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Martedì, 31 Agosto 2021

G. D’Annunzio et al.

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Enteropatia proliferativa daEnteropatia proliferativa daLawsonia intracellularis nel suino

  • Riferimento: Large Animal Review 2021; 27: 149-163
  • Abstract: L’enteropatia proliferativa del suino (proliferative enteropathy - PE), denominata anche ileite, è causata da Lawsonia intracellularis, un batterio intracellulare obbligato. La PE è una patologia a trasmissione oro-fecale che si manifesta soprattutto nella fase di magronaggio ed è responsabile di consistenti perdite economiche negli allevamenti intensivi. I danni economici sono causati dalla riduzione dell’incremento ponderale e dell’indice di conversione dell’alimento e dall’aumento della mortalità e dei soggetti di scarto. La PE è endemica in numerosi Paesi con prevalenze di aziende ed animali infetti che, in Europa, superano il 90% e il 40%, rispettivamente. Nel suino, la patologia è caratterizzata da un ispessimento della mucosa intestinale dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule delle cripte intestinali accompagnata dall’inibizione, ad opera di L. intracellularis, della maturazione e della differenziazione delle cellule caliciformi secretorie e delle cellule assorbenti. La conseguenza inevitabile è la riduzione dell’assorbimento dei nutrienti e la perdita di aminoacidi e proteine nel lume intestinale, con conseguente diarrea. La PE si manifesta con due forme cliniche principali: 1) la forma acuta (enteropatia proliferativa emorragica - PHE) che si osserva principalmente in animali dai 4 ai 12 mesi d’età, caratterizzata da una diarrea sanguinolenta e da elevata mortalità (fino al 50%) e, 2) la forma cronica (adenomatosi intestinale - PIA) che colpisce suini dalle 6 alle 20 settimane d’età, e il cui sintomo principale è rappresentato da una diarrea con feci pastose. Sono state descritte anche altre due forme cliniche a bassa incidenza: a) l’enterite necrotica (NE), espressione di una forma di enteropatia proliferativa cronica complicata da infezioni secondarie che esita in un’estesa necrosi coagulativa dell’epitelio intestinale e, b) l’ileite regionale (RI), risultante dalla guarigione delle lesioni dovute a NE e caratterizzata da deposizione di tessuto di granulazione e ispessimento della tonaca muscolare. La diagnosi indiretta, che viene generalmente eseguita utilizzando un test ELISA, consente di valutare l’eventuale esposizione dei suini a L. intracellularis, mentre la diagnosi diretta (realizzata impiegando test biomolecolari qualitativi: PCR o quantitativi: qPCR, immunoistochimica - IHC) permette di valutare se l’infezione è in atto. Analogamente a quanto accade per altre forme patologiche del suino, la semplice messa in evidenza di L. intracellularis nelle feci non rappresenta un criterio diagnostico valido nei confronti di PE. La corretta procedura diagnostica prevede la quantificazione del numero di microrganismi/grammo di feci e la messa in evidenza di L. intracellularis all’interno delle lesioni intestinali. La profilassi e il controllo si basano sull’applicazione di rigide misure di lavaggio e disinfezione che consentono di ridurre la contaminazione ambientale tra un ciclo produttivo e l’altro e l’applicazione di misure di biosicurezza interna. Particolare attenzione va riservata all’alimentazione, che dovrebbe garantire l’equilibrio della microflora intestinale tramite un corretto rapporto tra proteina altamente digeribile e frazione di fibra, con il supporto di integratori probiotici e prebiotici. In una logica di uso consapevole del farmaco, la somministrazione di massa di antibiotici durante la fase critica del magronaggio dovrebbe essere limitata ai soli gruppi con sintomatologia clinica, implementando invece la profilassi vaccinale. PAROLE CHIAVE Lawsonia intracellularis; enteropatia proliferativa; suino.
  • Note: //
  • Specie: animali da reddito
  • Anno: 2021
  • Rivista: Large Animals Review
Letto 405 volte Ultima modifica il Martedì, 31 Agosto 2021