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Lunedì, 27 Luglio 2020

J. Ginestreti et al

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Consumo di antimicrobici, benessere animaleConsumo di antimicrobici, benessere animalee biosicurezza in 16 aziende di bovine da lattein Lombardia

  • Riferimento: Large Animal Review 2020; 26: 3-11
  • Abstract: Il benessere degli animali, il consumo di antimicrobici e la biosicurezza sono le nuove sfide che l’allevamento della bovina da latte deve affrontare. Tre aspetti sempre più connessi tra di loro, la cui gestione richiede un approccio integrato. Questo studio ha voluto testare, per la prima volta sul campo, il nuovo sistema integrato ClassyFarm in 16 aziende di bovine da latte situate in Lombardia. Esso consente la categorizzazione degli allevamenti in base rischio in relazione al loro livello di benessere animale, di biosicurezza e all’impiego degli antimicrobici. Nei 16 allevamenti oggetto di studio, i livelli di benessere e biosicurezza sono stati determinati utilizzando il protocollo di valutazione messo a punto dal Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA) ed inserito nel sistema ClassyFarm. Il consumo di antimicrobici (AMU) delle bovine adulte, espresso come giorni standard di trattamento a cui una vacca è stata potenzialmente esposta nel corso del periodo di riferimento (“giorni/capo per anno”), è stato misurato utilizzando le “Defined Daily Dose Animal for Italy” (DDDAit). Il punteggio di benessere animale, riferito alle bovine adulte, è risultato in media pari a 67,98% (range 45,32% - 81,69%), il punteggio medio di biosicurezza è stato del 45,86% (range 21,41% - 71,56%); inoltre il sistema ha consentito di identificare i principali punti critici in questi due ambiti, come ad esempio l’igiene e la gestione non adeguate dello spazio adibito al preparto/ parto, la mancanza di una struttura specifica adibita ad infermeria oppure la mancanza di una distanza adeguata tra automezzi in entrata e le aree di stabulazione degli animali. Negli allevamenti indagati, la media dell’AMU è risultata pari a 10,57 giorni/capo per anno (range 5,13 - 19,61). Gli antimicrobici nelle bovine adulte sono stati principalmente utilizzati per le patologie mammarie (42,03%), per la terapia profilattica delle bovine in asciutta (35,77%), per le patologie locomotorie (12,74%), urogenitali (5,79%) e respiratorie (2,36%). Le penicilline, le cefalosporine di terza e quarta generazione sono state le classi di antimicrobici maggiormente impiegate. Le vie di somministrazione più utilizzate sono state la via iniettabile (43,57%) e la via intramammaria (34,67% per le bovine in asciutta e 20,34% per le bovine in lattazione). Non sono state identificate correlazioni statisticamente significative tra l’AMU e le altre variabili studiate (livello di benessere animale e livello di biosicurezza); tuttavia, data la scarsa numerosità del campione, sono necessarie ulteriori indagini per approfondire i risultati ottenuti. Il sistema integrato ClassyFarm si è rivelato uno strumento molto promettente per le aziende di bovine da latte italiane per monitorare e migliorare i livelli di benessere animale e di biosicurezza, individuando i punti critici sui quali intervenire, e per promuovere un utilizzo più razionale dell’antimicrobico.
  • Specie: animali da reddito
  • Anno: 2020
  • Rivista: Large Animals Review
Letto 346 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2020