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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Sabato, 09 Aprile 2022 09:56

Infezione da Babesia gibsoni nel cane

heroimage0.117617001559743387 840x400Babesia gibsoni è una delle specie di Babesia e l'infezione provocata da questo patogeno è solitamente asintomatica, il che complica il rilevamento degli animali infetti. Nelle aree endemiche, soprattutto in Asia, la trasmissione di B. gibsoni avviene spesso in modo diretto tramite un vettore (zecche). A causa dell'assenza dei vettori, B. gibsoni è descritta solo sporadicamente in Europa; ma si rileva sempre più spesso in razze predisposte, in particolare nell’American pitbull terrier.

L’obiettivo di questa review era quello di descrivere l'eziologia, l'incidenza, i segni clinici, la patogenesi, i test diagnostici e il trattamento dell'infezione da B. gibsoni, con un'enfasi sulle peculiarità cliniche e clinico-patologiche della malattia. Poiché i cani trattati non eliminano il parassita dall'organismo, riducendo solo la parassitemia e migliorando i segni clinici, il trattamento dell'infezione da B. gibsoni è spesso complessa e il suo studio merita quindi grande attenzione.

imagesGiovanni Di Guardo, già professore di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo, sostiene che ci sia evidenza scientifica della diffusione zoonotica del SARS-CoV-2 dalle specie animali selvatiche e domestiche alle persone. In tal senso, per limitare lo sviluppo di nuove varianti, dovrebbero essere sviluppati vaccini e programmi di vaccinazione che includano tutte le specie suscettibili all’infezione e in grado trasmettere il virus.

'We should be vaccinating domestic and wild animal species against Covid-19' Giovanni Di Guardo. Vet Rec. 2022 Apr;190(7):293. doi: 10.1002/vetr.1660.

leptodactylus fallax commonly known mountain 260nw 1989838595La rana gigante (Leptodactylus fallax) è una specie in pericolo di estinzione che dipende fortemente dai programmi di conservazione. Nelle rane giganti in cattività, la colelitiasi è stata segnalata come reperto di diagnostica per immagini ed è stata osservata durante gli esami post-mortem. Alcuni animali presentano segni clinici aspecifici potenzialmente associati a questa condizione, ma si conosce poco sulla sua rilevanza clinica.

Nel presente studio è stata eseguita una valutazione retrospettiva delle immagini ecografiche (n = 139) e radiografiche (n = 156) e dei campioni istopatologici (n = 32) ottenuti tra il 2014 e il 2020 da 133 individui. Il 38% (53/139) delle immagini ecografiche mostrava un contenuto anomalo della cistifellea. Invece, la radiografia aveva una bassa sensibilità complessiva (48%) rispetto all'ecografia per identificare il contenuto anomalo della cistifellea. È stato osservato un debole livello di concordanza (kappa di Cohen = 0,535) tra le due modalità di imaging. Istologicamente, la colecistite era presente nell'86% (12/14) degli individui, l'ispessimento della parete della cistifellea nel 71% (10/14) e la colangite intraepatica nel 90% (18/20) dei casi. Non c'era evidenza di colestasi in nessun caso.

reptile lizard gecko tarentola mauritanica 260nw 1632032845I protozoi del genere Leishmania (Trypanosomatida: Trypanosomatidae) comprendono 53 specie di cui 20 patogene per l’uomo che causano forme di leishmaniosi cutanee, mucocutanee e viscerali. Nel bacino del Mediterraneo, Leishmania infantum è la principale specie che causa la leishmaniosi cutanea e viscerale zoonotica, responsabile di oltre 2,5 milioni di infezioni nei cani.

In Italia, dal 1986 al 2012, Sono stati registrati in totale 105 casi importati di leishmaniosi nell’uomo, e sono state identificate otto specie di Leishmania. Infatti, i fattori ecologici e antropici hanno amplificato il rischio di introduzione di nuove specie di Leishmania. Tutti i fattori che condizionano l’epidemiologia della leishmaniosi pongono nuove sfide ai medici e ai veterinari, date le difficoltà diagnostiche o causate da reattività crociate. Questo è anche il caso di L. tarentolae, che ha una distribuzione simpatrica con L. infantum nel bacino del Mediterraneo. Questa Leishmania associata a sauri ha come vettore il flebotomo Sergentomyia minuta, ed è stata identificata in Tarentola mauritanica e Mediodactylus kotschyi in Italia e Tarentola annularis in Sudan. Inoltre, questa specie è stata diagnosticata molecolarmente in Podarcis filfolensis e Podarcis siculus in Italia. Recentemente, L. tarentolae è stata rilevata mediante nested-PCR nell’uomo e in flebotomi (es. Phlebotomus e Sergentomyia) in studi concernenti la prevalenza molecolare di L. infatum in donatori umani, flebotomi e cani dell’Italia centrale (Pombi et al., 2019). Questi studi hanno fatto supporre che i mammiferi potessero essere una fonte di sangue per i flebotomi del genere Sergentomyia (Abbate et al., 2019).

how to give a difficult cat liquid medicineLo scopo di questo studio era quello di indagare il punto di vista dei proprietari di gatti sulla somministrazione di farmaci al loro animale.

