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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Neonatal sepsisIl periodo neonatale nei cani è associato ad alti tassi di mortalità. La sepsi è la principale causa di morte durante le prime tre settimane di vita. Inoltre, gli errori nella valutazione clinica dei neonati malati e la mancanza di una diagnosi precoce determinano spesso cure inadeguate, che contribuiscono a un alto tasso di mortalità. Pertanto, l'obiettivo di questo studio era quello di descrivere l'incidenza della sepsi nei cani neonati, gli aspetti clinici, i principali agenti batterici isolati e i tassi di mortalità, al fine di facilitare il riconoscimento precoce di questa condizione patologica da parte dei medici veterinari.

Sono state valutate 152 cucciolate e 762 neonati, tra questi il 14,8% (113/762) presentava sepsi o shock settico e il tasso di mortalità tra i cuccioli affetti era del 25,6% (29/113). Tra i cuccioli con sepsi deceduti, la mortalità precoce (0-2 giorni di età) si è verificata nel 69% (20/29) dei neonati e la mortalità tardiva (3-30 giorni di età) si è verificata nel 31% (9/29) dei casi. Sono state osservate delle differenze significative (p < 0,0001) nei parametri clinici (frequenza cardiaca e respiratoria, glicemia, temperatura corporea, saturazione di ossigeno e riflessi) tra i neonati sani e quelli con sepsi. I segni clinici principali e maggiormente rilevanti erano: apatia, ridotto riflesso di suzione, diarrea, triade neonatale, mancato aumento di peso, bradicardia, dispnea, cianosi delle mucose, eritema cutaneo, ridotta saturazione di ossigeno, cianosi e necrosi tissutale delle estremità. La madre potrebbe essere stata la principale fonte di infezione nell'87,6% (99/113) dei neonati con sepsi. La maggior parte delle infezioni era stata trasmessa durante la gravidanza (68%, 77/113). La principale fonte di infezione per i neonati era l'utero, seguito dal latte materno e dalle secrezioni orofaringee materne. L'agente batterico più frequentemente isolato era l'Escherichia Coli, che rappresentava il 25,6% (29/113) dei casi di sepsi.

cattoyLa pancreatite cronica (Chronic pancreatitis, CP) è una patologia comune nei gatti di età medio-avanzata. La ciclosporina è stata suggerita come trattamento alternativo quando altre terapie immunosoppressive sono insufficienti o controindicate. Tuttavia, non sono presenti in letteratura degli studi che abbiano valutato l’efficacia di questo farmaco in corso di CP felina. Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di valutare l'efficacia della ciclosporina in gatti con presunta CP e concentrazioni sieriche superiori alla norma di lipasi pancreatica-specifica felina (feline pancreas-specific lipase, Spec fPL).

Sono stati inclusi nello studio dei gatti che soddisfavano i seguenti criteri: anamnesi e segni clinici suggestivi di CP, concentrazioni sieriche di Spec fPL superiori a 5,3 μg/L (intervallo di riferimento 0-3,5 μg/L, intervallo equivoco 3,6-5,3 μg/L) in almeno due occasioni e trattamento con ciclosporina da almeno tre settimane.

goatIl Flunixin è un farmaco antinfiammatorio non steroideo approvato per l'uso nei bovini per trattare la piressia associata a malattie respiratorie, mastiti ed endotossiemia. Negli Stati Uniti, nessun farmaco antinfiammatorio non steroideo è approvato per l'uso nelle capre, ma è necessario l’uso di farmaci analgesici per la gestione del dolore e per migliorare il benessere degli animali. L'obiettivo di questo studio era quello di valutare la farmacocinetica del Flunixin transdermico nelle capre da latte con il fine di determinare i tempi di sospensione per la produzione di latte (milk withdrawal interval, WDI).

Sono state incluse nello studio 6 capre da latte adulte in lattazione che hanno ricevuto 3,3 mg/kg di Flunixin transdermico. I campioni di latte, liquido interstiziale (interstitial fluid, ISF) e di sangue sono stati collezionati ripetute volte in un arco di tempo di 360 ore. I campioni sono stati analizzati utilizzando la spettrometria di massa tandem.

