Havana Brown erano imparentati (stesso padre). Tutti i dermoidi erano unilaterali. Cinque dermoidi erano congiuntivali, in 4 casi avevano coinvolto sia la congiuntiva che la cornea, in 3 casi sia la congiuntiva che la palpebra e un solo caso era corneale. Patologie oculari concomitanti sono state osservate in cinque pazienti: 4 gatti presentavano agenesia palpebrale e un gatto presentava membrane pupillari persistenti. In 10 gatti, i dermoidi sono stati asportati chirurgicamente senza recidive. La chirurgia non è stata eseguita in 3 gatti: un gatto è deceduto pochi giorni dopo la diagnosi e in due gatti è stato perso il follow-up.

FISH dogL’obiettivo di questa review era quello di descrivere i diversi approcci per l’analisi del microbioma intestinale e come questi ultimi possano essere applicati, nel cane e nel gatto, in ambito di ricerca e nella pratica clinica.

Il microbioma intestinale è un importante organo immunitario e metabolico. I batteri intestinali producono vari metaboliti che influenzano la salute dell'intestino e di altri organi, inclusi i reni, l'encefalo e il cuore. I cambiamenti del microbioma durante gli stati patologici prendono il nome di disbiosi. Il concetto di disbiosi è in continua evoluzione e comprende cambiamenti nella diversità e/o nella struttura del microbioma e cambiamenti funzionali (ad es. alterata produzione di metaboliti batterici). Le analisi molecolari costituiscono lo standard per la valutazione del microbioma. Il sequenziamento dei geni microbici fornisce informazioni sui batteri presenti e sul loro potenziale, tuttavia manca una standardizzazione e validazione analitica dei metodi utilizzati. Inoltre, manca uniformità nella descrizione dei risultati. Ciò rende difficile confrontare i risultati tra diversi studi o nei pazienti. L'indice di disbiosi (Dysbiosis Index, DI) è un'analisi PCR quantitativa validata per i campioni fecali del cane che misura la quantità di sette importanti taxa batterici e riassume i risultati come un unico numero. Gli intervalli di riferimento sono stabiliti per il cane e il DI può essere utilizzato per valutare le modifiche del microbioma nel tempo e la risposta alla terapia (ad es. trapianto fecale). L'ibridazione in situ o l’immunoistochimica consentono di identificare i batteri mucosali e intracellulari negli animali con patologie intestinali, in particolare la colite granulomatosa. Le prospettive future includono la misurazione di metaboliti batterici nelle feci o nel siero come marker per la valutazione della funzionalità del microbioma.

going the distance endurance riding promo imageLo scopo di questo studio era quello valutare le variazioni di diversi parametri ematici prima e dopo una gara di endurance di 160 km. Un ulteriore obiettivo era quello di valutare le differenze nei biomarker cardiaci tra i cavalli che portavano a termine la gara e quelli che sono stati esclusi per varie cause.

Sono stati inclusi nello studio 52 cavalli sani da endurance. I cavalli sono stati suddivisi in tre gruppi: cavalli che hanno completato con successo la gara ("finishers"), cavalli che non hanno superato il controllo veterinario per cause primariamente metaboliche ("metabolic”) e cavalli che non hanno superato il controllo veterinario principalmente per cause legate all'andatura ("gait related"). Gli ultimi due gruppi sono stati messi insieme per formare un gruppo finale di soggetti che sono stati esclusi per cause metaboliche o legate all’andatura ("non-finishers"). I campioni di sangue sono stati collezionati prima e dopo la gara di endurance. Sono stati valutati i seguenti parametri: troponina cardiaca I (cTNI), proteina cardiaca legante gli acidi grassi (HFABP), alfa-idrossibutirrato deidrogenasi (α-HBDH), peptide natriuretico atriale (ANP), lattato deidrogenasi (LDH), dimetilarginina simmetrica ( SDMA) e dimetilarginina asimmetrica (ADMA).

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