Per la raccolta dati è stato utilizzato un questionario online contenente 35 domande distribuito ai proprietari di gatti a livello globale.

GettyImages 910465200 1024x683Da un punto di vista clinico risulta di grande importanza la conoscenza della flora microbica commensale del sacco congiuntivale nei soggetti sani. Lo scopo di questo studio era quello di valutare la presenza e la composizione della normale microflora oculare negli asini sani.

Sono stati inclusi nello studio 14 asini (Equus asinus) clinicamente sani. Dopo un precedente esame oftalmologico, che non ha mostrato anomalie, è stato prelevato un tampone congiuntivale da ciascun asino dall'occhio destro e sinistro. L'identificazione specie-specifica si basava su una valutazione morfologica delle colonie batteriche colorate con la tecnica di Gram, nonché sulle proprietà biochimiche e sul metodo per diffusione. Circa l'82% dei campioni è risultato positivo alla coltura batterica; La specie maggiormente rilevata è stata Pantoea agglomerans, seguita da Moraxella lacunata.

ketoconazole dogs 1La chemioterapia giornaliera somministrata per via orale offre un nuovo approccio terapeutico per il linfoma nei cani che non tollerano o non rispondono adeguatamente alla chemioterapia con approccio dose-intenso. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare un protocollo di chemioterapia orale multifarmaco per il trattamento di 50 cani con linfoma multicentrico.

Il protocollo consisteva in procarbazina, prednisolone e ciclofosfamide (PPC) somministrati quotidianamente per via orale. L'efficacia e la tossicità sono state valutate mediante valutazioni cliniche e di laboratorio.

FIPL'emergere della sindrome respiratoria acuta grave 2 (SARS-CoV-2) ha portato la comunità medica e scientifica ad affrontare le questioni relative alla patogenesi e alla presentazione clinica del COVID-19; tuttavia, mancano ancora modelli clinici rilevanti al di fuori dell'uomo. Nei felini, un coronavirus ubiquitario, descritto come coronavirus felino (FCoV), può manifestarsi clinicamente come peritonite infettiva felina (FIP). Quest’ultima malattia, caratterizzata da una grave infiammazione sistemica, rappresenta una delle principali cause di mortalità nei gatti giovani. I diversi sintomi extra polmonari della FIP e il decorso della malattia rapidamente progressivo, insieme a un agente eziologico strettamente correlato, presentano un certo grado di analogia con il COVID-19.

L’obiettivo di questa review era quello di confrontare le caratteristiche molecolari e cliniche tra FIP e COVID-19. Sebbene esistano differenze importanti tra le due sindromi, alcune caratteristiche sovrapponibili supportano la possibilità di considerare i coronavirus felini come modello clinico naturale per la malattia da coronavirus negli esseri umani.

1L'urolitiasi uretrale rappresenta uno dei problemi più importanti riscontrati nell'allevamento bovino. L'urolitiasi può essere trattata con vari metodi, ma tutti comportano dei rischi. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare il trattamento dell'urolitiasi uretrale nei bovini maschi mediante litotripsia pneumatica, un metodo minimamente invasivo.

Sono stati ottenuti i tessuti dell'uretra e del pene di 20 bovini maschi di diverse età e razze in seguito alla macellazione e misurati prima di determinare i diametri e le lunghezze della sonda. Lo studio ha incluso 9 bovini maschi, di età compresa tra 4 mesi e 2 anni, con diagnosi di urolitiasi uretrale. Un sistema di litotripsia modificato è stato utilizzato per l’eliminazione pneumatica dei calcoli uretrali. La localizzazione dei calcoli urinari nell'uretra è stata determinata tramite palpazione e cateterismo. Dopo aver posizionato l'animale in decubito laterale, una sonda per litotripsia di lunghezza e diametro appropriati è stata fatta avanzare dall'orifizio uretrale esterno fino al sito di localizzazione. Una volta che la sonda è entrata in contatto con il calcolo, è stata applicata una vibrazione di 125 bar fino alla rottura dello stesso. La sonda è stata rimossa e il canale uretrale è stato lavato con una soluzione di iodio allo 0,1% per rimuovere i frammenti dei calcoli uretrali. In tutti i casi trattati è stato ottenuto un recupero post-operatorio privo di complicazioni.

endocarditis dogs 1 1280x720I fattori prognostici nei cani con diagnosi di endocardite infettiva (infective endocarditis, IE) non sono stati ben caratterizzati. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare l'outcome e i fattori prognostici nei cani con IE.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 113 cani con IE. Sono stati registrati i seguenti dati: ​​segnalamenti, condizioni patologiche preesistenti, reperti clinicopatologici, trattamento e outcome. È stata effettuata un’analisi di regressione logistica univariata per identificare i fattori associati alla mortalità, quindi è stata eseguita un'analisi multivariata.

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