Giovedì, 21 Ottobre 2021 17:14

Utilità clinica dell'emocoltura nel cane

Main Image 6Non è presente in letteratura nessun consensus riguardo l’uso dell’emocoltura negli animali da compagnia con sospetta sepsi. Inoltre, l’evidenza sull'utilità clinica dell'emocoltura risulta ancora limitata. Gli obiettivi di questo studio retrospettivo erano quelli di determinare: 1) la frequenza di emocolture positive ottenute da cani ospedalizzati; 2) la prevalenza di batteri antibiotico-resistenti; 3) la frequenza e la tipologia di modifiche alla terapia antimicrobica dopo aver ottenuto il risultato dell’emocoltura.

I risultati hanno mostrato che, in un periodo di 10 anni, l’emocoltura era stata effettuata in 45 cani; tra questi, in 9 (20%) casi è stato ottenuto un risultato positivo e in 36 (80%) non è stata rilevata crescita batterica. I motivi più frequenti per l’effettuazione dell'emocoltura erano febbre di origine sconosciuta (n = 14), sospetta infezione dei tessuti molli (7) e sospetta discospondilite (7). Le diagnosi finali più frequenti erano infezione dei tessuti molli (n = 11), discospondilite (7) e causa non nota (6). Non è stata evidenziata alcuna differenza significativa tra i gruppi con emocoltura positiva e quelli con emocoltura negativi per le seguenti variabili: motivi più frequenti per l’emocoltura (P = 0,55), diagnosi finale (P = 0,80), sopravvivenza fino al risultato dell'emocoltura (P = 0,37), o se l'infezione era stata acquisita in ospedale o meno (P = 0,99). Nel gruppo con emocoltura positiva, è stato rilevato un numero significativamente maggiore di cani immunodepressi (P = 0,02). Nei cani con emocoltura positiva, il 63% ha avuto una de-escalation della terapia antimicrobica e nessuno ha avuto una escalation; invece, il 19% dei cani con emocoltura negativa ha avuto una de-escalation e il 7% una escalation.

Cat with ear infection scratching ear resizedLo scopo di questo studio era quello di valutare l'efficacia del trattamento con oclacitinib per il controllo della dermatite atopica felina (feline atopic skin syndrome, FASS). Un ulteriore obiettivo era quello di valutare la correlazione tra i livelli plasmatici del farmaco e gli effetti clinici.

Sono stati inclusi nello studio 28 gatti di proprietà con diagnosi clinica di FASS. L’oclacitinib è stato somministrato ad una dose di 1 mg/kg ogni 12 ore per 2 settimane, poi 1 mg/kg ogni 24 ore per altre 2 settimane. All'inizio dello studio (D0) e dopo 7 (D7) e 28 (D28) giorni dall'inizio del trattamento, le lesioni cliniche sono state valutate utilizzando un sistema di punteggio validato (SCORing Feline Allergic Dermatitis [SCORFAD]) e il prurito è stato classificato tramite una scala visiva analogica adattata (adapted visual analogue scale, PVAS). Con le medesime tempistiche, sono stati misurati i livelli plasmatici di oclacitinib e le variabili ematologiche.

Giovedì, 21 Ottobre 2021 17:08

Adenoma tiroideo bilaterale in un alpaca

AlpacaUn alpaca maschio castrato di 7 anni (Vicugna pacos) è stato portato in visita per la valutazione di masse cervicali ventrali, bilaterali e solide, presenti da 3 anni. L'esame ecografico, la valutazione radiografica, i reperti istopatologici e la risonanza magnetica hanno confermato che la diagnosi di adenomi tiroidei bilaterali. Sulla massa sinistra è stato eseguito un trattamento medico conservativo mediante ablazione chimica unilaterale, utilizzando formalina al 10% mediante tecnica di aspirazione. L'ablazione chimica si è dimostrata efficace nel ridurre le dimensioni della massa, senza apparenti effetti avversi.

In conclusione, al meglio delle conoscenze degli autori, questo caso rappresenta la prima descrizione in letteratura di adenomi tiroidei bilaterali in un alpaca, una condizione precedentemente descritta nell’uomo, cavallo, cane e gatto.

content image half widthI farmaci immunoterapeutici, come il domperidone, hanno mostrato dei risultati promettenti in cani con leishmaniosi, tuttavia sono disponibili in letteratura informazioni limitate. Lo scopo del presente studio pilota, prospettico, non controllato era quello di valutare l'effetto del domperidone su titoli sierici di anticorpi anti-Leishmania infantum, globuline, gammaglobuline, proteine ​​di fase acuta (es. proteina C-reattiva [CRP]), big endotelina-1 (big ET-1), creatinina sierica (serum creatinine, SC) e proteinuria in cani con leishmaniosi e malattia renale cronica (CKD).

I cani sono stati inclusi nello studio se "esposti" o "infetti" a/da L. infantum e affetti da CKD (Stadio IRIS 1 [proteinurico] o stadio IRIS 2-3a [SC < 3,5 mg/dl; proteinurico o non proteinurico]). Dopo l'inclusione, è stata introdotta una terapia orale con domperidone e i cani sono stati seguiti per 180 giorni, con controlli dopo 30, 60, 90 e 180 giorni dal trattamento iniziale.

Human allergyL'allergia dell'uomo al gatto colpisce una parte sostanziale e crescente della popolazione mondiale ed è considerata la terza causa più comune di allergie respiratorie umane e la seconda causa più comune negli ambienti chiusi. I medici veterinari, nel corso dell’attività quotidiana, incontrano spesso proprietari allergici ai loro gatti. È importante per i veterinari conoscere questa malattia e i possibili metodi per controllarla, con il fine di fornire dei consigli appropriati ai proprietari degli animali.

L’obiettivo di questa review era quello di riassumere le informazioni attualmente disponibili in letteratura sulla prevalenza, le cause, i sintomi e il controllo dell'allergia al gatto. Per quanto riguarda la gestione dell'allergia, sono state discusse con maggiore enfasi le modalità attuali ed emergenti per ridurre l'esposizione ambientale agli allergeni dei gatti, poiché in quest’ambito il medico veterinario può essere in grado di offrire aiuto e consulenza complementare rispetto a quella fornita dai medici umani.

foal newborn field green grass 1500L'asse entero-insulare (enteroinsular axis, EIA) è un sistema di regolazione dell'energia che modula la secrezione di insulina attraverso il rilascio di specifici ormoni (incretine). Nonostante l'importanza dell'omeostasi energetica nel puledro neonato, non sono disponibili in letteratura informazioni sull’EIA nei puledri ospedalizzati. Gli obiettivi di questo studio erano quelli di misurare le concentrazioni sieriche di insulina e plasmatiche di incretine (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente [GIP], peptide-1 simil glucagone [GLP-1] e peptide-2 simil glucagone [GLP-2]), per determinare l'associazione tra insulina e incretine, nonché la loro connessione con la gravità della malattia e l'outcome nei puledri ospedalizzati.

Sono stati inclusi nello studio un totale di 102 puledri neonati (≤72 h), i quali sono stati classificati in due gruppi: ospedalizzati (n = 88) e sani (n = 14). I puledri ospedalizzati includevano puledri settici (n = 55) e malati non settici (sick non-septic, SNS; n = 33). I campioni di sangue sono stati collezionati nell'arco di 72 ore per misurare le concentrazioni sieriche di insulina e plasmatiche di GIP, GLP-1 e GLP-2. I dati sono stati analizzati con metodi non parametrici ed è stata condotta una regressione logistica univariata.

EcoaddomeL’obiettivo del presente studio era quello di determinare l'accuratezza diagnostica dell'ecografia nel rilevare l'infiltrazione linfomatosa del fegato e della milza in una popolazione di cani e gatti con linfoma. Un ulteriore obiettivo era quello di valutare se specifiche caratteristiche ecografiche del fegato e della milza nel cane fossero associate all'infiltrazione linfomatosa o ad un immunofenotipo specifico di linfoma multicentrico.

È stata effettuata, da parte di due radiologici specialisti, una valutazione retrospettiva in cieco delle immagini ecografiche del fegato e/o della milza in cani e gatti con linfoma confermato citologicamente o istologicamente.

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